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Sport e religione. Il caso del calcio tra campionati reali e virtuali
Nell'ambito del progetto UPSIDE, il contributo affronta le tematiche relative alle interazioni tra diritto e religione nel contesto degli e-games con specifico riferimento al calci
Videogiochi, e-sport e diritto. Regolamentare le nuove frontiere del «mondo virtuale»
Il volume raccoglie parte dei risultati delle ricerche che un gruppo di giuristi afferenti ai Dipartimenti di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli hanno condotto nel quadro del progetto di ricerca finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy dal titolo UPSIDE: Urban Playground for massIVe Digital Experiences (CUP B63D23000820004), sotto la direzione del Principal Investigator, prof. Massimiliano Rak.
Nell'ambito del progetto, gli autori dei contributi pubblicati in questa collettanea si sono concentrati sull'analisi delle questioni giuridiche conclamate ed emergenti dell’universo dei videogames e, nello specifico, delle attività WP3 ovvero, specificamente, dell’«Impatto sociale e criticità giuridiche delle tecnologie coinvolte», delle «Criticità giuridiche del gioco e dei giocatori», dello «Studio degli aspetti tributari delle nuove tecnologie e del gaming» nonché delle «Tutele e garanzie dei gamers». La raccolta si pone, in gran parte, come estensione naturale delle relazioni presentate al workshop UPSIDE, svoltosi presso la Fiera d’Oltremare di Napoli il 29 giugno 2024
Nota introduttiva
Nota introduttiva al volume che raccoglie parte dei risultati delle ricerche che un gruppo di giuristi afferenti ai Dipartimenti di Economia, Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli hanno condotto nel quadro del progetto di ricerca finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy dal titolo UPSIDE: Urban Playground for massIVe Digital Experiences (CUP B63D23000820004), sotto la direzione del Principal Investigator, prof. Massimiliano Rak.
Nell'ambito del progetto, gli autori dei contributi pubblicati in questa collettanea si sono concentrati sull'analisi delle questioni giuridiche conclamate ed emergenti dell’universo dei videogames e, nello specifico, delle attività WP3 ovvero, specificamente, dell’«Impatto sociale e criticità giuridiche delle tecnologie coinvolte», delle «Criticità giuridiche del gioco e dei giocatori», dello «Studio degli aspetti tributari delle nuove tecnologie e del gaming» nonché delle «Tutele e garanzie dei gamers». La raccolta si pone, in gran parte, come estensione naturale delle relazioni presentate al workshop UPSIDE, svoltosi presso la Fiera d’Oltremare di Napoli il 29 giugno 2024
Asymétries d'information et richesse immatérielle de l'entreprise : Mesure microéconométrique
Les économètres ont estimé des frontières de coût et de production afin d'évaluer l'inefficacité des entreprises. En parallèle, les économistes ont considéré des problèmes d'information asymétrique dans les relations contractuelles entre des principaux et des agents. Cet article propose de faire coïncider ces deux approches. On y construit des frontières structurelles ou le terme d'inefficacité est en partie endogène et dépend des contraintes économiques qui pèsent sur l'activité d'un producteur. Des données sur la régulation du transport urbain en France sont utilisées afin d'illustrer notre méthode.
A temporal survey on perceived quality in urban public transport: analysis of the Italian regions from 2002 to 2012
This paper focuses on various aspects of perceived quality of LPT services and
the relation among quality, use and satisfaction with the ticket price.
Elaborating data provided by ISTAT in the 2013 survey “Aspects of daily life”, we develop
an indicator of perceived quality of urban public transport, measuring the progress made at
the regional level in last ten years.
Following a customer-based approach, we consider the opinions of the users on the service
and formalize a methodology to compare an indicator over time, through a structured
approach that can be replicated in different urban contexts.
