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    [Recueil de 8 motets à deux et trois voix / de Bonifazio Graziani et Francesco Foggia]

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    Titre uniforme : Graziani, Bonifazio (1604?-1664). Compositeur. [Motets. Voix (2 ou 3), basse continue]. ChoixTitre uniforme : Graziani, Bonifazio (1604?-1664). Compositeur. [Amen dico vobis. Voix (2), basse continue. Sol majeur]Titre uniforme : Graziani, Bonifazio (1604?-1664). Compositeur. [Audite omnes et admiramini. Voix (2), basse continue. Sol majeur]Titre uniforme : Graziani, Bonifazio (1604?-1664). Compositeur. [Ludite canite filiae Sion. Voix (2), basse continue. Sol mineur]Titre uniforme : Graziani, Bonifazio (1604?-1664). Compositeur. [Aperi mihi. Voix (3), basse continue. Do mineur]Titre uniforme : Graziani, Bonifazio (1604?-1664). Compositeur. [O bone Jesu. Voix (3), basse continue. Ré mineur]Titre uniforme : Graziani, Bonifazio (1604?-1664). Compositeur. [O Jesu fili Mariae virginis. Voix (3), basse continue. La mineur]Titre uniforme : Foggia, Francesco (1604-1688). Compositeur. [O vos mortales. Voix (3), basse continue. Si bémol majeur]Titre uniforme : Graziani, Bonifazio (1604?-1664). Compositeur. [Quam pulchri sunt gressus. Voix (3), basse continue. Sol mineur]Comprend : Amen dico vobis del sig.r bonifacio gratiani ; Audite omnes ; Ludite canite filiae gratiani ; Aperi mihi del sig.r Bonifacio gratiani ; O Bone Jesu Bonifacio Gratiani ; O Jesu fili mariae virginis Gratiani ; O vos mortales bonifacio gratiani ; Quam pulcri del sig.r GratianiAutre mention de titre et de classement au départ de chaque motet de la main de Brossard : "Partitions // d'auteurs // separez // Tome IV. // n° II° . 1° [-8° ]" ; Brossard a par ailleurs ajouté de manière systématique des titres complémentaires, relatifs à l'effectif et à la fonction liturgique de chaque motet. - Réunit huit motets attribués par le copiste à Graziani ; le septième motet ("O vos mortales") est en réalité de Francesco Foggia, d'après le recueil imprimé Vm1. 967 appartenant à la collection Brossard. - Contient de Bonifazio Graziani : "Amen dico vobis" (f. 1-4 v° ) ; "Audite omnes" (f. 5-8 v° ) ; "Ludite canite" (f. 9-16 v° ) ; "Aperi mihi" (f. 17-20 v° ) ; "O bone Jesu" (f. 21-27 v° ) ; "O Jesu fili Mariae Virginis" (f. 29-36 v° ) ; "Quam pulchri" (f. 43-50 v° ) ; de Francesco Foggia : "O vos mortales" (f. 37-42 v° ). - F. 28 blanc. - Éd. du motet de Foggia : Spiridion, Johann Nenning (éd.), "Musica romana D.D. Foggiae, Charissimi, Gratiani, aliorumque excellentissimorum authorum...", Bamberg : Johann Elias Hoffling, 1665Présentation musicale : PartitionAppartient à l’ensemble documentaire : RISMMssAppartient à l’ensemble documentaire : Brossard1Motets -- +* 1600......- 1699......+:17e siècle

    Introduction

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    logic and the philosophy of sciences are disciplinary fields that change their underlying themes, broaden the investigated aspects and principles, and address interdisciplinary and transdisci- plinary areas that are constantly born and reborn. The selection of papers stemming from the 2022 SILFS Post-Graduate Conference and which constitute the contributions of this volume appears as a trace of this expansion in new directions, all the more significant because it derives from "new," in the sense of young, scholars who grasp the fundamental aspects of these fields of study and push them in con- temporary directions, broadening their boundaries

    Le dimensioni della politica Strumenti di analisi storico-concettuali

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    Il volume Le dimensioni della politica. Strumenti di analisi storico-concettuali, comprende alcuni ambiti della filosofia politica, valutati attraverso una analisi storico-concettuale. La prima parte si occupa della nascita dei paradigmi filosofico-politici, attraverso Platone e Aristotele, la seconda parte riguarda il fondamento dell'obbligo politico posto in relazione al potere, la terza parte è composta da Discussioni a volumi di filosofia politica contemporanea.The book includes some areas of political philosophy, evaluated through a historical-conceptual. The first part deals with the birth of philosophical-political paradigms, through Plato and Aristotle, the second part concerns the foundation of political obligation in relation to power, the third part consists of Discussion in volumes of contemporary political philosophy

    Corrosion mechanisms in copper-based artifacts investigated by secondary ion mass spectrometry

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    In the field of ancient metallic objects belonging to the world of Cultural Heritage, copper-based artifacts represent the largest part of them. The pristine appearance of these objects as conceived by the artist or the craftsman is often concealed from our eyes due to the presence of surface corrosion patinas or crusts. This sort of extra layer can sometimes completely modify color and structure of the artwork. Therefore, understanding the formation mechanism of the corrosion layers is of fundamental importance to preserve and protect the good when it is made of copper or copper alloys. Secondary ion mass spectrometry is considered an emerging technique for the investigation of patina and crusts of corroded objects. The surface and in-depth chemistry of such complicated multilayer structures can be efficiently described with high depth (1 nm) and lateral (<50 nm) resolution by using SIMS and ToF-SIMS techniques. In this article, we summarize how information obtained from ion bombardment experiments such as the penetration profiles of reactive species, the stratigraphy of corrosion products, and the identification of emerging and surface-spalling species can improve the knowledge of the corrosion phenomena in copper-based artifacts

