1,721,050 research outputs found
Formazione universitaria e mondo del lavoro
Nel contributo viene analizzato il problema del rapporto tra formazione universitaria e immissione nel mondo del lavoro. Vengono analizzate le strategie messe in atto dall'Ateneo dell'Aquila in riferimento al placement lavorativo dei neo laureati. Inoltre vengono formulate ipotesi di implementazione di tali strategie alla luce dei risultati ottenuti nella ricerca realizzata
Formare in Europa. Sviluppo di un modello pedagogico-didattico per interpretare l’europrogettazione
Nel libro viene affrontato il tema dell'Europrogettazione, partendo dall’analisi di alcune categorie concettuali (cooperazione, glocalizzazione, cultura planetaria, formazione personalizzata, occupazione, pari opportunità, integrazione multietnica ecc...).
I Fondi Strutturali (FESR, FSE, FEAOG, SFOP) rappresentano delle importanti strategie per un rilancio economico e sociale dei paesi dell’Unione; degli strumenti di diffusione di una cultura condivisa della formazione e degli 'ausili' per la progettazione macrodidattica. Viene, quindi, proposta l'analisi dei modelli di progettazione di carattere europeo (Gestione del Ciclo del Progetto-PCM e Approccio del Quadro Logico)e viene analizzata l’applicazione operativa di essi attraverso la presentazione di un caso di Iniziativa Comunitaria Equal
L'inclusione nel dibattito internazionale sull'educazione e sull'istruzione. prospettive di ricerca e ipotesi di sviluppo per la didattica
I principali temi della ricerca pedagogica e didattica nazionale
e internazionale, che alimentano e a loro volta
interpretano il dibattito europeo sull’educazione e sull’istruzione,
impongono la necessità di un riconoscimento
a pieno titolo della funzione di responsabilità sociale dell’educazione
e dell’istruzione insistentemente ribadita, in ambito
comunitario, all’interno di una cornice concettuale e
operativa inclusiva. Importante, dunque, il ripensamento
di una programmazione che vede nella scuola solo una
delle numerose forme di esercizio della didattica; che ponga
realmente attenzione ai bisogni degli studenti che sempre
più frequentemente appaiono Bisogni Educativi in qualche
misura Speciali (BES). Una programmazione che ‘sfrutti’
a pieno le possibilità di intervento fornite dalle azioni e misure
comunitarie in tema di istruzione, nel riconoscimento
della necessità, sempre sussistente, di ‘investire’ sulla formazione
continua del personale
docente sempre in una dimensione
internazionale
Ambivalenze nell'educazione dell'identità femminile. Linee di sviluppo per la didattica di genere
La ricerca e la didattica di genere devono legarsi al miglioramento delle dinamiche di formazione dei soggetti -siano essi in età evolutiva o in età adulta- analizzando situazioni e elementi coinvolti nel processo stesso. Deve, d’altra parte concentrarsi, anche, sui fenomeni scolastici osservati percepiti e analizzati nelle qualità e quantità globali . Ecco che numerosi temi diventano naturale oggetto di attenzione, della micro-meso e macrodidattica di genere. Tra quelli da affrontare con maggiore urgenza:
l’attenzione rivolta nel curricolo -inteso come mezzo di integrazione della struttura conoscitiva di una disciplina alla struttura di conoscenza dell’allievo- alla presa di coscienza, da parte degli studenti, delle forme di pedagogizzazione informale del corpo e della cognizione di genere tanto maschile che femminile;
la concreta introduzione nelle scuole di primo e secondo grado -soprattutto nell’ambito della programmazione e del curricolo in quanto nel programma nazionale è già prevista-, dei temi della parità favorendo un’educazione alle differenze di genere e al rispetto reciproco dei ruoli superando gli stereotipi;
la messa a punto di percorsi di didattica dell’orientamento alle scelte, al fine di proporre ai giovani un ampio panorama di opportunità per proseguire gli studi. Questo significa, anche, proporre il superamento degli stereotipi sui lavori e sulle professioni ritenuti a prevalente concentrazione femminile o maschile;
il favorire la partecipazione femminile, attraverso azioni di placement, alle scelte di professioni tecnico-scientifiche e la partecipazione maschile alle professioni in ambito sociale, educativo e nei servizi alla persona
Il dibattito europeo sull’educazione e sull’istruzione. Prospettive di ricerca e ipotesi di sviluppo
