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Presentazione. Le ragioni di un progetto
Il volume si propone di sviluppare in particolare quatto interrogativi:
1) Qual è il posto dell’uomo rispetto al processo evolutivo?
2) L’apertura alla trascendenza testimoniata dal fenomeno religioso è riducibile ad una mera strategia evolutiva?
Quale tipo di legame struttura la relazione tra uomo e macchina?
4) Vi può essere vero ambientalismo senza un nuovo antropocentrismo?Si tratta dell'editoriale col quale si apre il primo numero di "Anthropologica. Annuario di studi filosofici). Qui vengono presentate le caratteristiche e le finalità dell'annuario. Tale presentazione è a firma de La Direzione (ovvero A. Aguti e L. Grion)
Questione antropologica. Gli ostacoli sulla via di un nuovo umanesimo
Il Convegno Ecclesiale di Firenze – in programma per l’autunno 2015 – suggerisce la possibilità di dar corpo ad un rinnovato umanesimo. Si tratta di una sollecitazione importante, che riconosce e rilancia la centralità della cosiddetta “questione antropologica”, ovvero l’urgenza di una riflessione attenta ai diversi ambiti di vita nei quali “ne va” dell’umano e del senso del suo stare al mondo. Cosa significa, oggi, porre la persona al centro della riflessione pratica? E a cosa conduce la sua messa in questione? Per rispondere – o iniziare a farlo – in modo adeguato, è necessario indagare il fenomeno umano nella sua complessità, analizzando i diversi aspetti che disegnano l’integralità dell’esperienza umana e individuando, per ciascuno, opportunità e risch
Cose o persone? Sull'esser figli al tempo dell'eterologa,
La pratica della fecondazione eterologa interroga in profondità le coscienze dei singoli e rende urgente una seria riflessione pubblica. La posta in gioco è altissima: ne va del senso umano del nascere, del rapporto tra desiderio e diritto, della differenza tra cose e persone. Affrontare in modo esaustivo una problematica così complessa richiede di mettere in dialogo diverse competenze disciplinari: dall'etica alla psicologia, dalla sociologia al diritto, dalla medicina alla teologia. Il presente volume di "Anthropologica" intende offrire una ricognizione approfondita della questione, mettendo in primo piano la tutela di chi non ha parola
Chi dice io? Riflessioni sull’identità personale
La visione scientifica del mondo sembra decretare la “morte della persona”, almeno nella misura in cui quest’ultima è pensata al modo della tradizione classica. Il prezzo pagato è tuttavia assai alto: le nozioni di identità personale, di individualità libera e autonoma, di soggettività eticamente e giuridicamente responsabile traballano di fronte alle provocazioni che giungono soprattutto dall’ambito neuroscientifico. Il volume si propone pertanto di ricostruire la “storia della persona” e di instaurare un dialogo interdisciplinare utile a destreggiarsi nell’affascinante dibattito sull’identità personale.La visione scientifica del mondo sembra decretare la “morte della persona”, almeno nella misura in cui quest’ultima è pensata al modo della tradizione classica. Il prezzo pagato è tuttavia assai alto: le nozioni di identità personale, di individualità libera e autonoma, di soggettività eticamente e giuridicamente responsabile traballano di fronte alle provocazioni che giungono soprattutto dall’ambito neuroscientifico. Il volume si propone pertanto di ricostruire la “storia della persona” e di instaurare un dialogo interdisciplinare utile a destreggiarsi nell’affascinante dibattito sull’identità personale
Il bene, il vero e il bello in ‘Situation de la poésie’ di Jacques e Raïssa Maritain
Il volume raccoglie gli atti del convegno organizzato a Potenza in occasione dei 70 anni dalla pubblicazione di "Situation del la poésie" di Jacques Maritain.
