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Ruolo della proteina SGK-1 nell’invecchiamento delle cellule endoteliali
Le linee cellulari vascolari coltivate in vitro possiedono una durata di vita limitata nel tempo. In seguito alle ripetute divisioni cellulari, le cellule vanno incontro ad uno stato di arresto irreversibile della crescita, chiamato “senescenza cellulare”. Questo processo è caratterizzato da una serie specifica di cambiamenti fenotipici nella morfologia cellulare, nell’espressione e nell’attività di geni e proteine. La presenza di cellule vascolari senescenti è stata riscontrata nelle lesioni aterosclerotiche umane, ed è stato stabilito che la lunghezza dei telomeri e l’attività della telomerasi abbiano un ruolo importante in questo processo. La teoria dei radicali liberi sull’invecchiamento sostiene che le specie reattive dell’ossigeno (ROS) contribuiscono significativamente al fenotipo senescente, inducendo danni a lipidi, proteine ed acidi nucleici. È stato dimostrato, nelle cellule endoteliali delle vene del cordone ombelicale, che la produzione dei ROS aumenta con l’invecchiamento cellulare, ossia con l’aumento del numero di raddoppi di popolazione. SGK1 è una serin-treonin protein chinasi che induce sopravvivenza cellulare in seguito a diversi stimoli; la sua trascrizione viene indotta dalla stimolazione da parte di siero e glucocorticoidi. Il presente studio è stato affrontato con l’obiettivo di studiare il ruolo potenziale di SGK1 nel ritardare l’inizio della senescenza, contrastando l’effetto avverso dell’aumento dello stress ossidativo e/o altri meccanismi coinvolti nel processo dell’invecchiamento delle cellule endoteliali. I nostri esperimenti hanno rivelato che, nelle cellule HUVEC infettate con il vettore che sovraesprime la proteina SGK1 WT, la proteina SGK1 è localizzata nel nucleo, mentre nella linea SGK1 60, la sua localizzazione risulta essere citoplasmatica. Quest’ultima linea cellulare sovraesprime la proteina SGK1 avente una delezione di 60 aminoacidi all’N-terminale. La produzione dei ROS nella linea SGK WT, durante l’invecchiamento, presenta un andamento decrescente rispetto alla linea di controllo pLPCX. Tale risultato è stato confermato dalla riduzione del danno indotto dai ROS sulle proteine, nella linea SGK WT, rispetto alla linea di controllo pLPCX. Inoltre, è stato osservato un livello ridotto di cellule positive alla attività delle beta galattosidasi associata alla senescenza nella linea SGK WT, rispetto alle altre due linee. Infine, è noto che l’attività della telomerasi, la trascrittasi inversa che allunga la parte terminale dei cromosomi, diminuisce con l’invecchiamento cellulare. Nelle linee cellulari infettate risulta che nella linea di controllo pLPCX e nella linea SGK 60 l’attività delle telomerasi diminuisce in funzione del tempo, mentre nella linea SGK WT si è ottenuto un picco di attività a PDL 8. Quindi, in conclusione, nelle cellule endoteliali senescenti, l’aumentata espressione della proteina SGK1 riduce la produzione dei ROS, aumenta l’attività della telomerasi esercitando probabilmente nelle cellule endoteliali un ruolo protettivo dalla senescenza cellulare
16. Lettera neo-assira [British Museum K.1009]
Lettera degli anziani del Paese del Mare a Asarhaddon
22. Tavoletta cuneiforme in lingua elamica [British Museum K.1325]
TUna delle tavolette elamiche dette "di Ninive"
18. Tavoletta cuneiforme neo-assira [British Museum K.8016]
Testo che celebra la vittoria di Assurbanipal sull’Elam
Administrative Topography in Comparison: Overlapping Jurisdiction between the Susa Acropole Tablets and the Persepolis Fortification Tablets
Gian Pietro Basello. “A Cuneiform Mark in Babylon and Persepolis”
There is a single cuneiform sign (composed by two crossing wedges, one horizontal and the other vertical) engraved on the shaft of a blue composition knob found in Persepolis and bearing the Achaemenid inscription DPic. In this article, G.P. Basello identifies this sign with the similar cuneiform mark resembling the sign MAŠ in the stamp impressions found on Babylonian bricks dated to the Neo-Babylonian period (published by B. Sass and J. Marzahn in 2010). The author considers the single cun..
Glycation-Driven Inflammation: COVID-19 Severity in Pregnant Women and Perinatal Outcomes
The link between being pregnant and overweight or obese and the infectivity and virulence of the SARS CoV-2 virus is likely to be caused by SARS-CoV-2 spike protein glycosylation, which may work as a glycan shield. Methylglyoxal (MGO), an important advanced glycation end-product (AGE), and glycated albumin (GA) are the results of poor subclinical glucose metabolism and are indices of oxidative stress. Forty-one consecutive cases of SARS-CoV-2-positive pregnant patients comprising 25% pre-pregnancy overweight women and 25% obese women were recruited. The aim of our study was to compare the blood levels of MGO and GA in pregnant women with asymptomatic and symptomatic SARS-CoV-2 infection with pregnant women without SARS-CoV-2 infection with low risk and uneventful pregnancies and to evaluate the relative perinatal outcomes. The MGO and GA values of the SARS-CoV-2 cases were statistically significantly higher than those of the negative control subjects. In addition, the SARS-CoV-2-positive pregnant patients who suffered of moderate to severe COVID-19 syndrome had higher values of GA than those infected and presenting with mild symptoms or those with asymptomatic infection. Premature delivery and infants of a small size for their gestational age were overrepresented in this cohort, even in mild-asymptomatic patients for whom delivery was not indicated by the COVID-19 syndrome. Moreover, ethnic minorities were overrepresented among the severe cases. The AGE–RAGE oxidative stress axis on the placenta and multiple organs caused by MGO and GA levels, associated with the biological mechanisms of the glycation of the SARS-CoV-2 spike protein, could help to explain the infectivity and virulence of this virus in pregnant patients affected by being overweight or obese or having gestational diabetes, and the increased risk of premature delivery and/or low newborn weight
No Room for the "Paradise"? About Old Persian pa-ra-da-ya-da-a-ma
The Author discusses, with detailed philological considerations, the problematic Old Persian word for "Paradise", which is attested in a late inscription probably belonging to the time of Artaxerxes II from Susa
