1,720,986 research outputs found

    A BASE DE DADOS GEOGRAFICA DA REGIÃO DA TOSCANA RE.TO.RE.

    No full text
    Esta contribuição apresentará os resultados do RE.TO.RE. (REgional TOponomastic REpertoire) da região da Toscana (Itália), um projeto de cartografia digital que visa o estudo sincrônico e diacrônico da toponímia daquela região e a criação de um arquivo digital criado com o uso de Sistemas de Informação geográfica. A atividade de pesquisa consistiu na revisão e implementação do banco de dados da Carta Técnica Regional em que se encontram os nomes dos locais constantes nos cadastros históricos de quadrículas geométricas pré unificação da Itália e em outras fontes cartográficas modernas (Instituto Geográfico Militar, que é o cadastro atualmente em vigor), em uma tentativa de recuperar o thesaurus toponímico desaparecido e detectar as modificações linguísticas de topônimos persistentes. Do ponto de vista metodológico, foram avaliadas para cada termo registrado a entidade geométrica, a variação linguística, espacial e funcional dos elementos persistentes e a restauração de todos os termos que desapareceram ao longo do tempo. O arco cronológico desta pesquisa, cobrindo todo o território toscano, vai desde a segunda década do século XIX até os dias de hoje. Esta base de dados geográfica foi finalmente disponibilizada para download direto com licença CC BY através dos serviços WMS da infraestrutura geográfica da região e para visualização normal via navegador

    Perché è necessario (e conveniente) non considerare gli Historical GIS quale componente ancillare nelle Digital Humanities

    No full text
    In Italia, mutuata da una discussione che si è originata nei paesi di matrice anglosassone, si ragiona sempre più insistentemente di Historical GIS (HGIS) quale una delle componenti minoritarie della “galassia” delle Digital Huma-nities (DH). Il ragionamento, per il contesto italiano, è stato affrontato, pur con un certo ritardo e distintamente per settori disciplinari, in alcuni con-tributi e congressi e ha visto il prevalere di una sostanziale accettazione di questa tesi che incasella gli HGIS quale componente ancillare del macrosettoredelle DH o per dirla all’italiana dell’Informatica Umanistica (IU).In questo contributo, che non può esser altro che un lavoro di sintesi par-ziale, non si argomenteranno i motivi che hanno portato queste schiere di studiosi a sostenere tale assoggettamento dei GIS storici (ma non solo) da parte delle DH, quanto piuttosto si tenterà di offrire una lettura alternativa utile a motivare la reale convenienza di mantenere un equilibrio disciplinare tra le diverse componenti della Informatica Umanistica. Non si tratta quindi di stabilire primati o egemonie degli uni rispetto agli altri, quanto piuttosto, sempre per il caso italiano, di una chiamata alla raccolta di forze (storici, geografi, urbanisti, archeologi, ma anche agronomi, ecologi ecc.); un appello che, facendo leva sulle eterogeneità scientifiche degli studiosi che ricorrono ai GIS per ricostruzioni geografico-storiche, dia vita a uno spazio di dia-logo e formazione comuni che possano rendere evidente l’importanza degli HGIS nell’ambito di questo comparto disciplinare. Solo così, e cioè attraverso l’unione di forze diverse che individualmente restano parziali e marginali nell’impiego di questi applicativi, si potrà pensare a una reale crescita che consenta un effettivo arricchimento di ricerche geografico-storico-cartogra-fiche basate sull’impiego dei GIS che sia finalmente in grado di riequilibrare le diverse anime delle DH

    Dalle fabbriche ai nuovi spazi dell’innovazione: transizioni socio-economiche e mutamenti dei paesaggi della produzione

    No full text
    The paper aims to combine the analysis of urban changes generated by the dynamics of socio-economic transition with the study of the transformations of industrial landscapes and the emergence of signs and meanings of new innovation ones. Starting from evolutionary approaches applied in the geographic field and adopting some historical-cultural approaches elaborated by the literature about landscape, the work reconstructs the history of the processes of industrialization, abandonment and recovery of three spaces, in the province of Pisa, and their transformation into places for the university, for cultural activities and for high-tech entrepreneurship. In addition to the discussion about the contents of the projects and the role of the involved organizations, the paper also highlights the new forms of materiality linked to the innovation landscape and the interconnections with post-fordist development trends and local strategies

