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Absolute points of correlations of PG(5,qn)
The sets of the absolute points of (possibly degenerate) polarities of a projective space
are well known. The sets of the absolute points of (possibly degenerate) correlations,
different from polarities, of PG(2, qn), have been completely determined by B.C.
Kestenband in 11 papers from 1990 to 2014, for non-degenerate correlations and
by D’haeseleer and Durante (Electron J Combin 27(2):2–32, 2020) for degenerate
correlations. The sets of the absolute points of degenerate correlations, different from
degenerate polarities, of a projective space PG(3, q^n) have been classified in (Donati
and Durante in J Algebr Comb 54:109–133, 2021). The sets of the absolute points of
degenerate correlations, different from degenerate polarities, of a projective space PG(4, q^n) have been classified by Durante and Grimaldi in J. Algebraic Combin. 56 (2022), no. 3, 873–887. In this paper the authors classify the set of absolute points of degenerate correlations, different from degenerate polarities of PG(5,q^n)
Camelomecia Barden and Grimaldi, New Genus
Camelomecia Barden and Grimaldi, New Genus, Figs. S 2 A-C; S 3 A-E,H; S 4 G,I Diagnosis (gyne): Based on alate specimens. A unique morphotype with unusual head and mandibular structure. Head broad posteriorly, narrowed sharply at anterior margin of eyes and antennal sockets. Antenna with 12 segments, scape short; flagellomeres narrow at base, most broadened apically with inner pointed lobe. Gena with Vshaped incision accomodating lateral articulation of mandible. Mandibles broad, cup-like (mesally concave), with anterior margin of inner surface with rows of dense, scale-like setae. Labrum a tongue-like sclerite between mandibles, its margin rimmed with fine setae. Eyes and ocelli well developed. Anterior margin of pronotum with unique collar of long, dense, fine pilosity. Petiole pedunculate, broadly attached to gaster. Type Species: C. janovitzi, new species. Etymology: Derived directly from camel, referring to the head in profile; and - mecia, a common suffix in ant generic names derived from Greek.Published as part of Phillip Barden & David A. Grimaldi, 2016, Adaptive Radiation in Socially Advanced Stem-Group Ants from the Cretaceous, pp. 515-521 in Current Biology 26 on page 536, DOI: 10.1016/j.cub.2015.12.060, http://zenodo.org/record/26953
Sentieri della memoria. Studi offerti a Piercarlo Grimaldi in occasione del LXX compleanno
Il volume miscellaneo è certamente il più classico degli omaggi accademici. Una lunga tradizione vuole, infatti, che al raggiungimento di importanti traguardi della vita – come è, in questa occasione, il settantesimo compleanno di Piercarlo Grimaldi – amici, colleghi, allievi offrano una raccolta di scritti quale segno tangibile della stima, della riconoscenza verso un amico, un collega, un Maestro. Il libro si inserisce, quindi, in questa bella tradizione: un Festschrift, un omaggio festoso di studi e di riflessioni per chi, come Grimaldi, ha fatto dello studio e della riflessione critica non solo il proprio impegno professionale, ma anche la propria ragione di vita. Il volume però, pur inserendosi in una lunga e consolidata tradizione accademica, è soprattutto un liber amicorum, la testimonianza concreta e sincera dell’affetto e dell’amicizia verso una persona che sempre ha posto i rapporti umani e le relazioni personali al centro del proprio modo di essere e di operare. Il testo raccoglie i contributi di quarantacinque autori: se la Langa, il Piemonte, l’Italia (ma anche la Provenza, i Pirenei, il Congo...) sono stati i terreni privilegiati del quotidiano lavoro e delle frequentazioni più strette di Grimaldi e, pertanto, ad essi fa riferimento la maggioranza dei contributi pubblicati, non sono mancate adesioni da parte di studiosi attivi in Francia, Spagna, Svizzera, Romania e Stati Uniti, segno della vastità di relazioni ed amicizie, anche internazionali, che egli ha saputo costruire e consolidare nel corso della sua vita.
Gli autori che hanno contribuito a questo volume sono alcuni degli amici che nel corso dei decenni hanno via via accompagnato Grimaldi sui sentieri antropologici che lui ha percorso (e precorso, anticipatore di sensibilità e attento osservatore dei ‘segni dei tempi’). Sono stati talvolta sentieri ardui da percorrere, infatti è stato impegnativo, per tutti coloro che lo hanno accompagnato, tenergli il passo. Grimaldi è una persona instancabile che ama percorrere “con insistenza e cocciutaggine i solitari e desolati terreni folklorici dei cortili di casa, mentre molti altri affollavano gli altrove che nobilitano la pratica del giro lungo”. In primis gli amici e colleghi torinesi Gian Luigi Bravo, Sergio Zoppi, Ambrogio Artoni, il fratello Renato, cui si sono via via aggiunti, da altre parti d’Italia e d’Europa, studiosi quali Luigi M. Lombardi Satriani, Antonino Buttitta, Marino Niola, Vito Teti, André Carénini, Jean-Dominique Lajoux, per non citarne che alcuni. Ad essi si sono successivamente aggiunti nel corso degli anni i colleghi del Piemonte Orientale (Cesare Emanuel, Giacomo Ferrari, Carlo Brusa, Giuseppe Zaccaria). La numerosa famiglia di amici si è poi allargata alle colline del Piemonte meridionale fino a ricomprendere le communitas dell’Università di Scienze Gastronomiche e di Slow Food (rappresentate in queste pagine da Carlo Petrini e Silvio Barbero).
