1,721,023 research outputs found

    Accumulo zuccherino nele uve e maturazione polifenolica

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    In un quadro di cambiamento climatico e di mercato è necessario indagare su sistemi di produzione innovativi che permettano di produrre anche i vini > richiesti oggi dal consumatore, compatibilmente con le caratteristiche del vitigno e delle uve e senza snaturarne la tipicita

    Gestione del suolo in vigneto, l’integrazione delle tecniche

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    l’«inerbimento temporaneamente permanente», che scaturisce dall’analisi dei pro e dei contro delle tipologie di gestione del terreno, è capace di amplificare i benefici e ridurre gli aspetti critici delle lavorazioni e dell’inerbimento permanent

    Osservazioni su fenomeni di avvizzimento dell’acino (berry shrivel) su Merlot e di scottatura del grappolo su Sangiovese nell’areale umbro : influenze sul contenuto polifenolico e sui parametri analitici dell’uva

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    Damages by berry shrivel and bunch burning can cause alterations in grape quality; however not much is known respect to possible consequences of this kind of pathology on analytical parameters such for example sugar and polyphenolic content. Two vineyards, both located in Umbrian territory, have been monitoring, to further investigate on possible effects of this two physiological processes. Both berries affected by berry shrivel and burning showed the lowest anthocyanic content and the highest concentration of polyphenols from seeds; however, in the first situation the sugar level resulted high, while burning seems to be related to the lowest level for this parameter

    Valutazione dell'influenza della sfogliatura e dell'ombreggiamento sulla qualità dei mosti e vini prodotti da uve Chardonnay e Pinot Nero coltivati in Franciacorta

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    L’influenza dell’attuale cambiamento climatico sull’anticipo delle fasi fenologiche delle colture e della data di vendemmia per la vite è stata ad oggi ampiamente osservata e documentata. Questo aspetto risulta di grande rilievo nella produzione di uve atte a divenire base spumante; in questa tipologia di vino, infatti, la necessità di conservare un buon contenuto acidico totale e in acido malico e le basse gradazioni minime richieste dai disciplinari, hanno determinato una netta riduzione del periodo tra invaiatura e vendemmia che, in determinate situazioni, ha portato, in alcune annate, ad anticipare la raccolta anche ai primi giorni di agosto. Tra le pratiche oggetto di indagine, di particolare interesse risultano quelle che consentono di regolare il livello di ombreggiamento dei grappoli tramite l’utilizzo congiunto di sfogliature e ombreggiamento. L’obiettivo finale è quello di consentire la massima flessibilità di scelta del livello di copertura, in modo tale da poter decidere, in base al particolare andamento meteorologico di ogni singola annata, l’ottimale strategia di gestione. Il vigneto dove è stata condotta la prova (anno d’impianto 2004), appartenente alla Società agricola “Castello Bonomi” (Coccaglio-BS), è collocato in posizione pianeggiante, con orientamento nord-sud e allevato a cordone speronato con una fittezza di 5000 piante per ettaro. La prova è stata condotta in tre annate, 2009-2011, e ha previsto la iniziale predisposizione di 9 tesi realizzate sia su Chardonnay che su Pinot nero suddivise nelle seguenti tipologie: un testimone non defogliato e non ombreggiato; tesi defogliate senza copertura (def tot, def est, def ovest); tesi defogliate da entrambe i lati e coperte con rete ombreggiante (copertura con un singolo strato di rete da entrambe i lati, copertura con uno strato di rete solo a ovest, copertura su entrambe i lati con doppio strato di rete); tesi non defogliate e coperte con rete (copertura con un singolo strato di rete su entrambe i lati e solo ad ovest). A partire dal 2010 è stata introdotta un’ulteriore tesi non defogliata e ombreggiata con doppio strato di rete. Per indurre l’ombreggiamento è stata utilizzata una rete ombreggiante al 50% di colore nero. Per tutti i trattamenti la defogliazione e l’applicazione della rete ombreggiante sono state effettuate all’inizio dell’invaiatura (circa 10% di acini invaiati) e solo a livello della fascia grappolo. In queste tre prime annate di sperimentazione si è preferito indirizzare le risorse disponibili al fine di indagare a fondo sulle ripercussioni qualitative sulle uve, sui mosti e sui vini dei diversi trattamenti, anche al fine di poter selezionare tra di essi quelli che inducono nell’uva variazioni qualitative maggiormente ricercate per la tipologia di prodotto indagata. Per l’analisi dei dati metereologici di ciascuna annata si è fatto riferimento alla stazione di Chiari, che risulta quella più vicina al sito preso in esame e dispone di dati completi per le annate in studio. Per ciascun trattamento sono state realizzate le curve di maturazione tecnologica e, alla vendemmia (stabilita al raggiungimento di una grado alcolico potenziale standard di circa 11%vol per tutte le tesi), sono stati raccolti i dati vegeto-produttivi, i parametri analitici sui mosti (°Brix, acidità titolabile e contenuto in acido malico, pH) e sulle uve quali i polifenoli e antociani estraibili (metodo Mattivi et al., 2002b), il contenuto in glutatione per LC-MS e il profilo antocianico e flavonolico delle diverse tesi. Sono state inoltre realizzate micro vinificazioni per ciascuna tesi; esse sono state successivamente degustate come basi spumanti e, in parte, sono state sottoposte a rifermentazione con degustazione prevista dopo affinamento di 24 mesi sui lieviti. Ad oggi si dispongono dei dati relativi alle degustazioni di tutte e tre le annate per le basi e della sola annata 2009 per il vino rifermentato (analisi del profilo sensoriale e test di preferenza). In tutte e tre le annate di studio è stato possibile osservare come in generale l’ombreggiamento porti, rispetto al testimone e in particolare rispetto alle tesi defogliate, ad un effettivo ritardo della data di vendemmia, con un posticipo che in alcuni casi ha raggiunto anche una settimana. Anche il livello acidico e il contenuto in glutatione sono risultati in generale superiori nelle tesi ombreggiate, con comportamento variabile tra i diversi trattamenti in funzione dell’annata considerata. I profili sensoriali e i test di preferenza, effettuati sulle basi spumante prodotte da uve Chardonnay, hanno evidenziato, nelle prime due annate di realizzazione, una preferenza per la tesi defogliata e ombreggiata con doppio strato di rete e per quella non defogliata e ombreggiata da entrambe i lati in particolare rispetto alla tesi defogliata ad ovest. Per la varietà Pinot nero si è potuta osservare in degustazione una tendenza simile ma meno evidente rispetto a quella descritta per lo Chardonnay

