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    Design per un diverso presente

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    “Il vero design è tale solo quando agiscono forti interazioni fra scoperta scientifica, applicazione tecnologica, buon disegno ed effetto sociale positivo”. In un mondo caratterizzato da una complessità tecnologica e sociale sempre crescente, le aziende sono in grado di realizzare oggetti incredibile e tecnicamente molto complessi ma spesso non sanno analizzare i bisogni sociali e culturali in trasformazione. Il problema sta nel fatto che, mettendo una tecnologia intelligente in un prodotto inutile e che non risponde a nessun bisogno, produrremo un prodotto stupido inutile e null’altro. I progettisti sanno come aiutare le imprese a risolvere questo problema. Sono in grado di equilibrare la tecnologia, la cultura e l’interesse per l’uomo. La sfida del futuro sarà quella di progettare con e non per il pubblico, nel rendere gli utenti il soggetto e non l’oggetto dell’innovazione

    Materiali compositi, tecnologie e tecniche costruttive

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    La definizione di materiale composito è quella di un materiale solitamente non presente in natura che nasce dalla combinazione di almeno due materiali tra loro chimicamente differenti e che presentano un'interfaccia di separazione. I materiali compositi sono utilizzati in strutture, come ad esempio quelle impiegate nel settore aeronautico, per la loro rigidità e leggerezza, nonché per la resistenza alla fatica, alla corrosione e all'impatto. I materiali compositi si distinguono dai metalli perché sono il risultato della combinazione di materiali che differiscono per composizione o forma. Il cemento armato è un eccellente esempio di una struttura composita che consente al calcestruzzo e all'acciaio di conservare la propria identità. Le barre d’acciaio sopportano i carichi di tensione mentre il cemen¬to sopporta quelli di compressione. I compositi avanzati sono costitui¬ti da una fibra ad alta resistenza inserita in una matrice epossidica. Strutture di grafìte-epoxy permettono un risparmio di peso del 20% rispetto all’alluminio. La riduzione dei pesi è il vantaggio più evidente a supporto di tale scelta. Atri vantaggi rispetto ai materiali tradizionali sono l’alta resisten¬za alla corrosione e la resistenza ai carichi di tipo ciclico. Lo svantaggio maggiore è invece legato ai costi elevati. I materiali compositi ibridi sono, solitamente, ottenuti combinando tra loro fibre di vetro, kevlar o carbonio su matrice di resina epossidica, per ottenere specifiche caratte¬ristiche quali la resistenza alla rottura o agli impatti. La fibra di vetro è di gran lunga la fibra di rinforzo più usata; i termi¬ni GRP (Glass Reinforced Plastic) e FRP (Fiber Reinforced Plastic) sono spesso usati per descrivere prodotti fatti con compositi. Le matrici di resina termoindurente più comunemente usate includono poliestere, epoxy, vinilestere e fenolica. La scelta dei tipi di resine impiegate per¬mette di variare le caratteristiche relative alle temperature di esercizio, alla resistenza agli agenti chimici, all’aggressione degli agenti atmosfe¬rici, alle proprietà di conducibilità elettrica e alla resistenza al fuoco. La maggior parte degli oggetti prodotti con materiali tradizionali può essere realizzata anche usando materiali compositi, mentre per certi tipi di applicazioni l’uso dei compositi è quasi una scelta obbliga¬ta. La selezione del materiale da impiegare è in genere funzione della durata utile richiesta al prodotto finito, del numero totale dei pezzi da produrre, della complessità della forma, del risparmio nei costi di assemblaggio, e, infine, dell’esperienza nell’uso dei compositi. In molti casi i risultati migliori si ottengono dall’uso combinato di mate¬riali compositi e di materiali tradizionali. Negli ultimi anni i processi produttivi hanno conosciuto una evolu¬zione costante. Benché l’applicazione a mano rimane ancora una tec¬nica diffusa, nuove tecniche, quale ad esempio l’infusione sotto vuoto, si fanno strada in settori ad alta tecnologia come nelle applicazioni dei materiali compositi per l’industria aerospaziale.The definition of composite material is a material usually not present in nature that derrives from the combination of at least two chemically different materials with each other, resulting in an interface separation. Composite materials are used in structures, such as those used on certain aircraft, for their rigidity and lightness, as well as for fatigue, corrosion and impact. Composite materials are distinguished from metals because they are the result of the combination of materials that differ in composition or form. Reinforced concrete is an excellent example of a composite structure allowing concrete and Steel to retain their identity. The Steel bars under load voltage, whilst the cement supports those in compression. The advanced composites are made of high strength fibers embedded in a epoxy matrix. Structures of graphite- epoxy allow a weight saving of 20% compared to aluminum. The reduction in weight is the most obvious benefit to support this choice. Other advantages over traditional materials is that they have high corrosion resistance, and resistance to cyclic loads. The major disadvantage is instead linked to high costs. The hybrid composite mate¬rials are usually obtained by combining glass fibers, kevlar or carbon fiber epoxy resin matrix, to obtain specific characteristics such as resistance to breakage or impact. The fiberglass is by far the most widely used fiber reinforcement, the words GRP (Glass Reinforced Plastic) and FRP (Fiber Reinforced Plastic) are often used to describe products made from composites. The thermosetting resin matrices most commonly used include polyester, epoxy, vinyl ester and phenolic. The choice of types of resins used for adjusting characteristics relating to operating temperature, resistance to chemicals and atmospheric agents, properties, electrical conductivity and resistance to fire. Most of the objects produced with traditional materials can also be produced by using composite materials. While the use of composites is almost an obvious choice for certain applications, the selection of materials to be used is generally a function of life required to finished product, thè total number of parts to be manufactured, thè complexity of form, of savings in assembly costs, and, finally, the experience in thè use of composites. In many cases the best results are obtained by the combined use of composite materials and traditional materials. In recent years the production processes have evolved constantly. Although the application at hand is stili a common technique, new techniques, such as, for example, vacuum infusion are constantly evolving in high technology sectors such as aerospace applications of composite materials

