312 research outputs found
L’Aja: una città, un Congresso, un possibile luogo di memoria europea
In un dibattito storiografico in cui al concetto di memoria e di luogo di
memoria viene riservato uno spazio progressivamente più ampio, una riflessione
sulla cosiddetta memoria europea è apparsa, a molti, almeno doverosa. In tale
contesto, tuttavia, poco spazio risulta ancora riservato a un evento come il
Congresso dell’Europa, meglio noto come Congresso dell’Aja, dal nome della
capitale istituzionale dei Paesi Bassi che lo ospitò, dal 7 al 10 maggio 1948. Tale
evento sembra invece costituire un momento di grande significato per la
costruzione di una memoria europea, sia in quanto luogo fisico di memoria, ovvero
simbolo ben riconoscibile e collettivamente identificabile di condivisione di
momenti e processi, sia sul piano dell’eredità valoriale ad esso connessa. Partendo
da tali presupposti, e avvalendosi delle fonti e della pubblicistica nederlandese
dell’epoca come principali strumenti di indagine, la riflessione che segue intende,
in primo luogo, puntare l’accento sugli obiettivi perseguiti dagli organizzatori del
Congresso europeista, con specifico riferimento alla creazione di una opinione
pubblica europea ben consapevole e strutturata attorno ai principi e ai valori
enunciati all’Aja. In secondo luogo, si intende verificare se, e in quale misura, il
complesso del Binnenhof - e più precisamente la Ridderzaal, in cui si celebrarono i
momenti più significativi e prestigiosi del Congresso - possa ambire a simbolo
riconosciuto e riconoscibile dell’effettiva volontà europea, manifestatasi nel
maggio del 1948, sia di superare le antiche divisioni interstatali, sia di
intraprendere un cammino irreversibile di unità e solidarietà
Personalità e azione politica di Aldo Moro nei documenti del Nationaal Archief dell’Aja (1964-1974)
I documenti conservati presso il Nationaal Archief dell’Aja – di cui qui si presenta una selezione cronologicamente riordinata e tradotta dall’originale nederlandese - consentono di tracciare un profilo di Aldo Moro, sia nella sua veste di Presidente del Consiglio italiano, sia in qualità di ministro degli Esteri, indubbiamente originale. Attraverso l’occhio dell’osservatore nederlandese è infatti possibile sia evidenziare alcuni aspetti meno noti di uno tra i volti più celebri e autorevoli nel panorama politico della prima Repubblica, sia confermare caratteristiche e obiettivi della politica e del pensiero morotei già ampiamente illuminati dall’analisi storiografica più e meno recente, soprattutto con riguardo alle tematiche europee, ai rapporti con i paesi africani, alle dinamiche interne alla DC e al dialogo con i comunisti italiani
Bianca Bianchi
La costituente Bianca Bianchi (1914-2000) fu una donna eccezionale. Antifascista, militante attiva nella Resistenza toscana, parlamentare nella prima legislatura repubblicana, eletta con oltre 20000 preferenze. Attenta da sempre alla "cura dei più bisognosi", scelse ben presto di allontanarsi da Montecitorio per promuovere altrove la sua idea di cultura laica, socialista e soprattutto europea. Di Bianca Bianchi, in questo volume, si presentano l'instancabile e variegata biografia, le carte d'archivio e le testimonianze di chi ebbe il privilegio di conoscerla. Emerge così una personalità versatile e non certo aristocratica; una scrittrice, un'insegnante e la promotrice della prima legge contro la discriminazione dei figli illegittimi
'Rindo a dios mil gracias por habernos dejado llegar con felicidad': Trámites, licencias y restricciones aplicados a los pasajeros a Indias. Río de la Plata, siglo XVIII
En este trabajo se estudian las licencias que debían tramitar los pasajeros de Indias, ante la Casa de Contratación. Se da cuenta de las restricciones, trámites y solicitudes de probanzas que reguló la Corona para quienes querían embarcarse hacia América (entre ellas la de no ser judío, moro o haber estado procesado o penado por la Inquisición); pero también de las excepciones que se aceptaron para algunos de estos pasajeros.Fil: Vassallo, Jaqueline Rossely. Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas. Centro Científico Tecnológico Conicet - Córdoba. Centro de Investigaciones y Estudios sobre Cultura y Sociedad. Universidad Nacional de Córdoba. Centro de Investigaciones y Estudios sobre Cultura y Sociedad; Argentin
Lilliput o Gulliver? Il contributo olandese all'unificazione europea (1945-1966)
