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Pianificazione dell’emergenza e prevenzione strutturale del rischio: il ruolo della CLE
L’introduzione degli studi di CLE nei processi di pianificazione dell’emergenza postula l’esigenza di contestualizzare le grandezze strategiche a supporto della gestione dell'emergenza stessa all'interno del sistema urbano, di cui deve essere valutato il comportamento in termini
di capacità di resistere ad una condizione di sollecitazione estrema (come quella sismica) e, cosa ancor più rilevante, richiede che le diverse
componenti del sistema urbano vengano valutate secondo una logica di tipo relazionale. Il lavoro indaga come gli studi di CLE costituiscano il primo momento analitico a supporto della prevenzione strutturale del rischio
Governo del territorio e prevenzione strutturale del rischio: la sfida prossima ventura
Dopo i recenti fatti di Genova sembra inevitabile tornare a parlare di sicurezza territoriale ma, poiché Genova è solo l’ultima di un rosario di catastrofi annunciate, sarà bene tentare di affrontare la questione in una prospettiva diversa da quella che si è soliti utilizzare dopo eventi calamitosi di questa portata.
Di fronte ad eventi di tale natura, infatti, tutte le voci che si sono levate hanno reclamato, come peraltro avviene da molti anni, la messa in opera di interventi di manutenzione straordinari per il rischio idrogeologico, come strumento attivo di prevenzione del rischio. Ora, è del tutto evidente che di fronte ad uno stato di dissesto come quello che tutti gli studi nazionali ed internazionali documentano, promuovere interventi finalizzati alla messa in sicurezza di quelle parti del territorio che attualmente manifestano evidenti condizioni di instabilità è quanto mai necessario ed auspicabile.
Ci sono però alcune altre questioni su cui interrogarsi, che non possono essere messe in ombra dall’emergenza, se davvero vogliamo adottare una prospettiva di sicurezza territoriale
Strumenti innovativi a supporto delle politiche di rigenerazione urbana
La diffusa mancanza di qualità urbana è argomento che anima da almeno un ventennio un dibattito che vede coinvolti urbanisti, pianificatori e professionisti di vari settori disciplinari nel tentativo di comprendere le cause e i rimedi per fronteggiare una crisi sempre più dilagante. Riferendo il dibattito al nostro contesto nazionale potremmo identificare alcune di queste cause nella crisi stessa del sistema urbanistico, sotto gli aspetti normativi e disciplinari, che non ha coniugato i paradigmi e le prassi pianificatorie con le mutate esigenze di governo delle dinamiche urbane. L’esigenza di rigenerazione è estesa (centro storico e periferie) ed interstiziale, interessando tutti gli elementi che costituiscono il tessuto urbano (spazio pubblico e privato). A supporto di tali processi diffusi di rigenerazione, forte, semplice e flessibile deve essere l’impulso amministrativo, in grado di attivare meccanismi di compartecipazione pubblico-privato al processo di recupero. Vanno dunque rivisti gli attuali strumenti di pianificazione, proprio per le complesse esigenze tecniche, processuali ed amministrative la cui soddisfazione non sembra emergere in maniera compiuta nelle esperienze nazionali. Il lavoro presentato si muove sulla ipotesi di definizione di un framework concettuale ed operativo in cui si introduce un nuovo strumento di incentivazione agli interventi privati diffusi, a supporto dell’attivazione di processi partecipati di rigenerazione urbana
Fermare la dispersione urbana. Il possibile ruolo dei “territori deboli”
Storicamente, parlando di territori deboli ci si riferiva principalmente alle cosiddette "aree interne", ovvero alle aree montane. Distanti e scarsamente accessibili dalle grandi città e dai centri di servizio, affette da fenomeni di declino demografico, con traiettorie di sviluppo economico in declino, con scarsi livelli di attrattività per la popolazione residente e tuttavia dotate di qualità (ambientali, culturali e sociali) non altrove rintracciabili.
Territori che hanno subito, durante il periodo dello sviluppo industriale pesanti dinamiche di abbandono della popolazione e delle attività economiche locali.
Con il tempo, tuttavia, e con l'osservazione dei processi di riconfigurazione delle grandezze economiche e funzionali che caratterizzano le moderne realtà urbane e territoriali, il concetto di territorio debole è stato in qualche modo ridefinito dalla ricerca socio economica e territoriale, avvicinando a quello di fragilità o, più spesso, di marginalità.
L'idea di fragilità o di marginalità degli spazi geografici si applica a parti dello spazio geografico che, sebbene dotate di valori intrinseci potenzialmente valorizzabili ai fini della determinazione di un processo di sviluppo endogeno, possiedono quei valori in una misura (quantitativa e organizzativa) non sufficiente a permetterne la valorizzazione reale.
Essi, in generale, sono molto dotati di risorse "deboli", rappresentate dal patrimonio naturale (parchi, laghi, aree naturalistiche e ad alta valenza ambientale), culturale (centri storici, beni culturali e religiosi), dalle tradizioni agricolo e dall'artigianato. Risorse che però non garantiscono, all'interno degli attuali modelli di governo del territorio, la possibilità di disegnare un processo di sviluppo.