Sette autori di questo libro sono allievi diretti di Grimaldi: Davide Porporato, Tiziana Mo, Gianpaolo Fassino, cresciuti alla Facoltà di Magistero dell’Università di Torino, cui si sono aggiunti gli allievi vercellesi Michele Filippo Fontefrancesco, Cesare Locca, Battista Saiu e Matteo Varia, formatisi alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Piemonte Orientale. I loro nomi sono solo una piccola rappresentanza delle centinaia di studenti che, nel corso dei decenni, hanno lavorato sui terreni etnografici del Piemonte, tutti orientati dalla mano sicura del Maestro e che ora proseguono e attuano gli insegnamenti dell’“antropologia dei cortili di casa” all’interno di istituzioni accademiche, nel tessuto associativo, nei musei etnografici, in tante realtà culturali e formative del Piemonte e dell’Italia. Dopo le generazioni di allievi torinesi e vercellesi, stanno ora crescendo sotto la guida di Grimaldi nuove leve di “apprendisti” antropologi nella communitas di Pollenzo: ad essi spetterà il compito di proseguire, nei prossimi anni, la linea tracciata dal Maestro, impegnandosi sui molti e nuovi terreni d’indagine che la sfida scientifica della costruzione delle olistiche “scienze gastronomiche” impone anche alle discipline etnoantropologiche. Il libro è articolato in otto sezioni. La prima, Vivere l’antropologia tra scienza e amicizie, presenta una serie di interventi in cui alcune delle principali esperienze di ricerca e di pratica antropologica di Grimaldi sono narrate da amici e colleghi che, con lui, hanno condiviso le differenti stagioni del suo lavoro: dapprima all’Università di Torino (con tre luoghi topici: la Facoltà di Magistero, l’Istituto di Sociologia, il Clau), poi all’Università del Piemonte Orientale, quindi all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Le altre sette sezioni riflettono alcuni dei differenti settori dell’antropologia culturale e delle discipline demoetnoantropologiche con cui Grimaldi si è confrontato nel corso della sua quarantennale pratica di ricerca: Antropologia del cibo, Antropologia simbolica, Sacro e profano, Feste e riti, Animali mitici, Fonti e ricerca etnoantropologica, Musei ed ecomusei. Altri temi, pure centrali negli interessi scientifici e nelle pratiche di ricerca di Grimaldi, quali la patrimonializzazione della memoria, l’antropologia visuale e quella applicata, sono affrontati trasversalmente nelle diverse sezioni. Tutti gli autori che hanno preso parte a questo corale lavoro di amicizia, infatti, hanno voluto misurarsi con temi e metodologie della ricerca vicini agli interessi e alle sensibilità antropologiche di Grimaldi. Un inserto fotografico narra per immagini alcune delle varie esperienze di vita e di lavoro con cui si è misurato nel corso di suoi settant’anni
Storie di pane. Video digitale, durata: 12’56”. Università degli Studi di Scienze Gastronomiche - Laboratorio “Granai della memoria”. Ricerca antropologica di Piercarlo Grimaldi e Gianpaolo Fassino; riprese di Davide Oddone e Luca Percivalle
A Chianale, piccola comunità dell’Alta Valle Varaita (Cuneo), fino all’ultimo dopoguerra funzionava un forno comunitario e si preparava un pane dall’aroma molto particolare, grazie alla cottura fatta con il pino cembro proveniente dal “bosco dell’Alevè”, la più grande foresta d’Europa di quest’essenza arborea, ubicata nel cuore della Valle Varaita. Gli studenti del corso di laurea magistrale dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, che hanno intervistato gli anziani della borgata per ricostruire questa antica filiera produttiva, presentano il pane di Chianale e lo propongono come nuovo passeggero per l’Arca del Gusto. Al lavoro d’indagine hanno partecipato anche allievi del corso di Alto Apprendistato per panettieri e pizzaioli dell’Unisg, dando vita ad un sinergico lavoro di didattica e di ricerca
Palaeopetia terminus Grimaldi 2018, new species