    Design for All : Un approccio al design inclusivo

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    “L’uomo ragionevole si adatta al mondo. L’uomo irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a sé. Quindi tutto il progresso dipende dall’uomo irragionevole.” ( George Bernard Shaw) Noi non siamo standard, né lo sono le persone alte, quelle con gli occhiali o con le dita grosse, gli stranieri, i bambini, gli anziani, le donne incinte, le persone in carrozzina, ecc. Il design consolidato ignora tutti questi casi e progetta per l’utente standard: così facendo esclude o penalizza più del 90% della popolazione europea. La risposta progettuale che supera penalizzazioni ed esclusioni è il Design for All (DfA), che soddisfa i singoli - fruitori e non più meri utenti - nelle loro specificità, valorizzandole. Il Design for All considera la diversità tra gli individui come una risorsa piuttosto che come un limite e l’eguaglianza tra gli individui come un argomento strategico ed irrinunciabile per lo sviluppo sostenibile della società futura. I temi dell’inclusione sociale, della diversità e dell’uguaglianza tra gli individui sono ormai nelle agende politiche di tutto il mondo. Nella dichiarazione di Stoccolma del 2004 il Design for All è definito il design per la diversità umana, l’inclusione sociale e l’uguaglianza. La metodologia progettuale inclusiva e d’integrazione si basa su di un approccio sistemico e olistico, necessariamente multidisciplinare. Dietro al neologismo semantico di “Design Olistico” - dove per design si intende l’insieme delle attività di ricerca, ideazione e progettazione finalizzate alla realizzazione di un qualsiasi prodotto, sia materiale che immateriale, e per olistico (dal greco holos: “tutto”, “intero”) si intende che il tutto non è la somma delle parti e che l’insieme non può essere spiegato dall’analisi del funzionamento delle sue componenti - si recepisce e si vuole diffondere una tendenza che, attualmente, si sta affermando nel mondo della progettazione industriale: quella relativa all’importanza e alla fecondità di un orientamento volto alla soddisfazione di un’utenza sempre più estesa e di una filosofia del progetto che non faccia più discriminazioni, per convenienza economica o per consapevolezza miope, tra maggioranze e minoranze, tra bambini e anziani, tra normodotati e diversamente abili, nonché tra l’uomo e gli habitat in cui questi vive. Oggi l’attualità del Design for All testimonia apertamente come anche il mondo della progettazione industriale abbia fatto propria la prospettiva olistica da cui guardare le problematiche cui far fronte. I tratti distintivi e gli obiettivi del Design for All, che è anche l’avanguardia capace di fronteggiare quei socio-problemi causati da sperequazioni etiche tuttora perduranti, concorrono dunque a neutralizzare la visione gerarchica dell’essere e la sterile compartimentazione della società. La definizione che possiamo assumere oggi che recita: “Se non è bello non è Design for All”, definisce il ruolo della qualità estetica nei processi di comprensione e fruizione. “Un buon progetto abilita, un cattivo progetto disabilita” (P. Hogan); e certamente va aggiunto che abilita o disabilita tutti, senza escludere alcun passaggio, dal decisore al fruitore

