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Casa Comunale. Testo di Santo Giunta
I nuovi uffici municipali di Castelvetrano, realizzati da tre studi siciliani, Santo Giunta, Orazio La Monaca, Leonardo Tilotta & Simone Titone, si contraddistinguono per la sapiente articolazione compositiva sia dell’impianto planimetrico sia della stereometria della fabbrica. I grandi scavi operati sul volume, le sregolature delle bucature sconnesse del fronte laterale, il ritmo irregolare dei pieni e dei vuoti, sono elementi di una interessante complessità, che trova una sintesi indubbiamente significativa nell’essenzialità del volume che le accogli
Nuova sede degli Uffici di Castelvetrano, Trapani. Testo di Santo Giunta
I nuovi uffici municipali di Castelvetrano, realizzati da tre studi siciliani, Santo Giunta, Orazio La Monaca, Leonardo Tilotta & Simone Titone, si contraddistinguono per la sapiente articolazione compositiva sia dell’impianto planimetrico sia della stereometria della fabbrica. I grandi scavi operati sul volume, le sregolature delle bucature sconnesse del fronte laterale, il ritmo irregolare dei pieni e dei vuoti, sono elementi di una interessante complessità, che trova una sintesi indubbiamente significativa nell’essenzialità del volume che le accoglie
Sede degli uffici comunali di Castelvetrano, Trapani, Italia 2008, testo santo Giunta
Progetto realizzato da tre studi siciliani, Santo Giunta, Orazio La Monaca, Leonardo Tilotta & Simone Titone. vincitore di numerosi premi è finalista al Premio Medaglia d'Oro. I nuovi uffici municipali di Castelvetrano si contraddistinguono per la sapiente articolazione compositiva sia dell’impianto planimetrico sia della stereometria della fabbrica. I grandi scavi operati sul volume, le sregolature delle bucature sconnesse del fronte laterale, il ritmo irregolare dei pieni e dei vuoti, sono elementi di una interessante complessità, che trova una sintesi indubbiamente significativa nell’essenzialità del volume che le accoglie
Sea point workshop
Sea point workshop è una ricerca-azione promossa dal DARCH-UNIPA e dall’Ass.ne Sant’Erasmo Nautilus Onlus, responsabile scientifico Santo Giunta e realizzata con i contributi di E. Bonura, L. Bosco, A. Campagna, N. Di Gangi, F. Ferrara, A. La Spada, S. Lo Re. Gli esiti sono un prodotto collettivo che esplora la riconversione della ex garitta di p.tta Capitaneria di Porto al Foro Italico di Palermo, in un luogo di aggregazione che guarda il mare mediterraneo.Sea Point workshop is an action research promoted by DARCH-UNIPA and by the Sant’Erasmo Nautilus Onlus Association, curated Santo Giunta and carried out with the contribution of E. Bonura, L. Bosco, A. Campagna, N. Di Gangi, F. Ferrara, A. La Spada, S. Lo Re. The results are a collective product that explores the reconversion of a simple building - a former sentry box in the Porto Capitaneria sq. at the Foro Italico in Palermo - in a meeting place overlooking the Mediterranean Sea
Partecipanti - XXVI Premio Compasso d'Oro ADI
Mostra METTERE RADICI e relativo volume XXVI Compasso d'Oro ADI 2020. La ricerca è Finalista nella categoria "ricerca teorica, storica, critica [...]" al Compasso d'Oro ADI del 2020. L'Osservatorio Permanente dell'ADI ha selezionato la ricerca di Santo Giunta, edita da Marsilio, seconda edizione 2020, dal titolo: Carlo Scarpa, Una [curiosa ] lama di luce, un Gonfalone d'oro, le mani e un viso di donna. Riflessioni sul percorso progettuale per l'allestimento di Palazzo Abatellis. 1953-1954, Prefazione di Richard Murphy, Postfazione di Giampiero Bosoni.Exhibition METTERE RADICI its volume XXVI Compasso d'Oro ADI 2020. The research is also a Finalist in the category "theoretical, historical, critical research [...]" al Compasso d'Oro ADI in 2020. The Permanent Observatory of ADI has selected,the research of Santo Giunta, published by Marsilio, second edition 2020, entitled: Carlo Scarpa, A [curious] shaft of light, a golden Gonfalon, the hands and a face of a woman. Reflections on the design process and the layout of Palazzo Abatellis.1953-1954, Foreword by Richard Murphy, Afterword by Giampiero Bosoni
