145 research outputs found

    Ethnic differences in transition to first marriage in Iran

    No full text
    This paper, using data from the 2000 Iran Demographic and Health Survey and a range of time-varying district-level contextual information derived from the 1986 and 1996 censuses of Iran, applies a discrete time hazard model to study ethnic differences in women’s transition to first marriage. The model specification accounts for both spatial and temporal changes in the socio-economic context of transition to marriage. We found ethnic-specific responses on women’s marriage timing to changes in the socio-economic context between the mid 1970s and 2000. Some ethnic groups appear to be more resistant to change despite sharing similar changes in their socio-economic context.development, education, ethnicity, Iran, marriage, marriage market, women status

    Staying in school: assessing the role of access, availability and cost

    No full text
    This paper investigates the role of contextual factors outside the household in determining whether or not a child attends basic education in Tajikistan. By combining data from the Tajikistan Living Standard Survey with data from a parallel community survey, aggregated census data at the jamoat (village) level, and spatial data, a series of variables are constructed which characterize the environment where the child lives. These variables serve as proxies for the accessibility and availability of school services, quality of education, opportunity cost of education in terms of the opportunities for income generating activities forgone, and level of economic development in the communities. Applying multilevel modelling techniques, the results show that contextual factors have a strong effect on school attendance. Accessibility of service and higher quality of school have a positive effect, however a high opportunity cost to education in a community exerts a negative effect on school attendance

    L’Impresa Familiare. Fattori di successo ed evidenze empiriche sulle performance

    No full text
    Molti sono i volumi che trattano l’argomento delle imprese familiari. Tuttavia, pochi sono i saggi che analizzano il tema focalizzandosi sullo stato dell’arte offerto dalla letteratura finanziaria. In virtù della loro rilevanza nel tessuto economico italiano, scopo di questo libro è fornire una panoramica il più possibile completa sulla ricerca relativa alle family firm. I più recenti fatti di cronaca sottolineano l’attualità del tema, che assume un rilievo particolare alla luce delle peculiarità proprie delle imprese familiari. Infatti, da un lato esse sono caratterizzate da consistenti vantaggi competitivi, essenzialmente associati alla loro elevata flessibilità gestionale e all’importante rete sociale al centro della quale l’impresa opera. Dall’altro, numerosi sono i problemi ordinariamente affrontati dalle family firm in termini di corporate governance, gestione dell’innovazione e transizione generazionale. La combinazione di questi fattori ne influenza in modo significativo la performance, con evidenti ripercussioni sul tessuto economico dell’area in cui le società operano. Il volume ripercorre i singoli punti di forza e di vulnerabilità, analizzandoli in una prospettiva economica e offrendo spunti di riflessione su come le imprese familiari possano enfatizzare gli elementi di vantaggio competitivo ovvero limitare i punti di debolezza che le contraddistinguono. Sono inoltre riportate storie di successo e di fallimento di family firm, di fatto evidenziando come le teorie sviluppate dalla letteratura siano riscontrabili anche da un punto di vista pratico. Infine, viene presentato uno studio empirico volto ad investigare nel contesto italiano se la proprietà familiare ha un effetto positivo o negativo sulla performance d’impresa. Infatti, nonostante l’ampia letteratura sul tema con riferimento al mercato inglese o statunitense, le evidenze riferite al nostro paese sono poco rilevanti e tra loro contraddittorie. Grazie all’alternanza tra teoria economico-finanziaria, casi pratici ed analisi empiriche, il volume offre una panoramica completa sull’imprenditoria familiare

    Diagnosi delle tireopatie e prevenzione delle recidive. Neoplasie della tiroide.

    No full text
    Tireopatie: diagnostica medico-nucleare e di laboratorio, prevenzione delle complicanze. Trattamento con radioiodio e radioprotezione del paziente e dell'ambiente

    Engineering Economics e Financial Modeling: sistema di ingegnerizzazione contabile-finanziaria per lo studio di progetti industriali

