196,833 research outputs found
Evaluation of discriminant functions for sexing skulls from visually assessed traits applied in the Rainer Osteological Collection (Bucharest, Romania)
The sexing of human skeletal remains based on visual scoring of descriptive traits on the skull is useful for both forensic and bioarchaeological studies, given that many such features preserve well in the field and can be assessed quickly. The goal of our work is to evaluate the accuracy of this method on an age-balanced, known sex, random sample of 360 modern adult crania in the Rainer Osteological Collection. Consistent with Walker (2008), we scored glabella area (G), the mastoid process (Ma), the mental eminence (M), the orbital edge (O) and the nuchal crest (N), on a five-point scale. We generated sex discriminant functions (logistic), selected the most accurate of them, and subsequently applied them to archaeological samples from Romania. Each skull feature showed significant score differences by sex. Eight out of 31 discriminant functions passed criteria of high accuracy (∼90%), sex bias (±2%), and ease of use (direct calculation of sex). The best estimates were obtained for the 30–60 age groups. Further testing these functions on six archaeological samples showed high percentages of agreement with the sex assessed on the coxal bone. The study also indicated that, although easy to learn by novices, the method of visually scoring the skull traits depends on prior experience with human osteology. The accuracy of the method may be influenced by geographical and historical differences which are bound to exist between populations
La “romanizzazione” dell’ Italía ionica: nuovi dati
L'articolo pubblica i commenti critici di R. Belli Pasqua, M. Gras e G. Bejor redatti in occasione della presentazione ufficiale degli Atti del Convegno, curato da L. Lepore e C. Giatti, dal titolo "La romanizzazione dell’ Italía ionica. Aspetti e problemi, tenutasi a Firenze nel marzo 2019
Organizzazione territoriale e produzioni ceramiche specializzate in area nord-lucana: Torre di Satriano e Ripacandida
Nella prima età del ferro, in Basilicata centro-settentrionale, come nel resto del mondo indigeno dell'entroterra della costa ionica, si avvertono forti segni di cambiamento rispetto all’epoca precedente: accanto allo sviluppo di sistemi insediativi già esistenti sono documentate, infatti, nuove forme di occupazione del territorio, in particolare nel corso dell'VIII sec.a.C. L’analisi della ceramica matt-painted e di altre produzioni specializzate, nonchè delle dinamiche insediative di due casi di studio (Torre di Satriano e Ripacandida) consente di comprendere dinamiche socio-economiche proprie delle comunità indigene ma anche di rintracciare la progressiva definizione e manifestazione di forme identitarie dei vari comprensori
Altered shapes, same people: Scaphocephaly in the early modern Bucharest
Premature sagittal suture synostosis was identified in eight specimens dated between the 18th and 20th centuries CE, of which seven are kept within the Rainer Osteological Collection in Bucharest and one was retrieved from the archaeologically investigated Saint Sava Church Cemetery. Our study focused on metric measurements, aiming to compare these specimens with three other samples comprising normal and scaphocephalic individuals, with both a Romanian and worldwide distribution. In total, 374 individuals were used in this study. However, although metric measurements clearly show that these individuals were different in their appearance, the socio-cultural data point to them being normal members of the society, as suggested by the funerary features of the archaeological specimens and their position within the Rainer Osteological Collection
La macroregione adriatico-ionica. La cooperazione territoriale come strumento di integrazione
L’Unione europea sta progressivamente cambiando la sua geografi a; tra le dimensioni
nazionali e comunitarie, si manifesta la nascita di macro-regioni che costituiscono un
livello intermedio, di natura funzionale, realizzato da quelle aree che presentano interessi
comuni dettati da motivi di vicinanza territoriale e che traggono da queste condivisioni
sicuri benefi ci. Tra esse, particolare signifi cato ha assunto la strategia europea per la
macroregione adriatico-ionica (EUSAIR), perché interessa ben otto Stati differenti
(Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia, Slovenia),
alcuni dei quali non aderenti all’Unione europea, oltre settanta milioni di persone e ben
tredici regioni italiane. L’elemento che unisce è il mare mediterraneo, un bacino che fa
sorgere rapporti stretti in materia di ambiente, agricoltura, energia, trasporti e in termini
sociali. Ma quali sono le caratteristiche, le funzioni e la governance di queste nuove
realtà? Sono strumenti in grado di migliorare la cooperazione territoriale ed agevolare
l’integrazione tra i Paesi non-UE oppure il modello in esame è una sorta di timido
federalismo secondo uno schema del tutto nuovo e ancora in fase di sperimentazione
Analisi dei fenomeni di propagazione ionica nei terreni argillosi di una frana di Costa della Gaveta
