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Marsiglia. Il Programma Euroméditerranée: la strategia cultural-led per la Friche Belle de Mai
I caratteri della città contemporanea, i processi di omologazione e banalizzazione dei paesaggi culturali, associati alla marginalizzazione delle parti di più antico impianto e al degrado delle aree dismesse della città consolidata, determinano fenomeni di polarizzazione socioeconomica oltre che la progressiva dissoluzione di un comune patrimonio di valori, elementi alla base della generalizzata domanda di qualità che emerge dai territori.
Questo focalizza la riflessione sul ruolo che i valori identitari e il radicamento delle culture locali debbano assumere nei processi di rigenerazione urbana: il patrimonio storico-culturale, inteso come bene comune identitario, diviene il concetto operativo mediante il quale sperimentare progetti local-based rivolti all’heritage-led development, e il valore collettivo su cui strutturare la costruzione della città pubblica.
Il progetto della friche Belle de Mai, nell’ambito del Progetto urbano Marseille Euroméditerranée, coniuga emblematicamente il recupero di un’area degradata con la preservazione della sua identità. La dismissione della manifattura tabacchi, centro di aggregazione della classe operaia di Marsiglia, ha infatti determinato non solo un contesto di profonda marginalità fisica, ma anche la dissoluzione dei luoghi della socialità in cui la comunità si riconosceva da decenni.
Il progetto ha previsto la trasformazione della friche in una centralità capace di attivare processi di rigenerazione nei tessuti circostanti, attraverso la realizzazione di tre poli culturali innervati da un sistema di spazi pubblici per l’aggregazione giovanile e lo spettacolo, connotati in termini di autogestione e di autoappropriazione. Il progetto, legando la valorizzazione del patrimonio storico-culturale a nuovi modelli gestionali e di fruizione, ha inserito la friche in una rete materiale e immateriale che ne garantisce la tutela, attiva economie locali e amplia l’utenza potenziale, individuandola quale fulcro di un nuovo modello di sviluppo
Evidence for Quaternary tectonic activity from the reconstruction of the buried quaternary bottom surface in the North-Eastern corner of the Friuli plain (NE Italy)
This study deals with the reconstruction of the buried north-easternmost sector of the Friuli plain, through
the analysis of seismic and wells subsurface data. The interest was focused on the most recent stratigraphical
horizon, here interpreted as the bottom of the Quaternary succession, with the aim to detect the Quaternary
activity of the main faults.
The eastern Friuli-western Slovenia area is characterized by the interaction of two different deformational
systems: in the western sector prevails thrust activity, in the eastern one dominates strike slip tectonics. Main
fault-systems show an about E-W trending in the W-sector and a NW-SE trending in the eastern one. Both
deformational systems are subjected to NNW-SSE compressional regime (Serpelloni et al, 2016), responsible
of their reverse or transcurrent/transpressive kinematics. Their activity is testified by the recent and historical
seismicity of the area (Mw6.63, 1348; Mw6.32, 1511; Mw6.45, 1976) (Rovida et al, 2016), but their
seismogenic role is still not completely clear. In this contest, Quaternary activity has been assumed for the
Susans Tricesimo thrust (Poli & Zanferrari, 2017), while recent paleoseismological investigations revealed
Quaternary dislocations on the Colle Villano thrust (Falcucci et al, 2018).
In this study industrial seismic lines interpretation, together with deep well logs data, allowed to reconstruct
the geometry of the main stratigraphical horizons (from the top Cretaceous-Paleogenic carbonatic platform to
the Quaternary base) and the main tectonic structures of the buried eastern Friuli plain. In particular, through the
implementation of well logs data it was possible to reconstruct the thickness of the buried alluvial Quaternary
deposits and to identify the tectonic influence on the bottom of the Quaternary surface. By merging these new
data with morphotectonic and field observations, the main buried active faults of the area were detected and
possible estimates of their activity rates were performed
Rigenerazione urbana e identità locale. Il caso della friche belle de mai
I caratteri della città contemporanea, i processi di omologazione e banalizzazione dei paesaggi culturali, associati alla marginalizzazione delle parti di più antico impianto e al degrado delle aree dismesse della città consolidata, determinano fenomeni di polarizzazione socioeconomica oltre che la progressiva dissoluzione di un comune patrimonio di valori, elementi alla base della generalizzata domanda di qualità che emerge dai territori. Questo focalizza la riflessione sul ruolo che i valori identitari e il radicamento delle culture locali debbano assumere nei processi di rigenerazione urbana. Il progetto della friche Belle de Mai, nell’ambito del Progetto urbano Marseille Euroméditerranée, coniuga emblematicamente il recupero di un’area degradata con la preservazione della sua identità
Stato delle conoscenze sulla sismicità del Friuli Venezia Giulia a 500 anni dal terremoto del 26 marzo 1511.
