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La miniera di asfalto di Filettino (FR)
La miniera di asfalto di Filettino è situata sui M.
Simbruini, nei pressi delle sorgenti del fiume Aniene. L’asfalto
nell’area venne scoperto già nel XVIII secolo e descritto per la
prima volta da B. Gandolfi nel 1789. Il bitume impregna le dolomie
triassiche che affiorano estesamente nell’area; la sua
messa in posto è favorita dall’intensa fratturazione delle dolomie,
dovuta alla presenza di complesse strutture tettoniche. I
primi tentativi di sfruttamento della miniera risalgono al periodo
1847-1850, ma con risultati poco soddisfacenti. Nel 1879
la miniera venne acquisita dalla società Missori & Righetti, che
la tenne in esercizio, probabilmente intermittente, fino al 1900.
La miniera venne ceduta nel 1901 e successivamente cambiò
più volte proprietà. La coltivazione del bitume continuò discontinuamente
fino ai primi anni ‘30 del XX secolo, quando in conseguenza
delle mutate condizioni socioeconomiche la miniera,
non più redditizia, venne chiusa definitivamente
Alessandro Portis e l'elefante di Riofreddo (RM)
Nell’autunno del 1894 fu trovato uno scheletro
quasi intero di elefante nel comune di Riofreddo (RM) ai margini
della Piana del Cavaliere. I resti, sebbene in pessimo stato
di conservazione, furono studiati da Alessandro Portis che ne
determinò la specie. Oltre all’elefante, Portis studiò anche i resti
di ippopotamo, rinoceronte e un coprolite di carnivoro trovati
nell’area, che gli permisero di ricostruire un ambiente palustre
del ‘Pliocene superiore’ abitato da grandi mammiferi. Questi
ritrovamenti fecero ipotizzare a Portis la presenza di abbondanti
resti di grandi mammiferi nei corpi sedimentari affioranti
nell’area, spesso trovati accidentalmente e non segnalati in via
ufficiale. Oggi i sedimenti che hanno restituito l’elefante sono
attribuiti al Pleistocene inferiore-medio, e la moderna revisione
degli esemplari studiati da Portis ha permesso di attribuirli alle
specie Elephas (Palaeoloxodon) antiquus, Hippopotamus cf. antiquus,
Stephanorhinus etruscus, Pachycrocuta brevirostris
La ricezione di Ezra Pound in Italia
La figura di Ezra Pound rappresenta ancora oggi un caso letterario, ed umano, di carattere internazionale, che in Italia assume dei risvolti ancora più complessi ed intricati. Questo per determinati motivi, come ad esempio il fatto che il poeta americano elesse come seconda patria, tanto da desiderare di venirvi sepolto, l'Italia; oppure, ed è questo forse l'elemento più importante, per quello che si può definire come l'asse portante della sua produzione poetica e saggistica dagli anni '20 in poi, rappresentato proprio dalla cultura italiana, dal suo paesaggio, dalla sua storia, dalle sue vicende politiche.
Non è un mistero il fascino che su di lui esercitò il regime fascista, tanto da condurlo a condividere le posizioni del ventennio e lo spirito della Repubblica Sociale Italiana; meno note, e degne di un'analisi più approfondita, le motivazioni attraverso le quali condivise l'ideologia fascista, ed i suoi punti di disaccordo con quest'ultima. Questa forse è una carenza, da parte della critica italiana: il non riuscire ad osservare con uno sguardo il più puro possibile, con uno sguardo libero da connotazioni di ogni sorta, lo stentare ad arrivare al nucleo delle questioni che, nel caso di un poeta, è la sua produzione poetica. Potrebbero costruirsi decine di paralleli per spiegare tale giudizio e motivarlo, ma non essendo questo il luogo deputato a farlo, basti solo qualche esempio.
Il primo, attualissimo, è legato alla figura di Martin Heidegger. Cedendo alla tentazione dell'interpretazione secondo l'unica categoria dello Storico, diviene automatica la condanna che, però, dallo Storico fuoriesce, divenendo etica: se eticamente si considera errata un'idea, il facile sillogismo conduce alla condanna di ciò che produce chi quell'idea condivide, chi la vive. Il sillogismo, formalmente corretto, si presenta però come un paralogismo, nel momento in cui si riconosce la necessità di sospendere ogni forma di giudizio storico ed etico, e si tenta l'ingresso nel merito della produzione filosofica, nel caso di Heidegger, o nella categoria dell'estetico, nel caso di Pound. La posizione di partenza di ogni tipo di riflessione legata alle produzioni materiali ed immateriali degli esseri umani dovrebbe essere sempre animata dallo spirito dell'epoché, che permette il distacco necessario per un'analisi completa e più corretta possibile.
