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    Profilo delle tossine di microalghe isolate nell’Adriatico Nord-occidentale

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    Fioriture di Ostreopsis spp. sono state osservate nell'ultimo ventennio nel Mediterraneo e la loro diffusione aumenta nel mondo ogni anno, rappresentando una potenziale minaccia per la salute umana e per l'ecosistema marino (Rhodes et al., 2011). In particolare la specie O. cf. ovata negli ultimi anni è presente in varie aree costiere europee, tra cui l'Italia. Nonostante in queste zone non siano stati registrati casi di intossicazione umana per consumo di prodotti ittici, la problematica è di grande interesse a seguito dell'elevata tossicità della palitossina e dei congeneri, denominati ovatossine, prodotti da questa dinoflagellata. Le fioriture hanno spesso mostrato differenti caratteristiche in termini di periodo di sviluppo e relative condizioni abiotiche, di densità algale e di tossicità (Cohu et al., 2013). Allo scopo di individuare i fattori abiotici (e.g. temperatura, salinità, luce) e biotici (e.g. presenza di specie algali competitrici o batteri) che maggiormente influenzano le fioriture ed il loro livello di tossicità, sono stati effettuati studi in coltura utilizzando ceppi di O. cf. ovata isolati da coste italiane, saggiando differenti condizioni. In primo luogo è stato evidenziato che le diverse ovatossine analizzate negli estratti di O. cf. ovata aumentano quantitativamente lungo la crescita (Pezzolesi et al., 2014) con un rilascio nel mezzo extracellulare maggiore in fase stazionaria. Inoltre il profilo tossinologico ha evidenziato un'alta variabilità sia in termini qualitativi (i.e. assenza di alcune ovatossine) che quantitativi (i.e. contenuto di tossina per cellula o litro di coltura) in funzione dei differenti ceppi esaminati. In generale è emerso che temperatura, salinità e concentrazione dei nutrienti sono fattori abiotici che influiscono nella produzione cellulare di tossine (Pistocchi et al., 2011; Pezzolesi et al., 2012; Vanucci et al., 2012b). Nello specifico la disponibilità di nutrienti è importante per la biosintesi di questi composti che contengono azoto e hanno alto peso molecolare. I risultati hanno evidenziato che in carenza di azoto (N), in particolare, e di fosforo (P) i quantitativi di tossine prodotte sono inferiori. Tra i fattori che maggiormente influenzano la crescita e la tossicità di O. cf. ovata è emersa anche la competizione con altre microalghe (e.g. diatomee o dinoflagellate bentoniche), con effetti sulla crescita; sembrano inoltre essere esclusi possibili effetti allelopatici delle ovatossine verso le altre microalghe indagate. La comunità batterica associata ad O. cf. ovata in coltura sembra anch'essa interferire sulla produzione di tossine tramite re-mineralizzazione di sostanza organica, influenzando i quantitativi di N e P disponibile, e tramite interazioni di tipo mutualistico (Vanucci et al., 2012a). I risultati ottenuti evidenziano che da un lato lo stato fisiologico delle cellule è strettamente legato alle condizioni chimicofisiche e allo stato trofico del sistema e dall'altro questo si riflette sulla produzione e sul rilascio delle tossine. Cohu S., Mangialajo L., Thibaut T., Blanfuné A., Marro S., Lemée R., 2013. Harmful Algae 24, 32-44. Pezzolesi L., Guerrini F., Ciminiello P., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Fattorusso E., Forino M., Tartaglione L., Pistocchi R., 2012. Water Research 46, 82-92. Pezzolesi L., Pistocchi R., Fratangeli F., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Tartaglione L., 2014. Harmful Algae 36, 1-10. Pistocchi R., Pezzolesi L., Guerrini F., Vanucci S., Dell'Aversano C., Fattorusso E., 2011. Toxicon 57, 421-428. Rhodes L., 2011. Toxicon 57 (3), 400–407. Vanucci S., Guerrini F., Pezzolesi L., Dell'Aversano C., Ciminiello P., Pistocchi R., 2012a. Cryptogamie, Algologie 33, 105-112. Vanucci S., Pezzolesi L., Pistocchi R., Ciminiello P., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Fattorusso E., Tartaglione L., Guerrini F., 2012b. Harmful Algae 15, 78-90

    Produzione di ovatossine nella dinoflagellata Ostreopsis cf. ovata: studi al variare di fattori abiotici e biotici