    EVALUATION DES POLYPHENOLS ET CARACTERISATION SENSORIELLE DES VINS PRODUITS A PARTIR DE RAISINS AVEC DE L’ALCOOL POTENTIEL DIFFERENT

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    Dans la mesure où une augmentation générale des températures moyennes entraîne une production de vins de plus en plus alcoolisés, il est difficile d’obtenir une maturation phénolique correcte sans atteindre, dans le même temps, une concentration élevée en sucre dans le raisin. De plus, le consommateur, sensible aux problèmes sanitaires et au faible taux d’alcoolémie requis pour la conduite, semble privilégier des vins moins forts en alcool. Un essai a été effectué au cours des trois années 2009-2011 dans la zone de Montefalco DOC (Ombrie), dans le but d’évaluer l’interaction entre l’augmentation du degré alcoolique potentiel et la teneur en polyphénols des vins et des moûts. L’essai a porté sur les cépages Sangiovese et Sagrantino, cultivés dans deux différentes vignes appartenant à l’ « Azienda Agricola Arnaldo Caprai ». Au fur et à mesure de la maturation, on a déterminé la maturation technologique (sucres, pH, acidité titrable) et polyphénolique (teneur en polyphénols et en anthocyanes extractibles). Des raisins ont été vinifiés à différentes phases de maturation pour obtenir vins possédant différents degrés alcoolique potentiels, de 12° à 17° ; ces vins ont ensuite été soumis à une analyse sensorielle. Au fur et à mesure de la maturation, les anthocyanes extractibles augmentent jusqu’à une valeur maximum et tendent ensuite à diminuer. Le Sangiovese a obtenu la valeur la plus haute pour ce paramètre à 14°, alors que pour le Sagrantino cette teneur maximale en anthocyanes a été obtenue à 15°. Au cours des années pluvieuses (2009), l’accumulation se poursuit jusqu’à la fin pour le Sagrantino, alors qu’elle reste stable pour le Sangiovese. Les polyphénols extractibles diminuent et puis augmentent de nouveau, probablement parce que l’extractibilité de ces molécules tend à augmenter dans les tissus à pleine maturité, même si leur quantité diminue. Les dégustations montrent que les vins préférés sont à 14° pour la variété précoce (Sangiovese), alors que ceux possédant un degré alcoolique supérieur à 15° semblent plus appréciés pour le Sagrantino. Les vins produits à partir de ce cépage à faible degré alcoolique sont en effet moins colorés, ils manquent de corps et contiennent des tanins astringents : ils sont donc peu agréables
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