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Identità e trasformazione nel paesaggio marchigiano: la valutazione degli impatti e la gestione delle modificazioni
La valutazione degli interventi rispetto alle caratteristiche identitarie dei luoghi (e del paesaggio che ne è l’immagine) appare essere una necessità negli attuali processi di trasformazione del territorio. Per attuare tale strategia operativa si ritiene necessario procedere ad una attenta analisi dei vari contesti per individuare quelle caratteristiche che ne costituiscono la chiave interpretativa. La sensibilità personale di chi analizza, il proprio livello di conoscenza, la disponibilità di studi già effettuati costituiscono elementi di condizionamento della lettura interpretativa del luogo e del paesaggio che può trovare, nella definizione della categoria delle identità paesaggistiche, un elemento di oggettivazione dell’analisi e di materializzazione del significato.
Il riconoscimento delle identità è quindi condizione principale per la valutazione degli impatti conseguenti agli interventi, come anche appare essere irrinunciabile una modificazione dell’orizzonte valutativo, non legato alle diverse scale di analisi (territoriale, urbana, architettonica, edilizia), ma necessariamente ampliato sino a considerare il paesaggio come sede ed esito ultimo di tutte le trasformazioni.
Il contributo intende proporre una ipotesi di applicazione di metodologie analitiche e valutative in un preciso contesto ambientale, quale quello delle Marche centrali (e più specificamente della zona costiera e collinare del maceratese), con particolare focalizzazione sulle tematiche più propriamente edilizie, sia in sede di individuazione delle identità paesaggistiche tipiche, sia in merito alla valutazione degli impatti, quanto in relazione alla gestione delle trasformazioni, ritenendo queste tematiche come assolutamente importanti e caratterizzanti il contesto antropizzato
Identità e trasformazione nel paesaggio marchigiano: la valutazione degli impatti e la gestione delle modificazioni.
La valutazione degli interventi rispetto alle caratteristiche identitarie dei luoghi (e del paesaggio che ne è l’immagine) appare essere una necessità negli attuali processi di trasformazione del territorio. Per attuare tale strategia operativa si ritiene necessario procedere ad una attenta analisi dei vari contesti per individuare quelle caratteristiche che ne costituiscono la chiave interpretativa. La sensibilità personale di chi analizza, il proprio livello di conoscenza, la disponibilità di studi già effettuati costituiscono elementi di condizionamento della lettura interpretativa del luogo e del paesaggio che può trovare, nella definizione della categoria delle identità paesaggistiche, un elemento di oggettivazione dell’analisi e di materializzazione del significato.
Il riconoscimento delle identità è quindi condizione principale per la valutazione degli impatti conseguenti agli interventi, come anche appare essere irrinunciabile una modificazione dell’orizzonte valutativo, non legato alle diverse scale di analisi (territoriale, urbana, architettonica, edilizia), ma necessariamente ampliato sino a considerare il paesaggio come sede ed esito ultimo di tutte le trasformazioni.
Il contributo intende proporre una ipotesi di applicazione di metodologie analitiche e valutative in un preciso contesto ambientale, quale quello delle Marche centrali (e più specificamente della zona costiera e collinare del maceratese), con particolare focalizzazione sulle tematiche più propriamente edilizie, sia in sede di individuazione delle identità paesaggistiche tipiche, sia in merito alla valutazione degli impatti, quanto in relazione alla gestione delle trasformazioni, ritenendo queste tematiche come assolutamente importanti e caratterizzanti il contesto antropizzato
Discussing the feasibility of improving fatigue performance of asphalt mixtures by incorporating high recycled asphalt pavement
The application of Recycled Asphalt Pavement (RAP) is one of the most accepted strategies in pavement communities due to instability in natural sources and environmental issues, however the performance of substitute materials is still the main concern of producers. Structural properties of produced mixtures such as rutting resistance, strength and fatigue life have the main role in the durability of asphalt mixtures which strongly depend on aggregate and bitumen contents. This paper presents a review of recent studies and results on fatigue performance of asphalt mixtures containing different percentages of Recycled Asphalt Pavement (RAP). The aim of this paper is to emphasize the role of RAP in fatigue performance— which is one of the main distresses of bituminous mixtures- of asphalt mixtures and also to highlight benefits and disadvantages (limitation) of using high RAP content in asphalt mixtures. In addition, the possibility of using a high portion of RAP is discussed. Based on literature review, it can be inferred that including RAP could affect the fatigue performance of asphalt mixtures. © 2019 Taylor & Francis Group, London
LA CONTESTUALIZZAZIONE DELL’INTERVENTO DI RECUPERO. Considerazioni sul miglioramento delle prestazioni energetiche e di sicurezza strutturale nei nuclei storici della fascia collinare maceratese
L’incidenza, sulle prestazioni tecnico-strutturali e sulla trasformazione dei caratteri tipologici del costruito esistente, degli interventi tesi a contrastare l’azione sismica e ad ottimizzare il rendimento energetico porta indubbiamente a considerare la notevole importanza di tali argomenti nell’ampio dibattito sul recupero ed il riuso del patrimonio edilizio esistente, anche in riferimento alla scarsa diffusione di adeguate analisi conoscitive dei caratteri costruttivi specifici dei numerosi contesti regionali ed alla necessità, sempre più impellente, di gestire e monitorare opportunamente l’impatto delle disposizioni normative su tale patrimonio.
