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    "Memento mori" di France Prešeren: variazioni traduttive sul tema

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    L'articolo pone a confronto le traduzioni italiane del sonetto "Memento mori" di France Prešeren pubblicate da Luigi Salvini, Bartolomeo Calvi, Francesco Husu e Giorgio Depangher, evidenziando le loro diverse strategie traduttive e proponendo una nuova versione italiana del testo

    "In vse: dim in kanoni, puške, ostrina, rjovenje, gorjé!" La Grande guerra nell'opus poetico di France Bevk

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    France Bevk (1890-1970), narratore, drammaturgo, pubblicista e redattore litoraneo sloveno molto attivo anche a Gorizia e Trieste, è oggi ritenuto, con oltre un'ottantina di volumi pubblicati, uno dei più prolifici autori nazionali e voce tra le più rappresentative del realismo sociale sloveno tra le due guerre. Poca attenzione critica è stata finora invece riservata alla sua poesia, coltivata prevalentemente agli esordi e confluita in parte nel volume lirico "Pesmi" (Poesie) del 1921. Il saggio indaga lo specifico tema bellico nei versi bevkiani, particolarmente in quelli pubblicati tra il 1914 e il 1918 sulla rivista "Dom in svet" (Vojna: bitka, Vojna: molitev, Vojna: črne vasi, V bolnišnici, Zlo, Begunec, Oporoka, Ranjenec, Sirota, Žena padlega vojaka, Vojaška balada ecc.), per approfondire attraverso tale “case study” il più generale sentimento antimilitarista e pacifista manifestato dai coevi letterati sloveni nei confronti della Grande Guerra

    Ivan Cankar v očeh in peresu Fulvia Tomizze

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    La maestria narrativa di Ivan Cankar ha esercitato una forte influenza non solo sui letterati sloveni, ma anche su molti scrittori stranieri. Tra questi, il portato filosofico, concettuale, tematico, etico ed estetico della prosa cankariana ha stillato particolari stimoli creativi nello scrittore italiano di origini istro-triestine Fulvio Tomizza (1935‒1999). Il saggio prende in esame l'ampiezza e la profondità di tale influsso ‒ che ha ispirato al Tomizza demiurgo soprattutto la riduzione teatrale del romanzo "Martin Kačur" di Cankar dal titolo "L'idealista" (1976) e alcune significative brevi prose (ad es. il bozzetto "L'ora di sloveno") ‒, per evidenziare induttivamente gli universalia dell'arte cankariana che hanno saputo trascendere il contesto nazionale fecondando altri autori e letterature

    Od tu in tam: pravljični cvetnik

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    Sottotitolato "Pravljični cvetnik" (Antologia di fiabe), il libro "Od tu in tam" propone, nella traduzione slovena di Miran Košuta (testi a p. 8, 12-20, 24-30, 34-49, 54-60, 66-73) ed Evelina Umek (testi a p. 10-11, 22-23, 32, 50-53, 62-65, 74-81), una selezione di fiabe, poesie e filastrocche tratte dalle migliori opere di Gianni Rodari

    Sto pet polokroglih let: univerzitetna slovenistika pri italijanskem sosedu

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    L'articolo traccia una breve storia della slovenistica universitaria italiana dai suoi esordi nel 1914 con Bruno Guyon presso il Regio Istituto Orientale di Napoli fino ai giorni nostri in cui trova collocazione istituzionale presso gli atenei di Napoli, Roma, Padova, Udine e Trieste. L'articolo compendia inoltre l'attuale situazione normativa, pedagogica e strutturale della slovenistica italiana indicandone i principali problemi, potenzialità e prospettive

    Del mare tra il dire e il fare. Stato e tutela della lingua slovena in Italia.

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    Ponendo a confronto le fonti teoriche con l'esperienza personale diretta, l'articolo illustra sinteticamente la palese discrepanza tra la tutela normativa prevista per la lingua slovena in Italia dalla vigente legislazione statale ed europea e la reale situazione sociolinguistica dello sloveno nel Friuli Venezia Giulia. Pur sostanziando la più immediata, distintiva e fondante espressione identitaria dell'autoctona comunità nazionale slovena e pur godendo di diritti mai conosciuti in precedenza, lo sloveno in Italia vede oggi infatti vieppiù restringersi il proprio spazio vitale e funzionale. Perché? E che fare? Come dare non certo museale tutela, ma ossigeno e futuro alla lingua di una ‘minoranza’? Tra le possibili soluzioni, non marginale appare il ripristino della perduta coerenza di parole e fatti, proclami e azioni, leggi e realtà

    Trije ste

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    Stringata disamina cronologica della storia culturale, letteraria, economica, sociale, politica e nazionale di Trieste, l'articolo analizza le intricate radici della plurilingue multiculturalità locale individuando in essa la chiave di volta del passato successo emporiale ma anche del possibile rilancio futuro della pahoriana “città nel golfo”

