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"Anciens et nouveaux points cardinaux:orientation et défis d'un monde en devenir" (Book Abstract)
La 5ème Rencontre du CEDITER, organisée à Bari conjointement avec l’Université Aldo Moro de Bari (Italie), est divisée autour de 4 Sessions : la relationnalité, la dimension historique des territoires, les ressources culturelles et les conditions institutionnelles. Le titre de la Rencontre « ANCIENS ET NOUVEAUX POINTS CARDINAUX : ORIENTATION ET DÉFIS D'UN MONDE EN DEVENIR » représente la métaphore des points cardinaux. En fait, ces points cardinaux se poursuivent, s'entrelacent, même s'ils ne suivent pas de règles dictées a priori. Chacun d’entre eux sous-tend une réflexion scientifique qui s'est développée dans ces dernières décennies mais, pour répondre à la nécessité d'arriver à une connaissance adéquate de la réalité, ils doivent nécessairement dialoguer. Il s'agit donc de faire interagir de manière holistique. L'enjeu, en effet, est de reformuler l'agenda de la connaissance, de se débarrasser des certitudes présumées, de plus en plus mises en crise, d'affronter les dilemmes, la multiplicité des visions possibles : c'est-à-dire de construire des relations entre des pensées différentes, préfigurant de nouveaux scénarios, voire inédits
Sguardi diversi: ripensare il paesaggio e lo spazio nella terza dimensione
In "Una declinazione geografica degli spazi: dallo spazio vissuto alla narrazione” Rosalina Grumo afferma che nell’analisi dello spazio non vi è una separazione tra spazio percepito, costruito, vissuto e immaginato. Molta importanza è data dalle esperienze e anche dalla narrazione che se ne fa. In particolare studiare le narrazioni dei luoghi contribuisce non soltanto alla descrizione-interpretazione della loro distintività, ma anche ad analizzare le tendenze evolutive, in quanto esito delle proiezioni collettive contenute nelle narrazioni stesse o da queste alimentate. Una geografia dei luoghi non può dunque e non deve prescindere dallo studio di queste narrazioni, analizzando forme, architetture, correlazioni semantiche e strutture argomentative, ma anche valutando la capacità generativa, intendendo con questo la capacità di concorrere alla produzione del senso dei luoghi, alla costruzione territoriale. In una visione di terzo spazio dunque l’obiettivo non é soltanto quello di rendere la comunità consapevole e partecipativa delle proprie potenzialità, ma anche di responsabilizzarla rispetto ai vincoli a cui la messa a valore di queste potenzialità deve soggiacere, per mantenere in equilibrio l’ecosistema di riferimento
Com-predere il mondo:orientamento e dinamiche di scala. Un'analisi di casi
Il dibattito sulla dimensione locale e globale della società, della cultura e dell’economia focalizza la sua attenzione sul radicale cambiamento e sulla transizione. La dimensione della globalizzazione non è, come è stato dimostrato, l’unica ricetta per dare soluzioni ai problemi del mondo. Sarebbe opportuno seguire traiettorie dove i territori e con essi il tempo e la società non rappresentano soltanto uno scenario, ma ne costituiscono gli elementi fondanti. Essenziali risultano gli approfondimenti teorici ed empirici a scala locale, nazionale e globale, volti a dare senso alle dinamiche spazio–temporali emergenti, per ripensare i nuovi orientamenti su alcuni temi fondanti: la relazionalità, la dimensione storica dei territori, le risorse culturali e le condizioni istituzionali
La Puglia. Ambienti geografici nel cambiamento
Con il volume si intende fornire una guida ragionata e scientifica nel solco di
quanto negli anni è stato pubblicato dalle scuole accademiche di Geografia della
Puglia, ma con aggiornamenti e proiezioni verso il futuro, e indirizzare innanzitutto
i giovani per colmare e accrescere la conoscenza della Puglia, dalle sue radici geostoriche
alle dinamiche che attualmente la attraversano e che la vedono trasformata
in molti suoi aspetti. L’ottica è geografica e l’organizzazione del volume segue la
struttura di una monografia regionale
Agricoltura e consumo del suolo. Analisi dei contesti e prospettive della subregione delle Murge in Puglia
L'attività dell'uomo ha, attraverso i secoli, modificato sostanzialmente la configurazione della superficie terrestre, con un notevole impatto ambientale e le relative conseguenze, sia positive che negative sul benessere dei gruppi umani. La scarsità di risorse, terra e acqua, rappresenta una grande sfida sociale, in quanto risulta sempre più necessario conciliare l'aumento della domanda di cibo in rapporto allo spazio vitale, per consentire la crescita della popolazione rispetto ai cambiamenti climatici. Tali sfide risultano particolarmente significative per il Mediterraneo, una regione caratterizzata da popolazione dinamica e densità elevata, con forti vincoli sulla terra e le risorse idriche. Il Mediterraneo ha una lunga storia di utilizzo del suolo, come risultato di paesaggi culturali creati nel corso dei secoli, e rappresenta una delle aree più ricche in termini di biodiversità. D'altro canto, le stesse attività umane, hanno prodotto un significativo degrado del suolo e delle risorse idriche. A causa delle sue caratteristiche culturali e ambientali e della sua lunga storia, il bacino del Mediterraneo ospita una varietà di sistemi di utilizzo del suolo di intensità e livelli variabili. i sistemi intensivi, ad esempio, hanno rendimenti maggiori e producono la maggior parte delle colture, destinate anche all'export; i tradizionali sistemi "a