Il comportamento meccanico delle Argille Varicolori di Costa della Gaveta, a Potenza est, è molto influenzato dalla composizione del fluido interstiziale; in particolare, la riduzione naturale della soluzione salina sodica originaria è considerabile una probabile causa di decadimento meccanico. Numerosi risultati sperimentali di laboratorio mostrano anche che l’aumento di concentrazione dello ione potassio nella soluzione interstiziale rapidamente produce aumento di resistenza a taglio e riduzione di velocità di deformazioni/scorrimenti viscosi. Per valutare la possibilità di ridurre la velocità di scorrimento di una colata di Costa della Gaveta incrementando la resistenza dei terreni in frana, è stato realizzato un piccolo campo prove di colonne di KCl nel quale, mediante advezione e diffusione ionica, si intende far aumentare la concentrazione ionica della soluzione interstiziale del terreno circostante. Parallelamente, per interpretare i fenomeni di sito, in laboratorio, si inducono e si monitorano fenomeni di trasporto ionico in provini dello stesso terreno ricostituiti con acqua distillata oppure con soluzioni di NaCl e KCl. I dati della sperimentazione permettono di cogliere gli aspetti fondamentali del fenomeno di diffusione oltre che di tarare i modelli numerici. La costruzione delle isoterme di adsorbimento permette di valutare l’entità dei processi di scambio ionico che possono verificarsi durante i transitori di diffusione
Determinazione delle variazioni di concentrazione ionica e di resistenza indotte da pozzi di soluzione di KCl in una frana in Argille
In un campo prove realizzato su una frana in Argille Varicolori, si sta valutando la possibilità di aumentare la resistenza a taglio dei terreni mediante trasporto di ioni nel fluido interstiziale da pozzi di KCl. A partire da Ottobre 2015, si eseguono prove di permeabilità e di trasporto ionico imponendo differenze di potenziale idraulico fra i pozzi riempiti con soluzione e altri utilizzati per il monitoraggio di acqua e ioni. Le misure sono eseguite con continuità lungo le pareti dei fori, con una strumentazione realizzata ad hoc. I risultati della sperimentazione mostrano che una stretta fascia intorno alla superficie di scorrimento è via preferenziale di flusso. Sono stati recentemente eseguiti fori di sondaggio a varie distanze dai pozzi, sono stati estratti campioni indisturbati, sono state valutate concentrazione ionica nel fluido di porosità e resistenza a taglio del terreno. I primi risultati mostrano che a circa due anni e mezzo dall’inizio della sperimentazione, a circa 3 m di distanza dai pozzi di sale, l’incremento di concentrazione ionica e di resistenza a taglio è notevole
Faglie o terrazzi marini? Contributo di nuovi dati geofisici allo studio della costa ionica della Basilicata
Sono state effettuate indagini geofisiche (istallazione di 8 stazioni accelerometriche, misure down-hole in 8 sondaggi per la determinazione di Vs 30, misure HVSR negli abitati) in siti selezionati lungo la costa ionica lucana.
I valori di amplificazione di sito (HVSR) sono sistematicamente minori nei siti ubicati sulle superfici terrazzate più elevate e più lontane dalla costa; ciò suggerisce una maggiore compattazione dei sedimenti associati a queste superfici, che può essere spiegata solo con una loro età geologica più antica.
La velocità delle onde di taglio (Vs30) aumenta sistematicamente con la distanza dalla costa, confermando un maggior grado di compattazione, e quindi un’età geologica più antica, dei depositi terrazzati più elevati.
Questi dati sono compatibili con il modello morfologico basato sulla successione di diversi ordini di terrazzi marini di età crescente all’aumentare della quota e della distanza dalla linea di costa attuale, mentre risultano poco compatibili con l’ipotesi di un solo terrazzo marino dislocato da un sistema di faglie dirette
Macroregione Adriatico-Ionica e riordino territoriale
Le politiche regionali europee negli ultimi anni hanno offerto nuovi spazi per promuovere azioni di governo a livello subnazionale, nonché la possibilità di sperimentare nuove strategie per lo sviluppo territoriale. Grandi speranze sono riposte nella macroregione Adriatico-Ionica, così come è emerso chiaramente durante i lavori del 3rd Forum of the EU Strategy for the Adriatic and Ionian Region, tenutosi a Catania dal 24 al 25 maggio del 2018. Questo contributo è la prefazione al volume di Marisa Malvasi, che ha il pregio non solo di offrire uno sguardo critico sulla macroregione in questione, ma di arricchire quanto prodotto fino ad oggi in letteratura grazie ad una capacità didattica e di approfondimento di rara qualità
M. Vitruvii Pollionis De architectura libri decem /
Errata, +d4v.Leaf chi1 unpaged.Signatures: *⁸ +a-+d⁴ A-2G⁴ 2H⁶ chi1 (2I)⁶ (2K)⁴ ²A-T⁴ V⁶ ²2I-2K⁴ 2L⁶ a-i⁴.Woodcut ill., some full page. Head- and tail-pieces, initials."Vitruvii Voluta ionica hactenus amissa. Restituta a Nicolao Goldmanno," p. [265]-272."Epitome in omnes Georgii Agricolae De mensuris et ponderibus libros, per Guilielmum Philandrum Castilionium," p. 240-252.Imprint from added engraved t.-p.Mode of access: Internet.Bookplate of Biblioteca Giuliari (i.e. Giovanni Battista Giuliari, 1810-1892; see Bragaglia 2094). Giovanni Muzio's bookplate etched by Giacomo Manzù, now covered by process reproduction without the names.Binding: later vellum. Remains of spine label with author & editor in gilt. Edges sprinkled red
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