    France Prešeren, Poesie

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    Il volume Poesie reca la traduzione italiana della raccolta Poezije doktorja Franceta Prešerna, l’unico libro pubblicato in vita dal massimo poeta sloveno France Prešeren a Ljubljana nel dicembre del 1846, ma con la data del 1847. Nelle cinque sezioni dell'opera (Poesie, Ballate e romanze, Poesie varie, Gazzelle, Sonetti), cui si aggrega in epilogo il poema Battesimo alla Savica, sono trasposti e pubblicati con testo sloveno a fronte tutti i componimenti dell'edizione originale tranne la ballata Lenora (Lenore). La traduzione cerca di rispettare, oltre al portato semantico, anche le caratteristiche formali dell’originaria silloge, rendendone la struttura strofica, le figure retoriche, la rimica e la metrica nel tentativo di mediare al lettore italiano la bellezza dello “zven” e del “pomen”, del suono e del significato che echeggiano inscindibilmente fusi nell’alto canto romantico di France Prešeren. Di seguito alla traduzione italiana della raccolta Poezije di France Prešeren il volume contiene anche le sezioni: Nota sull'edizione e la traduzione (di M. Košuta, pp. 358-359), Note al testo (di M. Košuta, pp. 360-422), Guida alla pronuncia (di M. Košuta, pp. 424-425), France Prešeren, vita e opere - Cronobiografia (di M. Košuta, pp. 426-444), France Prešeren in lingua italiana - Cronobibliografia delle principali opere di e sull'autore (di M. Košuta, pp. 446-454), France Prešeren - Postfazione (di Boris Paternu, traduzione dallo sloveno di M. Košuta, pp. 458-465), Un Prešeren per gli italiani - Postfazione (di Elvio Guagnini, pp. 466-472), Indice dei nomi (redatto da M. Košuta, pp. 475-485), Indice (pp. 487-494)

    Vladimir Bartol, Zbrano delo. Četrta knjiga. Krajša proza po letu 1945

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    Il quarto tomo dell'Opera omnia di Vladimir Bartol comprende le brevi prose scritte dall'autore perlopiù a Trieste e Ljubljana dal maggio 1945 fino alla morte nel 1967. Il cuore del volume è sostanziato dai quattro testi (Tržaška novela 1948, Zgodba o gentlemanu, ki je iskal začudenje, Mangialupi in umetniki, Mangialupi in ženske) riuniti nel 1957 nella silloge Tržaške humoreske (Racconti umoristici triestini), l'unico libro di narrativa pubblicato da Bartol dopo la seconda guerra mondiale. Si tratta di un nuovo capitolo dell'opus autoriale, lontano anni luce dalle problematiche, temi, motivi, atmosfere e figure che dominano nella precedente raccolta Al Araf (1935) o nel romanzo Alamut (1938). L'intonazione filosofica, nietzschiana, freudiana, machiavellica e psicoanalitica nonché l'ambientazione orientale o internazionale dei suoi lavori prebellici lasciano infatti qui il posto al nuovo genere umoristico, alla vena satirica, al multilinguismo, alla tipizzazione psicologica, all'attualismo politico, al palese engagement ideologico e alla cronotopica collocazione dei racconti nel travagliato periodo dell'occupazione anglo-americana di Trieste dopo il secondo conflitto mondiale. Nel volume sono inoltre ristampati dieci testi (Petnajst številk, Dva stavka, Pomlad, Vročica, Literarni večer na Krasu, Ropotarnica, Janičarjeva izpoved, Čarobna koprena, Lipa pred staro cerkvico, Srajca srečnega človeka) concepiti dall'autore nel medesimo periodo ma pubblicati finora unicamente su riviste, e due racconti inediti (Vrag nad bunkerjem, Orhideja in pajek) che conchiudono la presentazione della narrativa bartoliana di breve respiro nell'ambito della collana "Zbrana dela slovenskih pesnikov in pisateljev" edita dal Centro di ricerche scientifiche dell'Accademia slovena di scienze e arti. Ai capitoli Tržaške humoreske (pp. 7-184), Druge objavljene pripovedi (pp. 185-289) e Neobjavljeni pripovedi (pp. 291-313), che comprendono i citati testi bartoliani, segue l'apparato critico del curatore pubblicato nelle sezioni: Komentar (di M. Košuta, pp. 315-434), Opombe (di M. Košuta, pp. 435-508), Viri in literatura (di M. Košuta, pp. 509-510) e Kazalo (pp. 511-512)

    de: Mit sternen in der hosentasche nach Wien... slo: Z zvezdami v žepu na Dunaj ...

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    La prefazione all'antologia lirica "Taschenalmanach. Žepni almanah" del poeta Ace Mermolja ‒ intitolata "Z zvezdami v žepu na Dunaj ..." e pubblicata tanto nell'originale sloveno quanto nella traduzione tedesca di Ivana Kampuš (Mit Sternen in der Hosentasche nach Wien...) ‒ è un saggio critico e storicoletterario che approfondisce la figura, l'opera, la poetica, il pensiero, i temi e lo stile del citato lirico triestino, considerato al contempo uno dei maggiori esponenti della poesia slovena contemporanea
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