    No full text
    Il progetto “Engineering Economics e Financial Modeling: sistema di ingegnerizzazione contabile-finanziaria per lo studio di progetti industriali” è volto all’esplorazione delle complesse relazioni tra le grandezze economiche e finanziarie che caratterizzano i progetti industriali e a studiare la creazione di modelli matematici che hanno lo scopo, da un lato, di organizzare i dati e le conoscenze e, dall’altro, di indagare ulteriormente attraverso simulazioni e sperimentazioni. Gli strumenti utilizzati in questo percorso sono i) la modellazione finanziaria e la sua implementazione in fogli di calcolo elettronici, ii) l’analisi di sensibilità, condotta principalmente con la metodologia dei “Finite Change Sensitivity Indices (FCSI)” (Borgonovo 2010), iii) il confronto di scenari, ottenuto grazie alla progettazione e implementazione di algoritmi che alimentano i modelli matematici, iv) la Split-Screen Matrix (Magni 2020), utilizzata per automatizzare il motore di calcolo dei modelli, e v) la programmazione lineare, mutuata dalle discipline della ricerca operativa. Grazie a questi strumenti, l’attività di ricerca ha consentito di raggiungere vari risultati nel campo dell’ingegneria economica, della finanza e della contabilità, tra cui i) lo sviluppo di nuovi modelli di valutazione, ii) l’individuazione di nuovi criteri per le decisioni di investimento, iii) l’esplicitazione di come le stime operative possano influire sulle decisioni finanziarie e iv) la scomposizione a posteriori degli effetti delle decisioni, anche nei diversi periodi di vita di un progetto. I principali campi applicativi esplorati sono la creazione di valore in impianti fotovoltaici (risultati esposti nei convegni “37th EU PVSEC – European PV Solar Energy Conference, September 7-11, 2020” e “MIC2020 – 20th Management International Conference, November 12-15, 2020” e in un articolo pubblicato da “International Journal of Production Economics”), la scomposizione del valore aggiunto negli investimenti finanziari (risultati discussi in un articolo sottoposto a “European Journal of Operational Research”, in corso di revisione), l’impiego della Split-Screen Matrix nella modellazione finanziaria (con una metodologia, volta a definire un sistema algoritmico applicabile nei fogli di calcolo, che si sta introducendo nelle aziende del Gruppo GRAF) e l’ottimizzazione economica in un progetto di sostituzione dei contatori dell’acqua (i cui primi risultati sono stati esposti nel convegno “EURO2021 – 31st European Conference on Operational Research, July 11-14, 2021”). Questa tesi di dottorato è strutturata come raccolta di articoli scientifici co-autorati durante il corso di dottorato.The project “Engineering Economics and Financial Modeling: accounting-and-finance engineering system for the study of industrial projects” is aimed at exploring the intricate relationships between the economic and financial figures that characterize industrial projects and at studying the creation of mathematical models. The abstract models are meant, on one hand, to organize data and knowledge and, on the other hand, to further investigate through simulations and experiments. The tools used in this path are i) financial modeling and its implementation in spreadsheets, ii) sensitivity analysis, mainly with the “Finite Change Sensitivity Indices (FCSI)” methodology (Borgonovo 2010), iii) comparison of scenarios, with design and implementation of algorithms that feed mathematical models, iv) Split-Screen Matrix (Magni 2020), used to automate the model calculation engine, and v) linear programming, derived from the disciplines of operations research. Thanks to these tools, the research activity has made it possible to achieve several results in the fields of Engineering Economics, Finance and Accounting, including i) the development of new evaluation models, ii) the identification of new criteria for investment decisions, iii) the clarification of how operational estimates can affect financial decisions and iv) the ex-post decomposition of the decisions' effects, even in the different life periods of a project. The main application fields explored are the creation of value in photovoltaic systems (results exposed discussed in the conferences “37th EU PVSEC – European PV Solar Energy Conference, September 7-11, 2020” and “MIC2020 – 20th Management International Conference, November 12-15, 2020” and in an article published by the “International Journal of Production Economics”), the decomposition of added value in financial investments (results discussed in an article submitted to “European Journal of Operational Research”, under review), the use of the Split-Screen Matrix in financial modeling (with a methodology, aimed at defining an algorithmic system applicable in spreadsheets, which is being introduced in the companies of the GRAF Group) and economic optimization in a project to replace water meters (first results exposed at the “EURO2021 – 31st European Conference on Operational Research, July 11-14, 2021”). This doctoral thesis is structured as a collection of academic papers co-authored during the doctoral course

    Modulazione allosterica del recettore dell'ormone follicolo-stimolante (FSHR) mediata da VHH