    INCLUSIVE HOUSEBOAT PROJECT

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    The Nautical Centre LNI “BEYOND BARRIERS”, in the Cala of Palermo, has ordered the first inclusive Houseboat: a semi-custom product made in one piece by local workers. Over the past two decades, more attention has been paid to the issue of architectural barriers. Inclusive design must take into account many aspects of the product or service being designed, with a view to the future: the aging and longevity of the population, the dignity of people, the usability of products, their aesthetics of and the role of technology

    RICOSTRUIRE L’IDENTITÀ Transitive-Car Design

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    l concetto di Transitive Design si affaccia all’agone del dibattito internazionale sullo scorcio del XX secolo, nel momento in cui il disegno industriale nella sua globalità stava interrogandosi sui possibili indirizzi del gusto e sui mutamenti che stavano vivendo l’economia e la società. Il termine è stato coniato da Clino Trini Castelli per identificare quegli oggetti di produzione industriale che creano un legame sinergico tra passato e presente, riassumendo forme archetipiche e rinnovandole attraverso nuove funzioni e nuovi materiali. Rientrano nella categoria del Transitive Design tutti quei prodotti che collegano il passato e il futuro sotto il segno della continuità nel mutamento; sono prodotti che guardano indietro alle icone del design con l’intento di produrre un processo di riconciliazione tra due tendenze coesistenti e contraddittorie: la “nostalgia” del passato e il desiderio di proiettarsi verso il nuovo, pur nell’ansia e nelle incertezze che connotano il futuro. Transire nella lingua latina era utilizzato con l’accezione di “andare attraverso”, “passare tra”, e indicava l’idea di un moto da un luogo (figurato) a un altro secondo un ben preciso percorso. Presto questa parola, con i suoi derivati nominali (“transitività”) e aggettivali (“transitivo”) entrò nel linguaggio grammaticale a indicare la proprietà di alcuni verbi (appunto transitivi) di trasmettere il contenuto dell’azione da un soggetto a un oggetto.The field of automotive design in recent years has offered interesting examples of the concept of Transitive Design. Each object has an iconic value more or less marked and its symbolic value is entrusted to the predisposition and sensitivity of those who observe it. Looking at cars as the new 500 or the new Mini realizes that iconicity is a true generative matrix of the project. Transitive-car design, reflecting on the absolute value of design, produces objects in which innovation is in harmony and in continuity with the best traditions, with the culture and spirit of the time: when the human pace of adaptation to the new technologies and habits, the initial objetive will be achieved, that is to give birth to objects capable of generating emotions and a general sense of well-being

