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    Claudio D’Amato Guerrieri e la “scuola barese” di architettura. Storia e prospettiva dal basso

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    Il saggio scritto da Giuseppe Fallacara mira alla costruzione di una possibile e auspicabile più ampia storia sulla nascita ed evoluzione della “scuola barese” di architettura, ove per “baresità” si intende la specificità dell’identità degli studi della Facoltà di Architettura di Bari, voluta dal suo fondatore Claudio D’Amato Guerrieri, giunta al suo trentesimo anniversario: dal 1990 ad oggi. Per “dal basso” si deve intendere una molteplicità di significati, primo fra tutti il fatto che questa storia è scritta da un allievo di D’Amato, e quindi allievo della “scuola barese”, che dal basso della gerarchia accademica, ovvero da studente, ha vissuto tutti i trent’anni dai banchi di scuola sino all’ottenimento della cattedra da Professore Ordinario di Composizione Architettonica, avvenuta il primo di aprile del 2020. Dal basso indica anche geograficamente il luogo della pietra, di quella materia prima amata e studiata, costantemente e intensamente, al fianco di D’Amato. Pietra o cultura della pietra che hanno caratterizzato fortemente l’indirizzo formativo della “scuola barese” a cui tutto metaforicamente poteva riferirsi: dalla sua “durezza” alla “naturale” dolcezza dei suoi frutti. Dal basso indica infine, in termini nazionali, il nostro Sud, luogo della nostra facoltà, terra della koinè culturale mediterranea, dai caratteri e storia appartenenti a quel posto della Terra dove e identificabile la culla della sua cultura
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