    No full text
    L’ormone follicolo-stimolante (FSH) è una gonadotropina che svolge un ruolo fondamentale nella riproduzione umana e fa parte dell'asse endocrino ipotalamo-ipofisi-gonadi. Il recettore di FSH (FSHR) è accoppiato a proteina G (GPCR) ed espresso in cellule della granulosa ovariche durante la fase follicolare del ciclo mestruale. FSHR media l’attivazione di una complessa rete di vie di trasduzione del segnale che modulano la steroidogenesi, segnali mitogenici e apoptosi. Tra queste, l’adenosina monofosfato ciclica (cAMP)/proteina chinasi A (PKA) e il trafficking del recettore mediato dalle β-arrestine sono tra le pathway più studiate. I contraccettivi ormonali contengono progestinici ed estrogeni, e contrastano la produzione di FSH. Tuttavia, tali molecole possono indurre effetti collaterali indesiderati. In questo studio, vengono caratterizzati cinque nanoanticorpi (VHH) anti-FSHR per valutarne la capacità di modulare allostericamente il recettore. Tre di questi VHH (A) bersagliano lo stesso epitopo localizzato sul recettore e sono stati prodotti in tre formati strutturali differenti, a seconda della presenza del frammento cristallizabile (Fc) e della regione “cerniera” (Hinge). Essi sono denominati VHH A, VHH A-Fc e VHH A-Hinge-Fc. Altri due (B e C) bersagliano epitopi differenti e sono stati prodotti nel formato VHH B-Hinge-Fc e VHH C-Hinge-Fc. I VHH potrebbero agire da modulatori allosterici positivi (PAM), negativi (NAM) o biased (BAM), con lo scopo di bloccare i segnali proliferativi cAMP- e β-arrestina 2-dipendenti, senza tuttavia impattare sulla steroidogenesi. Un prodotto avente tali caratteristiche dovrebbe essere in grado di bloccare l’ovulazione senza dare effetti indesiderati a livello metabolico. Gli esperimenti sono stati condotti utilizzando la linea cellulare tumorale della granulosa umana (KGN) e cellule primarie umane della granulosa luteinizzate (hGLC). Le cellule sono state trattate con concentrazioni crescenti di FSH, in presenza o meno di diverse dosi di nanoanticorpo. Utilizzando metodiche quali Bioluminescence Resonance Energy Transfer (BRET), Homogeneous Time Resolved Fluorescence (HTRF), Western blotting e saggio con 3-[4,5-dimetiltiazol-2-il]-2,5-difeniltetrazolio (MTT), ho valutato l'accumulo intracellulare di cAMP, il reclutamento di β-arrestina 2, la produzione di estradiolo (E2) e progesterone (P4), il clivaggio della pro-caspasi 3 e la vitalità cellulare. Nessuno dei VHH ha ridotto la vitalità cellulare in cellule KGN o hGLC, né ha indotto apoptosi mediata da caspasi 3 da cellule KGN. Inoltre, in cellule KGN, VHH A, VHH A-Fc e VHH A-Hinge-Fc hanno modulato la produzione intracellulare di cAMP mediata da FSH. VHH A-Fc ha agito come NAM, mentre gli altri due nanoanticorpi hanno funzionato come PAM. Al contrario, l'impatto sull'accumulo di cAMP nelle hGLC è stato meno prominente rispetto alla linea cellulare KGN. VHH B-Hinge-Fc e VHH C-Hinge-Fc hanno agito entrambi come NAM, in tutti i modelli cellulari utilizzati. In particolare, VHH B-Hinge-Fc è risultato essere il più efficace rispetto a tutti i nanoanticorpi testati. Solo VHH A-Fc ha ridotto il legame tra FSHR e β-arrestina 2, agendo come NAM sull'interazione della molecola con il recettore. I risultati ottenuti in hGLC dimostrano che nessuno degli anticorpi ha impattato la produzione di E2 e P4. Infine, la specificità di legame di VHH B-Hinge-Fc è stata testata in tessuto ovarico umano, mediante metodica di immunofluorescenza, confermando l'espressione del recettore in cellule della granulosa. In conclusione, i risultati