    Appunti su forma, leggerezza e trasparenza nel design

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    In questi anni il design è stato il veicolo di una certa educazione estetica che ha coinvolto un ampio numero di persone, ormai perfettamente in grado di riconoscere ed apprezzare un manufatto ben disegnato. Il campo di interessi e di operatività del designer si è, oggi, allargato ad ampio raggio, poiché sempre più ampia è la gamma dei prodotti chiamati a rispondere alle crescenti esigenze dell'uomo, che vanno a combinarsi con un'allargata offerta di tecnologie innovative all'interno dei processi pro¬duttivi. La sua sfera di competenza spazia necessariamente dal tradiziona¬le campo della progettazione dell'oggetto, al controllo del suo impiego, per finire addirittura alla sua dismissione. Il designer è chiamato inoltre ad individuare le proiezioni future delle necessità e, in base a queste, a piani¬ficare i nuovi obiettivi calibrati sulle innovazioni della produzione. La sperimentazione su alcune forme e su alcuni elementi, oggi più che in passato, sembra tagliare trasversalmente architettura e design; esiste infatti una sostanziale contiguità tra i ruoli di disegnatore industriale e di architetto: talvolta solo la scala d'intervento appare diversa, l'atteggiamen¬to progettuale è invece, in molte occasioni, analogo. Il progettista che opera nell'ambito dell'industrial design, molto più che in passato, deve interfacciarsi con discipline diverse. La ricerca pro¬gettuale in questo settore, ha assunto una sua fisionomia ben precisa e tiene conto di molte discipline, alcune delle quali sono relativamente recenti: la tecnologia dei materiali, i processi produttivi, la sostenibilità ambientale, il ciclo di vita di un prodotto, ecc

    CAR DESIGN Progetto per un abito in movimento

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    «credo che oggi l’automobile sia l’equivalente delle grandi cattedrali gotiche, una grande creazione d’epoca concepita appassionatamente da artisti ignoti, consumata nella sua immagine, se non nel suo uso, da tutto un popolo che si appropria con essa di un oggetto perfettamente magico». (roland Barthes a proposito della Citroen Déesse). l’automobile, tra gli oggetti della vita quotidiana forse è quello che ha impresso la trasformazione più evidente all’ambiente dell’uomo e alla sua concezione del trascorrere del tempo. la pervasività con la quale l’auto s’è introdotta nella nostra vita quotidiana non è stata certo un fenomeno indolore. l’automobile sconta una singolare contraddizione: è un simbolo del benessere economico, eppure le città con più veicoli circolanti sono quelle nelle quali si vive peggio. l’automobile, fatta eccezione della casa e di qualche altro bene di lusso, è di gran lunga l’oggetto di consumo più costoso di cui l’uomo medio possa disporre, eppure il suo mercato cresce ogni anno di più. Nulla più dell’automobile è oggi specchio di una società in mutamento, in perenne bilico tra sviluppo e crisi. In fondo, ognuno affida alla macchina l’immagine di sé nel mondo, il proprio status sociale, il gusto, la cultura. l’automobile si trova oggi ad affrontare una sfida decisiva per il suo futuro, che è anche quello dell’economia e della sostenibilità ambientale. È difficile prevedere quale forma avrà l’automobile del futuro: è certo invece che, per continuare a essere «un aggeggio del tutto comune» (roland Barthes) dovrà radicalmente mutare il modo di pensare noi stessi e le nostre estensioni tecnologiche.«I believe that today the car is the equivalent of the great Gothic cathedrals, a great vintage creation conceived passionately by unknown artists, consumed in its image, if not in its use, by a whole people that appropriates with it a perfectly magical object». (Roland Barthes about the Citroen Déesse). The car, among the objects of everyday life, is perhaps the one that has impressed the most evident transformation to the human environment and its conception of the passing of time. The pervasiveness with which the car has been introduced into our daily life has certainly not been a painless phenomenon. The car suffers a singular contradiction: it is a symbol of economic well-being, yet cities with more vehicles are those in which one lives worse. It is in fact a weapon available to all, even the most dangerous, if we look at the use made of it in recent terrorist attacks, and yet a particular license is not required to use it. The car, with the exception of the house and some other luxury goods, is by far the most expensive consumer object that the ordinary man can have, yet his market grows more each year: perhaps only the mobile phones exceed its trend to increase sales. Nothing more than the car is today the mirror of a changing society, in constant balance between development and crisis. After all, everyone entrusts the car with the image of himself in the world, his social status, taste and culture. Today the car is facing a decisive challenge for its future, which is also that of the economy and environmental sustainability. It is difficult to predict what form the car of the future will have: it is certain that in order to continue to be (to use the title of Roland Barthes' essay dedicated to cars) “a very common thing” will radically change the way we think ourselves and our technological extensions

