1,721,082 research outputs found
Marriage record of di Salvatore, Giuseppe Guida and Paternoster, Rosa
Marriage license for Giuseppe Guida di Salvatore and Rosa Paternoster. Richard White was the officiant
From research questions to define a new urban
Un'analisi dei contesti periurbani del Meridione in relazione alle Aree di Sviluppo Industriale, con un approfondimento del caso casertano
The case of ASI Caserta. Urban metabolism and spatial relations
Il caso dell'Area di Sviluppo Industriale di Caserta e il rapporto con il territorio e i contesti urbani ed agricol
The choice of the sample areas_A synthesis of the raised issues and verification of methodological assumptions
Analisi spaziale dell'area del Casertano in rapporto alla definizione di progetti di rigenerazione urban
Ripartire dai wastescape lungo le infrastrutture della mobilità. Per un progetto di rigenerazione della Terra dei Fuochi
I Piani Regolatori della Aree di Sviluppo Industriale. Il Mezzogiorno e Caserta
Spesso, nelle vicende alterne e incerte dell’urbanistica italiana, le pianificazioni
di settore, nel definire solamente alcuni aspetti delle trasformazioni
territoriali, in termini di sviluppo, vincoli e approcci innovativi ed
inediti, hanno determinato i destini di ampi territori, in maniera similare,
se non addirittura maggiore, degli ordinari strumenti di pianificazione
comunale, intercomunale, provinciale.
È questo senz’altro il caso dei piani delle Aree di Sviluppo Industriale (ASI)
e dei Nuclei di Industrializzazione (NI)1 elaborati tra gli anni Sessanta e
Ottanta dello scorso secolo ed estesi a gran parte del Meridione d’Italia.
Nella maggior parte dei casi, infatti, le ipotesi di nuovi insediamenti hanno
implementato la realizzazione di nuove attrezzature ed infrastrutture
per la mobilità, indirizzato lo sviluppo del tessuto urbano delle città attorno
alle quali gravitavano e, quasi sempre, hanno rappresentato anche una sorta di pianificazione territoriale in termini più generali, normando
e dettando indirizzi anche per i suoli esterni alle aree eminentemente industriali,
in termini di coordinamento dei piani comunali, tutela dei suoli
agricoli, di possibili sviluppi urbani e di ipotesi strategiche a livello di area
vasta.
L’intera operazione, com’è noto, prese le mosse dalla legge n. 634 del
1957, che stabiliva le linee guida generali di questo processo di industrializzazione
e ne definiva la dotazione economica, rimandando a successivi
decreti le modalità di attuazione2.
Il caso della Campania e, nello specifico, dell’ASI più estesa, quella di
Caserta, è rappresentativo e paradigmatico di questa condizione ibrida
della pianificazione, in grado, come vedremo nel seguito, di ridisegnare
le geografie e le forme dei territori, assieme alle trasformazioni economiche,
sociali, infrastrutturali ed urbani conseguenti.
Dal punto di vista della pianificazione territoriale si confrontarono alcuni
tra i maggiori urbanisti dell’epoca e i piani furono redatti articolando
diverse competenze: economisti, idraulici, sociologi, trasportisti, ecc., il
tutto coordinato a livello centrale dalla Cassa per opere straordinarie di
pubblico interesse nell’Italia meridionale (Cassa per il Mezzogiorno)
The Industrial Development Areas.The case of Caserta
The volume presents the results of the multi-disciplinary research project PURE - Productive and Urban metabolism Resources. Eco-solutions for new lands, funded by our University with the funds of the V:ALERE project. This funding is intended to support the work of our researchers, promoting their role as principal investigators in research projects.
The PURE project, led by a research group of the Department of Architecture and Industrial Design - DADI coordinated by Giuseppe Guida, has started from some research hypotheses according to which starting from what of active or abandoned remains from the phenomenon of the Industrial Development Areas there are conditions to propose redevelopment strategies and to reinterpret their role in the territory. For the DADI research team these areas can be redesigned as containers for environmental infrastructure, urban and metropolitan equipment, slow mobility routes, even wooded areas able to coexist with the production realities still present or to be installed
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