629 research outputs found
Italian Translations of the Book of Common Prayer
The first translation of the Book of Common Prayer was by William Bedell and Paolo Sarpi and but remained as a manuscript with no known copies. In contrast, a manuscript copy Alessandro Amidei’s translation from 1661 is preserved in the British Library. The first published translation was printed in London in 1685 (its author was an Italian protestant exile, Giovan Battista Cappelli, and its editor was Edward Brown) Other translations followed the initial three during the 1700s and 1800s. In the eighteenth century, the intellectual formation of young British nobles and men of letters was completed with a Grand Tour of Italy. As such, the bilingual editions of the Book of Common Prayer were conceived as a kind of teaching aid for learning Italian. In his chapter Villani investigates the intertwining of religious and linguistic motivation
A note on the author citation and typification of Cineraria aurantiaca Hoppe (Tephroseris integrifolia subsp. aurantiaca; Asteraceae)
Bartolucci, Fabrizio, Villani, Mariacristina, Galasso, Gabriele (2021): A note on the author citation and typification of Cineraria aurantiaca Hoppe (Tephroseris integrifolia subsp. aurantiaca; Asteraceae). Phytotaxa 512 (4): 297-299, DOI: 10.11646/phytotaxa.512.4.6, URL: http://dx.doi.org/10.11646/phytotaxa.512.4.
Recensione a "Konrad Hirschler, Leggere e scrivere nell’Islam medievale, edizione italiana a cura di Arianna D’Ottone Rambach"
Recensione al volume che si inserisce all’interno della tradizione dei testi dedicati alla storia del libro e della lettura in Oriente. Il libro si sviluppa attraverso l’analisi delle fonti documentarie, letterarie e iconografiche, delle pratiche di lettura nel contesto arabo-islamico medievale, nelle regioni della Siria e dell’Egitto, tra XI e XV secolo
Recensione a "Simona Greco, Una foresta di carte: materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione forestale"
Recensione ad un volume riguardante la documentazione del Corpo Forestale dello Stato
Recensione a "Federico Valacchi, Archivio: concetti e parole"
Recensione al volume che fornisce una definizione dei principali lemmi archivistici
Risparmiare energia e soldi irrigando con il rotolone "giusto"
Si mette in evidenza come sia possibile raggiungere lo stesso risultato agronomico-irriguo con diversi modelli ed assetti di rotoloni con la possibilità di risparmiare ingenti quantitativi di energia contribuendo quindi a ridurre sia la dipendenza dai prodotti petroliferi sia le emissioni di co2
Microirragare le erbacee? E anche questione di PLV
La microirrigazione permette le colture erbacee di raggiungere plv di tutto rispetto nonostante i maggiori costi di esercizi
From the archive to the chair: first reflections on ninety years of archival studies in Sapienza
L’insegnamento dell’archivistica presso la prima università romana ha, ormai, oltre novant’anni di storia. Una storia che nasce con Eugenio Casanova e si sviluppa attraverso insegnamenti affidati ad esponenti di spicco dell’Amministrazione archivistica. Il paper, qui presentato, intende illustrare come questa compenetrazione tra Università e Amministrazione archivistica ha condizionato lo sviluppo dell’insegnamento della disciplina. Infatti, se si analizzano i programmi dei corsi svolti dal 1925 ad oggi ci si accorge che, accanto agli aspetti più puramente teorici, largo spazio è lasciato alle esercitazioni pratiche presso istituti archivistici, quasi a ribadire il fatto che l’archivistica sia una disciplina che richiede competenze che vanno oltre la mera teoria.The teaching of archival science at the Sapienza University of Rome is now over ninety years of history. A story that began with Eugenio Casanova and develops through teachings entrusted to leading representatives of the archival administration. The paper presented here is intended to illustrate how this interpenetration between universities and archival administration has conditioned the development of the teaching of the discipline. In fact, if you analyse the course programs from 1925 to today, you will notice that, alongside the more purely theoretical aspects, ample space is left for practical exercises at archival institutes, as if to reiterate the fact that archival science is a discipline that it requires skills that go beyond mere theory
DALL’ARCHIVIO ALLA CATTEDRA: PRIME RIFLESSIONI SU NOVANT’ANNI DI ARCHIVISTICA IN SAPIENZA
L’insegnamento dell’archivistica presso la prima università romana ha, ormai, oltre novant’anni di storia. Una storia che nasce con Eugenio Casanova e si sviluppa attraverso insegnamenti affidati ad esponenti di spicco dell’Amministrazione archivistica. Il paper, qui presentato, intende illustrare come questa compenetrazione tra Università e Amministrazione archivistica ha condizionato lo sviluppo dell’insegnamento della disciplina. Infatti, se si analizzano i programmi dei corsi svolti dal 1925 ad oggi ci si accorge che, accanto agli aspetti più puramente teorici, largo spazio è lasciato alle esercitazioni pratiche presso istituti archivistici, quasi a ribadire il fatto che l’archivistica sia una disciplina che richiede competenze che vanno oltre la mera teoria.The teaching of archival science at the Sapienza University of Rome is now over ninety years of history. A story that began with Eugenio Casanova and develops through teachings entrusted to leading representatives of the archival administration. The paper presented
here is intended to illustrate how this interpenetration between universities and archival administration has conditioned the development of the teaching of the discipline. In fact, if you analyse the course programs from 1925 to today, you will notice that, alongside the more purely theoretical aspects, ample space is left for practical exercises at archival institutes, as if to reiterate the fact that archival science is a discipline that it requires skills that go beyond mere theory