    Come e dove si insegna a progettare le barche

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    Il settore della nautica esprime attualmente una forte vocazione professionale sia sul versante delle competenze necessarie alla progettazione di unità da diporto, sia sul versante della gestione delle varie fasi del processo produttivo. L’evoluzione tecnico-scientifica raggiunta in questi anni ha prodotto un progressivo ampliamento delle conoscenze che impone però un continuo adeguamento delle metodologie progettuali alle nuove esigenze produttive. Il progettista che opera nel settore della nautica, forse più che in altri campi, deve interfacciarsi con discipline diverse. La storia dell'insegnamento del design per la nautica presso la facoltà di Architettura di Palermo ha avuto inizio nel 1984, con il corso ‘Architettura imbarcazioni da diporto’ tenuto da Andrea Vallicelli, allora professore a contratto e già affermato progettista. Quella dello yacht designer è una figura professionale trasversale, le cui competenze devono trovare il giusto equilibrio tra la tradizione e la sensibilità tipiche del design italiano e lo slancio verso il futuro, che inevitabilmente implica la ricerca, l’innovazione e la sostenibilità ambientale

    Design nautico e autoproduzione in Sicilia: Maribelle e Giorgia

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    La pratica dell’autoproduzione rappresenta un ideale punto di incontro tra cultura del fare e cultura del progetto, tra le pratiche dell’artigianato e le elaborazioni teoriche del design. Da alcuni anni aumentano sempre più gli eventi e le manifestazioni che vedono protagonisti designer che praticano l’autoproduzione dei propri progetti. In un mercato ormai saturo di prodotti industriali, il design autoprodotto sta prendendo sempre più piede. Il nuovo artigianato è alla testa di un movimento che si propone di ridefinire le categorie dell’innovazione e del consumo. Il maker è un creativo che sfrutta al meglio gli strumenti e le conoscenze oggi disponibili per costruire oggetti. Certamente un moderno maker ha dalla sua parte un gran numero di opportunità che un tempo era impossibile avere come ad esempio l’universo sterminato di informazioni che si trovano in rete. La filiera nautica italiana ha delle caratteristiche che la rendono decisamente originale rispetto ad altre più conosciute filiere del nostro sistema manifatturiero, in quanto essa poggia spesso su una integrazione perfetta tra designer e produttore; e nella quale questi stessi soggetti si fanno carico, spesso, di sviluppare i processi d’innovazione. È in questo complesso panorama che si collocano due interessanti progetti sviluppati in Sicilia, a Palermo da due giovani e “coraggiosi” designer

    Biomimicry: Nature as a Model for Design

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    Being ecological involves an imposing change, but different from the one followed so far: we must not fear external threats, in fact there is nothing external since we are already part of nature, we are already ecological (Morton in Noi, esseri ecologici, Laterza, Roma, 2020). Design has the task of highlighting objects and strategies to restore the relationship between man and the context in which he lives by restoring the inclusion of social and natural ecosystems. In this context, thanks to the evolution of natural sciences and technologies, it is possible to create fertile ground for the birth of new relationships between design and nature. Designers are called upon to restore and create new connections between people and disciplines. One of the areas of scientific research, which seems to have particular relevance within the debate on environmental sustainability and sustainable design, are those of “Biomimicry” and “Hybrid Design”. Man has always drawn inspiration from nature in the design of his artefacts to find efficient solutions: today, thanks to scientific development and new technologies, we are able to analyze and reproduce processes never seen before: design today is ever closer to understanding how nature designs and builds. The biomimetic approach will be able to provide the design culture with a truly strategic contribution for the development of sustainable, innovative and future-proof design solutions, “ecologically responsible and socially responsive, revolutionary and radical in the truest sense of the terms” (Papanek in Progettare per il mondo reale. Il design: come è e come potrebbe essere, Mondadori, Milano, 1973). As he claimed Richard Buckminister Fuller: “We do not seek to imitate nature, but rather to find the principles she uses”
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