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Le associazioni degli studenti: universitates e nationes nello Studio di Padova
Il contributo affronta l'organizzazione degli studenti dell'Università di Padova per gruppi nazionali delineandone lo sviluppo dalle origini alla prima età moderna
«Amore scientiae facti exules». Lo Studio di Padova e la mobilità studentesca dal medioevo alla prima età moderna.
Il contributo offre un'analisi dei flussi della mobilità studentesca verso l'Università di Padova dalla sua fondazione fino alla prima età modern
Le associazioni degli studenti: universitates e nationes nello Studio di Padova
Il contributo affronta l'organizzazione degli studenti dell'Università di Padova per gruppi nazionali delineandone lo sviluppo dalle origini alla prima età moderna
Premessa
Breve introduzione al volume e al database da cui sono stati tratti i dati sulla mobilità studentesca
L'eredità materiale della mobilità: gli stemmi studenteschi
Nonostante le manomissioni operate dai curatori del volume si cerca di spiegare la ratio degli stemmi studenteschi al B
«E se un giorno tu volessi tornare in Italia, informamene immediatamente». L’influsso dell’esperienza padovana nell’organizzazione del sapere in età moderna
uscita del volume prevista e confermata per fine settembre 202
Studenti copisti a Padova fra XIII e XV secolo. Storie, libri, scritture
A partire dai primi decenni del Duecento e in misura crescente sino al XV secolo, quando raggiunge la sua acmé sia in una prospettiva quantitativa che dal punto di vista qualitativo, a Padova si ha una produzione grafica specializzata nella realizzazione di libri universitari, che servono dunque agli studenti che su quegli stessi libri seguono le lezioni e affinano la loro preparazione. Si tratta di una produzione estremamente articolata, per tipologie testuali, scelte grafiche, assetto decorativo, strutture materiali, che nel corso del tempo si modifica, talora arricchendosi, talora semplificandosi.
Al suo interno spicca la presenza di copisti stranieri, di area germanica, o nordica, o provenienti anche dai Paesi Bassi, che, come esplicitamente dichiarano, in Italia studiano (a Padova ma anche a Bologna e Firenze, le quali sono non solo sedi di grandi università, ma anche di Studia generalia degli ordini religiosi mendicanti) e che possono usare un repertorio grafico del tutto lontano da quello proprio dell’Italia centrosettentrionale. Insomma, ad affermare la propria presenza a Padova sono in particolare gli studenti-copisti d’oltralpe, che copiavano da sé e per sé i libri di testo, non potendosi probabilmente permettere di comprarli o di commissionarli, oppure invece sceglievano di scrivere a prezzo per mantenersi agli studi, o addirittura come attività lavorativa vera e propria. Si tratta di scriptores appartenenti in particolare alla natio Germanica, dalle scritture molto spesso dissonanti rispetto al contesto, anche se sono comunque attestati, al contrario, anche scriptores sempre stranieri ma che sono perfettamente aderenti alle mode grafiche dell’Italia del tempo, alle quali si sono convertiti o magari, invece, sono stati educati: sono assai bene mimetizzati, tanto che è difficile riconoscerli solo dall’osservazione dei tratti distintivi delle loro scritture
Analisi della parità di genere nella medievistica (maggio 2022)
Raccolta e analisi dei dati relativi a un censimento sulla parità di genere nella medievistica italiana. Sono presenti due versioni: una più sintetica, e una più completa
L’eredità culturale della mobilità: musica e integrazione a Padova nei libri amicorum
Al fine di tornare a casa e ricordare, ma soprattutto di attestare la propria formazione e la rete culturale e sociale intessuta durante il viaggio di studio, giocano un ruolo essenziale i libri amicorum, quei particolari diari di viaggio che documentano i contatti avuti dal possessore dell’album. Sebbene questi quaderni restituiscano una rappresentazione della realtà ritualizzata, e dunque di genere, come fonte di tipo diaristico, possiedono il carattere di documento e di testimonianza oculare. Le sottoscrizioni, che documentano un’amicizia, ma anche più semplicemente un incontro, restituiscono protagonisti e date cronica e topica, permettono di ricostruire le relazioni tra persone, maestri, studiosi, studenti, personalità cittadine e, nello specifico di nostro interesse, mostrano l’estrema vitalità culturale della città di Padova e del suo Studium. Sin dal medioevo l’ateneo patavino era un centro di integrazione culturale europeo e meta, per certi aspetti obbligata, soprattutto per quelle élites dell’Europa centro orientale che trovava in Padova la prima università d’oltralpe. Attraverso l’indagine prosopografica condotta sui possessori dei libri amicorum, che soggiornano o passano a Padova, e sui sottoscrittori che incontrano in città, è possibile non solo avere un quadro del panorama di giovani che arrivano d’oltralpe e si iscrivono nelle matricole iuristarum e artistarum dello studium patavinum, ma soprattutto ricostruire quella fitta rete di relazioni di individui e di saperi fondata sull’intreccio di discipline, anche non presenti all’interno del curriculum studiorum, che erano imprescindibili per la formazione civile del giovane universitario: tra queste la musica. La conoscenza della teoria musicale e l’interesse verso le nuove correnti e tendenze della prassi esecutiva e del gusto musicale sono ampiamente attestati nei libri amicorum del XVI secolo. In particolare per Padova, i libri amicorum documentano la presenza in città di giuristi e artisti (medici, astronomi ecc.) di documentata formazione musicale che fanno parte di circoli di intellettuali e che con la loro attività documentano l’esistenza di rapporti anche in campo musicale tra gli ambienti universitari di Padova e dell’Europa
Testa o croce. Scauniperga, donna e reggente nella Benevento longobarda
Per smontare processi di appropriazione del passato è
necessario anzitutto ricostruire le dinamiche del potere.
Verificando, ad esempio, le modalità di rappresentazione
politica in un contesto come quello longobardo, conosciuto
per la sua violenza e per la sua “barbarie”, in cui Giulia
Zornetta rileva al contrario l’agire politico e pubblico di alcune figure femminili decisamente di prim'ordine
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