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    La historia del derecho romano de Castillejo. A propósito de su reimpresión.

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    La autora aborda el estado de la enseñanza del derecho romano en el primer tercio del siglo XX en las facultades de derecho de España y su relación con otros países occidentales. Toma como pretexto para sus notas la reedición de la histona del derecno romano publicada en 1935 por Castillejo.The author describes the standing of Roman law teaching in Spanish law schools during the first part of the XX century and how it relates with its teachig in other western countries. She bases her discussion of this topic on a new edition ot Castillejo 1935 book, The History of Román Law.Publicad

    Abitare il carcere. Proposte progettuali per il corpo femminile

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    «La prigione è un luogo dell’abitare, della riabilitazione e della socializzazione »: da questo assunto muove la proposta di Francesca Giofrè e Pisana Posocco, raccolta in “Donne in carcere. Ricerche e progetti per Rebibbia”, edito da LetteraVentidue nella collana “Alleli”, dedicata ai libri di ricerca. La pubblicazione si occupa degli spazi dedicati alle donne detenute, una minoranza nella minoranza, sottorappresentata e spesso ignorata poiché, come la maggior parte dei luoghi, il carcere è storicamente pensato e progettato per gli uomini. Per comprendere le donne in carcere è strettamente necessario accedere fisicamente ai loro spazi, così come per progettare questi ultimi bisogna comprenderne il mondo invisibile di ritmi e modi di vita. Le due autrici sono entrate in carcere con il rispetto che l’ingresso in casa d’altri richiede e con questo volume ci guidano al suo interno

    L’uso come progetto. Palazzo Venezia: dialogo tra antico e nuovo

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    L’edificio rinascimentale di Palazzo Venezia a Roma ospita il museo nazionale omonimo ed una serie di istituzioni pubbliche ma, nonostante la sua posizione, nel corso del tempo si è allontanato dai circuiti turistici ed ha chiuso le proprie porte alla città. La nuova direzione del museo ha avviato dal 2016 una serie di iniziative di valorizzazione: in quest’ottica si inserisce l’oggetto della tesi, il progetto di servizi aggiuntivi al piano terra e nei sotterranei del Palazzo. La localizzazione delle nuove funzioni è stata studiata sulla base delle caratteristiche degli ambienti disponibili e del rapporto che essi intrattengono con il giardino. Il progetto di caffè letterario, ristorante, biglietteria e spazi per la didattica è stato accompagnato da una ricerca storica funzionale alla comprensione del valore e delle vicende legate ad alcuni resti di età imperiale e medievale presenti nei sotterranei, dei quali è stata prevista la musealizzazione, ed alla progettazione di ambienti d’uso. Il progetto ha l’obiettivo di raccontare la storia di questo luogo ed ospitare un nuovo futuro vitale che trovi spazio nell’antico e ne ri-costruisca la memoria

    Irene Bald Romano, Gordion Special Studies. II. The Terracotta Figurines and Related Vessels

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    Muller Arthur. Irene Bald Romano, Gordion Special Studies. II. The Terracotta Figurines and Related Vessels. In: L'antiquité classique, Tome 68, 1999. pp. 616-617

    ‘Note di lettura, a Ercolano (Mosaici Antichi in Italia)'

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    Il 3 luglio 2004, presso il Museo Nazionale Romano è stato presentato il volume dedicato ai mosaici di Ercolano. Irene Bragantini e Fabrizio Pesando hanno avuto l'onore di introdurre il volume con alcune considerazioni che qui si riproducono in un'esposizione più ampia e articolata, ma che riflette quanto detto in quella sede

    Sui ricordi, costruire memoria. Un museo per il racconto del Colosseo

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    Nel volume si illustra un progetto di architetture urbane in cui si delineano le azioni necessarie alla riconfigurazione dell’invaso del Colosseo, alla ridefinizione del suo rapporto con l’area dei Fori e all’attivazione di un sistema museale diffuso che si disponga a corolla intorno al grande monumento. Il contributo descrive l'approccio progettuale del museo previsto sul Celio, ai piedi del Claudianum, che assume l’incarico di narrare la storia e le caratteristiche spaziali dell’Anfiteatro Flavio. Si tratta di trasmettere i temi che riguardano la costruzione del Colosseo, ma anche di rappresentare l’icona che è diventato ponendosi al servizio di un luogo denso di storia, una centralità della Roma antica e contemporanea che presenta vuoti e frammenti urbani ormai ignoti ai più