Il danno che si può arrecare alla critica, alla storia della letteratura, alla storia dell'arte in generale, si rintraccia nella popolare locuzione del “gettare il bambino con l'acqua sporca”1: si è analizzato tutta una produzione ed il suo contesto con il necessario distacco, con il necessario approfondimento, sospendendo quei pre – giudizi che sì, animano le modalità di conoscenza dell'uomo, ma che nel momento in cui passano ad un livello di inibizione rispetto alla conoscenza stessa, impediscono di estrapolare un giudizio sincero ed onesto?
Come detto, di casi simili ne esistono a decine; si pensi a Louis Ferdinand Céline, a Gottfried Benn, a Yukio Mishima, a Mircea Eliade, a Ernst Jünger, a Carl Schmitt, a Werner Sombart, ed in Italia Giovanni Gentile, Curzio Malaparte, Ardengo Soffici, Ugo Ojetti, e moltissimi altri. Tale problematica, che in Italia ha assunto delle caratteristiche marcatissime2, necessita di una nuova lettura, di una revisione corretta, completa, distaccata: non può esistere condanna etica nel tentativo di recupero degli elementi estetici (nel caso di Pound e degli altri artisti), o filosofici, in soggetti che eticamente sono stati condannati, e verso i quali si può condividere la condanna.
Ovvio appare quanto il giudizio della critica italiana sia stato condizionato, in maniera più pesante rispetto al resto del mondo, dal fatto che Pound condivise l'ideologia fascista e visse il Ventennio da sostenitore; condizionato ancora nell'attualità, però, dal momento in cui un'organizzazione di smaccata ispirazione fascista, CasaPound Italia, assume il suo nome per connotarsi politicamente in direzione di un fascismo del terzo millennio. Lo sforzo critico risiede proprio in una presa d'atto del fascismo poundiano, e successivamente nell'analisi distaccata rispetto alla sua produzione, ed alla sua ricezione da parte della critica. In merito a questo aspetto, si è ritenuto utile prendere come punto di riferimento metodologico la Fenomenologia, che pone alla base di ogni riflessione lo strumento dell'epoché, ovvero la sospensione del giudizio, l'attenzione alla cosa in quanto tale, l'apertura ad ogni stimolo esterno, ad ogni aspetto che possa integrare un sistema per farlo funzionare in modo più accurato, in un'ottica di totale laicità nei confronti dell'oggetto analizzato. Parlando di ricezione, il rimando sarà anche alla Scuola di Costanza, che tenta lo spostamento del focus dell'analisi del fatto letterario verso il ricettore ed il pubblico, piuttosto che verso l'opera in sé.
Guardando all'Italia, la figura di Luciano Anceschi possiede un doppio legame con la figura di Ezra Pound e con i presupposti teorici del seguente lavoro. Il suo modello critico, legato all'apertura del sistema metodologico ed alla fenomenologia (in particolare alla lezione del suo maestro Antonio Banfi e, per altri versi, alle riflessioni di Luigi Pareyson), rappresenta un fondamento per una critica del fenomeno letterario che risulti aperta, distaccata, non animata da pregiudizi politici ed etici; dall'altro lato, Anceschi fu uno dei grandi introduttori della poesia poundiana nella cultura italiana, fornendo una lezione che sarà fondamentale per la stagione poetica della Neoavanguardia. Si osserverà, infatti, quanto Pound sia presente nei decenni immediatamente successivi alla Seconda Guerra Mondiale, in particolare in due poeti fra i principali esponenti del Gruppo '63, come Edoardo Sanguineti ed Elio Pagliarani; in un versante diverso, si avrà modo di analizzare anche il turbolento rapporto fra Pound e Pier Paolo Pasolini che, partendo da un giudizio sostanzialmente negativo, giungerà ad una riabilitazione del poeta e ad un giudizio positivo.
