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    Gerarchie domestiche nella filigrana dello spazio e del tempo

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    Il saggio indaga l’evoluzione della casa occidentale nel corso del tempo attraverso la lente interpretativa del gender e dei ceti sociali. Spazi esclusivamente maschili o femminili hanno contraddistinto a lungo le architetture domestiche dall’antichità al Novecento, strutturando l’abitazione quale un dispositif foucaltiano di ordine e di organizzazione sociale al pari di norme comuni e indirizzi politici

    L'arredamento salvifico per la produttiva casa italiana

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    Dal 2020 a oggi, la pandemia da Covid-19 ha pesantemente sferzato l’umanità, indirizzando gli esseri umani verso nuovi modelli esistenziali, volti a resistere al virus, oltre che a combatterlo sul campo. Sebbene i vaccini abbiano offerto, e continuino a dare, forme di temporeggiamento nonché di sopravvivenza al contagio, l’ondata virologica non ha fermato i suoi strali, continuando il morbo a mutare nel tempo, talora rafforzandosi, talaltra indebolendosi, ma seguitando a costituire un’incognita per il futuro, assieme alla caotica variabile della crisi climatica. Nonostante si sia tornati a condurre un’esistenza meno emergenziale rispetto alla pandemia, quell’allarme è stato così deflagrante da poterlo considerare un perenne monito per chi abita e soprattutto per chi progetta gli spazi dell’abitare: sembra sempre più necessario pensare allo spazio abitativo in termini di versatilità, flessibilità e adattamento alle mutevoli condizioni di vita del presente e del futuro. Se le case del futuro potranno essere progettate come isole indipendenti all’interno di «ecosistemi integrati» (Voci, 2022), interconnesse mediante delle app a una serie di servizi comuni (lavanderia, cucina, asilo) e medici o infermieristici (assistenza e cura), il problema sarà come riattivare il desueto patrimonio residenziale italiano, con particolare riferimento a quello realizzato a partire dal secondo dopoguerra, che durante l’emergenza sanitaria ha mostrato tutti i suoi limiti

    Intériorité de l’intérieur en architecture

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    Il saggio affronta il tema dell'interno in relazione all'architettura, ricostruendo attraverso la critica storiografica l'evoluzione della nozione di spazio associata a quella di interno abitabile. Esaminando le diverse posizioni espresse dagli storici dell'architettura e dell'arte a partire dal dopoguerra, si rintraccia il legame con approcci filosofici all'architettura quali la Raumgestaltung (August Schmarsow) e "l'arte di configurare un vuoto tridimensionale" (Herman Sörgel). Il saggio considera poi l'interiorità dell'interno, facendo riferimento alle riflessioni filosofiche di Gaston Bachelard e a quelle psicoanalitiche di Elvio Fachinelli, interpolandole con la critica letteraria praticata da scrittori che hanno dedicato pagine paradigmatiche a questo tema. Affrontando la nozione di interno come "specchio dell'anima", si dimostra come gli ultimi secoli abbiano coltivato interni e interiorità secondo una vera e propria claustrofilia. Il saggio utilizza un approccio originale di indagine critica relativamente al tema, con addentellati alla critica letteraria e alla filosofia, oltre che alla storiografia dell’architettura, alla fenomenologia dello spazio e alla critica architettonica. Gli obiettivi della ricerca, il loro valore scientifico, la letteratura utilizzata sono esposti in modo chiaro, così come i risultati critici raggiunti. Il saggio, pubblicato in volume collettaneo in lingua francese e da un editore internazionalmente riconosciuto in ambito accademico, può essere considerato di elevato impatto sulla comunità scientifica internazionale

    Urban Interstices in Italy: Design Experiences

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    “Urban interstices”—their design—are the topic of this book. What are urban interstices? What different issues, opportunities, roles, and concepts do they deal with? The book’s five chapters written by urban planners, architects and interior designers provide five different views and keys—Urban rewriting, Architectural threshold, Green rooms, Connecting publicness, Ephemeral devices—and draft a possible path to sound the spectrum of urban interstices’ design in Italy. Urban space can be “interstitial” in its ambiguous capability of signification in the sense-making process; that is, in the double valence of a mute void—space without signification—or meaningful room—a small and dense universe of suspension. Sometimes the project for interstitial spaces aims to transform the former into the latter. Sometimes, on the other hand, the project makes the interstice an interface, connector, exchanger, membrane, space of interrelation. So that urban interstices become alternatively thresholds and pulsating rooms, and urban catalysts activated by specific design moves and devices. And somehow they also speak of a general “interstitial” condition of urban space today. The critical path proposed here is based on the review of seventy contemporary Italian cases. A collection of sixty projects is provided in the second part of the book, while ten cases—two for each thematic key—are explored in brief monographic essays and by interviews with the authors of the projects. They are the subject of the photographic essay, Visual narration, put in the middle of the book

    Per lei, per lui. Genere, spazi e consumi

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    Sempre più il nostro rapporto con gli oggetti e con lo spazio è mediato dal mercato e dalle pratiche di consumo. Tutti siamo consumatori, certamente, ma donne e uomini consumano in modo diverso. Donne e uomini partecipano in modo diverso ai fenomeni della moda e dello shopping, contribuiscono in modo diverso alla gestione degli spazi domestici, e vengono associati a forme di devianza economica differenti. Non solo donne e uomini consumano cose diverse in modo diverso, ma esistono anche oggetti “femminili” e oggetti “maschili”, merci e pratiche di consumo appropriati per l’uno o per l’altro sesso in quanto capaci di conferire maschilità o femminilità. In questo capitolo, dunque, vedremo come, col consolidarsi della moderna cultura di consumo nel Nord globale, il genere è stato prodotto, riprodotto e a volte modificato, e non solo espresso, tramite il consumo. L’andare per compere, l’ambiente domestico, l’alimentazione e i consumi per il corpo a ben guardare risultano connotate in base al genere. In molti campi, però, più che consumare cose diverse, uomini e donne consumano in modi sottilmente diversi, e arrivano anche a rinegoziare attraverso i consumi le tradizionali distinzioni di genere, magari proponendo nuove dimensioni della differenza

    Urban Thresholds at Risk of Identity Loss

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    The theme of identity of places that are urban thresholds or interstices: two case studies
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