<i>Palaeopetia terminus,</i> new species Figures 12; 38C, D, F, G, I; 40A <p> DIAGNOSIS: Distinguished from <i>P. dorsalis</i>, n. sp., as given in the diagnosis above.</p> <p> DESCRIPTION: Very similar to <i>P. dorsalis</i> with the exception of the following features: <b>Head:</b> Antenna with arista terminal, not dorsal-preapical. Male eyes large, holoptic for length of approximately 8 facets; ocellar triangle and small portion of frons exposed; no differentiation of facets; ocelli on low tubercle, close together. <b>Thorax:</b> Posteriormost notopleural seta very long and robust, ca. 2× the length and width of other notopleurals; 2 (vs. 1) postalar setae (anterior one finer). Transverse suture well developed. Anteriormost scutellar seta very small, length less than 0.3× that of adjacent scutellar seta (vs. approximately equal in size). <b>Legs:</b> Hind tibia with dorsal row of 6 stout, slightly curved setae, alternating with smaller stout setae. <b>Wing:</b> As drawn: longer, L/ W 1.89 (vs. 1.77), from tip to level of crossvein h. M 1 slightly more arched; microtrichia confined to wing margin. <b>Terminalia:</b> Epandrium glabrous, brown, apparently heavily sclerotized; laterally flattened (clamlike), with fine setae on inner edge; surstylus pendulous, setulose, curved and clavate, apparently articulating with ventrolateral portion of epandrium (not fused). Aedeagus and paraphallic structures not observable.</p> <p>SPECIMENS EXAMINED: Holotype, male, AMNH Bu-SE2/6, in Burmese amber. In excellent condition.</p> <p>ETYMOLOGY: In reference to the position of the arista on the basal flagellomere.</p>Published as part of <i>Grimaldi, David A., 2018, Basal Cyclorrhapha In Amber From The Cretaceous And Tertiary (Insecta: Diptera), And Their Relationships: Brachycera In Cretaceous Amber Part Ix David A. Grimaldi, pp. 1-97 in Bulletin of the American Museum of Natural History 2018 (423)</i> on pages 1-97, DOI: 10.1206/0003-0090-423.1.1, <a href="http://zenodo.org/record/4613008">http://zenodo.org/record/4613008</a>
Contributi di Piercarlo Grimaldi alla ricerca e alla didattica della geografia. Riflessioni a partire dai temi di Expo 2015: “Nutrire il pianeta. Energia per la vita”
L'articolo evidenzia l'interesse per la ricerca geografica di vari contributi scientifici del'antropologo Piercarlo Grimaldi. Si sofferma in particolare su temi che il Rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche definisce “bisogno di tradizione, di locale, di tratti etnici”
Promuovere l’occupabilità per facilitare la transizione dall’università al lavoro. Uno studio pilota della Federico II.
Il contributo presenta i risultati di uno studio esplorativo condotto nel 2017-2018 presso l’Ateneo Federiciano, nell’ambito dei servizi
specifici offerti dalla Sezione di Promozione dell’Occupabilità del Centro di Ateneo Sinapsi.Nello specifico, lo studio riporta gli esiti di uno
screening dei livelli di occupabilità percepita dagli studenti attraverso la somministrazione del questionario Avo Giovani (Grimaldi et al.,
2015) messo a punto e validato dall’Inapp. Lafinalità principale dello studio esplorativo è stataquella di mettere a punto un percorso di
orientamento specialistico per gli studenti,ancorato al costrutto di Occupabilitàsostenibile. In un’ottica preventiva é importante promuovere l’occupabilità degli studenti giàdurante il percorso di studi, in modo daconsentire loro di gestire attivamente e
consapevolmente i processi legati allaprefigurazione e allo sviluppo della carrierap r o f e s s i o n a l e , q u i n d i , i l p a s s a g g i o
dall’università al mondo del lavoro
Lettre de Maurice Grimaldi, comte de Bueil à Jean-Baptiste Colbert (ministre d'Etat) datée du 24 octobre 1665, à Marseille
Lettre de Maurice Grimaldi, comte de Bueil à Jean-Baptiste Colbert (ministre d'Etat) datée du 24 octobre 1665, à Marseille. In: Correspondance administrative sous le règne de Louis XIV, recueillie et mise en ordre par G. B. Depping. Tome II. Administration de la justice – Police – Galères. Paris : Imprimerie nationale, 1851. pp. 907-908
Ultrasonic distance sensor improvement using a two-level neural network
This paper discusses the performance improvement that a neural network can provide to a contactless distance sensor based on the measurement of the time of flight (TOF) of an ultrasonic (US) pulse. The sensor, which embeds a correction system for the temperature effect, achieves a distance uncertainty (rms) of less than 0.5 mm over 0.5 m by using a two-level neural network to process the US echo and determine the TOF in the presence of environmental acoustic noise. The network embeds a "guard" neuron that guards against gross measurement errors, which would be possible in the presence of high environmental noise
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