mosaico", al contrario, danno vita a paesaggi, in cui le attività umane e le condizioni ambientali sono strettamente collegate. Questi sono associati ad alti valori di biodiversità e a paesaggi particolarmente vulnerabili ai cambiamenti globali che vedono minacciata la loro sopravvivenza, non solo in termini di offerta di cibo, ma anche in relazione a un certo numero di servizi ecosistemici, legati alla condizione multifunzionale dell’agricoltura. In tale contesto, a partire dal rapporto sul consumo di suolo in Italia, il contributo mira a fornire un quadro ampio e puntuale degli attuali processi di trasformazione del territorio italiano che, a diversa scala, continuano a causare la perdita della risorsa fondamentale rappresentata dal suolo, con le sue funzioni e i relativi servizi ecosistemici. A tal proposito si analizzerà l’evoluzione del consumo di suolo all’interno di un più ampio quadro delle trasformazioni territoriali alle diverse scale, fino a quella regionale pugliese. In particolare, con riferimento alla realtà delle Murge, l’analisi in oggetto sarà focalizzata sugli ambiti del paesaggio, i quali costituiscono un’articolazione del territorio regionale, in coerenza con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (comma 2 art 135 del Codice). In linea con i suddetti ambiti del Piano Paesaggistico Territoriale Regionale, verrà effettuata una disamina di quei sistemi territoriali e paesaggistici, individuati a scala subregionale, che si distinguono per le particolari relazioni tra fattori fisico-ambientali, storico-insediativi e culturali, i quali connotano l’identità di lunga durata, e influenzano, attraverso le pratiche agricole, la tutela della biodiversità. L'agricoltura stessa, alla quale la delicata questione del land grabbing è necessariamente legata, rappresenta oggi un settore strategico fondamentale per i paesi del Mediterraneo, la cui centralità nella cooperazione regionale euromediterranea necessita di riflessioni e analisi approfondite, a partire dallo studio di contesti territoriali specifici
Un Système méditerranéen à redessiner
La ville méditerranéenne, reconnue comme lieu d’échange et de rencontre, se révèle un lieu de crise et de conflit mais aussi un lieu d’opportunités, grâce à des processus de sauvegarde de l’intervention identitaire et de réaménagement urbain avec des effets culturels, économiques et sociaux. La recherche de modernisation a conduit parfois à modifier et à adapter des espaces publics, conçus à l’époque pour autres utilisations et utilisateurs, juqu’à la perte ou à la déformation de cette identité qui avait caractérisé cet endroit. En même temps, nous assistons à des interventions de récupération et de réutilisation des espaces de relation, capables de revitaliser les zones dégradées, en les faisant devenir des lieux stratégiques pour la centralité de la ville. D'un côté, au cours des dernières décennies, les villes ont connu des transformations liées aux changements de la société et des fonctions urbaines mais il y a d'autres aspects à prendre en compte en ce qui concerne le fonctionnement et la compétitivité des villes et la nécessité de la concevoir en termes de durabilité et d'inclusion. Le fonctionnement et la compétitivité des villes d’aujourd’hui ne dépendent pas seulement de leurs infrastructures matérielles ("capital physique"), mais aussi, et de plus en plus, par la disponibilité et la qualité des infrastructures consacrées à la communication (TIC) et à la participation sociale ("capital intellectuel et social"). Le concept de Smart City, par exemple, identifie l’ensemble organique de facteurs de développement d’une ville en mettant l’accent sur l'importance du "capital social" dont chaque zone urbaine est équipée. Il ne s'agit donc pas de s'arrêter à un concept de "ville intelligente" au sens de "ville numérique", mais de faire un pas en avant. Une ville peut être classée comme ville intelligente si elle gère de façon intelligente ("intelligente", en fait) activités économiques, mobilité, ressources environnementales, relations interpersonnelles, politiques du logement et d'administration. En d’autres termes, une ville peut être définie comme "intelligente" quand les investissements dans le capital humain et social et dans les infrastructures traditionnelles (transports) et modernes (TIC) alimentent un développement économique durable et une qualité de vie élevée, avec une gestion judicieuse des ressources naturelles, à travers une méthode de gouvernance participative. Il est donc important de remarquer comment l'aspect "intelligent" ne doit pas être uniquement lié à la présence d'infrastructures d'information et de communication, mais aussi et surtout au rôle du capital humain, social et relationnel (éducation, etc.) et à la reconnaissance du secteur de l’environnement en tant que facteur important de la croissance urbaine durable. Enfin, en termes d’inclusion, la distance entre les deux rives de la Méditerranée s’aggrave. L’objectif de prospérité partagée, promis depuis 1995 avec la Conférence de Barcelone et le Partenariat euro-méditerranéen, est encore loin d’être atteint et les conséquences de ce retard se font de plus en plus sentir. Ce n'est qu'avec un réel effort d'inclusion et d'intégration et une coopération sérieuse entre les deux rives qu'il sera possible de remédier à ce déséquilibre, mais comme nous avons déjà vu, cet objectif est loin d'être poursuivi. Ce qui est plus grave est la fracture qui s’est ouvert au sein du monde méditerranéen qui provoque une distance culturelle, politique et économique. Il serait suffisant, par exemple, prendre en compte le phénomène migratoire actuel en Méditerranée et les réponses apportées par les différents pays. En conclusion, dans la contribution, nous essaierons, à travers quelques exemples, de réfléchir sur ces aspects pour comprendre si, malgré la complexité, un modèle de ville méditerranéen intelligente, durable et inclusive peut être suppose