L'istinto della bellezza. Carlo Scarpa a Palermo: studi sullo Steri, 1972-1978
Il volume indaga l’istinto di Carlo Scarpa (1906-1978) verso la bellezza. Da progettista, Santo Giunta si pone l’obiettivo di comprendere come il maestro veneziano, ritornando a Palermo agli inizi degli anni ‘70, sia riuscito a catturare, nella fisicità dello spazio costruito di palazzo Chiaromonte, detto Steri (Hosterium, palazzo fortificato), le relazioni essenziali tra questa architettura, opera trecentesca, e la città contemporanea. La chiave che l’autore ci offre per decifrare quest’opera di Scarpa è il cammino, l’immergersi passo dopo passo nell’architettura, in un percorso-discorso peripatetico. Il maestro veneziano, per lo Steri, ha innescato un processo di rivitalizzazione basato sulla qualità degli spazi interni, concorrendo a disvelare, giusto nelle preesistenze, nuove strutture narrative capaci di guardare ai tratti del nostro tempo. Riuscirà il fare scarpiano a costituirsi, ancora una volta, come occasione per riflettere e ragionare attorno al tema degli interni? Riuscirà a esserlo, se osservato dall’osservatorio privilegiato della didattica del progetto? All’interno di questa realtà edificata, in un contesto ancora oggi difficile ma pieno di stimoli come il quartiere Kalsa di Palermo, riuscirà lo studente/visitatore a trovare stimoli e riscontri oggettivi per il proprio fare progettuale?
Nel testo emerge la figura di Carlo Scarpa che ha rappresentato, nel panorama architettonico nazionale e internazionale, un punto di riferimento sul quale poter misurare, in modo concreto e diretto, una serie di questioni teoriche e di pratiche “funzionali” alla progettazione. Il significato della bellezza è fondamentale per comprendere il senso della vita nella sua forza progettuale, nella disponibilità ad aprirsi al futuro e nella sua capacità di mettersi in relazione con l’altro.The volume investigates the instinct of Carlo Scarpa (1906-1978) towards beauty. As a designer, Santo Giunta aims to understand how the Venetian master, returning to Palermo in the early 1970s, managed to capture, in the physicality of the built space of Palazzo Chiaromonte, called Steri (Hosterium, fortified palace), the essential relationships between this architecture, a fourteenth-century work, and the contemporary city. The key that the author offers us to decipher this Scarpa's work is the path, the step by step immersion in architecture, in a peripatetic path-discourse. The Venetian master, for the Steri, has triggered a process of revitalization based on the quality of the interior spaces, helping to unveil, right in the pre-existing buildings, new narrative structures capable of looking at the features of our time. Will making Scarpiano succeed in constituting itself, once again, as an opportunity to reflect and reason around the theme of interiors? Will it be able to be, if observed by the privileged observatory of the project's teaching? Within this built environment, in a context that is still difficult today but full of stimuli such as the Kalsa district of Palermo, will the student / visitor be able to find stimuli and objective feedback for their own design?
