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    Omicron

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    Responsabilità

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    Se la natura e l’ambiente permeano ogni aspetto della nostra esistenza e da essi non si può prescindere per vivere e progredire, le lettere dell’alfabeto rappresentano il necessario primo bagaglio di conoscenza da acquisire per connettersi e comunicare con chi è altro da noi stessi. Il mescolarsi dei lemmi dell’alfabeto in tutte le lingue del mondo consente di mettere insieme suoni, parole e significati diversi che, affidati alla voce, all’emozione e all’intento comunicativo creano un messaggio unico, ma al tempo stesso universale. In questo Alfabetiere, disegnato dai bambini, ogni singola lettera è associata a una parola e poi a un concetto che declina tematiche ambientali, perché il fine ultimo è quello di promuovere la cultura del rispetto e della cura dell’ambiente stesso

    Abitare poeticamente il Sud. Retoriche e possibilità.

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    Abitare poeticamente il Sud. Retoriche e possibilità. Silvana Kühtz, Leonardo Tizi Abstract Le periferie italiane hanno raccolto azioni dal basso con un portato positivo, a volte narrato con estremo entusiasmo, nell’intreccio fra azione urbana e politica. Abbiamo l’impressione che ci siano aree di provincia, in particolare nel Sud Italia, in cui tali azioni di rigenerazione dal basso siano più un episodio che una pratica. Attraverso studi e interviste con operatori/designer si è tracciato un filo rosso di criticità e potenzialità per la cittadinanza attiva. Qui si descrivono alcuni interventi concreti di azione e un esempio in cui gli autori lavorano a Matera come unità operativa di innovazione sociale in aree periferiche in cui l’Università è intermediario/facilitatore tra abitanti e amministrazioni. Si tratta di URGES, Urban Green Shapes, POR FESR Basilicata 14-20 per il progetto e la realizzazione di un dimostratore pilota di forme di verde su un edificio di edilizia residenziale pubblica, dove si è co-progettato un percorso pilota di laboratori chiamati Abitare Poeticamente la Citta

    Il bello che resta, demolire i cinici.

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    La pandemia 2020 con la quarantena obbligatoria ha creato una discontinuità con tutto quanto si credeva possibile prima. Niente si può dare per scontato. Anche un discorso sulla bellezza non può prescindere da questa premessa, la bellezza è poi stata in questa situazione paradossalmente preservata e perduta allo stesso tempo. Preservatissimi paesaggi naturali, piante, altre specie viventi, orchidee di montagna, acque del mare, edelweiss e tutto ciò che il solo passaggio degli esseri umani deturpava. La pandemia ha scombinato le carte dei nostri destini per sempre, quelli del vivere quotidiano, della progettazione, degli assunti fondamentali basati sui cinque sensi e della socialità, per non parlare dell’economia. Se un discorso sulla bellezza poteva essere concluso con un inno all’incontro fra esseri umani, tarallucci e vino, con l’abbraccio nel cerchio di una pizzica o di una tarantella, la condivisione di una sagra di paese, o di una gita scolastica con pacca sulla spalla, oggi va iniziato a partire da qui, dal fatto che toccare qualcuno non è più cosa normale finché la prossimità è pericolosa, e che non sarà più la stretta di mano, forse, il modo per siglare un accordo. Cosa resta della bellezza? Quali sono le domande da abitare

    La rivoluzione sostenibile – utopia o reale possibilità?

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    Lo sviluppo sostenibile può essere affrontato da punti di vista diversi e multidisciplinari. Il cambiamento del clima coinvolge indiscriminatamente razze, religioni e culture, e per fermarlo è stata invocata una rivoluzione sostenibile non del tutto ingranata. In questo lavoro si esplorano le basi comuni delle cosiddette rivoluzioni, le sfide da affrontare, e i moventi del cambiamento da mettere in campo per attivare una rivoluzione sostenibile
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