The survey results highlight (i) an increase in the overall levels of user satisfaction in Italy
between the first observation (2002) and the second one (2012) ; (ii) a very limited relation
between perceived quality and use both in the first and in the second year of observation ;
(iii) a positive and increasingly strong relation between perceived quality and satisfaction
with the ticket price ; finally, (iv) no relation between the satisfaction with the ticket price
and the use of local public transport in both years considered.
This work aims to suggest effective ideas for action to LPT companies and Public Administration,
by breaking up the abstract and all-encompassing concept of quality into its single
constituents, and analysing them more precisely. On the foreground we put the concept of
mobility as a “system” and not as a loose set of individual components
Perceived quality of urban public transport: Use and willingness to pay in Italian regions
L'esperienza dei genitori di bambini con disturbo dello spettro autistico - Una riflessione per il servizio sociale
Il disturbo dello spettro autistico è una disabilità dello sviluppo che affligge migliaia di famiglie in Italia. La legge 134/2015 ha stabilito che le prestazioni relative alla diagnosi, le cure e il trattamento dell’autismo rientrino nei livelli minimi di assistenza e conferma il diffondersi di una coscienza collettiva in merito all’esistenza del fenomeno.
Un contributo significativo al processo di riconoscimento collettivo dell’autismo è stato dato dalle famiglie mediante il racconto della loro esperienza attraverso i media. Ogni genitore desidera che il proprio figlio sia sano e cresca in buona salute; quando questo non avviene, il progetto familiare collegato alla nascita subisce un drastico e doloroso ridimensionamento.
Le ripercussioni sui genitori che vivono l’esperienza di vedere riconosciuta la sindrome al proprio figlio interessano diversi piani: identitario, emotivo, sociale e sono state ancora poco studiate nel loro insieme per orientare i servizi sanitari e sociali nel loro intervento. I genitori, in quanto principali care-givers, sono oggi ritenuti essenziali nella promozione del benessere del bambino con disturbo nello spettro autistico.
La ricerca origina nel contesto del Servizio Sociale ed indaga il vissuto di sedici famiglie, individuate mediante la tecnica dello snowball-sampling, in merito al riconoscimento della sindrome e all’esperienza dell’inserimento scolastico dei propri figli. L’esperienza dei genitori, raccolta mediante un questionario a domande aperte, ha consentito di focalizzare le criticità e i bisogni percepiti al fine di orientare qualitativamente gli interventi di
sostegno promossi dalla rete dei servizio socio-sanitari nella fase di valutazione e nel rapporto con la scuola.
I risultati hanno messo in luce la solitudine di alcune famiglie e allo stesso tempo la determinazione e la tenacia di altre nell’affrontare gli eventi e le difficoltà. Si evidenzia al contempo la necessità di affiancare professionalmente i genitori, sin dalle prime fasi diagnostico/valutative: sono infatti dominati dalla preoccupazione rispetto alla salute del figlio e dallo smarrimento rispetto all’incertezza del futuro. I genitori e i care-givers trarrebbero beneficio da un sostegno fondato sulla sinergia e la stretta collaborazione fra i servizi sociali, sanitar
L'esperienza dei genitori di fronte alla diagnosi di autismo dei figli
Ogni genitore desidera che il proprio figlio sia sano e cresca in buona salute; quando questo non avviene il progetto familiare collegato alla nascita subisce un drastico e doloroso ridimensionamento. Le ripercussioni sui genitori che vivono l’esperienza di vedere diagnosticato un disturbo dello spettro autistico al proprio figlio interessano i piani identitario, emotivo e sociale e sono state ancora poco studiate per orientare la relazione degli operatori dei servizi sanitari e sociali con i genitori. La ricerca origina nel contesto del servizio sociale ed esplora il vissuto di sedici famiglie in merito alle cause e al riconoscimento della sindrome dei propri figli. Le testimonianze dei genitori, raccolte nel 2013, vengono proposte per favorire la comprensione dell’esperienza del genitore e dei famigliari: il supporto dei genitori del bambino autistico, in quanto care-giver principali, dovrebbe essere un obiettivo centrale per la rete socio-sanitaria
La storia di un edificio e la trasformazione nel tempo dei suoi significati
La storia dell’edificio di Tiergartenstrasse n. 22 a Berlino inquadra lo stato di fatto al momento dell’avvio dei lavori di restauro del 2000-2006 e fa da cornice alle scelte di progetto che manifestano un atteggiamento maturo nei confronti della storia, che ha saputo arricchirsi del passato senza vincolarsi al mantenimento dello status quo ante. Lo strumento progettuale è stato sfruttato con sapienza per soddisfare le esigenze di oggi nel rispetto dell’organismo originario, senza tuttavia fingere che tutto ciò che sta nel mezzo non sia accaduto o non abbia lasciato tracce, nelle pietre come negli uomini.
