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Dialogo tra urbanistica e diritto sulla città
La riflessione sulla città gender sensitive nell’Annuario del CDS dedicato all’Urbanistica nel 2025 include un dialogo dedicato alla città tra Elena Granata, autrice di Il senso delle donne per la città (Torino 2023) e Laura Calafà, giurista del lavoro, che dal 2000, anno di pubblicazione della l. 53 intitolata Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città, si occupa di strumenti di conciliazione vita e lavoro in prospettiva giuridica.
Sono diversi i metodi di ricerca e gli approcci al tema nei due diversi ambiti disciplinari. Per alimentare un confronto attento alla dimensione gender sensitive della città, le A. hanno deciso di rispondere a tre questioni distinte che segnalano lo sguardo del diritto e dell’urbanistica, in successione, ma con un identico obiettivo quello attento all’impianto antimaggioritario coerente con la logica antidiscriminatoria applicata in ogni contesto. Ci si è interrogate sul soggetto nell’urbanistica e nel diritto, sulla declinazione della questione del coordinamento dei tempi della città e sul rapporto tra teoria e pratica in discipline attente alla dimensione della realtà della città in cui si coniugano tempi e spazi e non solo architetture teoriche o diritti formali delle persone e delle comunità (rectius: collettività, più o meno organizzate)
Ni grands, ni petits : le défi de l’âge
L’Italie est aujourd’hui concernée par un phénomène qui
est commun à nombre de pays riches : l’arrivée de mineurs
qui se déplacent seuls, sans leurs parents. Ils proviennent
de l’Égypte, de la Gambie, du Nigéria, de l’Érythrée, mais
aussi du Bangladesh et d’ailleurs. Ils accomplissent un
périple long et tourmenté ; parfois ils se heurtent à de
graves dangers, à la prison, au désert, à la faim et à la violence.
Ils ont souvent laissé leur mère, leurs soeurs et
frères, leurs camarades...
Ces migrants se débrouillent avec l’internet, s’orientent
facilement et sont conscients de ce qu’ils ont laissé, mais
ils ignorent ce qu’ils vont trouver. Le soir, ils sont nostalgiques
: le pays natal, la nourriture coutumière, les amis
leur manquent. Quand ils ont des cauchemars ou quand ils
se sentent désemparés, personne ne console leurs profondes
angoisses. Mais ils ont aussi l’énergie et le désir d’apprendre,
propres de la jeunesse. Qui sont-ils ? De quoi
fuient-ils ? Quel univers ont-ils abandonné derrière eux ?
Que cherchent-ils en Europe ? Ont-ils choisi de partir ou
ont-ils étaient contraints de le faire
Lo sguardo e quello che guarda Leggere, esplorare e riconoscere i segni del mondo
The observation of the world is not a naive and spontaneous practice, but it depends on our culture: we see only what we know. On the other hand, our knowledge comes from experience and observation of the world: we know only what we see. The Act of Looking is not only perception but is interwoven with the experience, the history and the memory of human beings, giving rise to a complex experience, where there are no rules and where to see means to be constantly surprised by something. What I see, therefore, depends also on my knowledge and on my sensitive education. A perceptive eye should be educated, in order to be able of watching and recognizing in the material forms of the city a plot composed by the rules, the history, the evolution of society, the imprint of the economy. An educated and cultivated eye can increase our vision, provided that it always knows how to surrender to surprise and emotion, leaving room for unexpected details
Salute dei luoghi e luoghi della salute
a salute dipende dai nostri geni, dal reddito
e dal grado di istruzione, dai comportamenti
che adottiamo durante l’esistenza,
ma anche dall’ambiente in cui
viviamo e in cui lavoriamo, dalle cure
mediche e dal livello di eccellenza delle
strutture sanitarie in cui verremo curati
quando ci ammaleremo.
Non è difficile capire, pensando a quante siano le determinanti
della nostra salute, perché l’Organizzazione
Mondiale della Sanità abbia coniato lo slogan: “la salute
in tutte le politiche”. Tutto ha a che fare con la nostra
salute, le politiche economiche e urbane, il sistema educativo,
la qualità dell’aria, il sistema di controllo alimentare,
l’inquinamento dei suoli e delle acque, le politiche
culturali e abitative. Così come la disoccupazione, le
diseguaglianze, la povertà, la criminalità, la situazione
abitativa sono tutti elementi che influiscono sulla nostra
salute.
