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Il dentro e il fuori del cosmo Punti di vista per interpretare il mondo. Atti del XI Convegno Società Italiana di Archeoastronomia
Nel suo XI Convegno Nazionale la Società Italiana di Archeoastronomia ha proposto quale
tema di riflessione i diversi punti di vista attraverso cui il cosmo è stato analizzato e interpretato.
I fenomeni astronomici sono stati osservati fin dagli albori della civiltà e il tentativo
di darne un’interpretazione ha contribuito potentemente allo sviluppo del pensiero umano.
Le immagini degli astri e la traduzione grafica dei loro complessi e oscuri ritmi sono diffuse
in tutte le regioni geografiche del globo, e coprono tutte le epoche dalla preistoria a oggi.
Attraverso il disegno lo sguardo dell’uomo ha prodotto alla mente e alla coscienza corpi ed
eventi cosmici, descrivendoli, analizzandoli e quindi figurandoli. Nei millenni le tecniche e
i metodi adottati nella rappresentazione testimoniano due diversi approcci: guardare il cosmo
dall’interno (punto di vista reale) oppure dall’esterno (punto di vista ideale). La scelta
del punto di vista non solo genera immagini tra loro specchiate, ma testimonia un preciso
orientamento culturale sul quale si è voluto avviare un confronto. La decodificazione di
questi segni, figure del cielo, dipende largamente da una ricerca congiunta tra le diverse
discipline delle scienze fisiche e delle scienze umane. Dall’analisi e dallo studio dei diversi
aspetti (quali, ad esempio, l’aspetto archeologico, l’architettonico, l’archeoastronomico,
l’etnologico, l’iconografico, letterario, scientifico) che presentano i beni con valore astronomico,
sono stati costruiti quadri d’insieme d’informazioni diverse, tali da permettere la
definizione di nuovi e originali modelli interpretativi
Replication Data for: Corruption information and vote share: A meta-analysis and lessons for experimental design
These files replicate all analyses in Trevor Incerti, “Corruption information and vote share: A meta-analysis and lessons for experimental design.” To replicate all analyses and figures, download all data files to a folder entitled “~/data”, create a second folder entitled “~/figs” in the same directory, and run all code files in numerical order. See README for detailed descriptions of code files and data
Le incontenibili proliferazioni di Incerti
Mostra Achille Incerti, a cura di Elisabetta Fagioli e Egle Prati, Reggio Emilia, Chiostri di S. Domenico, 24 nov. 2007 – 7 gennaio 200
Introduzione
Questo volume raccoglie alcuni degli esiti di una giornata di studi – promossa dall’Istituto di Studi Rinascimentali, dai Musei d’Arte Antica e Storico Scientifici del Comune di Ferrara, dal Dipartimento di Architettura di Ferrara – voluta per celebrare il bicentenario dell’inaugurazione del cimitero comunale di Ferrara (1813-2013). La Certosa di Ferrara, una città nella città, il titolo scelto per l’iniziativa, desiderava sottolineare la scala urbana di questo grande complesso che misura oggi, dopo gli interventi ottocenteschi, circa 6,5 ettari nella sua sola parte monumental
Storia di un minuto.Volume 3
I contenuti della Sezione Storia di Un Minuto sono la quintessenza della volontà di superare la logica binaria dell’esposizione di architettura intesa come una raccolta di oggetti materiali, di venerazione quasi religiosa, in un ambito culturale ristretto.
In passato, infatti, la Biennale di Architettura di Venezia è stata il terreno ideale dei demiurghi dell’architettura e dei loro feticci.
Naturalmente non ci sarebbe niente di male nel mettere in scena i modelli in scala, i disegni e le foto degli edifici, oppure il lavoro dei propri maestri, se questi non rappresentassero, soprattutto oggi, un culto esclusivo, ammantato di arcana competenza, incapace di riconoscere la complessità delle crisi ambientali.
In questo contesto, la sezione curata da Alessandro Gaiani, Emilia Giorgi, e Guido Incerti, ha il merito, tra gli altri, di esplorare la crisi di un territorio, con strumenti isotropici come l’arte fotografica e cinematografica.
Da qui emergono le immagini dei luoghi e delle forze potenziali per la ricostruzione di un territorio, a partire dalle comunità, unità minime di coesione sociale.
Le immagini dei tre fotografi descrivono le alterazioni fisiche dell'ambiente e di ogni specie vivente, dagli esseri umani, alle specie animali e vegetali.
Il processo attraverso cui un evento sismico altera un ambiente locale riporta l’architettura verso il suo naturale ruolo di strumento di mediazione e di negoziazione dell’umanità con la troposfera.
E, benché già oltre l’interpretazione primitiva della competenza disciplinare, ci si chiede se anche questa prospettiva non sia controproducente, dato che l’Antropocene si deve all’incapacità di accogliere, all’interno della comunità, ogni presenza vivente e non vivente come parte di un unico organismo.
Dopo il terremoto, infatti, le modifiche dell’habitat, dovute alle componenti tettoniche artificiali, spesso non sono più vantaggiose per i loro abitanti, e, come detriti, possono contribuire al degrado dell’ambiente.
Come nel “principio di costruzione di nicchia”, così ogni presenza sul territorio - gli individui, la collettività, le piante e il vento -, sono un agente attivo del cambiamento, che può contribuire alla resilienza delle comunità.
Coerentemente il luogo fisico dell’esposizione, immaginato dai tre curatori, si espande e diviene un polimorfico spazio pubblico, nel Padiglione Italia, ed un laboratorio nei territori colpiti dal sisma, animato dal coraggio dell’attivismo, grazie al contributo di ActionAid Italia, e dal rigore della ricerca, grazie alle iniziative del Gran Sasso Science Institute.
