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    Dal monastero al museo e ritorno. Le Palazze di Spoleto tra frammentazione del contesto e ricostruzione virtuale/From the Monastery to the Museum and Back. Le Palazze at Spoleto, from Fragmentation to Virtuale Reconstruction

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    Gli affreschi tardo-duecenteschi delle Palazze, già nel monastero di Santa Maria inter angelos, nei pressi di Spoleto, sono oggi conservati in frammenti in vari musei, soprattutto americani. Nonostante i tanti interventi critici sul ciclo, non esisteva, fino ad oggi, un lavoro complessivo su questo interessante episodio di decorazione monastica medievale, ovvero una lettura integrale degli affreschi nel loro contesto originario, oggi irrimediabilmente compromesso e di indubbia complessità. Per arrivare a formulare un'ipotesi interpretativa della genesi e del significato del ciclo in rapporto agli spazi per i quali fu pensato, gli elementi a disposizione sono stati qui analizzati secondo metodologie focalizzate ora sulla formazione dell'artista e sui suoi possibili modelli di riferimento, tra cui, imprescindibilmente, ma non esclusivamente, il cantiere assisiate, ora sulle particolarità iconografiche delle singole scene del ciclo, o meglio dei cicli, stando a una nuova idea di scansione temporale della decorazione. A questa si è arrivati grazie a un'analisi dell'organizzazione degli spazi, la cui disposizione, apparentemente atipica rispetto a complessi monastici similari, trova una ragione d'essere alla luce di un cambiamento resosi necessario in seguito a un grave evento sismico, fino ad oggi mai preso in considerazione. Si tratta di una congettura ma se non altro fornisce una risposta plausibile agli interrogativi irrisolti, anche relativi alle particolarità iconografiche riscontrate nella decorazione, in primis la precocissima raffigurazione della Madonna che sul manto protegge la comunità. Allo studio storico-artistico è stato fondamentale l'apporto delle tecnologie digitali. Queste hanno permesso la ricollocazione ideale del ciclo sulle pareti, realizzata materialmente dagli informatici del Laboratorio Visit del Cineca di Bologna, che hanno utilizzato riproduzioni degli affreschi ad alta risoluzione fornite dai musei ed effettuato una campagna fotografica in situ. La ricostruzione virtuale si è basata su dati certi e per questo ha un grado di attendibilità elevato. Se, da una parte, l'operazione si è rivelata utilissima alla ricerca, stimolando continui tentativi di messa a fuoco di quel nesso inscindibile tra le opere e il loro luogo di origine, dall'altra, utilizzata elettronicamente come realtà aumentata, sarà di sicuro impatto per la fruizione di un monumento, oggi privo delle immagini che lo completavano, e di immagini, oggi lontane dal monumento al quale appartenevano, finalmente di nuovo congiunti

    La costruzione dei fatti. Gestire l’informazione nell’Italia di Federico da Montefeltro

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    Il saggio si focalizza sulle modalità con cui i cancellieri e Federico stesso “costruissero” le notizie nella corrispondenza epistolare, una “infrastruttura” essenziale per la guerra e per le relazioni diplomatiche nell’Italia quattrocentesca. Il reperimento delle notizie, la loro divulgazione, la loro manipolazione erano compito di professionisti della scrittura come i cancellieri e gli ambasciatori. Per un signore come Federico scrivere lettere, discernere la verità nelle lettere degli altri, trattare affari politici oralmente e per iscritto erano attività assolutamente abituali. Anche lui, dunque, sapeva comportar- si da cancelliere e da ambasciatore, ne condivideva la formazione letteraria e comunicativa, la literacy pragmatica. L’assunto è dimostrato analizzando ruolo di Federico nella battaglia di San Flaviano (1460), così come raccontata dal suo segretario e biografo Pierangelo Paltroni; e in alcuni colloqui politici alla corte di Napoli (1474), secondo la testimonianza dell'ambasciatore sforzesco Francesco Maletta.

    Federico da Montefeltro nel terzo millennio

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    Il volume raccoglie gli atti del convegno internazionale celebratosi a Urbino dal 16 al 19 novembre 2022 in occasione dei 600 anni dalla nascita di Federico da Montefeltro. Fa il punto sulla figura del duca d'Urbino e dà conto delle ricerche più recenti attraverso i saggi di numerosi studiosi riguardanti la politica, il mondo dei libri, la letteratura e le fonti relative a questo principe del Rinasciment
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