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    Fioriture di Ostreopsis spp. sono state osservate nell'ultimo ventennio nel Mediterraneo e la loro diffusione aumenta nel mondo ogni anno, rappresentando una potenziale minaccia per la salute umana e per l'ecosistema marino (Rhodes et al., 2011). In particolare la specie O. cf. ovata negli ultimi anni è presente in varie aree costiere europee, tra cui l'Italia. Nonostante in queste zone non siano stati registrati casi di intossicazione umana per consumo di prodotti ittici, la problematica è di grande interesse a seguito dell'elevata tossicità della palitossina e dei congeneri, denominati ovatossine, prodotti da questa dinoflagellata. Le fioriture hanno spesso mostrato differenti caratteristiche in termini di periodo di sviluppo e relative condizioni abiotiche, di densità algale e di tossicità (Cohu et al., 2013). Allo scopo di individuare i fattori abiotici (e.g. temperatura, salinità, luce) e biotici (e.g. presenza di specie algali competitrici o batteri) che maggiormente influenzano le fioriture ed il loro livello di tossicità, sono stati effettuati studi in coltura utilizzando ceppi di O. cf. ovata isolati da coste italiane, saggiando differenti condizioni. In primo luogo è stato evidenziato che le diverse ovatossine analizzate negli estratti di O. cf. ovata aumentano quantitativamente lungo la crescita (Pezzolesi et al., 2014) con un rilascio nel mezzo extracellulare maggiore in fase stazionaria. Inoltre il profilo tossinologico ha evidenziato un'alta variabilità sia in termini qualitativi (i.e. assenza di alcune ovatossine) che quantitativi (i.e. contenuto di tossina per cellula o litro di coltura) in funzione dei differenti ceppi esaminati. In generale è emerso che temperatura, salinità e concentrazione dei nutrienti sono fattori abiotici che influiscono nella produzione cellulare di tossine (Pistocchi et al., 2011; Pezzolesi et al., 2012; Vanucci et al., 2012b). Nello specifico la disponibilità di nutrienti è importante per la biosintesi di questi composti che contengono azoto e hanno alto peso molecolare. I risultati hanno evidenziato che in carenza di azoto (N), in particolare, e di fosforo (P) i quantitativi di tossine prodotte sono inferiori. Tra i fattori che maggiormente influenzano la crescita e la tossicità di O. cf. ovata è emersa anche la competizione con altre microalghe (e.g. diatomee o dinoflagellate bentoniche), con effetti sulla crescita; sembrano inoltre essere esclusi possibili effetti allelopatici delle ovatossine verso le altre microalghe indagate. La comunità batterica associata ad O. cf. ovata in coltura sembra anch'essa interferire sulla produzione di tossine tramite re-mineralizzazione di sostanza organica, influenzando i quantitativi di N e P disponibile, e tramite interazioni di tipo mutualistico (Vanucci et al., 2012a). I risultati ottenuti evidenziano che da un lato lo stato fisiologico delle cellule è strettamente legato alle condizioni chimicofisiche e allo stato trofico del sistema e dall'altro questo si riflette sulla produzione e sul rilascio delle tossine. Cohu S., Mangialajo L., Thibaut T., Blanfuné A., Marro S., Lemée R., 2013. Harmful Algae 24, 32-44. Pezzolesi L., Guerrini F., Ciminiello P., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Fattorusso E., Forino M., Tartaglione L., Pistocchi R., 2012. Water Research 46, 82-92. Pezzolesi L., Pistocchi R., Fratangeli F., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Tartaglione L., 2014. Harmful Algae 36, 1-10. Pistocchi R., Pezzolesi L., Guerrini F., Vanucci S., Dell'Aversano C., Fattorusso E., 2011. Toxicon 57, 421-428. Rhodes L., 2011. Toxicon 57 (3), 400–407. Vanucci S., Guerrini F., Pezzolesi L., Dell'Aversano C., Ciminiello P., Pistocchi R., 2012a. Cryptogamie, Algologie 33, 105-112. Vanucci S., Pezzolesi L., Pistocchi R., Ciminiello P., Dell'Aversano C., Dello Iacovo E., Fattorusso E., Tartaglione L., Guerrini F., 2012b. Harmful Algae 15, 78

    Potenziali usi salutistici di droghe amazzoniche e autoctone: fingerprinting, bioattività e sicurezza