Non si voglia vedere nel presente lavoro un tentativo di negazione di ciò che Pound ha scelto, di quello che ha rappresentato, delle sue posizioni ideologiche e politiche. Il tentativo sarà esclusivamente quello di analizzare, nella maniera più completa possibile, il suo rapporto con l'Italia, in ogni suo aspetto, con la giusta profondità, rispondendo ad una necessità di chiarezza intorno alla figura del poeta americano. Lontano dall'essere agiografico, e dal non sottolineare le sue posizioni ideologiche, dall'altro lato vi è il bisogno di ricercare e comunicare alcuni aspetti che raramente sono stati sottolineati, e quasi mai assunti come elementi fondamentali dell'esperienza poetica, politica ed esistenziale di Ezra Pound. Non potendo raggiungere la massima obiettività, in quanto metodo critico ed onestà intellettuale impongono la negazione della pretesa di questa, si cercherà quanto meno di avvicinarcisi, tentando la strada della raccolta complessiva dei giudizi (anche quelli che, a volte, possono apparire come più fragili e meno fondati) e della loro analisi, in quanto è presupposto fondamentale, in quest'idea di critica letteraria, il fuggire la tentazione della riduzione semplicistica, dell'adeguamento al giudizio consolidato, credendo che la revisione continua dei giudizi e delle categorie sia esercizio vitale per la disciplina stessa.The figure of Ezra Pound represents, in Italy, a difficult critical case, especially beacuse of his involvement with the Fascist regime. This work, that has for theoric bases and methodology on a side the premises of Husserl's phenomenology and its consequences, like Gadamer's hermeneutics and the figure of H.R. Jauss and his aestethic of reception, and on the other side the social aspect of the reception of the readers, focuses on basically three perspectives: the political reception of the figure of Ezra Pound in Italy, starting with the Fascism, passing through the Neofascism of the 70's and arriving to the contemporary neofascists positions of CasaPound Italia; the central part of the work is a review and analysis of the critical reception from the 30's til the contemporary studies; the last part is about the influences of Ezra Pound poetry on italian poetry, especially in the 50's and 60's, with the selection of three case studies: Elio Pagliarani, Edoardo Sanguineti, Pier Paolo Pasolini
The First World War of Italian geologists. Between patriotic interventionism and objective pragmatism
Scientific studies dealing with the intimate relationship between
geology and First World War appeared in Italy already during the
conflict, or in the first decade after the end of hostilities. In this note we
have focused on two leading Italian geologists, Enrico Fossa-Mancini
and Federico Sacco which dealt with the possible use and importance of
geology in military operations, from territorial defense, to detection of
optimal areas for large troop movements. Despite the similarity of the
subject, and the not excessive time interval between the scripts, the
works of the two authors show a dramatically different approach and
point of arrival. The analysis by Fossa-Mancini is more objective,
detached and pragmatic, being carried out with a ‘clear mind’ after the
end of the conflict. His study is polished and purposeful, identifying the
actions required in time of peace to ‘geologically’ prepare a nation to a
potential conflict. Differently, the analysis by Sacco does not take into
account the real situation highlighted by Fossa-Mancini (e.g. the
complete unpreparedness of the high Italians command in terms of
military use of geology), and uses his writing to exalt the primacy of the
Italian army in the consideration of geology in military conflicts. In
Sacco, geology and the study of the Italian natural territory it is expertly
used as a justification and reason for the war, which it is perceived by
the author as necessary, of liberation and redemption
Intervento di adeguamento di fabbricato in C.C.A. con realizzazione di sopraelevazione di un piano in acciaio ad uso residenziale
L'articolo tratta della sopraelevazione di un edificio degli anni 70 con l'eliminazione della copertura esistente e sua sostituzione a parità di peso con una residenza in una struttura metallica appoggiata sul solaio tramite isolatori sismici.
Per questa sua particolarità è chiamata anche casa su palafitta. La realizzazione risulta essere un prototipo di densificazione urbana con miglioramento sismico. la progettazione architettonica è stata curata dall'arch. Gabriele Lelli e dall'arch. Roberta Bandini e le strutture sono a cura dell'ing Marco Peroni
1876-1881. Domenico Lovisato and the geology of Calabria (southern Italy)
Celebrating the centennial of Domenico Lovisato’s death (1842-
1916), this paper highlights the role played by this eminent Italian
geologist as a pioneer for the geological knowledge of Calabria region
(Southern Italy), a geologically complex area which became the subject
of a long-lasting and still continuing debate.