I principali temi della ricerca pedagogica e didattica internazionale, interpretati dal dibattito europeo sull’educazione, sull’istruzione e sulla formazione, impongono alcune riflessioni relative alla epistemologia della pratica educativa e alla necessità, ribadita in ambito comunitario, di un riconoscimento ‘a pieno titolo’ della funzione di responsabilità sociale dell’educazione e dell’istruzione. Nel libro vengono prese in considerazione le principali tendenze culturali dei nostri giorni. Queste conducono a un importante ripensamento delle tematiche attorno alle quali si articola gran parte della programmazione didattica e della ricerca meso e microdidattica. Ripensamento che: vede nella scuola solo una delle numerose forme di esercizio della didattica; conduce ad ampliare nella classe lo spazio dedicato all’ascolto attivo dei desideri, dei bisogni, delle aspettative del ragazzo; porta a individuare nuovi strumenti della relazione didattica; spinge a concepire la valutazione e l’orientamento come elementi fondanti la didattica stessa e non momenti particolari di essa; impone di riflettere, ulteriormente, sul tema della formazione del personale docente. Infine attraverso una lettura pedagogico-didattica della programmazione europea dell’istruzione, per le annualità 2007-2013, vengono indicate le prospettive di sviluppo della ricerca macrodidattica. Il testo si rivolge, perciò, agli studiosi del settore, ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado, agli studenti dei diversi Corsi di Laurea e a tutte le professionalità educative
Le strategie di intervento educativo e didattico in condizioni di crisi
Nel presene lavoro viene affrontato il tema dell’emergenza educativa, sociale e territoriale nella città dell’Aquila dopo il terremoto dell’aprile 2009. In tale situazione appare indispensabile proporre azioni pedagogiche mirate a sostenere e sviluppare metodologicamente il lavoro di tutte le agenzie educative -formali, non formali e informali- presenti sul territorio. Ciò al fine di sviluppare un’azione di sostegno all’intera comunità. Viene proposto un modello pedagogico di gestione della crisi definito attraverso un lavoro ‘sul campo’
Se una città muore. Per una pedagogia dell'emergenza
Il racconto di Plinio il Giovane -relativo alla drammatica eruzione del Vesuvio nel 79’ d.C. e ai suoi prodromi- fatti i dovuti distinguo, potrebbe essere il racconto di uno qualsiasi delle migliaia di ragazzi scampati alla morte, della notte del terremoto che il 6 aprile 2009 ha raso al suolo la città dell’Aquila. Ciò che lo rende particolarmente interessante, in questo contesto, è il fatto che esso rappresenta una lezione di pedagogia dell’emergenza che mantiene una eccezionale validità super tempora. La prospettiva storica pone in luce la valorizzazione dello studium e del ludus come modello di quell’azione educativa che indichiamo con l’espressione ‘pedagogia dell’emergenza’. Quanto detto tenendo conto del fatto che riflettere sui temi e sugli ambiti di intervento di tale pedagogia significa, tra l’altro, tentare di ritessere l’ordito di una cittadinanza, che di una città è l’essenza e l’anima
Il volto umano dell'emergenza. Implicazioni pedagogico-educative
Non è possibile parlare in chiave pedagogico/educativa di emergenza e di post emergenza senza fare riferimento alla natura sempre potenzialmente traumatica dello stato di crisi conseguente a tali condizioni e senza rivolgere l’attenzione all’aspetto più intimo e umano di esse: le emozioni, i sentimenti e gli affetti. Il cosiddetto capitale emotivo -che genera e alimenta valori politici, sociali e morali all’interno di una comunità- è oggi infatti accreditato, dal punto di vista scientifico e umanistico, come una delle principali leve della ricostruzione socio-educativa in contesti di fragilità.One cannot speak in a pedagogical/educational key of emergency and post emergency without referring to the always potentially traumatic nature of the state of crisis resulting from these conditions and without directing attention to their most intimate and human aspect: emotions, feelings and affections. The so-called emotional capital - generating and nourishing political, social and moral values in a community - is now accredited, from the scientific and humanistic point of view, as one of the main levers of socio-educative reconstruction in contexts of fragility
Dispositivi per la prevenzione della dispersione universitaria e servizi a favore degli studenti dell’Ateneo dell’Aquila
Nel contributo vengono affrontati il tema della formazione universitaria e quello della qualità. Vengono poi analizzate le azioni positive dell'Università dell'Aquila in tema di qualità e di diritto allo studi
Emergency and post Emergency situations. Educational and teaching model
Disasters, crises and catastrophes (floods, earthquakes, industrial accidents) require
special logistic, health, psychological, educational and social intervention.
Important areas of research in teaching during emergency and post-emergency situations -
with the aim of improving education and learning methods for students who face the
risk of psychological suffering and consequent academic failure - focuses on resilient subjects
who succeed in studying despite the presence of adverse and particularly stressful
conditions. Definitions of resiliency are discussed and prominent studies are
examined. It has been determined that resiliency is necessary for students at risk
of academic failure. This paper aims at outlining aspects of learning and studying in
emergency/critical situations and defining an educational and teaching intervention model to be
adopted under such conditions
- …
