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    An interview with Grace Paley

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    Paley Grace, Batt Noëlle, Rocard Marcienne. An interview with Grace Paley. In: Caliban, n°25, 1988. Le roman juif américain d'aujourd'hui. pp. 119-137

    Grace Paley

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    Grace Paley. In: Cahiers de Fontenay, n°28-29, 1982. Fictions américaines : nouvelles voix, nouveaux regards. p. 81

    L'arte di ascoltare: Parole e scrittura in Grace Paley

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    Femminista, ebrea, pacifista, ecologista, storyteller, cantastorie, narratrice, poeta, Grace Paley pone al centro della sua vita e della sua poetica l’arte dell’ascolto, irrinunciabile punto di partenza per ogni sua creazione artistica. Chiunque voglia scrivere si deve disporre con orecchi affinati, allenati per ascoltare il linguaggio della casa, della strada, della famiglia, degli amici, della storia, della letteratura, fino a trovare la propria voce. Ascoltare storie e raccontarle, «nel modo più semplice possibile, allo scopo di salvare qualche vita» è stato il suo costante impegno, il suo metodo e il suo obiettivo, radicati nella convinzione che scrivere sia un atto politico e che la politica sia letteratura. Racconti, poesie e saggi nascono dall’urgenza di scrivere del crescere i figli, dei rapporti donna-uomo, di ambivalenze, speranze, fallimenti, tragedie, dei «piccoli contrattempi del vivere», sullo sfondo della Storia, che si snoda «mentre si lavano i piatti», in una New York popolata di donne, amiche e madri, che si sobbarcano il peso del quotidiano. La cifra della sua scrittura è una leggerezza dissacrante; niente è tanto sacro da dover essere sottratto ad uno sguardo ironico. Ironizzare diventa così uno strumento per interporre una distanza che permetta di non rimanere sopraffatti dall’angoscia della memoria dell’orrore subito, come nel caso dell’olocausto, ma che aiuti a tentare comunque di affrontarlo. Insieme alle protagoniste dei suoi libri,Grace Paley dunque non si sottrae al riconoscimento delle atrocità della storia, ma rifiuta di rassegnarsi: la sua fiducia nella possibilità di «riparare il mondo», e la sua determinazione a provare a farlo, è una precisa scelta culturale, sociale e politica ed è una responsabilità che lei e le sue protagoniste si riconoscono in quanto donne, madri e scrittrici. Si tratta di una delle grandi figure della letteratura del Novecento: ha scritto relativamente poco,ma ogni sua sillaba distilla un mondo

    Le coup de Grace [Paley]

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    http://inmyheartblog.files.wordpress.com/2008/01/grace_paley.jpg, Tous droits réservés. En hommage à Grace Paley (1922-2007), Noëlle Batt (auteure de Grace Paley, conteuse des destins ordinaires, dans la collection «Voix américaines» chez Belin, en 1998) et Paule Lévy (auteure de Figures de l’artiste : identité et écriture dans la littérature juive américaine de la deuxième année du vingtième siècle, aux Presses Universitaires de Bordeaux, en 2006) nous offrent deux textes qui retracent un pa..

    Noëlle Batt, Grace Paley

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    Chard-Hutchinson Martine. Noëlle Batt, Grace Paley. In: Revue Française d'Etudes Américaines, N°82, octobre 1999. La Tragédie : variations américaines. p. 122

    Le coup de Grace [Paley]

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    http://inmyheartblog.files.wordpress.com/2008/01/grace_paley.jpg, Tous droits réservés. En hommage à Grace Paley (1922-2007), Noëlle Batt (auteure de Grace Paley, conteuse des destins ordinaires, dans la collection «Voix américaines» chez Belin, en 1998) et Paule Lévy (auteure de Figures de l’artiste : identité et écriture dans la littérature juive américaine de la deuxième année du vingtième siècle, aux Presses Universitaires de Bordeaux, en 2006) nous offrent deux textes qui retracent un pa..

