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La violenza di genere fra cyber spazio e vita quotidiana e la scatola nera della fragilità maschile
The theoretical contribution proposes a reflection that parallels the concrete forms of gender violence (in its various and consequential definitions) (Bartholini, 2019) with virtual ones. It explores peculiarities and boundaries and intends to highlight: the effects of bifocal distor-tion (real-virtual) within the relationships between genders (a); the substantive character of gender-based violence aimed at making havoc of the woman’s body as an archaic simulacrum and the object of a liturgical ritual now completely escaped male control (b); the concept of male fragility as a counterweight to that of superiority and male domination (c). It is through this latter concept that a peculiar key to the phenomenon of proximal and virtual violence is offered, with the intention – declared by the author – of overcoming the categories of “male domination” and “patriarchy” and instead highlight how male fragility – which is expressed in violence – is located in that shared animal heritage that has not known (in the sense that it was not able to internalize) neither culture nor morality and, in its failure to evolve, is at least in part the key to solving this social problem
Età e classi di età: rappresentazioni, ibridazioni e conflitti
Questo numero di Welfare ed Ergonomia ha inteso proporre una riflessione sul peso che l’età ha nella società attuale, evidenziando la distanza tra l’età anagrafica, quella valutata collettivamente, in base a parametri sanitari e complessi calcoli economici, e quella individualmente percepita, nel gap fra l’ordine prescrittivo dei ruoli prestabiliti e le performance che giovani, adulti e anziani ritengono di interpretare nelle diverse “province di significato” (Schutz 1979). Attraversare un’età, intesa come una sezione cronologica dell’intero corso della vita e, al contempo, come transizione ed intermezzo fra una fase temporale ed un’altra, assume oggi connotazioni più complesse.
Quando tali sezioni cronologiche o transizioni vengono analizzate attraverso il loro dipanarsi nella sfera economico-lavorativa, i cambiamenti che si registrano, e che rimandano alle biografie personali di ciascuno attore sociale, sono sempre più spesso il prodotto di fattori esogeni e causali sistemiche che di scelte individuali. Si è giovani o anziani in relazione a quanto si è integrati nel sistema produttivo.
Quando queste stesse sezioni/transizioni cronologiche vengono osservate all’interno dei micro-ambiti delle relazioni interpersonali o familiari, o ancora negli ambiti plurimi della socializzazione secondaria (scuola, gruppi di interesse, club etc.), le classi di età e l’età come attributo personale assumono valori cangianti. Assistiamo alla trasformazione dell’età anagrafica a mera congettura, che l’esperienza personale confuta sempre più frequentemente.
La dimensione anagrafica percepita individualmente spesso non combacia con quella sociale, e il tentativo di un sistema globale di rendere inservibile la giovinezza, al pari della terza età, confligge con le rivendicazioni autarchiche di giovani e anziani al diritto delimitare specifici campi delle scelta di vita (procreative, sentimentali, abitative e, più in generale, spazio-temporali), oltre che i tentativi di rappresentazione di sé che coinvolgono, anche e sempre più massicciamente, le manipolazioni corporee ed estetiche. Con sempre maggiore evidenza si delinea un conflitto permanente fra due età temporali poste agli estremi (giovinezza ed anzianità) “contro” l’età di mezzo (quella degli adulti).
Come è possibile, quindi, definire la distanza, più o meno rilevante, tra l’età anagrafica e quella sociale o individualmente percepita? Chi è dunque giovane e chi è anziano? Qual è il ruolo del giovane qual è il ruolo dell’anziano, e quali indicatori segnano il gap fra l’ordine prescrittivo di habitus e ruoli e quello più appariscente delle drammaturgie che giovani, adulti e anziani ritengono di interpretare nelle diverse “province di significato”?
Inoltre, cosa accade nelle famiglie in cui convivono anche tre generazioni contemporaneamente? Quali possibili equilibri, ascrivibili non solo a necessità di ordine pratico, ridefiniscono le relazioni endogene?
A queste domande gli autori intendono fornire alcune possibili risposte, nella consapevolezza che i passaggi da un’età all’altra sono diventati sempre più ibridi e sfumati e, quindi, di difficile interpretazione
Migranti senza fissa dimora nella Sicilia occidentale: dalla «doppia mancanza ai processi di resilienza e socialità interstiziale»
The proposal aims to highlight the self-representations of homeless – economic migrant who transform the personal project of a different life in Italy in an exercise of survival. This modifies the perception of the self through the subversion of specific categories of «presentified time» and space de- limited by their skills of perceiving their immediate surrounding space as a branch of their own bodies. The reflection focuses on the effects of experience of 47 migrants interviewed in two different mo- ments and after almost two years after the first interview.
The focus of research is an analysis of concept of abjection as self-perception of an irreversible degradation condition that blocks any possibility of recovery for homeless
Work-life balance e servizi per la prima infanzia. Un’analisi di contesto in tema di welfare locale.