Le accademie lincee tra Chiesa, fascismo e Stato: una guida alle fonti (1847-1946)
La guida qui proposta ha come oggetto gli intrecci scientifici, culturali, politici e storici che interessarono, a partire dalla metà dell’Ottocento, la Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei e le istituzioni accademiche che ne derivarono: la Reale Accademia dei Lincei (ente predecessore dell’attuale Accademia Nazionale dei Lincei) e la Pontificia Accademia delle Scienze. Attraverso l’individuazione e l’analisi comparata delle fonti archivistiche e bibliografiche si è affrontato un percorso storico non sempre lineare, in cui le vicende della Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei (depauperata dalla scissione degli anni immediatamente successivi alla breccia di Porta Pia) si intrecciarono con quella della Reale Accademia dei Lincei e della Reale Accademia d’Italia (il sodalizio accademico sorto per volere del regime fascista per dare una rappresentanza unitaria al mondo scientifico italiano). Attraverso l’analisi comparata delle diverse fonti, la guida affronta l’evoluzione delle accademie lincee, dalla ricostituzione nel 1847 della Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei su impulso di papa Pio IX (ultimo atto di una vicenda iniziata con la fine del sodalizio lincei fondato da Federico Cesi), fino agli accadimenti del ventennio fascista, col tentativo di unificare sotto un’unica ragione sociale (l’Accademia d’Italia) le istituzioni nazionali che organizzavano allora le diverse anime dell’alta cultura italiana. La politica accademica del regime segnò una temporanea interruzione della vita dell’Accademia dei Lincei, che confluì nella Reale Accademia d’Italia, mentre in Vaticano si arrivò alla soppressione definitiva della Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei, sostituita dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Si è indagato soprattutto sulla ricerca di fonti relative al passaggio storico-politico che portò all’abolizione simultanea delle due accademie lincee, e all’abbandono da parte di entrambe del nome di ascendenza galileiana, per capirne i meccanismi e apprezzarne le influenze sulla politica accademica del dopoguerra, sulle due sponde del Tevere. Il percorso archivistico e storico prende le mosse da un’indagine di più ampio respiro, scelta determinata dalla necessità di comprendere al meglio i legami tra le accademie lincee, soprattutto per quanto concerne l’apporto della Chiesa alla storia dei differenti sodalizi, ma è stato importante anche per analizzare correttamente le motivazioni sottostanti la volontà del regime di “conquistare” l’eredità lincea e rivolgerla a proprio favore, in un’ottica propagandistica e accentratrice che ha caratterizzato il fascismo fin dalle sue origini. La guida presenta una nota storica che racchiude il contesto all’interno del quale hanno operato le accademie lincee, dalla prima istituzione seicentesca alla Reale Accademia dei Lincei, fino alla restaurazione del sodalizio nel dopoguerra. La strutturazione in capitoli, paragrafi e sottoparagrafi segue una logica aggregativa per istituti. In questo modo, non solo la distinzione degli eventi, cronologicamente definiti, ma anche la divisione delle differenti fasi di vita del sodalizio appaiono immediatamente visibili in un’ottica che tiene conto delle differenti riprese dell’eredità lincea nel corso dei secoli. Per quanto concerne l’ordine individuato per la strutturazione della guida, questo non segue l’elemento di rilevanza istituzionale del singolo istituto conservatore, quanto piuttosto il valore della documentazione conservata nel concorrere alla ricostruzione della storia dell’Accademia dei Lincei e dei rapporti tra Chiesa, fascismo e Stato. La scelta è motivata dalla necessità di rendere immediatamente evidente la sequenzialità degli istituti di conservazione utili per una disamina
esaustiva dell’oggetto della ricerca. Per questo motivo la guida si struttura partendo dai principali fondi afferenti all’Accademia Nazionale dei Lincei e sfrutta l’indicazione cronologica relativa ad ogni declinazione del sodalizio, inserendo anche gli archivi utili per la ricerca che si trovano nel medesimo istituto di conservazione. Poi, si è proceduto con l’inserimento dell’Archivio Centrale dello Stato, che per sua natura conserva la documentazione relativa agli organi centrali dello Stato e quindi raccoglie le carte che in second’ordine sono da considerarsi di fondamentale rilevanza per ricostruire, dal punto di vista del regime e dello Stato, le intricate vicende dell’Accademia dei Lincei e dell’Accademia d’Italia. Poi, si è inserito l’Archivio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Il suo inserimento ai livelli più alti della guida è determinato dalla presenza delle carte relative alla gestione da parte di Agostino Gemelli, della Pontificia Accademia dei Nuovi Lincei, costituendo l’archivio cardine per gli studi sul sodalizio, essendo stato impossibile accedere alla documentazione conservata in Vaticano. A seguire, sono stati inseriti gli archivi conservati presso l’Accademia delle Scienze,
detta dei XL. L’archivio istituzionale è seguito da quelli personali di Millosevich e di Marconi. Poi, è stata inserita l’Accademia delle Scienze dell’Istituto di Bologna, con l’indicazione relativa all’archivio istituzionale. A seguire, la scelta del percorso della guida si sposta procedendo attraverso gli archivi delle personalità più rilevanti per la ricerca. In prima battuta si riscontra la Società Geografica Italiana, all’interno della quale è conservato l’archivio di Giotto Dainelli. A seguire la Fondazione Giovanni Gentile, la Fondazione Benedetto Croce e la Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, al cui interno è conservato l’archivio di Giuseppe Bottai. Infine, la guida si chiude con la Provincia dell’Ordine dei Frati Minori di Lombardia, all’interno del quale sono conservate le carte relative al percorso religioso di Gemelli
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