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«Soluto matrimonio dotem reddi». Profili ricostruttivi dello scioglimento del matrimonio e della disciplina giuridica della dote
La ricerca indaga i legami tra lo scioglimento del vincolo coniugale e la disciplina giuridica relativa della restituzione della dote, di cui vengono esaminati profili che si presentano all’interprete profondamente problematici, come la regolamentazione delle retentiones dotali, sia in rapporto all’esercizio dell’actio rei uxoriae che all’accertamento della culpa discidii. A tal proposito, emerge dall’analisi delle fonti una forte conflittualità sorta in sede giudiziale e per la quale i giuristi si dimostrano impegnati in un incessante lavorìo teso a predisporre soluzioni via via sempre più raffinate. Le liti dotali rompevano infatti gli argini di ogni riflessione che avesse propositi sistematizzanti ed esprimevano tutta la disorganicità di una materia che precludeva agli operatori del diritto di elaborare canoni interpretativi unitari
Accusandi necessitas incumbet domino servum suum. Questioni pregiudiziali in caso di accusatio adulteri
L'articolo tratta dell'accusatio adulterii. In particolare, dopo aver ricostruito la disciplina dell'adulterio prevista dalla lex Iulia de adulteriis coercendis, l'articolo si sofferma sul caso di adulterio commesso da una donna con uno schiavo del marito. In merito a questo caso, il contributo propone un'esegesi di Ulp. 3 de adult. D. 48.2.5 e Marc. 1 de publ. Iudic. D. 48.5.34 pr. Partendo dalle informazioni che i due frammenti del Digesto ci offrono, tratta brevemente del significato del termine praeiudicium nel processo romano. Nelle conclusioni, si prendono in considerazione le tendenze umanitarie della giurisprudenza classica, in considerazione del trattamento dello schiavo indicato da Ulpiano e da Elio Marciano
Vis grata puellae: the Repression of Rape from Roman World to Current Legislation
In his report, Giumetti proposes to investigate the origin of the crime of sexual violence as it is codified today in Italy and in Europe, starting from the figure of stuprum cum vim, which in our speaker's opinion is the result of a hermeneutic activity of the classical age on the crimen of consensual stuprum. Secondly, Giumetti will highlight the persistence of ancient stereotypes in Italian jurisprudence of not many years ago, in particular the use of the principle of vis grata puellis
Buena fe y pizza, en VII Curso International de Derecho Romano (Schola Serviana Iuris Romani - Università degli Studi di Napoli Federico II) - La buona fe en los negocios: desde el derecho romano al derecho moderno
La relazione, tenuta in lingua spagnola, tratta il tema della responsabilità civile in diritto romano e nel diritto italiano, partendo da una sentenza della Corte di Cassazione in tema di nesso di causalita
Vis grata puellis’: cuando los estereotipos entran en la sala del tribunal. La represión de la violencia sexual de Roma a la legislación moderna
In questa relazione, tenuta in lingua spagnola, l’attenzione è stata focalizzata ad una analisi della giurisprudenza internazionale in tema di violenza sessuale. Per salvare il dettato codicistico ed uniformarsi alla legislazione internazionale in materia, la nozione di violenza è stata via via ampliata dalle corti fino a ricomprendervi l’esercizio di una qualunque energia che comporti un’invasione non voluta – o comunque non autorizzata – nella sfera sessuale altrui. All’opinione pubblica appare probabilmente un eccesso ma anche un bacio non voluto sulle labbra è stato più volte considerato atto violento (proprio nei termini della norma in questione), perché, sebbene non ‘faccia male’ secondo una comune accezione del concetto di violenza, costituisce pur sempre una lesione della dimensione sessuale mai assentita dalla persona offesa. In casi simili a questo, la giurisprudenza italiana considera violenta la condotta in quanto il gesto è stato tenuto, non in presenza di un esplicito dissenso, che viene presunto, con carattere del tutto subdolo e repentino, da parte di un soggetto che non ha inteso neppure ‘interpellare’ la persona offesa, attingendone la sfera sessuale con tale velocità che questa non è stata posta nelle condizioni di comprendere cosa stesse accadendo, tantomeno di reagire. Proprio l’espressa previsione della violenza e della minaccia consentirebbe, come è stato evidenziato soprattutto in sede di dibattito, di non lasciare pericolose zone grigie, che in ipotesi si potrebbero riscontrare qualora fosse richiesta la prova di un non consenso