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    Le miscele terpeniche sono il frutto di strategie estrattive associate a particolari droghe di prevalente origine vegetale, come quelle indicate come oggetto del presente progetto nel paragrafo delle Motivazioni dell'aggregazione. Di rilevante interesse farmaceutico sono gli oli essenziali, miscele prevalentemente a carattere mono- e sesquiterpenico, ampiamente utilizzati nel settore del farmaco, parafarmaco e del prodotto erboristico per trattare numerose affezione di blanda e moderata gravità, così come lo sono le droghe da cui essi derivano come documentato anche dall’ampia letteratura etno-farmaco-botanica (Burt S. Essential oils: their antibacterial properties and potential applications in foods—a review. Int. J. Food Microbiol. 94(3): 223-253, 2004; Essential Oil Desk Reference, Essential Science Publishing, 2007). La ricerca nell’ambito delle miscele terpeniche è sempre stata ricca ed incentrata prevalentemente sulla caratterizzazione chimica e sulla determinazione della bioattività, quest’ultima soprattutto focalizzata su saggi di attività antibiotica ed antiossidante con microrganismi di varia natura (Sacchetti et al. Comparative evaluation of 11 essential oils of different origin as functional antioxidants, antiradicals and antimicrobials in foods. Food Chem. 91: 621–632, 2005; ). Recente sviluppo degli studi su queste miscele è l’individuazione ed isolamento delle principali classi terpeniche responsabili dell’attività e, soprattutto, la caratterizzazione e quantificazione degli aspetti di sinergia tra i diversi componenti che sono alla base dell’efficacia e della sicurezza farmaceutica, anche in relazione ad un più vasto e più inedito spettro di bioattività, come aspetti correlati all’interazione molecola-acidi nucleici e con l’espressione genica (Guerrini et al. Bergamot (Citrus bergamia Risso) Fruit Extracts as γ-Globin Gene Expression Inducers: Phytochemical and Functional Perspectives. J. Agric. Food Chem. 57: 4103–4111, 2009; Borgatti M, Mancini I, Bianchi N, Guerrini A, Lampronti I, Rossi D, Sacchetti G, Gambari R. Bergamot (Citrus bergamia Risso) fruit extracts and identified components alter expression of interleukin 8 gene in cystic fibrosis bronchial epithelial cell lines BCM Biochemistry, 15-27, 2011), o come all'espressione di mutageno-protezione (Bruni et al. Antimutagenic, antioxidant and antimicrobial properties of Maytenus krukovii bark. Fitoterapia 77: 538–545, 2006; Guerrini et al. Bioactivities of Piper aduncum L. and Piper obliquum Ruiz & Pavon (Piperaceae) essential oils from Eastern Ecuador. Environmental Toxicology and Pharmacology, 27, 39-48, 2009; Rossi D., Mares D., Romagnoli C., Andreotti E., Manfredini S., Vicentini C.B. Antidermatophytic activity of pyrazolo[3,4-c]isothiazoles: a preliminary approach on 4-chlorophenyl derivative for evaluation of mutagenic and clastogenic effects on bacteria and human chromosomes in vitro Drug and Chemical Toxicology, 34(3), 324-331, 2011)

    Presentazione al volume sul Patriziato bolognese e l'Europa (secoli XVI-XIX)

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    Lunga introduzione che costituisce una rassegna storiografica sul tema della nobiltà in Europa nei secoli dell'età modern

    PIPER-ONE: a Loop to study Small Break LOCAs in Boiling Water Reactors" (in Italian)

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    An invitational memory was prepared to honour Prof. Lucio Lazzarino. Prof. Lazzarino was for many years Dean of Faculty of Engineering at University of Pisa, Institute Director and founder of the nuclear School at University of Pisa in the 60’s with the support of Prof. B. Guerrini. Prof. Lazzarino was teacher of all authors of the present publication. The volume was ready at the time of retirement of Prof Lazzarino (he was born in 1913). The memory deals with the description of the design procedure and of the key features of the PIPER-ONE loop in construction at Scalbatraio Laboratory at the time of writing

    Lucia Guerrini, Le stoffe copte del Museo Archeologico di Firenze

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    D. S. G. M. Lucia Guerrini, Le stoffe copte del Museo Archeologico di Firenze. In: Bulletin de l'Association Guillaume Budé, n°1, mars 1959. pp. 167-168

    Experience in the Use of Relap4 Code for the Analysis of Transients in Pressurized Water Reactors" (in Italian)

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    An invitational memory was prepared to honour Prof. Lucio Lazzarino. Prof. Lazzarino was for many years Dean of Faculty of Engineering, Institute Director and founder of the nuclear School at University of Pisa in the 60’s with the support of Prof. B. Guerrini. Prof. Lazzarino was teacher of all authors of the present publication. The volume ws ready at the time of retirement of Prof Lazzarino (he was born in 1913). The memory deals with the application and the validation activities of Relap4 code performed at University of Pisa since more than a decade at the time of writing
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