La Provincia di Rieti rappresenta, da questo punto di vista, un caso paradigmatico.
Questo lavoro cerca di documentare come i caratteri evolutivi dell’ambito provinciale ne abbiano definito i profili di marginalità e di debolezza, tentando di formulare alcune ipotesi, certamente non definitive, in relazione alle esigenze di un nuovo approccio al governo e alla pianificazione di questi territori
Il ruolo dell'informazione geografica nel miglioramento del ciclo di gestione dei rifiuti solidi urbani
Quali-quantitative Methods for Analyzing Urban Structure and Supporting Regeneration Policies
This study focuses on a method based on the morphological-typological analysis of urban settlements, where some qualitative-quantitative indicators are identified. These indicators compare the metrics of the buildings with their conservation status, in order to gain useful information concerning the needs and potential strategy of intervention and provide an overall picture of the state of deterioration of urban aggregates (such as architecture, structure, and energy usage). Further, they allow for a first economic estimate of the regeneration of the entire urban space. The study occurred in the district of Villa Adriana in Tivoli (Rome), which due to its almost spontaneous origin, suits well the application and validation of the proposed method. The method has potential to address all the functional, urban, and territorial deficiencies in order to spread space regeneration
Sicurezza Territoriale, Governo del Territorio, Protezione Civile
Ogni volta che in Italia si manifestano eventi catastrofici (alluvioni, frane, incendi ecc.) si torna a parlare di sicurezza territoriale; ma poiché ogni evento è sempre l’ultimo di un rosario di catastrofi annunciate, sarà bene tentare di affrontare la questione in una prospettiva diversa da quella che si è soliti utilizzare per affrontare questo tema.
Dopo eventi di tale natura, infatti, tutte le voci che si levano reclamano, come sempre avviene da molti anni, la messa in opera di interventi straordinari di manutenzione del territorio, intendendo tali interventi come strumenti attivi di prevenzione del rischio. Ora, è del tutto evidente che di fronte ad uno stato di dissesto come quello che tutti gli studi nazionali ed internazionali documentano, e che la cronaca costantemente ci riporta, promuovere interventi finalizzati alla messa in sicurezza di quelle parti del territorio che attualmente manifestano evidenti condizioni di rischio è quanto mai necessario ed auspicabile. Ci sono però alcune altre questioni, come al solito messe in ombra dall’emergenza, su cui cominciare ad interrogarsi, se davvero vogliamo affrontare in maniera strutturale della sicurezza territoriale. Questioni che trovano la loro ragione nelle modalità con cui abbiamo storicamente affrontato il tema del rischio e della sicurezza del territorio. In particolare, questo lavoro discute di alcuni dei motivi che hanno portato il nostro Paese a non dotarsi di una norma positiva ed organica in materia di sicurezza territoriale e del mai risolto rapporto tra processi di governo del territorio e protezione civile
Spatial analysis of the increasing urbanization trend in the Frascati wine designation of origin (DOC) area: a geostatistical approach
This work refers to the design, test and implementation of an estimation index useful to describe cultivated
areas reduction in a sub-urban context. The index is based on the historical analysis of the interference
between urban development and agricultural activities, and it uses geostatistical methods. The necessary data
to implement the index has been derived from heterogeneous sources covering a period of about 10 years
(1996 to 2005). Joint use of optical satellite images at high/very high spatial resolution and numerical
cartographic data has been essential. More in detail, the index has been tested in the estimation of land use
changes for the period of 2005 to 2008 in the study area. Results have been verified through a very-highresolution
(VHR) Kompsat 2 satellite image acquired in 2008
Valutazione della sostenibilità energetica attraverso l’analisi morfotipologica dello spazio urbano
Tra le sfide per l’ambiente urbano che l’Unione Europea ha lanciato (EESC, 2010, URBACT, 2015), compaiono sia la riqualificazione degli spazi pubblici, delle aree verdi e dei sistemi insediativi, sia la riduzione dei consumi energetici, come strumenti per assicurare lo sviluppo sostenibile delle città e aree urbane. L’interesse al tema della rigenerazione urbana, entrato nell’agenda europea da oltre 25 anni, è diventato cruciale e non più orientato alla sola riqualificazione “estetica” della città, ma viene oggi rivolto anche ad altri interventi di natura culturale, sociale, economica ed ambientale, imprescindibili e improcrastinabili per il buon esito del processo rigenerativo. Una delle politiche di intervento che dovrebbe connotare i processi di rigenerazione urbana, corrispondente agli indirizzi comunitari, è certamente quella finalizzata alla riqualificazione energetica dell’edificato. Con l’obiettivo di produrre un supporto informativo utile ai decisori pubblici per apprezzare la fattibilità di implementazione di politiche orientate in tal senso, in un dato ambito territoriale, nel lavoro vengono riassunti i primi risultati ottenuti dalla definizione e implementazione di una metodologia di valutazione della possibilità di utilizzazione delle coperture degli edifici per la produzione di energia sfruttando l’irraggiamento solare
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