In the text, the figure of Carlo Scarpa emerges who represented, within the national and international architectural panorama, a point of reference on which to measure, in a concrete and direct way, a series of theoretical and practical issues "functional" to design . The meaning of beauty is essential for understanding the meaning of life in its design strength, in its willingness to open up to the future and in its ability to relate to others
Design per i sistemi produttivi locali, quale risorsa per il potenziamento delle realtà dei Parco dell’Oreto
Contributo scientifico ed alcune esplorazioni progettuali del Corso di Disegno Industriale di Santo Giunta
Semplicità formale: l’architettura è il luogo
Santo Giunta, Emanuele Walter Angelico, Alessandro Camiz, Giuseppe De Giovanni, Silvia Covarino, Santo Giunta, Mariagrazia Leonardi, Giovanni Andrea Paggiolu, Emma Tagliacollo come coordinatori del laboratorio Risanamento e Riuso, che investe anche i temi della conservazione e della rifunzionalizzazione del costruito dismesso, abbandonato o degradato anche nell’edizione del 2015, ‘Città in Trasformazione’, hanno contribuito ad arricchire il dibattito e la conoscenza. I vari incontri di Laboratorio hanno visto il coinvolgimento di studiosi, di progettisti e specialmente di allievi delle varie sedi italiane e straniere in un confronto costruttivo scaturito dalle proposte progettuali presentate, cui non si può negare di avere costruito in questi anni un notevole e interessante bagaglio di soluzioni e di ricerche da dove attingere per ulteriori approfondimenti. Il breve Saggio di Santo Giunta descrive brevemente due di questi progetti: il primo di Giacinto Barbera, ha presentato l’esercitazione "Dal quadrato al cubo, sette moduli per un’abitazione"; il secondo è il progetto, La casa tra gli ulivi, dello Studioata (Graciliano Berrocal Hernández, Alessandro Cimenti, Andrea Coppola, Elena Di Palermo, Elisa Dompè, Daniele Druella, Gian Luca Forestiero, Giulia Giammarco, Romina Musso e Alberto Rosso)
Dalla tessitura del presente alle reinvenzioni spaziali. Un caso di studio a Raccuja (Me)
Il saggio di Santo Giunta riflettere sul rapporto tra restauro e rifunzionalizzazione di un edificio storico, focalizzando l’attenzione su un’opera di Pasquale Culotta a Raccuja (ME). Il saggio è pubblicato in un libro, curato da Calogero Marzullo, che nasce dalla volontà di rileggere alcune riflessioni su ricerche e sperimentazioni di diversi autori che dialogano tra loro per tentare di definire il valore del progetto di architettura. Nel caso di studio in esame il progetto non è solo la rispondenza funzionale di elementi riconoscibili tra le proposte strutturali e culturali, ma tiene conto delle forme della vita contemporanea, di una socialità interagente e di confine. La qualità emotiva di una attività progettuale di Pasquale Culotta assorbe sguardi diversi e punti di vista molteplici che sono in grado di integrare le esigenze sociali delle persone con le condizioni d’origine a cui si vuole riportare il manufatto storico. È un complesso sistema di rapporti che lega queste parti fra significati e differenze in un’attività sistemica che mira alla definizione di parti con soluzioni strutturanti, attraverso nuovi servizi e ambiti riconoscibili. L’architetto, tra le proposte strutturali e culturali, interpreta per innesti puntuali le forme dentro il costruito. Il progetto deve ricostruire la propria ragion d’essere a partire dall’esistente non ignorando una sensibilità nei confronti delle tecniche artigianali, applicate in particolare agli ambiti spaziali per le attività culturali.The text by Santo Giunta reflect on the relationship between restoration and re-functionalization of a historic building, focusing attention on a work by Pasquale Culotta in Raccuja. It is published in a book, edited by Calogero Marzullo, which arises from the desire to reread some reflections on research and experimentation of different authors who interact with each other to try to define the value of the architectural project.
In the case study in question, the project is not only the functional correspondence of recognizable elements between the structural and cultural proposals, but takes into account the forms of life contemporary, of an interacting and borderline sociality. The emotional quality of Culotta's design activity absorbs different gazes and multiple points of view that are able to integrate the social needs of people with the conditions of origin to which the historical artefact is to be brought back. It is a complex system of relationships that links these parts between meanings and differences in a systemic activity that aims to define parts with structuring solutions, through new services and recognizable areas. Among the structural and cultural proposals, the architect interprets the forms within the built structure through punctual grafting. The project must reconstruct its raison d'etre starting from the existing one, not ignoring a sensitivity towards craft techniques, applied in particular to spatial areas for cultural activities
Un sistema di piazze per Paceco (TP) e un progetto per il “parco tematico Floriopoli” a Creda (PA)
Un breve testo che spiega due progetti di Santo Giunta (capogruppo), Un sistema di piazze per Paceco (TP) e un progetto per il “parco tematico Floriopoli” a Creda (PA), per la mostra “architetture 2010/2012” organizzata e curata da Mario Chiavetta per OAPPC di Palermo
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