    Properzia de' Rossi. Una scultrice a Bologna nell'età di Carlo V

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    Properzia de' Rossi lavora nel cantiere della basilica di San petronio di Bologna a fianco di artisti importanti come Alfonso Lombardi, Girolamo da Treviso, Nicolò Tribolo e Amico Aspertini. L'esatta trascrizione dei pagamenti e il rinvenimento della documentazione originaria di un processo restituiscono alla "schultora" una concreta fisionomia artistica. Il volume si segnala quindi per le importanti novità che aggiornano gli studi e per essere la prima mopnografia dedicata a colei che fu la prima scultrice in Europa

    Un lungo governo della diocesi: mecenatismo e munificenza di Prospero Lambertini, vescovo di Bologna

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    Destinato a una brillante carriera ecclesiastica, che lo avrebbe condotto “inopinatamente” a rivestire la suprema autorità religiosa, il bolognese Prospero Lambertini è artefice di un’azione pastorale guidata da intenti riformatori e aperta al moderno pensiero sperimentale galileiano. Fulcro del rinnovamento culturale cittadino, Palazzo Poggi – sede dell’Istituto delle Scienze e dell’Accademia Clementina, di recente fondazione – è l’istituzione da lui privilegiata come beneficiaria di risorse e provvedimenti durante il proprio mandato a vescovo di Bologna (1731), mantenuto anche dopo la nomina a pontefice (1740). L’intensa opera di finanziamento a vantaggio di Palazzo Poggi – che comporterà la realizzazione della stanza di anatomia, il dono di importanti fondi librari, di raccolte di gessi e di stampe – si inaugura, in realtà, già nel 1726, con la richiesta da parte di Lambertini di una pala da collocare nella cappella dell’edificio. Commissionata a Marcantonio Franceschini, maestro di fama internazionale e accademico clementino, l’Annunciazione oggi nella chiesa di Sant’Isaia, lascia emergere le affinità del presule, ancora semplice monsignore, con le tendenze artistiche moderate, ispirate al “buon gusto” teorizzato da Ludovico Antonio Muratori (1708). La sintonia con le posizioni critiche sostenute dall’Accademia Clementina riaffiorerà in seguito, nel corso del rifacimento degli altari della cattedrale metropolitana, le cui pale sono eseguite dai maggiori maestri operanti in città – Donato Creti, Giuseppe Marchesi detto il Sansone, Ercole Graziani, Antonio Rossi – in grado di garantire dignità e gravità consone al luogo, in cui si celebra il ministero sacerdotale e il seggio episcopale. Soltanto Giuseppe Maria Crespi, fautore di un linguaggio schietto e alieno dalle convenzioni, giudicato forse non sufficientemente rispettoso del criterio del decoro, resta escluso dall’impresa, nonostante il rapporto di amichevole libertà instaurato con il vescovo bolognese, di cui fanno testo i due ritratti di Lambertini in veste di cardinale e di pontefice. Con la salita al soglio pontifico (1740) l’impegno lambertiniano per la sua patria non viene meno, anzi si rafforza grazie al convergere nel cantiere della metropolitana di ulteriori risorse finanziarie e di manodopera qualificata di maestranze non solo bolognesi, ma anche romane. Ne reca testimonianza la sontuosità di arazzi, paramenti liturgici, suppellettile sacra conservati nel Tesoro della cattedrale bolognese, che insieme al dono del nuovo Reliquiario del Capo di San Petronio, forgiato dall’argentiere romano Francesco Giardoni e destinato alla basilica del santo patrono (1743), e della perduta Rosa d’Oro (1751), intendevano dimostrare il forte legame di Benedetto XIV con la sua città natale. La sua benevolenza avrebbe investito l’intero territorio della diocesi: comunità monastiche femminili, chiese parrocchiali, collegiate cittadine e foranee, sarebbero state gratificate attraverso l’attuazione di impegnativi progetti di riedificazione architettonica, o con il dono di arredi e apparati con l’arma del pontefice, utili a significare simbolicamente la sua presenza, nonostante la distanza imposta dalla residenza romana. Dell’ampiezza della sua munificenza danno conto numerosi calici d’argento, piviali e parati di sete e damaschi, che una ricognizione, svolta in questa occasione, ha potuto rintracciare

    Elisabetta Sirani, Gesù Bambino con San Giovannino (scheda n. 23)

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    Si tratta di una scheda contenuta all'interno del catalogo della prima mostra (Bologna, 2004) dedicata alla pittrice bolognese

    Elisabetta Sirani, Porzia (scheda n. 67)

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    Si tratta di una scheda contenuta all'interno del catalogo della prima mostra (Bologna, 2004) dedicata alla pittrice bolognese

    Elisabetta Sirani, Allegorie della Liberalità e dell’Onore (scheda nn. 81-82)

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    Si tratta di una scheda contenuta all'interno del catalogo della prima mostra (Bologna, 2004) dedicata alla pittrice bolognese

    Elisabetta Sirani, Maddalena penitente (scheda n. 94)

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    Si tratta di una scheda contenuta all'interno del catalogo della prima mostra (Bologna, 2004) dedicata alla pittrice bolognese
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