Il volume mira a valorizzare il ruolo che i rapporti amicali giocarono nell'itinerario intellettuale dei Maritain, suggerendo un percorso che vorrebbe guidare il lettore dalla bellezza celebrata nell'arte allo splendore di una vita compiutamente realizzata. Dall'opera d'arte, dunque, alla bellezza di una vita riuscita
La differenza umana. Riduzionismo e antiumanesimo
Anthropologica è un annuario di filosofia legato alle attività di ricerca del Centro Studi Veneto Jacques Maritain che si propone due obiettivi: la comprensione dei molteplici aspetti che caratterizzano la "questione antropologica" e una riflessione teorica che, al di sopra delle singole discipline, metta in luce il significato dell'umanesimo occidentale e delle radici culturali che lo sostengono. In questo volume si analizza il naturalismo contemporaneo e si esplora la possibilità di parlare di una "differenza umana".
In questo primo numero di Anthropologica l'attenzione si appunta su alcune forme del naturalismo contemporaneo, in particolare quelle riduzionistiche, e, a partire dal rilievo della loro insufficienza esplicativa, esplora la possibilità di parlare di una "differenza umana"
La sfida postumanista. Colloqui sul significato della tecnica
Gli antichi consideravano la fragilità e il limite come tratti costitutivi dell’essere umano. La vita buona consisteva pertanto nella capacità di vivere virtuosamente tale condizione finita. La modernità ha cominciato invece a considerare il limite e la fragilità come ostacoli frapposti alla conquista della felicità. Alla vita buona si oppone dunque l’ideale di una vita perfetta. Oggi i progressi congiunti della genetica, delle nanotecnologie e della robotica fanno immaginare la possibilità che quell’utopia possa davvero realizzarsi conducendo, in un prossimo futuro, a una trasformazione radicale dell’essere umano. Il postumanesimo è la filosofia che scommette sulla realtà di questo progetto e che individua nel potenziamento delle capacità fisico-cognitive e nella vittoria sulla morte mete concrete a cui guardare con fiducia. Ma qual è il senso di tale direzione di marcia? L’uomo, imperfetto e vulnerabile, è davvero antiquato? Questo libro si propone di rispondere a simili domande, offrendo un quadro esaustivo del ricco dibattito che contrappone il movimento postumanista ai suoi critici. Nella prima parte la riflessione postumanista viene introdotta e analizzata sia dal punto di vista storico che attraverso una presentazione dei suoi principali protagonisti; nella seconda parte, invece, si dà voce al dibattito internazionale; nell’ultima parte, infine, sostenitori e critici del progetto postumanista si confrontano in una stimolante tavola rotonda virtuale.Gli antichi consideravano la fragilità e il limite come tratti costitutivi dell’essere umano. La vita buona consisteva pertanto nella capacità di vivere virtuosamente tale condizione finita. La modernità ha cominciato invece a considerare il limite e la fragilità come ostacoli frapposti alla conquista della felicità. Alla vita buona si oppone dunque l’ideale di una vita perfetta. Oggi i progressi congiunti della gene- tica, delle nanotecnologie e della robotica fanno immaginare la possibilità che quell’utopia possa davvero realizzarsi conducendo, in un prossimo futuro, a una trasformazione radicale dell’essere umano. Il postumanesimo è la filosofia che scommette sulla realtà di questo progetto e che individua nel potenziamento delle capacità fisico-cognitive e nella vittoria sulla morte mete concrete a cui guardare con fiducia. Ma qual è il senso di tale direzione di marcia? L’uomo, imperfetto e vulnerabile, è davvero antiquato? Questo libro si propone di rispondere a simili domande, offrendo un quadro esaustivo del ricco dibattito che contrappone il movimento postumanista ai suoi critici. Nella prima parte la riflessione postuma- nista viene introdotta e analizzata sia dal punto di vista storico che attraverso una presentazione dei suoi principali protagonisti; nella seconda parte, invece, si dà voce al dibattito internazionale; nell’ultima parte, infine, sostenitori e critici del progetto postumanista si confrontano in una stimolante tavola rotonda virtuale
Identità tradotte. Senso e possibilità di un ethos europeo
Riflettere sull’ethos europeo non significa volgersi con nostalgia al passato; significa piuttosto cercare di capire il presente, coi suoi problemi e le sue contraddizioni. Significa cogliere il valore di una tradizione che chiede d’essere raccolta e vivificata. Significa, soprattutto, saper trovare nelle proprie radici la linfa necessaria per un rinnovato slancio verso il futuro, capace di immaginare l’Europa che sarà e che vorremmo
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