Lovisato spent only few years in Calabria (1876-1878) teaching
as high school professor of mathematics; this period marked a turning
point for his scientific growth representing a switch for his career
from avocational to full-time geologist. This experience granted him
the involvement in the academic career, with the enrollment in the
University of Sassari and Cagliari as Professor of Mineralogy and Geology
(from 1878 until his death, in 1916). Lovisato must be acknowledged
as the author of the first 1:50,000 geological map of the Calabria
region. As such, he should be mentioned for his ethic approach
towards environment, anticipating the catastrophic effect of natural
phenomena and the modern concepts of geoethic
Internalization and recycling of ALCAM/CD166 detected by a fully human single-chain recombinant antibody.
Activated leukocyte cell adhesion molecule (ALCAM/CD166), a member of the immunoglobulin superfamily with five extracellular immunoglobulin-like domains, promotes heterophilic (ALCAM-CD6) and homophilic (ALCAM-ALCAM) cell-cell interactions. Here we describe a fully human single-chain antibody fragment (scFv) directed to ALCAM/CD166. We selected the I/F8 scFv from a phage display library of human V-gene segments by cell panning and phage internalization into IGROV-I human ovary carcinoma cells. The I/F8 specificity was identified as ALCAM/CD166 by matrix-assisted laser desorption/ionisation time-of-flight (MALDI-TOF) peptide mass fingerprinting of the I/F8-immunoprecipitated protein. The I/F8 scFv reacts with the human, monkey and murine ALCAM/CD166 molecule, indicating that the recognized epitope is highly conserved. The I/F8 scFv completely abolished binding of both ALCAM/Fc and CD6/Fc soluble ligands, whereas it did not compete with the anti-ALCAM/CD166 murine monoclonal antibodies J4-81 and 3A6 and therefore recognizes a different epitope. Engagement through I/F8 scFv, 3A6 monoclonal antibody or CD6/Fc ligand induced ALCAM/CD166 internalization, with a kinetics slower than that of transferrin in the same cells. Newly internalized I/F8-ALCAM complexes colocalized with clathrin but not with caveolin and we demonstrated, using surface biotinylation and recycling assays, that endocytosed ALCAM/CD166 recycles back to the cell surface. Such an endocytic pathway allows the efficient delivery of an I/F8 scFv-saporin immunotoxin into tumor cells, as the conjugates are able to selectively kill cell lines expressing ALCAM/CD166. Altogether these data provide evidence of the suitability of the I/F8 scFv for further functional analysis of ALCAM/CD166 and intracellular delivery of effector moieties
First remains of neoginglymodian actinopterygians from the Jurassic of Monte Nerone area (Umbria-Marche Apennine, Italy)
Since the early nineteenth century, the structural high of Mt. Nerone in the Umbria-Marche-Sabina Domain (UMS - Central/ Northern Apennines, Italy) attracted scholars from all over Europe due to the wealth of fossil fauna preserved in a well-exposed Mesozoic sedimentary succession. Several geo-palaeontological studies were focused on the abundant and diverse invertebrate fauna, whereas contributions dealing with Mesozoic vertebrates were to date virtually lacking. Recently, the first material referable to hybodont sharks, consisting of an articulated crushing dentition, was described from the area and referred to Asteracanthus cf. A. magnus. In this contribution, we report the first evidence of ginglymodian actinopterygians from the Upper Jurassic of Mt. Nerone. The material is represented by seven highly tritorial isolated teeth collected from three classic fossiliferous localities of the area (i.e. Pian del Sasso, Fosso Pisciarello, I Ranchi). The general morphology of the material under study allow us to conservatively refer the teeth to the Neoginglymodi, a clade formed by Lepisosteiformes and Semionotiformes. The occurrence of durophagous organisms, to date represented by hybodont sharks and ginglymodian fishes, reveals interesting palaeoecological scenarios characterizing the pelagic carbonate platform-basin system of Mt. Nerone, which were most likely triggered by large-scale geodynamic processes. The complex submarine palaeotopography, inheritance of the Western Tethys Early Jurassic rifting, aroused the establishment of new infaunal and epifaunal communities opening up unexplored trophic niches for durophagous predators. The particular geodynamic setting of the UMS Domain, consisting of predominantly interconnected structural highs and lows, and the relative evolution of a diverse invertebrate fauna characterized by terebratulid, ostreids, limids, brachiopods, crustaceans, and gastropods, attracted both hybodontids and durophagous ginglymodians in the Tethyan realm, influencing their dispersal during the Late Jurassic
Spontaneously produced anti-DNA/DNAse I autoantibodies modulate nuclear apoptosis in living cells
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