Ciudad histórica y regeneración urbana. Por una nueva centralidad de los centros históricos italianos
El proceso actual de metropolización tiende a la homologación y trivialización de los paisajes culturales e identitarios que caracterizan la ciudad contemporánea, dispersando un patrimonio común de valores y significados. Este proceso está asociado con fenómenos de marginación que afectan las partes de planta más antigua, para lo cual, como demuestran las investigaciones más recientes, en comparación con los años en que las reformas urbanas sancionaron la obligación de conservación preservándolos en manera emblemática, la situación ha cambiado profundamente. Hoy los centros históricos están amenazados por problemas nuevos y antiguos, de manera generalizada pero divergente (turístificación/despoblación, musealización/construcciones ilegales, gentrificación/abandono), que adquieren características específicas de acuerdo con los contextos físicos y socioeconómicos de referencia (metrópolis, áreas internas, etc.) y que, por lo tanto, requieren habilidades cognitivas, de planificación y financiamiento nuevas y más actuales. En este contexto, surge la necesidad de asignar una posición prioritaria a la ciudad histórica dentro de las estrategias de regeneración urbana, reinterpretando el patrimonio cultural como un bien común, integrando conservación e innovación, revitalización socioeconómica y valorización sociocultural, a través del refuerzo de la armadura de la ciudad pública para restaurar la calidad urbana y lograr nuevas formas de bienestar e inclusión social. El texto trata una reflexión sobre los instrumentos destinados a contrastar procesos de marginación social y económica que tienen lugar en estos contextos, apoyando la reflexión con la ilustración de experiencias nacionales (Taranto y Palermo) que encuentran convergencia en la experimentación de enfoques integrados y métodos de proyecto multinivel y multiactoriales
Study of the role of the CCL2/CCR2 axis in HIV-1 infection: molecular mechanisms and potential therapeutic approaches
The chemokine CCL2 plays a key role in chronic inflammation and tissue damage in HIV-1 infected patients. We recently demonstrated that CCL2 neutralization by specific antibodies strongly reduces HIV-1 replication in primary macrophages by inhibiting viral DNA accumulation.
In this study, we performed a global gene expression analysis by RNAseq to identify cellular factors modulated by CCL2 blocking and potentially involved in the regulation of HIV-1 replication. Our results show that 1915 and 311 genes are differentially expressed following 4 and 20 hours of treatment with anti-CCL2 antibodies, respectively. Upregulated genes include restriction factors (APOBEC3A), component of the interferon signaling, cytokines/chemokines, genes involved in vitamin D response . Downregulated genes comprise CXCR4 and some TLR family members.
Furthermore, we investigated the effect of CCL2/CCR2 blocking in vivo on APOBEC3A expression in HIV-1 infected patients treated with, Cenicriviroc, a novel CCR5/CCR2 antagonist,. The longitudinal analysis performed on samples derived from the same patient prior to treatment initiation and after 4,12,24, 48 weeks suggest an increase of APOBEC3A expression following treatment with Cenicriviroc from baseline compared to control patients treated with conventional therapy.
Overall, these data suggest that the CCL2/CCR2 axis may represent a new therapeutic target to strengthen host innate immunity thus limiting HIV-1 infection
Periferia senza marginalità. La rigenerazione territoriale come strategia e strumento per il Friuli-Venezia Giulia
In anni recenti, le periferie territoriali hanno catalizzato l’attenzione della ricerca urbanistica sia nel contesto italiano che europeo, dando esito a numerose interpretazioni: le ‘aree interne’ della SNAI, le ‘inner peripheries’ di ESPON, l’Italia di Mezzo, etc.
Il territorio della regione Friuli Venezia Giulia, mosaico complesso di contesti e sistemi insediativi, rientra puntualmente in molte di queste “mappe della marginalità”, seppur sempre in modo parziale e discontinuo. Territorio non esente da criticità e fragilità diffuse (cfr. la parte 2 del presente contributo) il Friuli Venezia Giulia rientra però, insieme al Trentino Alto Adige e alla Liguria, nei territori italiani con il più elevato indice di qualità della vita su base EU (ESPON QoL Report, 2020). Questa apparente dicotomia suggerisce che si può essere “periferia” senza marginalità, ovvero che la condizione di perifericità rispetto ai sistemi urbano-metropolitani dominanti non è di per sé limitante, ma anzi, possa potenzialmente essere vantaggiosa in termini di una accresciuta resilienza socioeconomica e ambientale a fronte dei grandi cambiamenti in atto.
In questo quadro si inserisce una visione alternativa del Friuli Venezia Giulia, come “ecoregione” nel contesto alpino-padano (Fabbro, 2021) e in relazione ai vicini territori europei, in grado di integrare la molteplicità di situazioni esistenti con una rinnovata abitabilità alla scala territoriale. Attraverso le ricerche condotte, gli autori avanzano la tesi che per attuare questa visione sia necessario sviluppare un approccio di “rigenerazione territoriale”, che esuli dalla tradizionale dimensione urbana e locale propria della rigenerazione urbana, ma capace di trattare e manipolare la natura sistemica e strutturale del territorio, nelle sue componenti infrastrutturali, artificiali (urbanizzazione, energia, uso agricolo dei suoli) e naturali (ecosistemi fluviali, forestali, costieri). Nella ricerca qui presentata essenziale risulta essere il supporto tecnico e scientifico della “Comunità di lavoro per la Rigenerazione territoriale” che, promossa dalla sezione Friuli Venezia Giulia dell’Istituto Nazionale di Urbanistica, riunisce attori del territorio quali Amministrazioni pubbliche, Enti e Associazioni
Didattica della matematica inclusiva. Un percorso di ricerca-azione per la scuola secondaria di primo grado
Durante gli anni scolastici 2019/20 e 2020/21 un gruppo di insegnanti della Provincia Au- tonoma di Trento ha partecipato al percorso di ricerca-azione e accompagnamento formati- vo esperienziale “Didattica della matematica inclusiva”, promosso e coordinato da IPRASE all’interno del progetto FSE Le nuove frontiere del diritto all’istruzione. Rimuovere le difficoltà d’apprendimento, favorire una scuola inclusiva e preparare i cittadini responsabili e attivi del futuro. A conclusione di tale biennio, il materiale didattico progettato e sperimentato per le classi prime e seconde della scuola secondaria di primo grado è stato revisionato alla luce dei risultati delle sperimentazioni e messo a punto ai fini della sua disseminazione. Tutti i ma- teriali sono adesso reperibili liberamente online all’indirizzo internet https://www.iprase.tn.it/ didattica-della-matematica-inclusiva
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