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    Sardara

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    Poteri locali, malavita, rivolte e repressione. Ascesa e declino del questore Felice Pinna

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    This paper delves into the rise of Sardinian local élite over the medium to long term. The case study investigates family Pinna, originally from Masullas. Members of the rural and professional bourgeoisie, the Pinnas grew up in the shadow of aristocratic lineages, held political offices and invested in the professional education of their descendants. The peak of their rise came with Felice Pinna, quaestor in Bologna and Palermo after the Italian Unification. The mismanagement of the «Sette e mezzo» uprising caused Pinna’s rapid downfall, forcing him to return to his home town, precluding any further possibility of a political career. The research referred to the existing bibliography on the phenomena and described events, supported by archival research in national and local archives

    Colonizzazione sabauda e diaspora greca, Giampaolo Salice, Sette Città, Viterbo

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    Il lavoro di Giampaolo Salice, nelle sua densità e complessità, si presta a letture polisemiche partendo già dall’interessante introduzione in cui cerca di “afferrare” il concetto sfuggente di diaspora. La riflessione sul significato di diaspora è portata avanti sulla base dell’imponente ricerca bibliografica condotta dall’autore: dalle origini greche del termine, passando per le definizioni di William Safran, Robin Cohen, James Clifford e Brian Keith Axel1. Le comunità diasporiche sono multi-centriche, legate più o meno debolmente al luogo d’origine (fisico o mitologico) in perenne movimento e connesse a un network. Riportando un concetto di Miguel Mellino, Salice scrive: «In un mondo digitalmente interconnesso, comprendere i fenomeni diasporici è necessità non solo degli scienziati sociali, ma anche delle masse di individui che sperimentano un sentimento di connessione a una vicenda collettiva di sradicamento, la quale sembra resistere all’erosione del dimenticare, dell’assimilare, dell’allontanare»2. Il tema si presta dunque a letture sia storiche sia d’attualità: le complessità diasporiche saranno oggetto di riflessione e discussione anche nel futuro prossimo, considerati i recenti eventi mondiali

    La Storia siamo noi: il Public History Lab di UniCa dalla didattica alla conoscenza del territorio

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    Il Public History Lab dell’Università di Cagliari ha lo scopo di avviare allo studio degli strumenti utili per analizzare e scoprire la ricchezza storico-culturale del territorio sardo e italiano. L’obiettivo è insegnare a produrre, conservare e diffondere la storia nel territorio e nel tessuto sociale; scoprire sia le fonti classiche, sia quelle meno convenzionali come le fonti orali, la fotografia, il cinema, gli ambienti digitali. Le attività del laboratorio si inseriscono nella cornice scientifica e metodologica della Public History. Risponde al bisogno di storia che proviene dal pubblico, in particolare dalle giovani generazioni. Tra gli obiettivi che il laboratorio si pone c’è di mettere in relazione gli studenti con il patrimonio culturale del contesto in cui vivono e operano. L’attenzione verso monumenti, siti archeologici, storie locali, riti, cibo, abbigliamento, paesaggio della propria comunità di provenienza è stata negli anni una costante nei progetti realizzati nel laboratorio.The aim of the Public History Lab at the University of Cagliari is to introduce people to the study of tools for analysing and discovering the historical and cultural wealth of the Sardinian and Italian territory. The aim is to teach how to produce, preserve and disseminate history in the territory and in the social fabric; to discover both classical sources and less conventional ones such as oral sources, photography, cinema and digital environments. The workshop activities fit into the scientific and methodological framework of Public History. It responds to the need for history coming from the public, in particular from the younger generations. Among the aims of the workshop is to relate students to the cultural heritage of the context in which they live and work. Attention to monuments, archaeological sites, local histories, rituals, food, clothing, and the landscape of one's home community has been a constant in the projects carried out in the workshop over the years

    Fedeli alla monarchia e devoti alla terra. La nascita di una classe dirigente in Sardegna

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    Il volume indaga sulla nascita della classe dirigente in Sardegna, mettendo in connessione la storia del territorio con la costruzione genealogica e patrimoniale dei principali gruppi familiari nella baronia di Monreale. Partendo dall’analisi dello spazio agrario, sociale e politico dei villaggi, in una prospettiva sia diacronica, sia sincronica, la ricerca si sviluppa tra storia evenemenziale e studio delle strutture agrarie e sociali, facendo emergere i conflitti territoriali, le strategie economiche e le alleanze politiche tra le famiglie dell’aristocrazia e della borghesia rurale nella lunga età moderna. La conquista del potere e una solida base fondiaria permettono ad alcuni esponenti di questo ceto dirigente locale di ascendere verso posizioni di vertice nelle istituzioni amministrative, militari e politiche del nascente Stato italiano. Tra questi, è rappresentativo il caso del generale dei carabinieri Giovanni Battista Serpi, che dal paese di Sardara sale alla ribalta dello scenario risorgimentale nella Sicilia post-unitaria con un ruolo rilevante nel processo di state-building

