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La vita come problema metafisico. Riflessioni sul pensiero di Gustavo Bontadini
"Una esposizione lucida, rigorosa e sostanzialmente completa del pensiero di Gustavo Bontadini mancava ancora, nonostante la moltiplicazione degli studi specialistici sul Maestro di metafisica dell'Università Cattolica di Milano. Luca Grion ha finalmente colmato la lacuna e dobbiamo dunque essergli molto grati per questo suo libro robusto, scritto pure con la necessaria distanza critica rispetto a un pensatore per tanti versi ammirato. [...] Così egli disegna un itinerario altamente persuasivo e assolutamente affidabile. Perciò è bene che si cominci da questo libro, se si vuole conoscere a fondo il pensiero di Gustavo Bontadini" (C. Vigna, Presentazione
Student Voice. Pratiche di partecipazione degli studenti e nuove implicazioni educative
Tratto da “Fare ricerca in ottica Student Voice” (pp. 263-269)
di Valentina Grion
Nell’intraprendere il percorso di redazione di questo secondo libro dedicato a Student Voice, fra gli obiettivi che, come curatrici, ci siamo poste all’inizio dell’impresa, il più importante e significativo risulta sicuramente essere quello orientato a sostenere e supportare la diffusione di comunità educative sempre più inclusive, dove la voce e la partecipazione delle giovani generazioni e il dialogo intergenerazionale (Fielding, 2012) siano considerati elementi indispensabili per la realizzazione di forme educative “realmente” democratiche. Il punto di partenza, dunque, da cui l’opera ha preso avvio, è stato quello relativo alla considerazione della democrazia come aspirazione fondamentale dell’educazione; democrazia, che, per realizzarsi, non può rimanere un principio astratto di cui parlare, poichè
Democracy cannot be taught, it must be lived. To achieve that we have to struggle for profound changes in the ways in which our educational institutions are structured, managed and experienced (Coffield Williamson 2011, 26).
Nostro ulteriore intento è stato quello di dare ulteriore divulgazione, dopo la prima pubblicazione dedicata in Italia interamente a Student Voice (Grion, Cook-Sather, 2013), ad una prospettiva che, in realtà, similmente al caso della Spagna – proposto da Rada, Salomon e Lopez, nel cap. ...- non appartiene alla tradizione culturale pedagogica italiana, né risulta ancora molto diffusa nel nostro paese. Con questa pubblicazione si è voluto invece dare voce, una volta ancora, anche in Italia, a quei ricercatori che già da diversi anni si muovono, riconoscendo che, per studiare e comprendere meglio i processi scolastici e formativi, sia necessario porre maggiore attenzione al punto di vista degli studenti (Gemma, 2012.; Grion, Dettori, in corso di stampa) e legittimarne una piena partecipazione all’interno dei dibattiti e delle iniziative relativi all’educazione.
La prospettiva, nata in ambito anglosassone, rappresenta, in quel contesto geografico, un elemento centrale dei discorsi pedagogici e si esplicita in una molteplicità d’iniziative coinvolgenti i diversi livelli formativi, dalla scuola dell’infanzia all’università, fino a diventare, in alcuni casi, azione orientativa delle politiche educative (cfr. Cook-Sather, 2014).
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Quale valutazione? Una ricerca su pratiche e percezioni valutative dei docenti universitari italiani attraverso l’analisi dei Syllabi
La valutazione nel contesto universitario è fondamentale per l’apprendimento degli studenti (Grion, Serbati, 2019). Tuttavia, per attivare processi valutativi di qualità è necessario realizzare pratiche che valorizzino il processo (process criteria) e il progresso (progress criteria), piuttosto che il solo prodotto (product criteria) (Guskey, 2006; 2011; 2019).
La presente ricerca intende analizzare le pratiche di valutazione utilizzate, e il valore ad esse assegnato, dai docenti universitari attraverso un’analisi qualitativa dei contenuti dei Syllabi degli insegnamenti. Tali costrutti sono stati indagati facendo riferimento al framework proposto da Lipnevich et al. (2021) in base ai tre criteri di valutazione: a) di prodotto; b) di processo; c) di progresso.