    I diari di Irene Bernasconi: memorie di una vita faticosa nell’Agro romano (1915-1919)

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    After attending a Montessori course, Irene Bernasconi (1886-1970) went to work in one of the first Casa dei Bambini opened in 1915 by the Ente Scuole per I Contadini in an unhealthy place in Latium. Reading her diaries allows us to intercept traces of the authentic everyday life of children who made small achievements that deeply marked their lives and those of their families. The numerous, diverse, and rich material she left us, most of which still kept by her heirs and unpublished, is an historical-educational heritage that proves to be an ideal source for Public History of Education. Irene Bernasconi’s is a powerful autobiographical testimony that also highlights the living conditions of the forgotten peasants of the Agro Romano. It is a story meaningful, useful, and inclusive. Thanks to her strong, colourful language, the public is not insensitive and understands the many challenges she had to face

    Scatole di cristallo, impressioni di materia / Crystal Boxes, Material Impressions

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    Costruita in acciaio e vetro perché “in tal modo porteremo dentro ciò che è fuori”, la Casa Farnsworth è, al pari della sede della Bauhaus di Gropius, “come uno scoglio gentilmente lambito da una placida marea”. Tuttavia, stando a quanto riportano alla luce recenti studi, l’immagine della casa cristallizzata nell’ immaginario collettivo come tempio della trasparenza, e corrispondente al suo stato attuale, è decisamente alterata rispetto all’originale idea miesiana. La trasparenza della casa non è solo pura permeabilità, ma una delle proprietà materiche della costruzione, una dei mediatori del rapporto tra uomo e spazio, tra architettura e uomo, tra architettura e natura

