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    Architetture del Rinascimento nel territorio di Salerno. Cilento e Vallo di Diano

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    Frutto dei lavori svolti nell’ambito del Prin 2003 “Architettura del classicismo tra Quattrocento e del Cinquecento”, il testo costituisce un catalogo di architetture del Quattrocento e del Cinquecento del Cilento interno e del Vallo di Diano. Attraverso numerose schede, corredate da un vasto apparato fotografico vengono illustrate le architetture di un Rinascimento “minore”, in gran parte sconosciuto, di un territorio storicamente isolato, prodotte da autori locali, che pure restituiscono il complesso panorama della diffusione del codice classico negli ambienti della feudalità baronale del Regno di Napoli

    Condomini napoletani. “La città privata” tra ricostruzione e boom economico

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    All’indomani della guerra e durante la fase di modernizzazione del Paese, anche a Napoli, come a Roma e Milano, si affacciano e si consolidano nuove forme dell’abitare. Tra queste il condominio occupa un posto speciale, condensando istanze, esigenze e aspirazioni di una borghesia urbana in ascesa e alla ricerca di un’immagine adeguata al proprio ruolo sociale. Ingrosso ripercorre le vicende edilizie partenopee intrecciando la storia urbana e quella architettonica attraverso una narrazione avvincente che attinge per lo più ad archivi privati, arrivando a tratteggiare inediti e molteplici modelli di abitare della middle-class napoletana. Il laurismo e “le mani sulla città” vengono così rilette all’interno di una narrazione più complessa, in cui entrano in gioco fattori di “lunga durata” e di carattere nazionale. In questo panorama spiccano le opere di alcuni tra i protagonisti della scena architettonica di quel periodo: Michele Capobianco, Stefania Filo Speziale, Francesco Di Salvo, Renato Avolio De Martino, Carlo Cocchia, Giulio De Luca e altri. Il legame tra le loro architetture e la città è fatto di continui richiami alla storia e alla particolare orografia del luogo e che si esprime in dettagli e rimandi sottili alla tradizione, tracciando una sorta di via napoletana al razionalismo architettonico
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