Benché l’Olanda figuri come uno dei “piccoli fra i grandi” dell’Unione europea, e per questo forse non risulti abbastanza frequentata dagli studiosi, tuttavia i Paesi Bassi (questa la dizione ufficiale) hanno avuto un ruolo di primo piano fin dagli esordi dell’integrazione europea. Una “small-big power”, in altre parole, nonché elemento di connessione tra Regno Unito e continente. Tra il 1950 e il 1966, ovvero nel periodo indagato dal presente volume, gli esponenti politici olandesi furono infatti fra i più vivaci, spesso innovatori, a volte scomodi e persino intransigenti protagonisti del dibattito europeo. Al tempo stesso seppero offrire apporti di notevole spessore in termini di idee e di azione, come risulta dalle fonti in lingua originale utilizzate per questa narrazione. Un patrimonio di capacità individuali e di dinamismo politico-economico di un paese d’avanguardia nella società europea, del quale vale la pena di essere informati per avere un quadro più concreto e preciso della nostra Europa, tanto delle origini, che del suo sviluppo e anche di quella del futuro
Le donne e il psdi nelle carte di Angelica Balabanoff. Tra progettualità, impegno e complessità (1947-1962)
The archival sources of the International Institute for Social History in Amsterdam, and in particular the papers of the famous Russian socialist AngelicaBalabanoff, allow scholars to have access to a consistent variety of information relating to the construction, by the Italian Social Democratic Party, of a own women's movement, in the years between 1947 and 1962. This work, which significantly coincided with the extension of the right to active and passive electorate to women, was essentially entrusted to a personality of great prestige in the political panorama of the time, not only Italian:Angelica Balabanoff precisely. The latter, for her part,made a huge effort to plead among women the cause of involvement and commitment in the political struggle, evenin the face of a bit modest results. The documents presented here, beyond the information they offer on the reality of the social democratic women's movement and on the activity of Angelica Balabanoff within the PSDI, further enrich the picture of the Italian female reality in the 1950s and 1960s, including deep regional differences, delays compared to other European states, but also interesting and innovative figures and awareness, which deserve to be better known
Altiero Spinelli: the wellknown crusader for European union. L’esperienza di Spinelli commissario europeo secondo Wikileaks
Il noto e discusso sito wikileaks si è rivelata una fonte interessante e feconda di informazioni relative ad Altiero Spinelli e, più in particolare, alla sua attività di commissario europeo. Il presente contributo si concentra sul giudizio americano, espresso nella fattispecie da uomini dell'entourage dell'allora Presidente Nixon, con riguardo all'operato di Spinelli nell'esecutivo brussellese e soprattutto sul carattere fortemente innovatore impresso da Ulisse alla sua azione
La politica mediterránea de Aldo Moro (1969-1974), entre ambiciones autonomistas y perspectiva europea. ¿Un legado ético?
Il contributo ha come oggetto l’eredità della decolonizzazione nell’Europa degli anni 1969-1974, con particolare riferimento al dibattito riguardante l’area del Mediterraneo. Fu proprio in quel tornante così delicato che la CEE si confrontò con la necessità di assumere una posizione univoca, indispensabile per instaurare nuovi rapporti con i paesi della sponda sud del Mediterraneo. Tale necessità venne rilevata anche dall’allora ministro degli Esteri italiano, Aldo Moro, il quale, attraverso un’azione su più fronti, tentò di raccogliere l'assenso dei governi europei attorno alla sua concezione di Europa come "terreno di incontro fra i popoli". Al di là degli esiti e dei risvolti dell’iniziativa morotea, di sicuro interesse risulta il dibattito che attorno ad essa si alimentò tra i Nove. Dibattito in cui questioni inerenti, in alcuni casi, il passato coloniale e, in altri casi, le nuove relazioni instaurate con le realtà statuali sorte a seguito della decolonizzazione ebbero un ruolo centrale e furono al contempo specchio di conflittualità interne ancora lungi dal dipanarsi
Aldo Moro, l'Europa e il Trattato di non-proliferazione nucleare: tra ridimensionamento e rilancio, i due risvolti di una lunga vicenda (1968-1973)
Nella lunga vicenda e nel complesso dibattito che interessò la stesura e la firma del Trattato di non-proliferazione nucleare l'Italia ebbe un ruolo particolarmente attivo. In tale contesto, di eccezionale centralità risulta la figura di Aldo Moro, il quale seguì la questione con interesse e attenzione, sia nella veste di Presidente del Consiglio dei ministri, sia come ministro degli Affari Esteri. L'articolo si propone di ripercorrere e analizzare sia la riflessione sia l'azione portate avanti dal politico pugliese, anche e soprattutto nel dialogo con i partner dell'allora Comunità economica europe
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