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L’antifascismo popolare, le donne e le loro rappresentazioni
Parma, agosto 1922. Nei borghi popolari, sotto la guida degli Arditi del popolo, si erigono le barricate. Di fronte, migliaia di squadristi, giunti in città per porre fine allo sciopero generale e per colpire con violenza la “teppa rossa”. In quei caldi giorni di agosto si consuma l’ultimo atto di uno scontro che aveva segnato duramente il dopoguerra. Due mesi dopo, molti di quegli squadristi avrebbero marciato su Roma, consegnando al Paese una dittatura ventennale.
Questo volume, scritto a più mani dai ricercatori dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma, ricostruisce con un focus provinciale temi e narrazioni di quella pagina cruciale della storia italiana: la politica, la violenza, la società, i protagonisti e le protagoniste, le rappresentazioni e le autorappresentazioni.
Un racconto, frutto di un’importante – e in parte inedita – ricerca sulle fonti d’archivio e a stampa, capace di restituire la complessità di una stagione che, nel Parmense, ha assunto connotati peculiari; un’opera che sfugge dalla retorica commemorativa e che pone in primo piano un’analisi delle cause e dei fattori che, cento anni fa, contribuirono a determinare lo svolgersi degli eventi
Memorie, autorappresentazioni e linguaggi politici
L’indagine proposta scansiona molteplici voci femminili su una medesima pratica, quella politica, declinata singolarmente e ripercorsa lungo diversi segmenti di vita, ma qui ricomposta in una eterogenea definizione della classe dirigente che si insediò nei governi succedutisi tra il 1968 e il 1994. Entro la cornice istituzionale compresa fra la V e l’XI legislatura della Repubblica italiana si inserisce il gruppo dirigente femminile analizzato,
con l’obiettivo di scandagliare alcuni aspetti relativi al processo di costruzione della leadership da una prospettiva autobiografica e di genere
Corpi riflessi: scritture di donne
Il capitolo affronta il passaggio dall'ultimo scorcio di Resistenza alla Liberazione del territorio Parmense, attraverso l'analisi delle scritture autonarrative conservate presso l'Archivio Diaristico Nazionale. Memorie e autobiografie di donne rappresentano voci inedite che narrano vissuti ed esperienze variegate di corpi in guerra
Dalla Resistenza alla cittadinanza attiva: la continuità partecipativa femminile in Alta Umbria
Il contributo indaga, attraverso l'analisi delle testimonianze autonarrative, la partecipazione femminile alla Resistenza in Alta Umbria. La vasta mobilitazione delle donne, di tipo civile ed armata, aiuta a leggere quella rete clandestina come una fitta trama di molteplici protagonismi. I mesi resistenziali si configurano quale linfa emancipatrice, complice l’avvio di un processo di allargamento e, talvolta, di superamento dei confini d’azione. Molte protagoniste, riconoscendo in quello straordinario coinvolgimento di massa una palestra di partecipazione, assegnando una valenza politica e civica al proprio operato, oltre che un momento chiave nella ridefinizione del genere femminile, dimostrarono di aver ormai acquisito una
certa pratica politica, ma soprattutto di voler occupare spazi di sociabilità e di aggregazione da cui organizzare battaglie politiche, prima fra tutte quella per il riconoscimento del voto alle donne
Parma ’22: squadrismo, antifascismo e società nel Parmense
Parma, agosto 1922. Nei borghi popolari, sotto la guida degli Arditi del popolo, si erigono le barricate. Di fronte, migliaia di squadristi, giunti in città per porre fine allo sciopero generale e per colpire con violenza la “teppa rossa”. In quei caldi giorni di agosto si consuma l’ultimo atto di uno scontro che aveva segnato duramente il dopoguerra. Due mesi dopo, molti di quegli squadristi avrebbero marciato su Roma, consegnando al Paese una dittatura ventennale.
Questo volume, scritto a più mani dai ricercatori dell’Istituto storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Parma, ricostruisce con un focus provinciale temi e narrazioni di quella pagina cruciale della storia italiana: la politica, la violenza, la società, i protagonisti e le protagoniste, le rappresentazioni e le autorappresentazioni.
Un racconto, frutto di un’importante – e in parte inedita – ricerca sulle fonti d’archivio e a stampa, capace di restituire la complessità di una stagione che, nel Parmense, ha assunto connotati peculiari; un’opera che sfugge dalla retorica commemorativa e che pone in primo piano un’analisi delle cause e dei fattori che, cento anni fa, contribuirono a determinare lo svolgersi degli eventi
«Piango mentre scrivo»: l’intima dimensione della guerra nelle testimonianze femminili
L'antologia si propone di introdurre un itinerario emozionale lungo i percorsi aperti dal dibattito su donne, guerra e scrittura, alla ricerca di riscontri storici e conferme storiografiche. Di riferimento sono i due principali eventi bellici del Novecento, che invasero la sfera privata nella sua totalità e agirono in tale profondità da far scaturire innumerevoli forme di risposta individuale all’eccezionalità del momento. Vittime, testimoni e protagonisti si misurarono con complessi risvolti personali e, in virtù di una riappropriazione del vissuto di guerra, attraverso la scrittura autonarrativa contribuirono a decifrare la realtà esterna a partire dalle sfaccettate trame soggettive
Transizioni transnazionali. Il 1945 e il ricostituito associazionismo femminile
Nel 1945, una nuova generazione di associazioniste attraversa una fase liminare, incarna il momento di passaggio dalla guerra al dopoguerra e fa propri quella tendenza a occupare uno spazio dai contorni ampi qual è la dimensione transnazionale. La transizione appena compiuta costituisce un itinerario pubblico trasversale a molte dirigenti operanti nello spaccato associativo postbellico e diventa una delle categorie interpretative adottate ai fini delle riflessioni che seguono
Sanità: malattia e assistenza
I mesi e gli anni che seguono il Primo conflitto mondiale sono attraversati da diverse questioni di sanità pubblica. Le strutture ospedaliere, l’organizzazione e il trattamento del personale medico e infermieristico, le generali condizioni igieniche in cui vertono le città, gli effetti della guerra su reduci, profughi e bambini, sono tra gli elementi che più caratterizzano la fase postbellica. La salute del singolo, se inserita in un contesto nazionale già fortemente provato, attira nuove attenzioni governative, da parte della Direzione generale di sanità pubblica e degli uffici d’igiene, delle amministrazioni provinciali, nonché dei diversi soggetti pubblici e privati operanti nei territori
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