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I portali delle chiese paleocristiane di Ravenna. Analisi macroscopiche dei materiali lapidei
Per la prima volta nella storia degli studi di Ravenna tardoantica, i portali delle chiese paleocristiane sono qui presentati in un catalogo che ne definisce i percorsi storici utilizzando fonti di archivio, le caratteristiche in quanto elementi architettonici, il degrado analizzandone il carattere materico. Inoltre, le conclusioni aprono a nuove prospettive di ricerca legate all'uso dei colori e dei materiali, anche con valenza simbolica, all'interno dell'architettura antica. Questo studio, tratto dalla tesi di laurea di Maria Cristina Carile, è inoltre corredato dalle analisi dei materiali, condotte da Gian Carlo Grillini, professore a contratto presso l'Università degli Studi di Bologna e geologo ispettore onorario della Soprintendenza per i Beni Architettonici di Ravenna. [Le pagine 66-70 e 72-84 sono state scritte e curate da Maria Cristina Carile; le pagine 70-72 da Gian Carlo Grillini, come specificato nel testo
Nell'Abbazia di Pomposa l'arte incontra la scienza. Le indagini diagnostiche dei dipinti murali del nartece
L'articolo illustra le indagini scientifiche di cui
sono stati oggetto i dipinti murali che
ornano le pareti dell’originario nartece dell’Abbazia
di Pomposa.
Questo progetto diagnostico, incentrato
sulla caratterizzazione della tecnica esecutiva e
dello stato di conservazione degli intonaci
dipinti, nonché sullo studio macroscopico del
paramento murario di supporto, ha costituito
una premessa indispensabile per la messa a
punto di un intervento “pilota” di restauro, di
primaria importanza per un’eventuale futura
rivalorizzazione dell’intero ciclo pittorico.
Le indagini microchimiche e microscopiche
sono state condotte dal Laboratorio Diagnostico
di Microchimica e Miscroscopia M2ADL (Università
degli Studi di Bologna – Sede di Ravenna),
mentre la caratterizzazione mineralogicopetrografica
degli intonaci è stata eseguita in collaborazione con il professor Gian Carlo Grillini (Geologo Specialista in Geomateriali e Diagnostica per i Beni Culturali). Il “progetto pilota” di restauro è stato svolto dalla ditta Laboratorio
del Restauro srl (Ravenna) sotto la direzione
lavori della Soprintendenza per i Beni Architettonici
e Paesaggistici per le Province di Ravenna,
Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini
Studio e caratterizzazione dei laterizi della torre campanara della pieve di Santa Maria in Fabriago.
All'interno dell'articolo vengono illustrati i risultati delle indagini macroscopiche e di laboratorio svolte sul paramento del campanile ed in particolare sui laterizi, le malte e gli elementi di reimpiego
Alterazioni macroscopiche di malte e intonaci. Lessico ed esemplificazioni fotografiche
Nell'articolo pubblicato sul Dossier 2/2000 di Paesaggio Urbano viene illustato a partire dall'UNINormal 1/88 una proposta di lessico riguardante le Alterazioni macroscopiche di malte e intonaci
La Casa del Fascio di Minerbio. Restauro degli intonaci e delle coloriture
Nell'articolo pubblicato nel Dossier 2/2001 di Paesaggio Urbano. Intonaci e coloriture per l’edilizia storica e l’architettura monumentale vengono illustrati le indagini e il progetto di restauro della Casa del Fascio di Minerbio. (BO). Sono presentati i risultati delle indagini scientifiche sugli intonaci e sulle coloriture
Il restauro della pavimentazione storica del Pavaglione di Lugo di Romagna
Il Pavaglione, caratteristico monumento della città di Lugo di Ravenna, rappresenta uno dei primi centri commerciali della storia, ed infatti la sua costruzione risale alla fine del XVI secolo. Completato poi nel 1879, presenta una forma a corte rettangolare chiusa, delle dimensioni di (100 x 60) m, con un quadriportico formato su due lati paralleli da arcate singole e sugli altri da arcate doppie. Gli interventi di restauro che hanno interessato la pavimentazione del pavaglione sono stati preceduti dalle indagini preliminari che hanno interessato la struttura architettonica nel suo complesso, i materiali costituenti e le diverse patologie di degrado presenti sulla pavimentazione.
Inizialmente, dopo la ricerca storica orientata verso la conoscenza delle fasi fondamentali che hanno permesso la costruzione del complesso monumentale e le successive trasformazioni, ci si è orientati verso il reperimento di iconografie e fotografie storiche per comprendere in dettaglio gli elementi e gli aspetti che hanno caratterizzato il monumento dalla fine del secolo scorso ad oggi.