evidenziano che i nanoanticorpi testati potrebbero fornire nuove opportunità farmacologiche per lo sviluppo di contraccettivi non ormonali, agendo da modulatori allosterici BAM di FSHR.Follicle-stimulating hormone (FSH) is a gonadotropin that plays a pivotal role in human reproduction and belongs to the hypothalamic-pituitary-gonadal endocrine axis. The FSH receptor (FSHR) is a G protein-coupled receptor (GPCR) expressed in ovarian granulosa cells during the follicular phase of menstrual cycle. FSHR mediates the activation of a complex network of signaling pathways that modulate steroidogenesis, mitogenic signals, and apoptosis. Among these, cyclic adenosine monophosphate (cAMP)/protein kinase A (PKA) and receptor trafficking mediated by β-arrestins are among the most studied pathways. Hormonal contraceptives contain progestins and estrogens, and they counteract FSH production. However, such molecules may induce undesirable side effects. In this study, five anti-FSHR nanobodies (VHHs) were characterized to evaluate their ability to allosterically modulate the receptor. Three of these VHHs (A) target the same epitope localized on the receptor and were produced in three different structural formats, depending on the presence of the crystallizable fragment (Fc) and the hinge region. They are named VHH A, VHH A-Fc, and VHH A-Hinge-Fc. Two others (B and C) target different epitopes and were produced in the VHH B-Hinge-Fc and VHH C-Hinge-Fc formats. The VHHs may act as positive (PAM), negative (NAM), or biased (BAM) allosteric modulators, aiming to block cAMP- and β-arrestin 2-dependent proliferative signals without impacting steroidogenesis. A product with these characteristics should be able to block ovulation without leading to undesired metabolic effects. Experiments were performed using the human granulosa tumor cell line (KGN) and primary human granulosa lutein cells (hGLC). Cells were treated with increasing concentrations of FSH, with or without various doses of nanobody. Using techniques such as bioluminescence resonance energy transfer (BRET), homogeneous time-resolved fluorescence (HTRF), Western blotting, and the 3-[4,5-dimethylthiazol-2-yl]-2,5-diphenyltetrazolium (MTT) assay, I evaluated intracellular cAMP accumulation, β-arrestin 2 recruitment, estradiol (E2) and progesterone (P4) production, pro-caspase 3 cleavage, and cell viability. None of the VHHs reduced cell viability in KGN or hGLC cells, nor did they induce caspase 3-mediated apoptosis in KGN cells. Moreover, in KGN cells, VHH A, VHH A-Fc, and VHH A-Hinge-Fc modulated FSH-mediated intracellular cAMP production. VHH A-Fc acted as a NAM, while the other two nanobodies functioned as PAMs. In contrast, the impact on cAMP accumulation in hGLC was less prominent compared to the KGN cell line. VHH B-Hinge-Fc and VHH C-Hinge-Fc both acted as NAMs in all cell models used. Notably, VHH B-Hinge-Fc proved to be the most effective among all nanobodies tested. Only VHH A-Fc reduced the binding between FSHR and β-arrestin 2, acting as a NAM on the interaction between the molecule and the receptor. The results obtained in hGLC demonstrated that none of the antibodies impacted E2 and P4 production. Finally, the binding specificity of VHH B-Hinge-Fc was tested in human ovarian tissue using immunofluorescence, confirming receptor expression in granulosa cells. In conclusion, the results highlight that the tested nanobodies could provide new pharmacological opportunities for the development of non-hormonal contraceptives, acting as BAM allosteric modulators of FSHR