L’inquadramento del processo di sviluppo che ha portato all’attuale paesaggio costruito, operato a partire dalla considerazione delle diverse scale di approfondimento dell’intervento edilizio e della relazione con i fattori ambientali pertinenti, al fine di comprendere la loro incidenza sinergica sugli esiti progettuali e costruttivi tipici di particolari contesti, diventa pertanto fondamentale per individuare criteri di intervento efficaci per la salvaguardia e per l’ottimizzazione delle potenzialità specifiche del patrimonio esistente, in un approccio che, nella possibilità di inquadrare invarianti di riferimento generalizzabili, possa acquisire una validità più ampia.
In tale ottica si ritiene opportuna un’indagine su una delle entità strutturanti il contesto marchigiano che, data la rappresentatività del campione scelto, sia in grado di contribuire alla definizione di un quadro d’insieme unitario che consenta, quindi, di acquisire una maggiore consapevolezza riguardo agli aspetti incidenti sulla sicurezza sismica e sul miglioramento delle prestazioni energetiche dell’edificato esistente. Tale campione di studio corrisponde alla fascia collinare del territorio della Provincia di Macerata, una delle quattro che, da nord a sud, definiscono il paesaggio marchigiano
Improving runway strip performance to fulfill international requirements through eco-efficient soil treatments: Case study of a major italian airport
The paper presents a case study of a significant intervention conducted on a major Italian airport for improving the structural and functional properties of the runway safety STRIP in order to fulfill specific national and international standards. The STRIP had to accomplish strict requirements in terms of the maximum longitudinal and transversal terrain slope and minimum values of bearing capacity; in particular, soil bearing capacity was identified as the main lack and thus the most urgent action to be carried out in the airport. However, the STRIP itself is located in a very critical area due to its closeness to the runway and several constraints were therefore identified during the design stage. The optimal strategy was identified as the one that minimized the intervention timing and costs, reducing the handling of construction material to/from the airport, avoiding delays to the air traffic, and maximizing the performance of the treated soils in terms of bearing capacity. In this framework, an energy-controlled stabilization technique of in-situ soils was developed. Several measurements, in both laboratory and field environment, were also conducted at different stages: i) before the intervention took place, ii) during the construction stage, and iii) at the conclusion of the work to monitor and validate the expected results. The intervention was able to provide the STRIP areas with a smooth surface presenting terrain slopes and bearing capacity in accordance with the standards. The illustrated methodology could also be applied to other airports saving time, costs, materials, and limiting air traffic delays
Continuità e specificità: il colle San Bartolo, tra Romagna e Marche
Ai fini della definizione di linee di intervento nel costruito storico risulta necessaria un ampia conoscenza dei caratteri costitutivi dei tessuti edilizi e delle loro valenze ambientali. Il contributo analizza, in tal senso, le peculiarità di un ambito a cavallo tra Romagna e Marche per verificare quali caratteristiche propri di questi territori regionali si ritrovano nel contesto analizzato
Restauro e nuova costruzione in terra cruda a Treia
Il progetto riguarda il restauro di un "atterrato" e la nuova costruzione di un piccolo edificio realizzato con struttura in legno e pareti in terra cruda. Il carattere sperimentale del progetto è testimoniato nelle pagine finali del n. 12 della rivista trimestrale "Il progetto sostenibile" del 2006 (pag. 76-81). Il sottoscritto ha curato la parte strutturale e di interventi costruttivi sull'edificio esistente. Il progetto é stato finanziato dal programma DOCUP MARCHE LEADER PLUS G.A.L. SIBILLA e dal Comune di Treia (MC) e risulta essere il primo intervento di restauro e nuova costruzione che si pone il problema anche del miglioramento sismico delle strutture esistenti in ambito marchigiano. L'apertura del cantiere anche ad esperti e studenti di diverse scuole ha permesso una condivisione delle esperienze ed una fase formativa tendente a sensibilizzare l'opinione pubblica su un patrimonio architettonico, quello in terra cruda, spesso sottovalutato anche dal punto di vista delle prestazioni strutturali. Le pagine della rivista testimoniano l'esperienza mostrando immagini sia delle condizioni ante operam sia delle fasi di cantier
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