Mediante campionamento casuale semplice sono stati estratti 1145 Syllabi delle “Mega Università” italiane (Censis, 2021/2022). I primi risultati ottenuti dall’analisi mostrano che un’ampia maggioranza di docenti utilizzano ancora i criteri di prodotto (69,6%), piuttosto che quelli di processo (30,4%) e di progresso (0%).
Le considerazioni su tali risultati aprono numerosi fronti di ricerca, oltre che rendere evidente l’urgenza di una specifica formazione alla valutazione dei docenti universitari italiani
Not only academically oriented, but supportive and friendly. A comparative study of students' idea of a good school in three European countries
Among the main policy objectives recently re-affirmed by the European Community’s Horizon 2020 and Erasmus+ are the renewed European cooperation in the youth field and the emphasis on developing social capital and citizenship and participation. Indeed, the need to give young people a more significant role in decision-making processes, in particular in school contexts, has been acknowledged by authors although ‘in many aspects of education and social provision, the child’s voice remains absent’ (Sargeant, 2012: 1). Therefore, we need ‘more productive approaches to assessment and accountability’ (Stobart 2008, p. 89) which afford a more significant role to stakeholders inside school communities (Grion and Cook-Sather, 2013). In this context, the aim of this paper is to build a new concept of school quality, drawing from how pupils in England, Italy and France answered the question ‘what does make a good school?’. Qualitative data was collected by direct consultation with pupils through an open ended questionnaire. Pupils aged 11-15 (France (n= 130), England (n= 146), and Italy (n= 145)) took part in the study. Data was analysed by researchers in each of the three countries using a bottom-up approach, consisting of individual researcher’s initial coding, collaborative discussions on the main themes arising from the content analysis. The main finding show pupils have a shared idea of what “a good school” is despite their different national school contexts and systems. Two main dimensions were identified as representing the core of students’ views about the features of a ‘good’ school. The first is that pupils share similar views about the features of a good teacher. The second is that a ‘good’ school is one where teaching and learning is appropriate and more practice-focused; where the climate is friendly, supportive and safe; and, where the physical environment is aesthetically pleasing. This paper discusses the findings by drawing from diverse models of understanding the features of a good school. Clearly, for young people academic features are important but not sufficient to define the complexity of their experience and expectations
Strategie valutative on line a confronto: percezioni degli studenti e risultati d’apprendimento
L’insorgere dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 ha provocato un forzato e obbligato riadattamento delle dinamiche di insegnamento/apprendimento, a causa dalla sospensione delle attività didattiche in presenza a favore della didattica a distanza (Ciurnelli & Izzo, 2020; Piras, 2020). In tale contesto, la messa in atto di pratiche valutative on line ha rappresentato l’elemento maggiormente critico emerso durante l’emergenza sanitaria in Italia (Perla et al., 2021).
D’altra parte, l’emergenza pandemica ha rappresentato un momento particolarmente “fruttuoso” e ricco per mettere in atto azioni di ricerca sulle pratiche di valutazione on line, in modo tale da ricavarne elementi d’interesse affinché la valutazione a distanza diventi una pratica maggiormente diffusa e utilizzata con consapevolezza nei contesti formativi (Grion, Serbati, Sambell & Brown, 2020).