Con “laboratorio” qui si intende uno spazio inclusivo di creatività come motore del cambiamento, in cui la componenti più marginalizzate delle comunità dimostrano di essere la parte più mobile delle società, quella che, raggiunta la consapevolezza che lo status quo non sia più un’opzione, immagina relazioni adattative inaspettate, e quindi ancora più preziose, tra l’ambiente e le persone
L’incidenza dei fenomeni astronomici transienti nell’arte del medioevo e del primo rinascimento: forma e colore nella rappresentazione della stella dei Magi
Il gruppo di ricerca ha intrapreso da diversi anni uno studio la cui finalità è quella di verificare se fenomeni astronomici transienti particolarmente vistosi (transiti di comete brillanti, esplosioni di supernovae, ecc.) siano da considerarsi quali fonti di ispirazione per opere d’arte medievali nelle quali siano state rappresentate stelle o altri fenomeni celesti. A questo fine, è stato costruito un data-base con cui si sono catalogate le opere d’arte che rappresentano i Magi e la Natività. I nostri primi risultati mostrano effettivamente una forte correlazione statistica tra numerose opere d’arte e questi eventi astronomici particolarmente luminosi ed impressionanti almeno per i secoli XII - XIII e, in parte, per il XIV (Incerti, Bònoli, Polcaro, 2010, 2011, 2014; Polcaro, Bònoli, Incerti, 2011). Il presente lavoro presenta un database implementato anche per il XV secolo e si propone, attraverso l’analisi delle qualità formali e cromatiche delle stelle rappresentate, di valutare l’incidenza degli episodi astronomici straordinari sulla produzione artistica medioevale e del primo Rinascimento
La Certosa di Borso d’Este: geometria e misura di un progetto rinascimentale
La Certosa di Ferrara, uno dei più importanti monumenti del rinascimento ferrarese, fu voluta dal Duca Borso d’Este ed edificata a partire dal 1452 sul limite nord-est della città. L’impianto primitivo del complesso, fortemente rimaneggiato nel corso delle trasformazioni ottocentesche che riconvertirono gli antichi spazi coperti e scoperti a nuovo camposanto, è di difficile decodificazione a causa delle corpose opere di demolizione allora realizzate. Il presente contributo ha come temi l’indagine sullo schema tipologico adottato in relazione alle tradizioni monastiche cenobitiche ed eremitiche, e l’analisi della forma e delle misure del grande claustro, una delle parti del complesso parzialmente sopravvissute. Nel progetto del grande claustro l’uso del disegno e della geometria appaiono funzionali sia al controllo delle superfici e dei volumi sia alla definizione delle parti dell’architettur
La simulazione della luce nei modelli digitali con valore astronomico: strumenti a confronto [Simulation of light in digital models with astronomical value: comparing tools]
Il contributo intende indagare le potenzialità ed i limiti dei differenti software disponibili nella simulazione della luce nei manufatti con valore astronomico,
confrontando gli esiti dei prodotti diffusi prevalentemente in ambito architettonico con il planetario virtuale Stellarium. Si intende analizzare, con un approccio multidisciplinare, l'accuratezza offerta dai diversi strumenti e il grado di facilità di utilizzo, con lo scopo di individuare i possibili ambiti di
applicazione e le relative metodologie operative.The chapter intends to investigate potentials and limits of the different software available in the simulation of light in artifacts with astronomical
value, comparing the results of products commonly used in the architectural field with the virtual planetarium Stellarium. It intends to analyse, with a
multidisciplinary approach, the accuracy offered by different tools and the level of user-friendliness, with the aim of identifying the possible areas of
application and the related operating methodologies
Una possibile rappresentazione della SN1006 negli affreschi della chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella a Roma
Il gruppo di ricerca ha intrapreso da diversi anni uno studio che ha lo scopo di verificare se fenomeni astronomici transienti particolarmente vistosi (transiti di comete brillanti, esplosioni di supernovae, ecc.) siano da considerarsi quali fonti di ispirazione per opere d’arte medievali nelle quali siano state rappresentate stelle o altri oggetti o fenomeni celesti. A questo fine, è stato costruito un data-base nel quale sono catalogate le opere d’arte medievali che rappresentano i Magi e la Natività. I nostri primi risultati mostrano effettivamente una forte correlazione tra questi eventi astronomici particolarmente luminosi ed impressionanti e numerose opere d’arte rappresentanti queste tematiche almeno nel XII e XIII secolo e, in parte, nel XIV secolo. (Incerti, Bònoli, Polcaro, 2010, 2011; Polcaro, Bònoli, Incerti, 2011)
Note sul rilievo del complesso cimiteriale e tavole di rilievo
Il rilievo del complesso monumentale del cimitero della Certosa di Ferrara è stato eseguito a partire dai dati raccolti provenienti dall’attività didattica del corso di Rilievo 1 della Facoltà di Architettura di Ferrara. Nel corso di quattro anni accademici si sono avvicendate novantuno squadre di rilevatori che hanno utilizzato metodi e procedure di rilievo diretto. Le operazioni hanno coperto un’area di circa 63.325 metri quadrati.
Ad una prima fase di riordino sommario, ne è seguita una seconda di verifica. Per garantire una coerenza metrica dei dati planimetrici, delle sezioni e dei prospetti degli edifici, sono state eseguite due campagne di rilievo topografico e una di rilievo tridimensionale laser scanner.
Le tavole presenti nell’Atlante riguardano la planimetria generale del complesso e due sezioni oggetto di restituzione in scala 1:100 e qui riprodotte in scala 1:200. Le quote altimetriche sono riferite al piano di livello (visibile nelle sezioni)
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