Questo saggio riflette su come le diseguaglianze in tema di genere e classi d’età influenzino l’accesso al mercato del lavoro, ma, soprattutto, la sfera riproduttiva.
Maternità e professione si pongono spesso come scelte escludentesi l’un l’altro per l’inadeguatezza dei servizi di cura soprattutto nel Meridione.
Il saggio passa in rassegna le leggi che a livello nazionale e regionale hanno cercato di favorire la conciliazione famiglia-lavoro nelle famiglie dual earner. Analizza poi la presenza di tali servizi per l’infanzia in Palermo, negli ultimi anni.
Il case study del comune di Palermo evidenzia una generale esiguità dei servizi e una pro- gressiva diminuzione degli asili nido pubblici, nonostante gli investimenti economici degli ultimi decenni. Rileva come persistano numerosi ostacoli che scoraggiano la partecipazione femminile al mercato del lavoro ma, soprattutto, che scoraggiano le scelte procreative con effetti negativi sui futuri equilibri generazionali in chiave macro-sistemica.This paper reflects about the gender and age inequalities that influence the access to the labor market on the one hand and reproductive ones on the other.
Maternity and work often arise as choices excluding one another due for the inadequacy of care services especially in the South of Italy.
The essay reviews some laws of the last years for encourage the work-life balance and ana- lyzes the presence of the services for children in Palermo.
The case study of the municipality of Palermo shows a general lack of services and a pro- gressive reduction of public nurseries and kindergarten, despite the economic investments of the last decades at institutional level. It points out how many obstacles persist that discour- age female participation in the labor market, but above all discourage procreative choices in the couples “dual earner”, with negative effects on future generational balances
Il Terzo settore in Sicilia fra disallineamenti e dualismo
Il tema del TS in Sicilia appare sotto la lente di approcci interpretativi e traiettorie di welfare differenti. Un approccio che pone in rilievo gli aspetti amministrativo-gestionali-contabili, considera un punto di svolta che la Regione, nel porsi come effettivo laboratorio di sussidiarietà e nella prospettiva costituzionale dell’art.118 Cost., definisca i livelli di congruità degli enti di terzo settore attraverso l’iscrizione al Registro unico nazionale.
Il secondo, seguendo una traiettoria più consapevole delle diversità territoriali (Ferrera 1998, Cassano 2005, Busso e Gargiulo 2016, Gori 2019, Ianes 2020), si focalizzata sulle condizioni che differenziano la funzione degli ETS, e paventa il rischio di un "isoformismo istituzionale", proprio in riferimento agli ETS iscritti al registro delle imprese, che non rappresenterebbe adeguatamente il dualismo interno alle differenti aree in cui gli Enti operano e l’importanza del loro ruolo.
Il saggio proposto si colloca all’interno di questo secondo approccio e intende sottolineare, insieme ad alcune condizioni che ostacolano il pieno sviluppo degli ETS in Sicilia, gli elementi che hanno favorito processi di sussidiarietà in un’ottica di welfare partecipato differenziato.The issue of TS in Sicily appears under the lens of different interpretative approaches and welfare trajectories. An approach that emphasizes administrative-managerial-accounting aspects considers it a turning point that the Region, in positioning itself as an effective laboratory of subsidiarity and in the constitutional perspective of Art. 118 Constitutiones defines the levels of appropriateness of third-sector entities through registration in the single national registry.
The second, following a trajectory more aware of territorial diversities (Ferrera 1998, Cassano 2005, Busso and Gargiulo 2016, Gori 2019, Ianes 2020), focuses on the conditions that differentiate the function of ETSs, and fears the risk of an "institutional isoformism," precisely in reference to ETSs registered in the business registry, which would not adequately represent the internal dualism of the different areas in which the entities operate and the importance of their role.
The proposed essay is within this second approach and aims to highlight, along with some of the conditions that hinder the full development of ETSs in Sicily, the elements that have favored subsidiarity processes in a differentiated participatory welfare perspective
Introduzione
Questo numero di Welfare ed Ergonomia propone una riflessione sul peso che l’età ha nella società attuale, evidenziando la distanza tra l’età anagrafica, quella valutata collettivamente, in base a parametri sanitari e complessi calcoli economici, e quella individualmente percepita, nel gap fra l’ordine prescrittivo dei ruoli prestabiliti e le performance che giovani, adulti e anziani ritengono di interpretare nelle diverse “province di significato” (Schutz 1979)
The System Hotspot: politics of refusal against the economic migrants and absence of good practicesfor contrasting the gender and sexual violence suffered by migrants
Il saggio evidenzia come il discorso istituzionale, il discorso pubblico dei media e, infine, le interviste di testimoni significativi descrivono tre aspetti del fenomeno dei rifugiati / richiedenti asilo che non possono essere ricondotti in un'analisi coerente di "fare Europa" e un'interpretazione unica.
L '"occidentalizzazione del pensiero critico" (Latouche, 1995) è quindi probabile che diventi un vero "nazionalismo occidentale", se i discorsi dal basso degli operatori culturali e dei mediatori linguistici non intervengono in maniera massiccia.
