1,721,301 research outputs found
Conclusion
The chapter proposes summary considerations aimed at reflecting on the most relevant recommendations and guidelines resulting from the authors’ contribution to the book. It summarizes the process that goes from the research to the training, and the definition of guidelines, highlighting the need to consider not only a multiplicity of hard and soft dimensions to shed light on digital transformation and its impact on higher education, but also to consider a multiplicity of level to understand the complexity of the challenge and propose useful policy guideline to support this process improving its effectiveness and efficiency
Digital development culture in Europe
The chapter compare European project reports, illustrates the main comparative results extracted by a text-mining procedure used to explore the five national reports generated from each case study, by means of a sociocultural profiling method based on a natural language processing procedure. In European projects, there is often a phase in which the results are compared with qualitative, quantitative, or mixed methods. Among the various elements that organize the comparison, an important component is the cultural dimension since it organizes social actors’ practices, often carried out with qualitative methods. However, in line with the literature, this dimension is detectable through text mining methods since it determines the choice and association of the words used to organize communication. This chapter proposes a text-mining procedure for comparing the documents’ symbolic-cultural categories. In particular, Emotional Text Mining was used to study the cultural differences in digital development in higher education among countries by analyzing the country partners’ reports to identify the symbolic-cultural categories and the evolution of the EHEA during the translation process
Integrare la disabilità. Una metodologia interdisciplinare per leggere il cambiamento culturale
Nonostante negli ultimi quarant’anni in Europa il quadro normativo volto a garantire pari opportunità e diritti alle persone con disabilità si sia fortemente evoluto, le statistiche ci informano che l’inclusione in ambito formativo, lavorativo e sociale delle persone con disabilità rimanga un obiettivo ancora da raggiungere. Qual è allora l’effetto che si è ottenuto con questo cambiamento normativo? Le leggi sono uno strumento capace di cambiare la cultura e i costumi dei cittadini di un paese? E in che modo è possibile misurare questo cambiamento?
Il volume si propone di rispondere a queste domande trattando il tema dell’integrazione e del cambiamento culturale avvenuto in seguito alla promulgazione delle leggi in Italia ed in Francia, attraverso un approccio teorico interdisciplinare e lo sviluppo di una metodologia di ricerca sociale capace di analizzare il cambiamento culturale. L’autrice propone una lettura del quadro attuale della disabilità e della sua evoluzione attraverso l’analisi del contesto culturale, sociale, sanitario e normativo e mette in evidenza come negli ultimi venti anni la società si sia fortemente evoluta nel modo di considerare la disabilità, spostando il focus dal deficit alle risorse. Questo spostamento di prospettiva guarda al processo d’integrazione delle persone con disabilità quale elemento capace di promuovere l’innovazione e lo sviluppo della società e delle prassi formative e lavorative, facilitando la promozione del benessere e delle buone prassi organizzative.
In questo senso il volume se da un lato propone strumenti teorici e metodologici per esperti del settore e studenti in formazione, dall’altro offre utili spunti di riflessione per tutti coloro che nella propria esperienza personale si siano confrontati con la disabilità di un conoscente, un amico o una persona cara, e siano interessati a sviluppare un modo diverso di guardare all’integrazione
Rendere visibile l’invisibile: disabilità e sviluppo sostenibile tra indicatori e stereotipi
L’11 Giugno 2019, durante la conferenza annuale sulla Convenzione per i diritti delle persone con disabilità (CRPD), il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha annunciato l’impegno per l’attuazione di una strategia di in-clusione della disabilità, al fine di rendere l’organizzazione più accessibile a tutti. Alla base dell’affermazione del Segretario Generale vi è la constatazione che non sia possibile diventare il “motore del cambiamento” se le Nazioni Unite in primis non promuovono l’accesso alle persone diversamente abili: promuovere l’inclusione senza coinvolgere il “più grande gruppo di minoranza del mondo”, in-fatti, avrebbe poco senso.