La pandemia ha inoltre rivelato la fragilità delle nostre
capacità di risposta sanitaria collettiva, l’inadeguatezza
delle strutture ospedaliere nel rispondere efficacemente
alla diffusione del virus, la variabilità delle risposte
territoriali. Un’esperienza che dovrebbe indurci a ripensare
l’architettura degli ospedali e delle case di riposo
e pianificare seriamente una sanità diffusa sul territorio,
facendo convergere competenze multidisciplinari:
dall’ingegneria, alla psicologia ambientale, dal design, alle politiche pubbliche
Granata / Fco. Valego f.
1 Vista, b/n. Potser de: Raccolta di le più illustri e famose città di tutto il Mondo, Venècia, ca.1595. Nota en tinta: Granata città archiep. capitale del Regno di Granata in Spagna. Datació aproximada.13 x 19 c
Granata / Fco. Valego f.
1 Vista, b/n. Potser de: Raccolta di le più illustri e famose città di tutto il Mondo, Venècia, ca.1595. Nota en tinta: Granata città archiep. capitale del Regno di Granata in Spagna. Datació aproximada.13 x 19 c
Milano al bivio: città per tutti o del successo di pochi?
inalmente si torna a parlare di Milano. Dopo anni in cui di Milano non si poteva dire che bene - città del nuovo miracolo, unica città italiana capace di muoversi su scala europea e globale, una specie di città-stato con un proprio destino indipendente dal proprio territorio e dal resto del Paese - tornano alla ribalta le voci dei delusi, degli esclusi, dei disillusi.
Perché Milano in questi anni ha vissuto di una promessa implicita: in questa città puoi realizzare il tuo progetto, puoi investire i tuoi capitali, puoi far nascere una nuova impresa, puoi incontrare qualcuno o qualcosa che ti cambia la vita. Milano città dei giovani che vengono da ogni parte d’Italia, città di single, città degli universitari, città dove le donne possono ambire a un posto di lavoro degno di questo nome, città delle mille lingue e delle mille appartenenze, città dell’alto e del basso, della moda e delle mode che nascono e rinascono, città delle week e degli eventi
Promesse, attese, aspettative e possibili delusioni
La città che ha promesso molto
Per anni Milano ha attirato a sé con una promessa: in questa città puoi realizzare il tuo progetto, puoi investire i tuoi capitali, puoi far nascere una nuova impresa, puoi incontrare qualcuno o qualcosa che ti cambia la vita. Città dei giovani che vengono da ogni parte d’Italia, città degli universitari, città dove le donne possono ambire a un posto di lavoro degno di questo nome, città delle mille lingue e delle mille appartenenze, città dell’alto e del basso, della moda e delle mode che nascono e rinascono, città delle week e degli eventi, città degli aperitivi e del cibo consumato ad ogni ora del giorno e della notte. Milano che non si ferma perché non ne avrebbe neppure il tempo.
È nel suo codice genetico e nella sua forma urbana la metamorfosi e il cambiamento, nulla sta fermo per sempre, tutto può accedere o semplicemente finire e scomparire, senza apparenti traumi. E in questo suo mutare la città è sempre stata capace di lanciare un messaggio assolutamente liberatorio.
Se la città cambia, anche tu puoi cambiare, se la città rinnega il suo passato, anche tu puoi rinnegare qualcosa di te. Se la città si trasforma anno dopo anno, se non è schiava della sua storia, del suo perduto splendore, se non vive di nostalgie e di conservazione del patrimonio ereditato, anche tu, qualunque storia abbia, da qualunque sperduto sud tu venga, qualunque vita tu abbia vissuto, puoi cambiare, puoi diventare quello che vuoi, puoi diventare quello che altrove non ti concedevi (o non ti concedevano) di essere
Milano 2025. Edilizia senza urbanistica, rigenerazione senza vantaggi pubblici
Elena Granata e Antonio Longo partendo dal discusso disegno di legge ‘Salva Milano’ sostengono che lo smantellamento della dimensione pubblica nelle città è un fenomeno che incide profondamente nei meccanismi di riproduzione urbana. Gli autori riconducono questo fenomeno alla diffusione delle dinamiche della finanza immobiliare e alla privatizzazione dei servizi pubblici e si chiedono se si possono davvero immaginare città che siano la somma di interessi privati guidati solo dalle leggi del mercato
Ryhiner-Kartensammlung / 23 Granata
effigiabat Georgius HoufnagliusLateinischer Text ("Granata.") auf der KartenrückseiteUrsprungswerk: "Civitates orbis terrarum" von Georg Braun und Frans Hogenberg, fünfter Teil (Lateinische Ausgabe. - Köln, 1598
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