    Genealogie territoriali nella Sardegna moderna. Paesaggio agrario, insediamento, famiglie e produzione: il caso della Marmilla

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    L'articolo intende indagare sulla costruzione territoriale e paesaggistica della Marmilla, una regione storica della Sardegna centro-­meridionale, in età moderna. L'analisi delle strutture agrarie, del contesto politico-­istituzionale, del modello insediativo e della rete genealogica e patrimoniale delle famiglie aristocratiche e borghesi si pone l'obiettivo di verificare come questi elementi abbiano contribuito alla sopravvivenza dei villaggi, oggi esposti al fenomeno dello spopolamento. La prima parte dell'articolo si concentra sulle vicende feudali e sul riflesso nel sistema agrario e nel paesaggio. La seconda parte ricostruisce la rete genealogica e patrimoniale dei principali lignaggi aristocratici e dei gruppi borghesi, evidenziando la competizione per il potere economico e politico. Oltre alle fonti bibliografiche, le principali fonti archivistiche utilizzate sono di natura economica, catastale, comunitaria e notarile, secondo un approccio microstorico e di storia locale. Il lavoro si pone come base per futuri progetti di sviluppo locale e territoriale da attuarsi in prospettiva transdisciplinare, recuperando gli aspetti virtuosi del network tra comunità sviluppato durante l'età moderna e la prima età contemporanea.This article investigates the territorial and landscape construction of Marmilla, a historical region in central-southern Sardinia, in the early modern period. The analysis of the agrarian structures, the political-institutional context, the settlement model and the genealogical and patrimonial network of aristocratic and upper-class families aims to verify how these elements contributed to the survival of the villages, now exposed to the phenomenon of depopulation. The first part of the article focuses on feudal events and their reflection in the agrarian system and landscape. The second part of the paper describes the genealogical and patrimonial network of the main aristocratic lineages and agrarian élites, underlining the competition for economic and political power. The main archival sources used are of economic, cadastral and political-administrative nature. The work is intended as a basis for future local and territorial development projects to be implemented in a transdisciplinary perspective, recovering the virtuous aspects of the network between communities developed during the early modern and modern time

    Lorenzo Di Biase, Antifascisti sardi in Argentina. Il caso della Lega sarda d’azione “Sardegna Avanti”, A.N.P.P.I.A. Sardegna, Centro Studi SEA, Cagliari – Villacidro 2016, pp. 132

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    Il 28 aprile 1929 un gruppo di emigrati sardi in Argentina si riunisce a Avellaneda, cittadina industriale nei pressi di Buenos Aires, per fondare la Lega sarda d’azione “Sardegna Avanti”, con il chiaro intento di diffondere il pensiero antifascista tra i tanti conterranei arrivati in Sudamerica alla ricerca di fortuna

    Scolpire la vita per la morte: l’arte funeraria di Giuseppe Sartorio = Sculpting life for death: the funerary art of Giuseppe Sartorio

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    L’articolo esplora l’evoluzione delle sepolture a Cagliari durante l’età moderna, focalizzandosi sull’importanza della costruzione dei cimiteri e la loro ubicazione. Si analizza il contesto storico e architettonico che ha plasmato la città dei morti di Cagliari come luogo di stratificazione sociale. Si esamina il ruolo della borghesia nell’affermare la propria identità anche nella morte, evidenziando il contributo artistico di Giuseppe Sartorio e il suo impatto sulla cultura funeraria sarda. Infine, si sottolinea la necessità di rivalutare l’opera di Sartorio e di condurre ulteriori ricerche per catalogare le sue creazioni in Sardegna.The article explores the evolution of burials in Cagliari during the modern era, focusing on the significance of cemeteries and their location. It analyses the historical and architectural context that shaped Cagliari’s necropolis as a site of social stratification. How bourgeoisie asserts its identity even in death highlights Giuseppe Sartorio’s artistic contributions and his impact on Sardinian funerary culture. Finally, it emphasises the need to reassess Sartorio’s work and to conduct further research to catalogue his creations in Sardinia

    Trame risorgimentali tra Sardegna e Sicilia: élites locali e costruzione dello Stato

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    Dalle ricerche effettuate per diversi studi nell’area centromeridionale della Sardegna (Marmilla, Monreale, Parte Montis) sono emerse figure fino ad ora poco note che, pur non avendo fornito un determinante contributo ideologico al Risorgimento, si sono dimostrate fondamentali “sul campo”, soprattutto ricoprendo incarichi burocratico-amministrativi e militari, per conto della nascente amministrazione nazionale: è il caso del villamarese Francesco Ignazio Murgia, del masullese Felice Pinna e del sardarese Giovanni Battista Serpi
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