I punti di crisi (Hotspot) confermano il tentativo di esclusione di alcuni rifugiati e richiedenti asilo. Un'esclusione dal sistema di protezione internazionale che impedisce ai richiedenti asilo di cooperare per la sicurezza e il controllo delle organizzazioni che operano legittimamente nell'UE.
Per i mass media locali, i rifugiati e i richiedenti asilo sono spesso assimilati ai migranti senza lavoro e senza casa. Questa associazione non favorisce una percezione corretta e coerente di questo fenomeno da parte della popolazione locale.
Nella percezione globale, i migranti, senza alcuna differenza tra di loro, fanno parte di un'umanità sofferente che potrebbe idealmente aiutare in alcuni casi ma, allo stesso tempo, costituiscono una minaccia per l'ordine pubblico e la tranquillità di ogni cittadino che frequenta di preferenza luoghi affollati dove è più facile chiedere aiuto ai poliziotti e di solito non si ferma in luoghi pericolosi come le ferrovie e strade poco illuminate.
Infine, sono gli operatori dell'Hotspot di Trapani che descrivono lo stato assoluto di bisogno e disperazione di questa umanità sofferente: "Stanno arrivando" - ha detto uno degli intervistati - "come un gregge spaventato, ma tutti insieme in modo pulito".
Il saggio evidenzia come il discorso istituzionale, il discorso pubblico dei media e, infine, le interviste di testimoni significativi descrivono tre aspetti del fenomeno dei rifugiati / richiedenti asilo che non possono essere ricondotti in un'analisi coerente di "fare Europa" e un'interpretazione unica.
L '"occidentalizzazione del pensiero critico" (Latouche, 1995) è quindi probabile che diventi un vero "nazionalismo occidentale", se i discorsi dal basso degli operatori culturali e dei mediatori linguistici non intervengono in maniera massiccia.The purpose of this essay is to describe the difference between institutional discourse and the public discourse of Media and the opinion of operators about the phenomenon of refugees and asylum seekers in the "Regimes of Mobility" (Glick Schiller, Salazar, 2013).
First, it analyzes the evolution of the institutional discourse on security in recent years through a reflection on some aspects of the Schengen Treaty and the Dublin Convention of 1985 (Dublion I, II and III) .
Secondly, it argumentes how the Media elaborate narratives of a public speech that are not always congruent with the institutional one of the Conventions and Regulations.
Thirdly, it describes the content analysis of 12 interviews conducted with the linguistic and cultural mediators who are working at the hotspot of Trapani.
Crisis points (hotspots) confirms the preventive attempted exclusion of some refugees and asylum seekers. An exclusion from the system of international protection that prevents to asylum seekers to cooperate for the security and control of organizations that are legitimately operating in the EU.
For the local Mass Media, refugees and asylum seekers are often assimilated to migrants without work and homeless. This association does not favor a correct and coherent perception of this phenomenon by the local population.
In global perception, migrants, without any difference among them, are part of a suffering humanity that it would ideally to help in some cases but, at the same time, they are athreat to public order and tranquility of any citizen who goes in crowded places where it is easier to ask help policemen and usually doesn't stop in dangerous places such as the railway and little lit streets.
Finally, are the operators of the hotspot of Trapani who describe the absolute state of harmlessly, need and despair of this suffering humanity: "They are coming” - said one of the interviewed - "like a flock scared, but all together neatly".
The paper shows that the institutional discourse, the public discourse of the Media and, finally, the interviews of significant witnesses describe three aspects of phenomenon of refugees/asylum seekers cannot be reconciled in a coherent analysis of «doing Europe» and a unique interpretation.
The «Westernization of critical thinking» (Latouche, 1995) is therefore likely to become a real “Western nationalism”, if the speeches from the bottom of cultural operators and linguistic mediators will not massively intervene
Some consideration about the gender violence in two States of Eastern and Western Europe
The purpose of the essay is to overcome interpretative dualism between Italian people and Serbian people about gender violence against women. In a comparative approach it will find elements of continuity between the decline of male domination in Italy and the decline of patriarchal power in Serbia as a result of a variety of historical and social causes that, inside the paper, are explained. The emancipation of women finds a block in the violence suffered by partners in some familiar contexts. While globalization and unemployment seem to deprive men of the marks of traditional power, but “men in decline” have an post-patriarchal “identity revanche” in assuming the dominant role of perpetrators in private life. Gender violence ‒ is pessimistic conclusion of Ignazia Bartholini ‒ has an instrumental function within the relational dynamics otherwise destined to run out; has a substantive valence and specific characteristics of type cultural, ethnic, sexual able to give meaning to reality of men otherwise dispossessed of their identity
La Rivista di Servizio sociale. Numero monografico "Servizio sociale nelle misure di contrasto alle povertà" LXII, 1, 2022
La Rivista di Servizio sociale. Numero monografico "Servizio sociale nelle misure di contrasto alle povertà" LXI, 2, 2021
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