    Il nuovo polo museale del Celio

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    si propone di localizzare nei pressi del Colosseo un museo che intende essere un centro servizi per il vicino monumento ed al contempo un luogo ove trovare indicazioni storiche e spiegazioni sul manufatto, sulle modalità costruttive, sulla sua storia e le trasformazioni che questo e l’area circostante hanno nel tempo determinato e subito. Il museo di prefigge di essere punto di accoglienza ed informazione per quei 7,5 milioni di visitatori annui che il Colosseo attira. Aspira ad essere un centro di prima “formazione” e divulgazione, punto di riferimento - e forse di regia - per la rete di musei e luoghi da visitare che si collocano nell’area (il Celio, il colle Oppio, il Palatino, i Fori, la passeggiata archeologica, Caracalla e l’Appia). Il museo è stato localizzato nella collina del Celio, lungo via di San Gregorio. L’area è stata individuata in virtù della sua facile accessibilità sia su gomma dall’area del Circo Massimo - per i pullman turistici -, sia su ferro, perché servita da due fermate di metropolitana: Colosseo e Circo Massimo. Inoltre è in diretta connessione con il tram il cui tracciato è mantenuto nella sede attuale. L’accesso al museo avverrà dalla “quota dei marmi”, nei pressi dell’Arco di Costantino. La connessione con l’area archeologica non è interrotta da alcun percorso carrabile, che è stato fortemente contingentato e la parte residua spostata lungo la linea del tram. L’area individuata non solo offre la possibilità di identificare delle superfici museali che, per quanto ridotte rispetto al numero di visitatori medi giornalieri del monumento che è di 21mila persone circa, sono abbastanza consistenti, ma permette anche un inserimento del nuovo manufatto in modo integrato entro un paesaggio urbano ed archeologico tra i più delicati ed importanti al mondo. Il lato della collina del Celio che affaccia verso il Palatino offre, quasi incredibilmente, delle possibilità di intervento con un ridotto rischio archeologico: negli anni ’30 fu scavata a cielo aperto la linea della metropolitana, inoltre parte del attuale terrapieno dietro i muraglioni del Muñoz è fatto di terreno di riporto. La costruzione dell’Antiquarium, all’inizio del secolo scorso, ha probabilmente già fortemente manomesso il sottosuolo. In virtù di queste favorevoli condizioni e per ridurre l’impatto si è pensato ad un progetto parzialmente ipogeo. La visita del museo parte dal basso e nel suo svolgersi fa emergere i visitatori proprio di fronte al Colosseo in modo che le informazioni storiche e museografiche appena fornite si confrontino con il monumento stesso, visibile così dal meno noto lato ovest. La parte superiore nella collina del Celio è organizzata in modo tale da divenire un luogo privilegiato di osservazione dell’area dei Fori e del Palatino, un luogo da cui godere del paesaggio e da cui avere uno sguardo sintetico di quanto appreso con la visita dell’esposizione. Il museo si pone anche come un centro servizi offrendo un ristorante, una caffetteria, un bookshop, un posto di deposito zaini, e svariati servizi igienici. Questo nuovo museo vuole essere anche un luogo a servizio della città ed un presidio contro la desertificazione turistica dell’area centrale. È infatti prevista un’area per mostre temporanee, un laboratorio didattico, una sala conferenze ed un centro di studio sul restauro (biblioteca e laboratori). L’intenzione è quella di renderlo un luogo di riferimento per i romani e di farne una cabina di regia per il turismo che viene magneticamente attirato dal Colosseo in modo da garantire un’offerta di qualità ed al tempo stesso capitalizzare questa condizione di attrattore naturale, orientando i visitatori nel proseguo delle loro vacanze romane.The idea is to establish a Museum near the Colosseum, which aims to be a services center for the monument and at the same time a place where historical information can be found, as well as explanations on the construction procedures, their evolution and the transformations that the Colosseum and the surrounding area underwent over the time. The museum intends to represent a welcoming place for the 7.5 million visitors that Colosseum attracts every year. It aims to be an initial “training and dissemination” center, a point of reference – and probably a control room – for the network of museums and places to visit within the area (the Celian and Oppian Hills, the Palatine, the Fora, the archaeological walk, the Baths of Caracalla, and the Appian way). The museum has been situated on the Celian hill, along Via di San Gregorio. The area was identified due to its easy accessibility both from the roads of the Circo Massimo area – mainly used by tourist buses – and from the railways, as two subway stops are nearby Colosseo and Circo Massimo). Furthermore, this area has a direct link with the tram line. The access to the museum will be from the “level of the marbles”, near the Arch of Constantine. The connection with the archaeological area is seamless, no interruptions whatsoever exist in terms of driveways. The area identified offers the possibility to welcome a number of visitors that, although lower than the daily average of 21 thousand people, represent a fairly high portion of people; at the same time, this area allows to include additional architectural areas within an urban and architectural landscape that is among the most important ones worldwide. The side of the Celian Hill overlooking the Palatine offers several options with a limited archaeological risk: during the 30s the subway line was excavated open-cut, and part of the present embankment behind the Muñoz massive walls is made up of backfill. The construction of the Antiquarium, at the beginning of the last century, has already probably heavily set the subsoil free. According to these favorable conditions, and to reduce the impact, a partial hypogeum was taken into consideration. The visit to the useum starts from the bottom, and visitors come out right in front of the Colosseum, so that the historical and museum-related information provided can be directly checked against the monument, which is in this case visible from the less-known western side. The upper part of the Celian hill is organized so as it may become a privileged point of observation of the Fora and the Palatine, a place from which enjoying the andscape and having an overview of the information collected during the visit in the museum. The museum also intends to be a services center, with a restaurant, a cafeteria, a bookshop, a backpack storage area, and several toilet facilities. This new museum aims to be a place serving the city and a facility against the tourist desertification of the central area. An area for temporary exhibitions has also been designed, in addition to an educational laboratory, a conference center, and a restoration research center (both library and laboratories). The intention is to turn it into a reference center for the Romans, and a control room for the tourism that is magnetically attracted by the Colosseum, hence providing high quality solutions and at the same time capitalizing on this natural attraction, guiding visitors through their Roman holidays

    Mapping the immaterial. The case of Centocelle Archaeological Park

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    Starting from the case study of Centocelle Archaeological Park, the contribution tries to unfold new possibilities on how architects may look at the cultural landscape. The endeavor is to face the coexistence of the objective analysis of physical elements with the phenomenological subjective gaze through the practices of walking and mapping
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