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Introduzione (con M. Fiorilla) al volume "Giovanni Boccaccio", a cura di M. Fiorilla e I. Iocca, Carocci, Roma, 2021
Introduzione al volume Giovanni Boccaccio, a cura di M. Fiorilla e I. Iocca, Carocci, Roma, 202
Boccaccio, a cura di M. Fiorilla e I. Iocca, Roma, Carocci, 2021.
Questo volume propone un nuovo profilo di Boccaccio attraverso una rilettura delle sue opere e percorsi dedicati a momenti nevralgici della sua vita intellettuale, tenendo conto delle prospettive attivate dalla più recente stagione di studi, compresi anche i cantieri aperti in occasione di seminari tenuti da giovani studiosi, fondamentali per rilanciare la ricerca scientifica e proiettarla verso il futuro
Iocca, I - Moretti, E., Giovanni Boccaccio: quale volontà d’archivio?, in Volontà d'archivio. L'autore, le carte, l'opera, a cura di Paola Italia e Monica Zanardo, Roma, Viella, 2023
In un volume dedicato allo studio delle volontà d’archivio dei letterati antichi e moderni, un autore come Giovanni Boccaccio corre il rischio di sembrare fuori posto. Di Boccaccio, infatti, non sono giunti fino a noi inventari, scartafacci, schede, quaderni, carte o documenti organizzati espressamente per la conservazione1 (fanno eccezione forse solo gli Zibaldoni, di cui non tratteremo, e che hanno però una funzione diversa, come ci capiterà di osservare più avanti). Non sopravvivono inoltre che pochissime note, sue o altrui, che informino o rimandino esplicitamente alla consistenza del suo archivio, che di certo sarà esistito, ma che Boccaccio non ha evidentemente ritenuto di voler preservare nel tempo. Non stupisce allora che i riferimenti ad esso siano rarissimi, e affiorino in modo sempre non sistematico
Dentro e fuori le Rime. Il polimetro Contento quasi ne’ pensier d’amore
Le modalità di trasmissione del polimetro Contento quasi ne’ pensier d’amore suggerisco- no di pensare che il componimento, finora compreso a pieno titolo nel corpus delle liriche di Boccaccio, faccia invece parte di una silloge poetica comprendente anche l’Amorosa visione e la Caccia di Diana, testi insieme ai quali si conserva nella maggior parte dei manoscritti e a cui è legato per affinità formali e di contenuto. Partendo dall’esame della tradizione, il contributo mette a fuoco la fisionomia dei tre testimoni piú importanti del polimetro e ragiona sull’ammissibilità di un’ipotesi avanzata da Branca, e ripresa da Leporatti nell’ultima edizione critica delle Rime boccaccesche, secondo la quale Contento quasi sarebbe un testo concepito con lo scopo di accompagnare i due poemetti
Boccaccio
In Boccaccio le attività di autore, copista, esegeta e traduttore di testi concorrono alla realizzazione di un unico progetto intellettuale. La stessa interpretazione del Decameron – opera fondativa della narrativa europea – non può prescindere dall’esame di questo complesso sistema culturale in cui tradizione e innovazione convivono in una nuova visione del mondo e della letteratura. Il volume propone un profilo di Boccaccio attraverso quindici saggi di studiose (Monica Berté, Roberta Cella, Silvia Finazzi, Irene Iocca, Carla Maria Monti, Laura Regnicoli, Valentina Rovere) e studiosi (Luca Azzetta, Renzo Bragantini, Stefano Carrai, Marco Cursi, Maurizio Fiorilla, Marco Petoletti, Angelo Piacentini, Daniele Piccini) che offrono una rilettura critica delle sue opere, insieme a percorsi dedicati ai documenti biografici, alla lingua dei testi, ai manoscritti autografi e alla biblioteca, agli scambi epistolari con Petrarca e altri corrispondenti, al culto di Dante. Tenendo conto delle prospettive attivate dalla più recente stagione di studi, il libro rilancia la figura di Boccaccio in tutta la sua profondità di autore medievale e di umanista
Far from Naples. The Stinche’s role in the manuscript tradition of the “Caccia di Diana”
This essay focuses on the role of two manuscript witnesses written at the Florentine municipal prison, called the Stinche, in the context of the manuscript tradition of the Caccia di Diana (Diana’s Hunt)
Éléments narratifs communs entre la tradition des ›Tournoiements de dames‹ français et la ›Caccia di Diana‹ de Boccace
Starting from the consideration of the role that the presence of lists of famous women has played in the complex question of attributing the ‹Caccia di Diana› to Giovanni Boccaccio, this article investigates the possibility that the author was inspired by the French tradition of women\u27s tournaments for the construction of these catalogical sections. In fact, the examination of the few contemporary Italian examples suggests turning the attention to Gallo-Romance models (texts in which the poet, as in the ‹Caccia›, is a witness who gives an account, through poetry, of what he has personally seen): in the last part of this essay is discussed the probability that Boccaccio may actually have known and read these French texts during the years of his stay in Naples.Starting from the consideration of the role that the presence of lists of famous women has played in the complex question of attributing the ‹Caccia di Diana› to Giovanni Boccaccio, this article investigates the possibility that the author was inspired by the French tradition of women\u27s tournaments for the construction of these catalogical sections. In fact, the examination of the few contemporary Italian examples suggests turning the attention to Gallo-Romance models (texts in which the poet, as in the ‹Caccia›, is a witness who gives an account, through poetry, of what he has personally seen): in the last part of this essay is discussed the probability that Boccaccio may actually have known and read these French texts during the years of his stay in Naples
Ženščina i Rossija (La Donna e la Russia)
L'articolo descrive l'edizione dell'almanacco Ženščina i Rossija, uscito a Leningrado nel 1979 in opposizione ai periodici femminili sovietici ufficiali, ben caratterizzati su un piano ideologico
I sonetti del Bel pome: ovvero I sonetti dell’albero d’amore. Testo e commento di una breve corona trecentesca
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