    Creating a poverty map for Azerbaijan

    No full text
    'Poverty maps' - graphic representations of spatially disaggregated estimates of welfare - are increasingly used to geographically target scare resources. But their development in many low resource settings is hampered due to data constraints. Data on income or consumption are often unavailable or direct survey estimates for small areas yield unacceptably large standard errors. Census data offer the required level of coverage but do not generally contain appropriate information. Alternative methods aim either at combining survey data with unit record data from the Census to produce estimates of income or expenditure for small areas or at developing alternative welfare rankings, such as asset indices, using existing census data. This paper develops a set of poverty maps for Azerbaijan. Two alternative approaches are adopted. First, a map is constructed using an asset index based on data from the 1999 Census to produce reliable estimates of welfare at the raion level. Second, an alternative map is derived using imputed household consumption, combining information from the 2002 Household Budget Survey (HBS) with 1999 Census data. This provides a unique opportunity to compare the welfare rankings obtained at the regional level under the two approaches

    I MICROARRAY PROTEICI: POSSIBILI SCENARI NELLA DIAGNOSTICA DELLE MICOSI INVASIVE

    No full text
    I microarray proteici sono comunemente distinguibili in due tipi, uno dedicato a stabilire la presenza e la quantità di una proteina o di un anticorpo specifico presenti in una determinata matrice biologica (“abundance-based microarrays”) e l’altro a valutarne la funzione (“function-based microarrays”) (1). Per quanto attiene alla prima categoria, sono stati descritti sistemi a cattura molto simili a quelli utilizzati nei saggi ELISA che prevedono l’immobilizzazione su un supporto solido di molecole di cattura. Tali molecole possono essere anticorpi, soprattutto monoclonali, per la rilevazione quali-quantitativa di analiti specifici, oppure antigeni purificati/ricombinati per la determinazione di specifici titoli anticorpali. Ad oggi, questo tipo di microarray ha trovato un grosso impiego nel campo della proteomica, nella ricerca di nuovi farmaci e nella identificazione di marcatori di malattia, principalmente nell’ambito delle infezioni virali e dei tumori. Le caratteristiche dei saggi diagnostici su piattaforma microarray, quali l’elevata sensibilità, la multiparametricità, la miniaturizzazione e la possibilità di automazione, hanno portato alla messa a punto di piattaforme innovative, particolarmente utili anche per la loro duttilità. L’utilizzo dei microarray proteici in diagnostica ha portato inoltre a riconsiderare la sierologia come strumento di indagine potenzialmente utile nella diagnosi di micosi opportunistiche invasive e nella valutazione dell’efficacia di terapie antifungine. In un lavoro recentemente pubblicato, è stato identificato un gruppo di 13 antigeni di Candida albicans che consente di discriminare pazienti con candidemia, da soggetti sani o colonizzati; sempre gli stessi autori hanno descritto un altro gruppo di 33 antigeni, che permette di distinguere sierologicamente pazienti in fase acuta di malattia da pazienti convalescenti (2). Dall’altra parte, nella diagnosi di micosi primitive da patogeni quali Histoplasma capsulatum e Coccidioides immitis, in cui la sierologia riveste un ruolo di primo piano, l’impiego del microarray proteico ha portato ad accorpare in un unico chip antigeni dei diversi patogeni (3). In particolare, il saggio messo a punto consente di identificare simultaneamente soggetti positivi per uno o più patogeni, sulla base dei livelli di IgM e/o IgG specifiche. Similmente, sono stati riconosciuti come marcatori di polmonite gli alti livelli di anticorpi sierici verso la proteina Msg1 di Pneumocystis jirovecii (4), mentre la comparsa di citochine proinfiammatorie e della proteina C-reattiva sono risultate preziosi marcatori sierologici precoci di aspergillosi invasiva (5). Nel complesso, visto l’incremento nel numero sia di micosi opportunistiche in soggetti particolarmente difficili sia di micosi primitive (in passato inusuali, ora più frequenti dato l’aumento dei flussi turistici e migratori), i contributi forniti dalle nuove tecnologie saranno fondamentali per comprendere meglio il quadro clinico associato alla micosi invasiva, grazie ad un metodo diagnostico veloce e multiparametrico. Questo aspetto risulterà particolarmente interessante in quanto consentirà di valutare contemporaneamente tipi diversi di parametri che includono non solo il patogeno ed i suoi prodotti, ma anche l’ospite con la sua peculiare reattività antimicrobica, sia innata che adattativa. (1) LaBaer and Ramachandran, Curr Opin Chem Biol, 2005 (2) Mochon et al., Plos Pathogens, 2010 (3) Ardizzoni et al., New Microbiol, 2011 (4) Djawe et al., Plos One, 2010 (5) Chai et al., J. Infect Dis, 201

    The Split-Screen Approach for Project Appraisal (Part II: Spreadsheet Modeling)

    No full text
    This paper employs the newly conceived accounting-and-finance engineering system (AFES) described in a previous paper (Magni 2023, “The Split-Screen Approach for Project Appraisal (Part I: The Theory)”), addressed to the analysis of capital asset investments. In this second part, we show how to implement this theoretical framework onto a spreadsheet software. We guide the analyst step by step, cell by cell, to the creation of the Split-Screen Matrices describing the project film. Because the AFES is based on two arithmetic relations (law of motion and law of conservation), we can use a minimal approach to modeling, with a frugal use of the most common spreadsheet functions (essentially INDEX and MATCH) and no use of the traditional financial functions, yet fulfilling the requisite of clearness, transparency, consistency, and ease of use. Starting from the informal description of the project, we build the model by breaking it down to 7 modules. The spreadsheet model is available online (see link provided in the paper)
    corecore