Environnement, culture e gestion innovante et integrée. Les Systèmes Environnementaux et Culturels (SEC) en Italie
L'environnement et le patrimoine culturel sont des éléments indissolubles de l'harmonie entre nature et culture et le fondement de la protection universelle. Récemment, les interconnexions entre l'environnement et le patrimoine culturel ont été soulevées par la communauté internationale, qui reconnaît le rôle stratégique du patrimoine culturel pour le développement durable en déclarant la nécessité d'une nouvelle combinaison entre tradition (patrimoine culturel matériel et immatériel) et innovation pour la résilience des communautés, en relation avec les catastrophes environnementales, les changements climatiques, mais aussi des zones défavorisées pour parvenir à un développement, en invitant les États à adopter une approche intégrée des politiques sur la diversité culturelle, biologique, géologique et paysagère. Les objectifs de la contribution, en particulier, tendent à présenter les Systèmes Environnementaux et Culturels (SEC), réalisés dans la Pouille (Italie). Il s’agit d’une expérience née dans le cadre de la planification des Fonds Structurels et du FEDR (Fond Européen de Développement Régional), comme exemple de valorisation et gestion intégrée des ressources et des biens naturelles et culturelles déjà existants et utilisables. De plus, la contribution est le résultat d'une proposition didactique du Cours de Géographie, dans le cadre de la Licence en Lettres a.a. 2017/2018 de l'Université de Bari (Italie)
Presentazione Dossier "Nouveaux points cardinaux. Orientation et défis d'un monde en devenir
Les 5èmes Rencontres du CEDITER : Nouveaux points cardinaux : orientation et défis d’un monde en devenir, qui ont eu lieu à Bari (16-18 décembre 2021) dans une phase postpandémique, ont abordé plusieurs points qui ont donné lieu à une réflexion collective dans le domaine des sciences territoriales. Si la société et l'économie changent radicalement, en même temps, il n'y a aucune certitude ni sur les temps ni encore moins sur les directions. Il ne suffirait pas de supposer que la transition que nous vivons trouve une explication achevée dans la dimension globalisante. Nos lieux, nos villes, nos territoires sont l'expression très visible de différents sédiments économiques, culturels et sociaux, tributaires d'une histoire qui ne peut se dissoudre ni face à l'absurde principe karamazovien du « tout est possible », ni face à l'explosion de la mondialisation, considérée par beaucoup comme la seule et possible recette pour résoudre les problèmes économiques et sociaux; parce que le territoire contient, et comme contenant, dépend de l'action des acteurs qui jouent, des relations qu'ils activent à la fois localement et avec ceux qui travaillent dans d'autres lieux, en prêtant attention à ce qui découle du développement des dimensions culturelles, historiques et institutionnelle
Local production system and transport. The srategic and organizational role of territory
After the crisis of Fordism, the Italian and international debate about economic and territorial development has focused attention on models that consider the territory as a determining factor and a differential value. During the Fifties and Sixties one of the most popular models of industrial localization was that of F. Perroux, which gave primacy to large enterprises able to determine, in undeveloped areas, the effects of development poles, agglomeration processes of enterprises, new enterprise and innovation. During the Seventies, processes of decentralization and urban production took place. In this period, the Industrial District Model (IDM) theorized by A. Marshall in the United Kingdom in the second half of the nineteenth century –was the preferred choice. The model proposed a centralisation of local small and medium-sized enterprises and a flexible specialization. This model was reconsidered in Italy, in the light of specific environmental conditions and gave rise to a heated debate during the Eighties and Nineties, which showed that the manufacturing processes themselves had developed very different dynamics and management in each local area.
Nowadays, in relation to the Italian and the Made in Italy productive system crisis a greater awareness of the territorial context elements appeared. The latter are considered as weaknesses of the whole system, limiting the internationalization process, which is vital for the productive system. Among these factors there is the lack of a logistic and infrastructural network which represents the main development indicator. The article aims at highlighting on one hand the importance and value of the Industrial Districts and on the other hand assessing the infrastructure, in particular the transportation ones, and the logistics in relation to the territory, considering impacts and investments carried out, both from an internal and international point of view. The scenario is represented by the Italian Southern regions, considered as “vulnerable” and in particular by Apulia
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