Nel 1937 fu concepito il nuovo piano per Berlino “capitale universale Germania”, secondo i programmi imperialisti della Germania nazista. Lo spostamento delle rappresentanze diplomatiche fu l’occasione per una importante operazione di politica estera, nella quale l’Italia, come alleato privilegiato, fu posta in posizione di primo piano: l’Ambasciata italiana sarebbe stata la più bella e sontuosa di Berlino.
Il progetto per l’Ambasciata d’Italia fu affidato al giovane architetto Friedrich Hetzelt, già noto e gradito al governo fascista. Per il disegno delle facciate si accettò il contributo di eminenti architetti italiani, ma Albert Speer soprassedette personalmente alle fasi di progetto, fornendo anche a costruzione avviata precise indicazioni anche su aspetti di dettaglio. Il progetto, che doveva avere una immagine spiccatamente italiana, fu ispirato al palazzo della consulta di Roma, disegnato nel 1732 dall’architetto Ferdinando Fuga, che il Führer stesso aveva visitato e apprezzato.
Il cantiere di costruzione fu avviato all’inizio del 1939, e nel mese di settembre le principali strutture murarie erano già in fase di ultimazione. All’entrata dell’Italia in guerra a fianco della Germania, i lavori furono ulteriormente accelerati, soprattutto nell’ala della Cancelleria, che fu inaugurata il 17 maggio 1941. Non senza difficoltà, i lavori dovevano essere grossomodo ultimati nel 1943. Le sale di rappresentanza non furono mai utilizzate, così come l’appartamento dell’Ambasciatore.
L’edificio di Tiergartenstrasse fu sede dell’Ambasciata d’Italia fino al 1950. Con la divisione in due stati della Germania e il trasferimento della Capitale provvisoria a Bonn, nell’immobile fu collocata la sede del Consolato Generale d’Italia, che continuò ad occuparne i locali adibiti a uffici, con funzioni e competenze progressivamente calanti. Il resto dell’edificio, di fatto mai utilizzato, andò progressivamente in rovina.
Riunificata la Germania e trasferita la capitale a Berlino, il Ministero degli Affari Esteri bandisce un concorso di progettazione per il recupero dell’immobile da destinare a sede dell’Ambasciata d’Italia. Il progetto selezionato, ritenuto dalla commissione di aggiudicazione “il più rispettoso del passato e della valenza storica dell’edificio”, è dell’Architetto Vittorio De Feo.
Le fondamentali scelte di progetto sono tutt’altro che rivolte al recupero del palazzo tal quale era al termine della costruzione: il progetto prevede la costruzione di uno scalone previsto nel progetto originario ma mai realizzato, e di mantenere visibili sulle facciate i segni dei bombardamenti.
Tale intervento si pone come un segno di grandissima sensibilità e maturità, che ha fatto dell’Ambasciata d’Italia a Berlino una delle mete turistiche della città, unico superstite della dannatio memoriae che ha raso al suolo la città di Berlino più delle bombe e dell’usura del tempo
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