571 research outputs found

    La tecnologia che serve agli architetti (Nuova serie). La copertura

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    This book, dedicated to “the roof”, is part of a series of publications on some themes of technological design, presented in a synthetic form to facilitate their understanding through the connection to the ‘certain’, but often 'unnatural', knowledge of science (Marrone P . and Morabito G., The technology that architects need. How it is built today and (perhaps) it will be built tomorrow, 2008; The attack on the ground, 2010; The structure, 2011, The involucre, 2014). The issue is addressed with the conviction that the complexity of the problems does not change the 'generalist' approach of the project by the architect. Only a conscious understanding of the issues to be addressed can bring the decisions to be made back to unity. For this reason, the information contained in this book, treated as parts of a single knowledge, can guide the training of the contemporary architect. A crucial statement introduces the theme. A series of 'rhetorical questions', with related answers, develop the technical aspects of the design of the roof with the help of intuition. In this way, a panoramic view of the topic is outlined, useful for orienting oneself among the infinite knowledge available and for understanding it in the most natural form with the support of examples and thematic bibliographies. In fact, each 'rhetorical question' corresponds to a project and a related detail to show the reasons and characteristics of the various construction solutions

    «Dopo il sogno la passione impressa»: presenza di Dante nel Mestiere di vivere pavesiano

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    The purpose of the essay is to find and discuss all the references to the figure and work of Dante in Cesare Pavese’s Il mestiere di vivere. Pavese’s diary is in fact particularly rich in references to Dante’s work and figure, with the first reference dating back to August 4 1935, when Cesare Pavese was confined to Brancaleone Calabro for political reasons, and the last one dating back to 9 March 1948, about two years before the suicide of the author. Pavese’s notes show an all-round interest in the figure of Dante: sometimes he expresses this interest in the form of brief and precise comments to the Commedia, and sometimes – formulating more general reflections – he expresses it by comparing Dante with other great authors of European literature, such as Shakespeare and Baudelaire

    Geno Pampaloni, Cesare Pavese, a cura di Raffaele Manica, Roma, Succedeoggi Libri, 2022

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    Recensione del volume di Geno Pampaloni "Cesare Pavese", a cura di Raffaele Manica (Roma, Succedeoggi Libri, 2022)

    Inquieta spiritualità della poesia di Nanni Cagnone

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    Sin dagli esordi, la lirica di Nanni Cagnone (Càrcare, 1939) si è distinta in Italia per incisività e pregnanza del dettato, attestandosi come punto di riferimento per i poeti delle generazioni più giovani – Milo De Angelis e Angelo Lumelli in primis – e di contatto coi maggiori esponenti del Gruppo 63, ai quali è stato umanamente vicino quanto distante criticamente e artisticamente. Con la pubblicazione di Vaticinio, come suggerito da Chiappelli, nella poesia di Cagnone «tensione ontologica, sublimazione linguistica, molteplicità emotiva» si sono congiunte, delineando in maniera chiara la tensione spirituale e profetica della sua parola. Su questa linea si colloca l’esperienza – ormai matura e figlia dell’autoesilio riflessivo a Bomarzo, dove si è ritirato nel 2003 – delle Cose innegabili (2010 e 2021): al dato reale e concreto dell’esistenza umana descritta da Cagnone fa in ogni lirica da contrappeso la coscienza della sua inevitabile finitudine, cui si può soggiacere soltanto poiché sorretti dalla certezza del potere salvifica della parola poetica contrapposta al vuoto della morte. La struttura della raccolta e l’architettura dei testi trovano un evidente riscontro nel Naufragio del Deutschland, capolavoro postumo del gesuita inglese Gerard Manley Hopkins, nel quale si possono scorgere la stessa «intensità d’una lingua magnificamente ostacolata, e [...] una struggente religiosità» (Cagnone 2021) che pervadono i testi delle Cose innegabili. Lo studio e la traduzione del poema di Hopkins ha d’altronde accompagnato Cagnone a partire dalla prima edizione italiana da lui curata nel 1986, con il commento di John Meddemmen, per i tipi di Coliseum, casa editrice fondata a Milano dallo stesso Cagnone e che successivamente pubblicherà anche il primo volume delle Opere poetiche del biblista Emilio Villa, con successive – sempre riviste – riedizioni (2015 e 2021). Il presente contributo si propone quindi di rileggere l’opera di Cagnone evidenziando come la descrizione della propria inquieta spiritualità costituisca di fatto il nodo più vivo della raccolta