L'epoca tardoantica
Capitolo sulle trasformazioni del diritto nel periodo tardoantico in manuale didattic
BREVE HISTORIA DE LA VIOLENCIA SEXUAL: DESDE PUELLA VACILANTE DE OVIDIO A “LA MANADA”
El artículo pretende investigar, en primer lugar, el origen del delito de violencia sexual tal y como está codificado hoy en Europa y fuera de ella, partiendo de la figura del stuprum cum vim surgida en el derecho romano clásico. En segundo lugar, se pone de relieve la persistencia de estereotipos antiguos en la jurisprudencia italiana, en particular el uso del principio de vis grata puellis. Se plantean aquí los problemas de una nueva formulación del artículo 609 bis del Código Penal italiano
Publica auctoritas, impudicitia e apresentação do corpo em duas controversiae de Sêneca o Reitor
In this work, two events narrated in the controversiae of Seneca the Rhetor are examined. They are related to different situations connected to each other by the sanction that the author judged to be applicable in case of inadequate presentations of the body, be it by a private citizen – the case of the adolescent who goes out at night dressed as a woman and who, therefore, can possibly be a victim of a stuprum cum vi –, or by a magistrate in the exercise of his functions – one who, in the activity of jus dicere, wears clothes that are not appropriate to his duties. The use of rhetorical sources of a didactic nature is of considerable interest, allowing exercises that are modeled on possible real cases, on which lovers of dialectical art are invited to entertain themselves, sometimes performing the role of accusation, sometimes the defense one. It’s intended to demonstrate that in ancient Rome the public presentation of the body, if made in violation of the socially accepted dress-code, produced significant legal consequences, such as the deprivation of the right to speak in a public assembly (contio) or, in the case of the magistrate having offended, with its attire, the respectability of the Res publica, the imputation of crimen maiestatis.Neste trabalho são examinados dois acontecimentos narrados nas controversiae de Sêneca (o Reitor), relacionados a diferentes situações interligadas pela sanção que o autor julgou ser aplicável a apresentações inadequadas do corpo, tanto em relação a um cidadão particular – o caso do adolescente que sai de casa à noite vestido de mulher e que, portanto, pode eventualmente ser considerado vítima de stuprum cum vi – quanto a um magistrado no exercício de suas funções – aquele que, na atividade de jus dicere, usa roupas que não condizem com o ofício que possui. A utilização de fontes retóricas de natureza didática é de grande interesse, pois permite exercícios modelados a partir de possíveis casos reais, com os quais os amantes da arte dialética são convidados a se entreter, ora representando o papel de acusação, ora o de defesa. Busca-se demonstrar que a apresentação pública do corpo, se realizada em violação ao código de vestimenta socialmente aceito, produzia na Roma Antiga consequências jurídicas significativas, como a privação do direito de falar em assembleia pública (contio) ou, no caso de o magistrado ter ofendido, com seu traje, a respeitabilidade da res publica, a imputação de crimen maiestatis
Il corpo travisato. La rappresentazione pubblica del corpo maschile tra censura sociale e sanzione giuridica
Il contributo opera una ricognizione sulla rilevanza giuridica della pubblica rappresentazione del corpo dell’uomo romano; in particolare, si sofferma sulle fonti che si occupano della disciplina relativa all’abbigliamento maschile, le quali attestano come il codice vestimentario rilevasse nella vita pubblica del vir, soprattutto se appartenente alle classi più alte. Preziose al riguardo sono due controversiae di Seneca il Retore. In una prospettiva diacronica, viene operato un rinvio a recenti sentenze sia dei tribunali nazionali sia della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in tema di libertà di espressione e ciò per la suggestione che simili decisioni evocano nel cultore del diritto antico
"Si non habebunt advocatum ego dabo" Retorica e avvocatura in Roma antica
Conferenza tenuta su invito delle Professoresse Mariangela Ravizza e Francesca Tamburi presso l'Università degli Studi di Firenze nell'ambito dei seminari: Cunabula Iuris. Seminari di approfondimento di storia e diritto roman
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