Focalizzando l’attenzione su pratiche valutative “alternative”, e facendo riferimento al concetto di comparators, espresso da Nicol (2021), come elementi generativi i processi di autofeedback, momento centrale
dell’apprendimento conseguente ai processi valutativi formativi, la presente ricerca inteso indagare quali modalità di valutazione on line sono: a) maggiormente gradite agli studenti; b) percepite come maggiormente efficaci per l’apprendimento; c) percepite maggiormente efficaci per la valutazione sommativa. Inoltre, si è indagato se e quale, tra le tre modalità di valutazione, determini migliori risultati di apprendimento, ossia quale tipologia di comparator utilizzato, risulti maggiormente efficace per l’apprendimento
Qualità della didattica universitaria e formazione iniziale degli insegnanti
Una delle ragioni legate alla evidente crisi dei sistemi scolatici, accusati di non essere in grado di sviluppare negli studenti competenze utilizzabili nel mondo extrascolastico, incapaci di rappresentare contesti motivanti e stimolanti, sofferenti per la concorrenza di altre strutture di diffusione dei saperi, sembra riguardare la professionalità degli insegnanti, non più adeguata all'epoca che stiamo vivendo. Questo aspetto rimanda direttamente alla loro formazione iniziale, il cui obiettivo dovrebbe essere quello di assicurare competenze teoriche e operative utili ai fini di un aggiornamento e arricchimento continuo del proprio profilo professionale.
E' in questo contesto che, facendo riferimento ad alcuni contributi offerti dai noti ricercatori Korthagen, Loughran e Russel, l'articolo presenta alcune riflessioni rispetto ad un ripensamento della pedagogia della formazione degli insegnanti.
Il framework teorico, costituito da sette principi-guida per lo sviluppo dei programmi di formazione universitaria degli insegnanti, accoglie, sintetizzandole e re-interpretandole in chiave propositiva, le tematiche oggi maggiormente dibattute in questo campo
L’incognito culturale in Europa. Note introduttive
Si dà per scontato che l’Europa “vi sia” per il solo fatto che c’è stata una unificazione progressiva degli Stati membri, tacendo invece il fatto che unificazione non significa, necessariamente, unione. Mentre nell’unificazione le differenze sono ridotte per essere ricondotte a un unico modello – come nel caso della "reductio ad unum" monetaria – l’unione, per quanto fragile, rappresenta invece la sintesi delle differenze o, anche, di storie differenti e financo di conflitti. Rispetto a tale complessità, l’idea di procedere ad una unificazione operata su una base esclusivamente economica per un verso si rivela come una scelta violenta e, per altro verso, tradisce la propria impotenza.La sua violenza, innanzi tutto, perché l’unificazione economica s’impone come una sorta di ab-solutus de-materializzato e slegato da ogni decisione autenticamente
politica al punto che, per affermarsi, si pone addirittura “contro” la politica. Di conseguenza, ogni progetto culturale non dispone né di forza né di autorità per opporsi a questo potere assoluto e de-materializzato. La sua impotenza, poi, perché l’unificazione economica non riesce a tacitare le
spinte indipendentiste e anti-europeiste che vedono in tale processo un abuso di potere che esautora le legittime aspirazioni nazionali. Ora, che l’unione europea sia stata realizzata soltanto come unificazione è evidente, così come è evidente che essa sia stata pensata come unificazione e "reductio ad unum" di tutti gli aspetti della sovranità nazionale, soprattutto di quella monetaria ed economica. Resta, però, un compito che spetta alla filosofia: anziché preoccuparsi di mettere in campo analisi sempre più raffinate per criticare o ripensare quest’unificazione, essa può rovesciare l’analisi appena proposta nel tentativo di pensare quanto ancora resta da pensare, ovvero l’impensato dell’Europa. E in questo caso, a essere ancora impensata è l’unione stessa, la quale non è un dato di fatto – come l’unificazione – ma un compito alla cui realizzazione tutte le differenti identità europee sono convocate. Dalla disillusione di Europa la filosofia può perciò ripartire per iniziare a pensare, secondo la propria vocazione, quell’unione che resta impensata, perché tale è, a tutt’oggi, quell’ethos europeo, che all’inizio degli anni Novanta del
