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    Nuove geografie dell’immaginario, tra fondi regionali e product placement

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    Pp.21-27 (saggio), pp.153-154 (note al testo)

    Venezia critica, Venezia vitale: Affioramenti filmici di una topografia lagunare

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    Discostandosi dall’invito al disorientamento e alla lettura solo figurativa della città lagunare, il presente intervento intende agire nel senso di un ri-orientamento, ovverosia di uno sforzo teso a guadagnare uno sguardo topografico capace di evidenziare e cucire tra loro le mappe implicite che emergono nella produzione filmica ambientata a Venezia dopo il 2000. Guardando infatti agli spazi materiali della materia filmica, più che a quelli “iconici”, sembra potersi apprezzare una sorta di ri-comprensione nell’immagine veneziana delle diverse parti di un tutto, e insieme l’elusione dello spazio polarizzante di una Venezia sovrarappresentata. Le attitudini possono essere varie, ma due linee paiono potersi rintracciare, in parallelo ad altre “narrazioni” urbane (saggistica, guidistica, letteraria): una linea che punta sulle criticità e una linea che punta sulla vitalità, non senza sovrapposizioni

    Off Broadway

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    Il saggio fa parte di un volume a carattere interdisciplinare volto a indagare il panorama cinematografico veneto contemporaneo - a partire dagli anni Duemila - colto nelle sue tensioni tra dimensione locale e orizzonte globale. Il volume, sollecitato da una stagione particolarmente dinamica del contesto regionale, è composto di tre sezioni rispettivamente dedicate a rappresentazioni del territorio e del paesaggio anche in relazione ad altre forme espressive quali la letteratura; figure autoriali, sistema dei generi e modi di rappresentazione; realtà produttive e distributive. Il contributo in oggetto esplora nello specifico l'articolato e variegato panorama delle realtà produttive e distributive cosiddette "minori" in relazione alle configurazioni specifiche e alle contiguità con il contesto nazionale e i cambiamenti intervenuti nella filiera audiovisiva. L'analisi dialoga inoltre con altri contributi presenti nel volume, come quello della medesima autrice dal titolo "I nuovi veneti" o di i Barbara Corsi dedicato alle realtà maggiori e consolidate

    Vedere l'aperto. Il cinema di Andrea Segre

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    All’interno del capitolo dal titolo Vedere l’aperto: Il cinema di Andrea Segre, il testo affronta l’analisi dei film di finzione realizzati da Andrea Segre. Vengono ripercorsi temi cari al cinema di Segre, come il confronto con l’alterità e l’incontro dei personaggi provenienti da luoghi e culture differenti, l’attenzione per il paesaggio, l’osservazione di realtà circoscritte declinata attraverso uno sguardo più ampio, non localizzato ( si veda a tale proposito Io sono Li e La prima neve). Per l’ultimo lungometraggio L’ordine delle cose, la scrittura si concentra sullo studio del personaggio principale, Corrado, alto funzionario dello Stato, chiamato dal Ministero degli Interni ad arrestare il flusso migratorio dalla Libia all’Europa, al fine di mettere in luce le modalità narrative ed espressive adottate dal regista dirette a spostare il punto di vista su noi occidentali, rispetto alle opere precedenti
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