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    Arthur J. Pomeroy (Ed.), Arius Didymus. Epitome of Stoic Ethics.

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    Beets François. Arthur J. Pomeroy (Ed.), Arius Didymus. Epitome of Stoic Ethics. . In: L'antiquité classique, Tome 70, 2001. pp. 260-261

    Correspondence from Esther J. Baldwin to Ellen Spencer Clawson, 1846-1847

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    Correspondence between Esther J. Pomeroy Baldwin to Ellen Spencer Clawson, 1847-1886: (1) Letter dated 2 February 1847 at Flat Brook" (i.e., Flatbrook, a village in Canaan, New York) by Esther J. Pumroy (later Baldwin) to her cousin Ellen Spencer; accompanied by a note by Esther Curtis to Aurelia Spencer, sister of Ellen (3 pages plus envelope addressed care of Orson Spencer, Austin\u27s P.O., Atchison County, Missouri); (2) Letter dated 4 May 1848 at North Egremont, Massachusetts, by Esther J. Pomeroy to her cousin, Ellen Spencer (2 pages plus envelope addressed to Miss Ellen Spencer, care of Orson Spencer, Austin\u27s P.O., Atchison County, Missouri); (3) Letter dated 27 February 1848 at North Egremont, Massachusetts, by Esther J. Pomeroy addressed to her cousin, Ellen Spencer (4 pages); (4) Letter dated 7 March 1853 at North Copake(?) from Esther J. Pomeroy to cousin Ellen Spencer Clawson (4 pages); (5) Letter dated 24 April 1859 at Southfield, Massachusetts, by Esther J. P. Baldwin to her cousins, "the children of the late Rev. O. Spencer" (3 pages); (6) Letter begun 19 May 1881 (completed 23 May) at West Stockbridge, Massachusetts, by Esther J. Baldwin to cousin Ellen Spencer Clawson (4 pages); (7) Letter dated 10 July 1881 at West Stockbridge, Massachusetts, by Esther J. Baldwin to cousin Ellen Spencer Clawson (6 pages); (8) Letter dated 17 March 1886 at West Stockbridge, Massachusetts, by Esther J. Baldwin addressed to a "friend and cousin" including a request for the address of cousin Ellen Spencer Clawson (4 pages, out of order

    25. Arius Didymus, Epitome of Stoic Ethics, ed. by A. J. Pomeroy

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    Le Blay Frédéric. 25. Arius Didymus, Epitome of Stoic Ethics, ed. by A. J. Pomeroy. In: Revue des Études Grecques, tome 118, Janvier-juin 2005. pp. 299-300

    Tim G. Parkin & Arthur J. Pomeroy, Roman Social History. A Sourcebook, (Routledge Sourcebooks for the Ancient World) 2009

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    Alvarez Melero Anthony. Tim G. Parkin & Arthur J. Pomeroy, Roman Social History. A Sourcebook, (Routledge Sourcebooks for the Ancient World) 2009. In: L'antiquité classique, Tome 80, 2011. p. 478

    Tim G. Parkin & Arthur J. Pomeroy, Roman Social History. A Sourcebook, (Routledge Sourcebooks for the Ancient World) 2009

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    Alvarez Melero Anthony. Tim G. Parkin & Arthur J. Pomeroy, Roman Social History. A Sourcebook, (Routledge Sourcebooks for the Ancient World) 2009. In: L'antiquité classique, Tome 80, 2011. p. 478

    Chiara Varotari. Portrait of a Lady (Pantasilea Dotto Capodilista?)

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    Nella scheda si commenta criticamente l’opera alla luce della più aggiornata bibliografia; in particolare si sottolinea la singolare attenzione dell’artista sui raffinati dettagli dell’abbigliamento, di spagnolesca eleganza, non estraneo ad un naturalismo alla Van Dich (Banzato, 2001)

    Italian Women Artists from Renaissance to Baroque

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    Il progetto prende in esame le donne artiste (scultrici, pittrici, incisore) dal Rinascimento al Barocco in Italia ed in Europa, evidenziando per la prima volta alcune pittrici come suor Orsola Maddalena Caccia o Eufrasia Burlamacchi. La mostra ha trovato collocazione presso il prestigioso National Museum of Women in the Arts a Washington D.C ed è stata seguita dalla stampa americana ed europea con molto interesse. Durante i mesi espositivi sono state tenute al NMWA conferenze su temi specifici

    Fede Galizia. Ritratto d'uomo

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    L’analisi stilistica, che si è giovata di studi recenti (Ferro, 2005), ha portato ad avallare l’attribuzione alla pittrice e ha accolto l’individuazione del soggetto ritratto con un margine di dubbio

    Fede Galizia. Ritratto di Paolo Morigia

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    La scheda riguarda il ritratto di Paolo Morigia proveniente dalla Pinacoteca Ambrosiana. Attribuito nel 1965 da Bottari e ridiscusso da Berra nel 1989 che ne accoglie la proposta, il dipinto si distingue per il forte interesse naturalistico che si rivela nella caratterizzazione fisiognomica e nel riflesso delle finestre sulle lenti impugnate dall’effigiato. Tra i primi ritratti documentati, l’opera manifesta la vocazione principalmente ritrattistica della pittrice

    Fede Galizia. Cherries in a silver Compote with Crabapples on a Stone Ledge and Fritillary Butterfly

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    La fortuna della pittrice presso la critica moderna risiede soprattutto nel suo pioneristico lavoro nel campo della natura morta. Le fonti documentarie testimoniano la presenza di diverse “fruttiere” in collezioni private, tuttavia, lo studio della sua attività legata a questo genere è reso ancora molto problematico dalla scarsità di sicuri punti di riferimento. D’incerta provenienza, l’opera si trova nella Collezione Wallace and Wilhelmina Holladay di Washington. La composizione ritorna in altri due esemplari identici a questo ed anch’essi privi d’iscrizioni, uno conservato in collezione Lodi a Campione d’Italia e l’altro è recentemente passato sul mercato antiquario americano (Christie’s, 2006). Il particolare trattamento degli elementi naturali, l’essenzialità del taglio compositivo, la ricorrenza di un’alzata della medesima foggia in altre nature morte attribuite alla pittrice, parrebbero far rientrare l’opera nel suo catalogo
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