Questo “gruppo di minoranza” è composto da un miliardo di persone, vale a di-re il 15% della popolazione mondiale, che in larga parte (80%) vive nei paesi in via di sviluppo (WHO, 2011). Si considerano emarginate le persone diversamente abili poiché, spesso, esse presentano tassi più elevati di povertà ed esclusione sociale (Mizunoya & Mitra, 2013; Mizunoya, Mitra & Yamasaki, 2018). Nel 2006, le Na-zioni Unite hanno ritenuto opportuno redigere la CRPD, con l’obiettivo di promuo-vere, tutelare e assicurare il pieno rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fon-damentali di tutte le persone portatrici di handicap. Questa iniziativa, ratificata in Italia nel 2009 (Legge 18/2009), ha aperto la strada ad una lettura del fenomeno della disabilità molto diversa da quella precedente, collocando il problema entro l’ambito dei diritti umani (Greco, 2016a; Mister, 2015)
Il dibattito sulla migrazione in campagna elettorale: confronto tra il caso francese e italiano
Il fenomeno migratorio ha assunto una notevole rilevanza nell’attuale dibattito pubblico e politico, che in alcuni casi si è associato ad un rafforzamento dei sentimenti nazionalisti che hanno messo in discussione l’adesione all’Unione Europea. Durante la campagna elettorale in Italia e in Francia, il dibattito ha assunto un rilievo particolare, anche grazie al ruolo svolto dai social media, favorendo il rafforzamento del consenso elettorale attorno a proposte politiche che hanno trovato un ancoraggio nell’idea che il fenomeno migratorio possa essere un fattore di rischio per i cittadini. Al fine di esplorare le rappresentazioni e il sentiment che hanno caratterizzato il dibattito politico sulla migrazione durante le campagne elettorali francese e italiana, sono stati raccolti in due corpora tutti i messaggi che contenevano il termine immigrato nelle due lingue. Ogni corpus è stato sottoposto all’Emotional Text Mining e i risultati sono stati confrontati. Lo studio mostra come i due paesi presentano delle analogie per quanto riguarda alcune tematiche (lavoro, sicurezza, sfruttamento, solidarietà) ma si differenziano per una diversa intensità del sentiment, prevalentemente negativo in Italia. Infine, se in Francia sembra possibile individuare una stretta connessione tra il risultato elettorale e i temi emersi, in Italia tale associazione sembra meno evidente.Migration has actually gained considerable relevance both in the public and political debate, which in some cases has been associated with a strengthening of nationalist sentiments calling into question the European Union membership. Migration was one of the most relevant topics of the political debate during the French and Italian electoral campaigns, also thanks to the role played by the social media, which has solicited the electoral consensus on the idea that migration may be a risk factor for citizens. In order to analyze the representation and the sentiment on migration characterizing the political debate during the electoral campaign in France and Italy, we collected two samples of messages, in both languages, containing the word migrant produced in the period preceding the vote from the Twitter repository. The messages were collected in two large size corpora, which underwent the Emotional Text Mining. The results comparison shows that Italian and French messages are similar concerning some issues (work, security, exploitation, solidarity) but differ in the sentiment intensity, which is mainly negative in Italy. Finally, if it seems possible to identify a close connection between the election result and the issues debated in France, this association seems less evident in Italy
La critique du structuralisme normatif de Achille Ardigò
Pour comprendre l’influence de la pensée des sociologues français chez Achille Ardigò, deux essais écrits à trente ans d’intervalle ont été choisis : le premier, publié en 1958, propose une discussion sur les théories sociologiques de la structure sociale tandis que le deuxième propose une réflexion sur le dépassement possible de la sociologie « postmoderne » qui s’est établie entre la fin des années Soixante et le début des années Quatre-vingt, et en particulier sur les variantes du structuralisme antihumaniste et de l’individualisme méthodologique.
Malgré la diversité des sujets abordés, il existe un fil conducteur qui relie les deux textes. Ardigò, en effet, traite des sujets à partir de l’apport théorique des sociologues qui l’ont précédé ou qui sont contemporains et s’appuie, inévitablement, sur la pensée des grands classiques à travers une analyse critique des concepts qu’ils proposent. Bien que les textes aient été écrits avec trente ans d’intervalle, il y a un thème qui accompagne l’auteur dans le temps : la relation entre le sujet et la sociéte
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