    L’Università di Pisa e i suoi beni nel territorio, in relazione all’evoluzione storica dell’ateneo

    No full text
    In questo contributo si dà conto, facendo ricorso a una serie di fonti primarie – dati catastali e statistiche fornite dagli uffici amministrativi d’ateneo – e fonti secondarie, dell’impatto esercitato dall’Università di Pisa sul bacino territoriale di proprio riferimento. Questo ateneo, con una storia ultracentenaria, insiste infatti su di una città di dimensioni medio-piccole (88 mila abitanti nel 2022); generando di fatto, a partire dalla poderosa crescita del numero di studenti avvenuta a partire dalla fine degli anni ’60 (ad oggi si contano 47 mila iscritti e poco meno di 5.000 dipendenti), una profonda trasformazione del tessuto urbano sia in merito all’occupazione di edifici a uso abitativo del centro storico, sia relativamente al settore dei servizi che ha risentito fortemente di questi andamenti, sia ancora della necessità di spazi funzionali alla stessa università (aule, biblioteche, uffici, mense ecc.). Per poter pienamente apprezzare queste dinamiche si è ritenuto utile ricorrere a strumenti GIS per spazializzare i dati catastali e individuare come le diverse componenti dell’università (relative alle differenti aree disciplinari) insistono tanto sul tessuto cittadino quanto su quello esterno a quello municipale e pure provinciale

    A new reading of the economic system of the Grand Duchy of Tuscany through the georeferencing of shops and factories at the time of the setting up of the Lorraine Land Registry (1835)

    Full text link
    This paper focuses on the reconstruction of the social and economic conditions of the Grand Duchy of Tuscany in the mid eighteen thirties on the basis of recent geohistorical information. To perform this reconstruction, we georeferenced information relating to the nineteenth-century factories and shops recorded in the Land Registry. To date, this aspect has received little attention when considering the historiographic traditions of this area, firmly rooted in a sharecropping system based on the three main Mediterranean agricultural products.The use of geostatistical tools allowed us to determine the height and slope of each of the geometries in the two geodatabases. We were also able to create positive spatial data autocorrelations, determine specific production and trading areas and thus determine the anthropisation levels of these territories in the outlying areas of the State.The online publication of these geographical databases on the cartographic portal of the Tuscany Region through a dedicated WebGIS was the last phase of our study. Considering both the number and density of geometries surveyed, our work is an extraordinary example of how geohistorical research may be combined with new technologies for the purpose of studying geohistorical content and disseminating it to the general public

    La trasformazione dei paesaggi industriali tra recupero dei vuoti urbani e sviluppo dell’università e dell’innovazione: il caso dell’area ex Marzotto a Pisa

    No full text
    Il presente contributo si pone l’obiettivo di combinare l’analisi dei cambiamenti avvenuti nelle dinamiche economiche e sociali del contesto pisano con lo studio delle trasformazioni di alcuni spazi urbani, legate alla riqualificazione di strutture industriali non più in uso con nuove attività connesse alla scienza, all’innovazione e alla cultura. Due sono gli approcci di ricerca utilizzati. Da una parte, sono prese in considerazione le teorie evolutive e quelle sulla transizione applicate in campo geografico, che mirano a evidenziare i processi di lungo periodo e i cambiamenti di paradigma produttivo e tecnologico e come questi si verifichino e si “incastonino” in un contesto spaziale, dando vita a specifiche forme territoriali (Hansen e Coenen 2015). Dall’altra parte, vengono adottate alcune chiavi di lettura elaborate nella letteratura sul paesaggio che enfatizzano la rilevanza dei significati socio-culturali e delle narrazioni sottostanti le componenti materiali e i segni visibili delle forme territoriali (Vallega, 2008), fornendo strumenti per interpretare le finalità dei progetti di recupero delle strutture industriali abbandonate e di creazione di nuovi spazi della cultura e dell’innovazione e le loro connessioni con le politiche locali (Armondi e Bruzzese, 2017). Applicando queste prospettive al caso di studio, il contributo si propone in primo luogo di analizzare e rappresentare attraverso database geografici e cartografie le traiettorie di cambiamento economico e sociale avvenute dal dopoguerra fino ad oggi nella provincia; in secondo luogo, di esaminare un progetto di ristrutturazione di uno specifico vuoto industriale e la sua trasformazione in luogo di ricerca e di formazione universitaria (area ex Marzotto a Pisa)
    corecore