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    Ruolo dei linfociti T nel danno vascolare.

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    L'interventistica percutanea coronarica risulta efficace nella riduzione dell'angina in pazienti affetti da patologia coronarica e nel ridurre la mortalità in pazienti con infarto acuto del miocardio. Tuttavia, i benefici di tale approccio risultano limitati dalla riocclusione del vaso, fenomeno noto come restenosi. L'infiammazione gioca un ruolo chiave in questo processo e accanto ad una reazione proliferativa si assiste ad un fenomeno di rimodellamento del vaso, che contribuisce in maniera significativa alla restenosi. Linfociti T sono presenti nella neointima, ma il loro ruolo nella proliferazione delle SMC e del rimodellamento vascolare non è ancora del tutto chiarito. Iniettando linfociti T che esprimono un recettore (TcR) transgenico (tg) per un noto antigene in topi sia normali che aterosclerotici sottoposti a danno vascolare mediante interruzione del flusso ematico o denudazione endoteliale della carotide, saremo in grado di identificare e seguire le cellule T tg chiarendo il loro ruolo effettivo nella formazione della neointima e nel rimodellamento vascolare

    Sviluppo di nuovi derivati peptidici inibitori dell'attivazione di NF-kB come potenziali agenti farmacologici nel controllo del danno vascolare.

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    L’utilizzo dell’angioplastica percutanea transluminale (PTCA) è limitato dall'elevata incidenza del fenomeno della restenosi. Diverse evidenze sperimentali sia nell’uomo che nell’animale indicano che tale fenomeno è caratterizzato da una reazione infiammatoria a livello del vaso danneggiato, con conseguente migrazione e proliferazione delle cellule muscolari lisce vasali (SMC) che elaborano tessuto connettivo nello spessore dell'intima (neointima) causando l'occlusione del vaso colpito. Tuttavia, le basi patologiche della restenosi restano da essere chiarite. L'espressione di numerosi geni coinvolti nelle risposte immuno-infiammatorie e proliferative delle cellule è regolata a livello trascrizionale dal fattore nucleare NF-kB il cui coinvolgimento nella patogenesi della restenosi in seguito ad angioplastica è noto. La fosforilazione della proteina inibitrice IkBalpha, da parte del complesso IkB chinasi (IKK), è necessaria per l’attivazione di NF-kB. E’ stato descritto che il peptide “NEMO-binding domain” (NBD), che impedisce l’attivazione di NF-kB inibendo la formazione del complesso IKK, riduce in vivo le risposte infiammatorie periferiche e centrali. In esperimenti preliminari, abbiamo dimostrato, in un modello di danno vascolare nel ratto, che il trattamento locale con il peptide NBD inibisce significativamente la formazione di neointima nelle carotidi sottoposte ad angioplastica. Il progetto di ricerca si propone di chiarire i meccanismi alla base dell’effetto inibitorio del peptide NBD sulla formazione neointimale ed, inoltre, di progettare e sintetizzare analoghi del peptide NBD con una maggiore stabilità enzimatica e potenza allo scopo di sviluppare una nuova classe di farmaci potenzialmente utili nella prevenzione della restenosi

    Cortisone e cortisonici

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    I cortisonici, grazie ad una spiccata attività anti-infiammatoria ed immunosoppressiva, sono tra i farmaci più potenti e largamente utilizzati nel trattamento di numerose patologie immunoinfiammatorie, incluso il rigetto dei trapianti. Tuttavia, all’elevata efficacia clinica dei cortisonici si contrappone la gravità degli effetti collaterali osservati soprattutto quando usati per lunghi periodi di tempo. La maggiore comprensione dei meccanismi molecolari degli ormoni steroidei, grazie all’analisi della struttura dei recettori e dei geni da essi regolati, ha aperto interessanti prospettive nella manipolazione degli effetti terapeutici dei cortisonici. In questa ottica sono riportate le acquisizioni più recenti e significative sui cortisonici con particolare riferimento al meccanismo dell’azione anti-infiammatoria ed immunosoppressiva, all’uso dei cortisonici per via inalatoria nella terapia dell’asma bronchiale ed, infine, ai cortisonici per uso topico

    Caratterizzazione delle cellule del sistema immunitario in modelli di formazione neointimale indotti in topi ipercolesterolemici.

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    L'interventistica percutanea coronarica risulta efficace nella riduzione dell'angina in pazienti affetti da patologia coronarica e nel ridurre la mortalità in pazienti con infarto acuto del miocardio. Tuttavia, i benefici di tale approccio risultano limitati dalla riocclusione del vaso, fenomeno noto come restenosi. L'infiammazione gioca un ruolo chiave in questo processo e accanto ad una reazione proliferativa si assiste ad un fenomeno di rimodellamento del vaso, che contribuisce in maniera significativa alla restenosi. Il ruolo della risposta immunitaria nel danno vascolare seguente ad insulto meccanico è stato poco studiato. In questo progetto proponiamo un???analisi qualitativa-quantitativa dell???infiltrato cellulare utilizzando modelli di danno vascolare in topi ipercolesterolemici al fine di studiare il reale contributo dei linfociti negli eventi cellulari e molecolari alla base della formazione neointimale. Questi studi forniranno informazioni potenzialmente utili allo sviluppo di specifiche terapie nel trattamento della patologia vascolare
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