    Giuseppe Allievo e la libertà d'insegnamento

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    The fight for literacy in Italy progressed from the Nineteenth century through politics of centralization and State control in the education system. If, on the one hand, the State monopoly of education favoured the nationalization of the masses, linguistic homogenization and the cultural unification of a still politically divided country with high illiteracy rates, on the other hand, the outcome was that teaching was standardized, competition among educational institutions was discouraged and the freedom of families in choosing education for their children was compromised. As a consequence, in the pedagogical debate, freedom of education, of which Giuseppe Allievo, professor of education at the University of Turin between 1867 and 1912 was one of the main supporters, emerged as a central theme. The article aims to illustrate, within Allievo's pedagogical systematic reflection, his views on educational freedom and his criticism of the Italian school system and teaching

    L'eredità pedagogica di Rosmini nelle opere di Giuseppe Allievo e Carlo Uttini

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    Giuseppe Allievo and Carlo Uttini were among the first and most prominent scholars of Antonio Rosmini's pedagogy in the second half of the nineteenth century. Their own reception of the rosminian educational thought contributed to the spread of his work, which they tried to develop in multiple directions. The focus of this research is on the elements of Rosmini's pedagogy most enhanced by the two authors, their critiques, and the influence Allievo and Uttini exerted on the ensuing educational reflection

    Un poemetto «rubato al cinema»: Nel bosco di Alessandro Parronchi

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    Il presente contributo intende analizzare Nel bosco di Alessandro Parronchi, nelle sue diverse stesure, sottolineando le scelte stilistiche e narratologiche messe in campo dall’autore per replicare le forti impressioni suscitate dal film giapponese Rashomon di Akira Kurosawa. L’esperienza “cinematografica” di Nel bosco, sebbene solo parzialmente riuscita, incarna un momento di passaggio necessario sulla strada di quella maturità poetica che giungerà poi con il «diario sentimentale» tracciato dalle poesie destinate a confluire nel Coraggio di vivere, oltre a costituire l’occasione in cui per la prima volta in Italia si è posto «il quesito su come e fino a che punto, il linguaggio cinematografico possa influire, e giovare, sul linguaggio della poesia scritta. E non più, o non soltanto, intendendo il cinema come semplice fonte d’emozione, ma proprio come fatto d’arte, come fatto tecnico concernente l’intera poesia» (Caproni 1954)

    Angela Guidotti, Pavese, Roma, Salerno Editrice, 2023

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    Recensione del volume di Angela Guidotti "Pavese", (Roma, Salerno Editrice, 2023)

    Tra città e campagna. Rappresentazione del lavoro in Ciau Masino di Cesare Pavese

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    La rappresentazione dei mondi contadino e operaio, reciprocamente contrapposti, a immagine della speculare dicotomia città-campagna, costituisce uno dei nodi centrali della narrativa pavesiana, esemplificata dalla coppia Berto-Talino – il primo meccanico torinese, il secondo contadino di Monticello – del romanzo d’esordio Paesi tuoi. La preistoria di tale nodo, spesso rintracciata nelle poesie- racconto di Lavorare stanca, ha in realtà già consolidate radici nella prima vera prova narrativa di Pavese: il ciclo di racconti Ciau Masino. In particolare, nelle sette sequenze narrative di cui è protagonista l’operaio Masin, deuteragonista del giornalista Masino, la dimensione lavorativa assume un ruolo di primo piano: il susseguirsi di impieghi e licenziamenti (collaudatore per la FIAT, lattoniere, meccanico dei conti Celano, aiuto macchinista, da ultimo piazzista di motori a scoppio), descritti con un’accuratezza irripetuta nelle opere successive, scandisce il ritmo della vicenda, tracciando la tragica parabola discendente di un uomo ambizioso, destinato infine al vagabondaggio e alla reclusione. L’intervento che ci si propone di presentare intende analizzare la vicenda di Masin alla luce del posizionamento ideologico dell’autore langarolo – che emergerà chiaramente solo anni dopo, con la collaborazione alle pagine dell’«Unità» e soprattutto la pubblicazione dei Dialoghi col compagno, indirizzati non a caso a un altro «compagno operaio» Masino – e della sua cultura giovanile nutrita dal mito americano – degli stessi anni le prime traduzioni e gli articoli dedicati a Lewis, Anderson, Henry, Dos Passos, Dreiser – e da Walt Whitman, «esaltatore insieme del lavoro e della vita vagabonda» (Calvino, 1962)

    Itinerario dantesco di Cesare Pavese

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    L’intérêt de Pavese pour l’œuvre de Dante s’étend sur toute la vie de l’auteur de Santo Stefano Belbo. Après sa passion de jeunesse, Dante devient de plus en plus un terme de comparaison essentiel pour Pavese, et ce n’est pas un hasard s’il jouera un rôle central dans l’articulation des réflexions de Pavese autour du symbole. Enfin, son influence se reflète profondément dans le dernier roman de Pavese, La luna e i falò, dont il peut à juste titre être considéré comme l’anti-modèle
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