    Noëlle Batt, Grace Paley

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    Chard-Hutchinson Martine. Noëlle Batt, Grace Paley. In: Revue Française d'Etudes Américaines, N°82, octobre 1999. La Tragédie : variations américaines. p. 122

    Some Thoughts about Grace Paley

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    In the following lines, Judith Arcana, Paley's friend and biographer, evokes Paley’s fortitude and firmness of purpose as she took part in the major protest movements of her time. It is from this passion for social justice and freedom that the author drew much of her energy and artistic inspiration. - Grace Paley, who died in August of 2007, was one of the great masters of the short story form; she also wrote poems and essays that tell us, in her startlingly clear voice, things we need to kn..

    "La New York di Grace Paley"

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    Il saggio esplora le rappresentazioni di New York nell’opera di Grace Paley, prendendo come modello Le città invisibili di Italo Calvino. La città è come una lingua: gli oggetti, le costruzioni, le persone, le istituzioni sono un fitto “involucro di segni”. Alla materialità degli oggetti (case, parchi, scuole, strade, negozi ...) vengono attribuiti significati differenti secondo l’uso che se ne fa. Negli scritti di Grace Paley, le cucine sono paradigmatiche: da spazio privato diventano un luogo di incontro e di confronto personale, sociale e politico. Nelle sue cucine si parla di tutto, di problemi personali, di religione, di letteratura, di politica ... introducendo chi le frequenta, in prevalenza donne e ragazze, a una soggettività che non prevede una spaccatura tra mente e corpo. Ma le donne nelle opere di Grace Paley non si fermano nelle cucine, nelle case, escono in strada e si appropriano degli spazi pubblici della città. Una particolare attenzione è dedicata alle soglie. Finestre e porte sono elementi architettonici e narrativi che segnano il confine tra casa e resto del mondo, ma la loro funzione, in quanto soglie, è duplice: separano, ma allo stesso tempo offrono la possibilità di relazione, comunicazione tra interno ed esterno, sempre che ci sia la disponibilità a promuovere e ad accogliere la comunicazione dai due lati della soglia. Sono dunque elementi caratterizzati più da movimento che da staticità. La New York di Grace Paley mostra anche i segni della violenza causata dall’urbanizzazione selvaggia. Per alcuni studiosi l’urbanizzazione è assimilabile a un’azione di guerra perché, prima di poter costruire o ricostruire, è comunque necessaria una demolizione, la distruzione di ciò che già esiste, sia che si tratti della natura, sia che si tratti di edifici preesistenti. Molti scritti di Grace Paley affrontano il connubio esplosivo tra degrado urbano ed esuberanza adolescenziale e sono ambientati nel Bronx, quartiere spaccato in due dalla Cross-Bronx Expressway. Questa arteria a scorrimento veloce, costruita da Robert Moses tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, rappresenta un perfetto esempio della violenza sul territorio e, nell’immaginario mondiale, ha trasformato il Bronx in quintessenza della devastazione moderna, la cifra dell’incubo urbano. Tuttavia le cicatrici di New York non sono solo gli esiti delle ferite inferte nel Novecento, sono ancora più antichi, risalgono all’origine stessa di New York. Paley, nella poesia “Dopo essere arrivata in bici al Battery Park”, riflette sui segni della conquista ad opera degli europei, sull‘espropriazione dell’isola di Manhattan agli indiani - “frecce / dritte come Broadway furono conficcate/ nel grande cuore degli indiani” - e sul sangue versato da queste ferite, sangue che ha nutrito e dato salvezza anche ai bianchi meno fortunati, che sono venuti dopo, gli immigrati, “white tormented people”, come li definisce Grace Paley

    Grace Paley: 02-18-1982

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    In an interview recorded February 18, 1982, Grace Paley reads her short story Wants and discusses her beginnings as a writer, her switch from poetry to the short story, writing while raising children, her political activism, and her strong streak of indolence.https://digitalcommons.brockport.edu/writers_videos/1042/thumbnail.jp
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