XX secolo, Hans Georg Gadamer indicava come l’eredità dell’Europa
Crescere a tempo pieno 2.0
Il testo presenta e discute la realizzazione di un progetto condotto in collaborazione con regione ed enti locali del Friuli Venezia Giulia. Il progetto si riferisce all'elaborazione di una proposta di un modello di scuola a tempo pieno "attuale", in grado di rispondere alle mutate esigenze del contesto socio-economico e dell’utenza, favorendo lo sviluppo di un processo di collaborazione strutturale tra territorio e scuola. In questa prospettiva si è ritenuto che possa essere ripensato il ruolo degli enti locali, proponendo nuove forme di coinvolgimento che vadano oltre la semplice erogazione di finanziamenti e servizi. Il progetto si è svolto in tre fasi: a) creazione della rete fra scuole e territorio; b) realizzazione della ricerca esplorativa volta a coinvolgere gli stakeholders nell'elaborazione di un rinnovato modello di scuola a tempo pieno; c) presentazione del modello e del patto di corresponsabilità
Verso una “valutazione sostenibile” all’università: percezioni di efficacia dei processi di dare e ricevere feedback fra pari
Già da tempo la letteratura internazionale ha rilevato l’importante ruolo del feedback nei pro c e s s i di v a l u t a z i o n e a s uppo r t o dell’apprendimento. Recentemente si è osservato che non sempre il feedback fornito dal docente risulta così efficace, quanto quello
at t ivato nel processo di peer review. Quest’ultimo è inteso come processo in cui gli studenti, svolgendo revisione su un prodotto dei pari, ne forniscono i feedback di miglioramento, ricevendo, a loro volta, i suggerimenti dai compagni. La ricerca ha già rilevato l’esistenza di alcuni benefici insiti in questi processi, ma non ha ancora esplorato con attenzione i diversi e specifici effetti che il dare e il ricevere feedback hanno sull’apprendimento. Utilizzando le risposte degli studenti a una serie di domande aperte poste in diverse fasi dell’attività di peer review, il presente contributo presenta le percezioni degli studenti sui diversi p r o c e s s i c o g n i t i v i e s u i b e n e f i c i d’apprendimento nel dare e ricevere feedback
Quale valutazione? Una ricerca su pratiche e percezioni valutative dei docenti universitari italiani attraverso l’analisi dei Syllabi
Già da tempo, la letteratura di settore (Galliani, 2015; Grion & Serbati, 2019) rileva che per attivare processi valutativi di qualità, sia necessario realizzare pratiche che valorizzino il processo (process criteria) e il progresso (progress criteria), piuttosto che il solo prodotto (product criteria) (Guskey, 2006; 2011; 2019). Nonostante l’ampia condivisione di questi assunti nella ricerca, sembra che l’università italiana abbia acquisito parziale consapevolezza rispetto a tali posizioni. Va rilevato, tuttavia, che non esistono ricerche che, ad ampio spettro, mettano in chiaro le pratiche valutative che si realizzano nelle università. La presente ricerca intende quindi colmare tale lacuna, analizzando le pratiche di valutazione utilizzate e il valore ad esse assegnato dai docenti attraverso un’analisi qualitativa dei contenuti dei Syllabi degli insegnamenti. Tali costrutti sono stati indagati facendo riferimento al framework proposto da Lipnevich et al, (2021) in base ai tre criteri di valutazione: a) di prodotto; b) di processo; c) di progresso. Mediante campionamento casuale semplice sono stati estratti 1145 Syllabi delle “Mega Università” italiane (Censis, 2021/2022). I primi risultati ottenuti dall’analisi (n= 427 Syllabi) mostrano che i docenti utilizzano maggiormente i criteri di prodotto (69,6%), piuttosto che quelli di processo (30,4%) e di progresso (0%). Sono stati esclusi dall’analisi 108 Syllabi perché non riportano dati sulla valutazione. In merito alle loro percezioni della valutazione, si può rilevare che, anche laddove si dettaglino in modo puntuale le attività di insegnamento, spesso alla valutazione sono dedicate poche parole. Inoltre, quand’anche si assuma un approccio costruttivista d’insegnamento, la valutazione non risulta allineata a tale approccio. Le considerazioni su tali risultati aprono numerosi fronti di ricerca, oltre che rendere evidente l’urgenza di una specifica formazione alla valutazione dei docenti universitari italiani
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