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Per una critica femminista dell’arte: Annemarie Sauzeau su Data
Annemarie Sauzeau ha collaborato con la rivista “Data” tra il 1975 e il 1978, portando sulla rivista di Tommaso Trini e Ciacia Nicastro uno sguardo originale. Sauzeau scrive solo di creatività femminile e se il soggetto dei suoi articoli costituisce di per sé a quella altezza cronologica un tema di interesse, più importanti appaiono la sostanza teorica degli scritti e lo spazio riservato alle parole delle artiste, in particolare di Carla Accardi, Iole de Freitas, Marisa Merz, Suzanne Santor
Dalla parte delle artiste. Appunti su militanze femministe e storia dell’arte a Roma
La connessione con le arti visive ha segnato il femminismo in Italia sin dalla fondazione di Rivolta Femminile nel 1970, ma è nella seconda metà del decennio che emergono nuove forme di produzione artistica e di riflessione critica. Dopo le riviste, strumento di informazione e militanza, e insieme terreno di sperimentazioni visive, la fondazione a Roma delle Edizioni delle Donne alla metà degli anni Settanta attesta la necessità di un diverso livello di approfondimento, sempre legato alle arti visive. Il passaggio agli anni Ottanta vede nuove forme di organizzazione e di elaborazione artistica portate avanti dall’interno dei movimenti femministi lungo una cronologia e secondo modalità sensibilmente diverse da quelle adottate dalla storiografia artistica tradizionale
Cloti Ricciardi, Vietato l'ingresso agli uomini
Nel novembre 1972 a Roma gli Incontri Internazionali d'Arte organizzano una serie di appuntamenti quotidiani invitando un certo numero di artisti (e tre artiste) a presentare loro opere: una mostra al giorno, tutti i giorni, negli spazi di Palazzo Taverna. Il giorno assegnato a Cloti Ricciardi è un mercoledì, è il giorno in cui si riunisce il suo collettivo femminista, e l'artista trasferisce il suo collettivo lì: lo spazio artistico diventa uno spazio politico, anzi uno spazio in cui si fa il pensiero politico. Ma il collettivo è separatista, e dunque il titolo di quella che con l'atto della titolazione diventa di fatto una performance è: "Vietato l'ingresso agli uomini". Gli uomini rimangono fuori ma possono osservare quanto accade, perché la porta viene lasciata aperta. Insomma il collettivo trasformato in performance si dà a vedere come immagine, intangibile e in movimento, diventa immagine per chi è fuori.In November 1972 in Rome, the Incontri Internazionali d'Arte organized a series of daily appointments inviting artists to present their works: one exhibition a day, every day, in the spaces of Palazzo Taverna. The day assigned to Cloti Ricciardi is a Wednesday, it is the day her feminist collective meets, and the artist moves her collective there: the artistic space becomes a political space, indeed a space in which political thought is done. But the collective is separatist, and so the title of what by the act of titling becomes a de facto performance is "Vietato l'ingresso agli uomini", "No Men Allowed." Men remain outside but can observe what is happening because the door is left open. In short, the collective transformed into performance is given to be seen as an image, intangible and in motion, becomes an image for those outside
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