Con lo studio preliminare è stato possibile tracciare un quadro interpretativo complessivo di tutti gli aspetti fondamentali per delineare gli studi di approfondimento. La pavimentazione è stata inizialmente interessata da una campagna di rilievi per la definizione morfologica del piano di calpestio (classificando materiali e impianti), ottenuta con i metodi topografico, diretto e fotografico.
Le analisi hanno così permesso la precisa caratterizzazione minero-petrografica del materiale, la determinazione del periodo geologico di formazione dei calcari, del livello stratigrafico di appartenenza, nonché l’area geologica di probabile provenienza per possibili approvvigionamenti.
Il rilievo a vista dello stato conservativo ha permesso l’individuazione delle morfologie macroscopiche del degrado per ogni singola lastra della pavimentazione del quadriportico.
Il progetto di restauro ha interessato la totalità della pavimentazione del quadriportico, gli interventi sono stati poi organizzati per quattro stralci consecutivi corrispondenti alle singole logge. La metodologia di restauro adottata, partendo dai risultati delle indagini preliminari, prevede la definizione dello stato conservativo di ogni lastra, sulla cui base poi sono state individuate le tipologie d’intervento. Con il primo stralcio consistente nel restauro della pavimentazione del loggiato Sud del quadriportico sono state poi verificate sul campo le metodiche e i materiali definiti con il progetto di restauro
Il Mausoleo di Galla Placidia. Indagini conoscitive e trattamenti manutentivi del paramento murario esterno.
Nell'articolo vengono riguardanti il Mausoleo di Galla Placidia di Ravenna, vengono illustrate le indagini coscitive e il progetto di restauro che ha interessato il paramento murario esterno
Price Fairness of Processed Tomato Agro-Food Chain: The Italian Consumers' Perception Perspective
Food consumers are increasingly searching for emotions and values when purchasing and consuming food. They search for products that ensure social and environmental sustainability, in addition to more common extrinsic product attributes, such as price, packaging, origin, and brand. In particular, there is increasing interest towards product price fairness. The current study aims at exploring consumers’ perception and understanding of price fairness, focusing on the processed tomato products agro-food chain. The study interviewed 832 people. Data were collected through an online questionnaire with the support of Qualtrics software, and data elaboration was carried out with Statistical Package for Social Science (SPSS). The elaboration includes an Exploratory Factor Analysis (EFA) to identify existing latent factors in the consumers’ perception of enabling agro-food system elements influencing farmers’ reception of fair prices. Then, factor mean values were cross-analysed with socio-economic characteristics and processed tomato consumption habits with Analysis of Variance (ANOVA). Results support the idea that consumers are limitedly aware of the processed tomato agro-food chain dynamics and consider farmers as the most unfairly remunerated partner. Women and frequently purchasing consumers of processed tomato products believe farmers should be treated more fairly. There is a difference between what consumers perceive as fair price distribution and actual price distribution among processed tomato chain actors. Further studies may focus on how fairness attribute impacts on consumer purchasing behaviour
Convento della Santissima Annunziata a Bologna. Il restauro del portico esterno.
Il tre marzo 1997 alle otto di mattina sotto gli occhi esterefatti dei rari passanti presenti a quell’ora, crolla una parte del portico esterno della Santissima Annunziata di Bologna, un grande complesso conventuale situato subito fuori la Porta S.Mamolo di Bologna. Di proprietà demaniale, era in uso in parte alla parrocchia ed in parte all’amministrazione militare. Prima del progetto di restauro generale e del progetto di ricostruzione della parte crollata redatto dall'arch. N. santopuoli vengono svolti studi e indagini sulle strutture e sulla composizione dei materiali lapidei per verificarne la natura e la resistenza meccanica. Sulla base degli studi eseguiti è stato poi redatto un progetto generale di restauro che ha interessato la totalità del portico: dalle lunette dipinte, al colonnato, dagli elementi decorativi agli intonaci e le coperture. Nella parte iniziale dell’articolo viene introdotto la storia del porticato esterno, risalente al 1488 e attribuito alla Scuola del Formigine e vengono descritte le lunette con pitture murali policrome collocate all’interno del porticato e risalenti al 1619 e raffiguranti la storia della Vergine, attribuite alla Scuola del Carracci e di Giacomo Lippi, detto Giacomone da Buorlo. Dopo la descrizione dei materiali e delle tecniche costruttive che caratterizzano le volte, il colonnato e la copertura vengono illustrate le cause del crollo per arrivare alle motivazioni del progetto di ricostruzione delle parti crollate così pure il progetto di consolidamento statico
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