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    Da “filologi dell’amministrazione” a “ispiratori del cambiamento”: il contributo dell’indagine pedagogica alle politiche educative

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    Da molto tempo la pedagogia si interroga rispetto alla sua relazione con la poli- tica, se non altro a motivo della percezione diffusa di non essere considerata come riferimento autorevole nella formulazione delle politiche educative; in particolare, negli ultimi anni, da più parti si è insistito sulla necessità per l’indagine pedagogica di riflettere sul contributo che la ricerca educativa può offrire alle politiche pubbliche in materia di istruzione, formazione e orientamento, a fronte delle rapide trasformazioni che attraversano la società postmoderna e della profonda crisi che sembra attanagliare le agenzie educative e i sistemi formativi. Le argomentazioni svolte pongono in luce il fatto che l’opportunità di chiarire in quali “termini” e a quali “condizioni” la ricerca educativa può essere una risorsa per le politiche pubbliche, la necessità di approfondire, sotto il profilo metodologico, i criteri in ragione dei quali attribuire/giudicare tale funzione e i relativi metodi/strumenti ad essi adeguati e l’esigenza di affrontare interro- gativi etici connessi con la relazione fra pedagogia e politica sono questioni di natura complessa fra loro intrinsecamente interconnesse

    La ricerca educativa per l'orientamento. La ricerca come risorsa per le politiche pubbliche

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    Il volume affronta il tema del rapporto fra ricerca scientifica e politiche pubbliche, assumendo come peculiare problema di indagine la relazione fra ricerca educativa e politiche scolastiche con particolare riferimento all’orientamento, riconosciuto come aspetto fondamentale e obiettivo irrinunciabile del sistema di istruzione. Le argomentazioni svolte – privilegiando la prospettiva metodologica – pervengono a descrivere il ruolo della ricerca educativa come risorsa per avvalorare le esperienze di orientamento nella scuola, sostenere la funzione orientativa del sistema di istruzione, formulare le politiche pubbliche in materia di orientamento. A fronte dello studio condotto, è espresso il convincimento che la ricerca educativa può trarre giovamento dalla relazione con le politiche pubbliche perché tale relazione sollecita sfide di natura etica, scientifica e metodologica che possono concorrere a chiarirne finalità, prospettive, contributo. Tali sfide possono essere foriere di sviluppi significativi nell’àmbito della epistemologia pedagogica, nonché aprire nuovi itinerari/spazi di indagine ai fini della governance educativa dei sistemi di istruzione e formazione

    Scrutinare: infinito presente pedagogico. Per andare oltre la “retorica della ragion pandemica”

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    Le misure di contrasto alla pandemia hanno profondamento inciso – e stanno ancora incidendo –sull’esperienza scolastica di studenti, docenti e genitori che si è svolta soprattutto nella forma della didattica a distanza, a tutti ormai nota sotto la sigla DAD. L’emergere di criticità e preoccupazioni sembra aver arrestato la diffusione di quella che si potrebbe definire una vera e propria “retorica della ragion pandemica”, che ha di fatto contraddistinto il periodo del lockdown. Le riflessioni di ambito pedagogico-educativo non sono state esenti da queste formule retoriche, certamente legittime, ma che rischiano di intrappolare la pedagogia come scienza dell’educazione nella sola narrazione, mentre occorre contribuire a scrutinare, cioè di indagare a fondo, esaminare attentamente la realtà, in questo caso quella scolastica durante la pandemia. Occorre, più di ogni altra cosa, una ricerca capace di interrogare i fatti educativi scolastici, dentro i quali stanno i quesiti posti dalle trasformazioni sociali e culturali. In sintesi, auspichiamo una rinnovata pedagogia della scuola attenta alle sollecitazioni che possono venire da un’indagine rigorosa e sistematica sull’esperienza scolastica

    Progettarsi. L'orientamento come compito educativo permanente.

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    Il volume percorre l'itinerario specifico di prima analisi pedagogica dell'orientamento, allo scopo di delineare, sotto il profilo educativo, i principali aspetti dell'azione orientativa da attuare lungo tutto l'arco del ciclo vitale, rivolgendosi primariamente all'elaborazione di una pedagogia dell'orientamento come compito educativo permanente. In particolare, l'accento è posto sugli elementi utili per un'ermeneutica pedagogica dell'orientamento, in virtù dell'analisi della relazione fra la rinnovata attenzione alla dimensione educativa della prassi orientativa e lo statuto epistemologico della disciplina pedagogica come scienza dell'educazione. Il piano di articolazione del volume muove dalla genesi del concetto di orientamento e ne ricostruisce lo sviluppo sociale, culturale e scientifico; quindi, indaga l'orientamento come categoria pedagogica in termini di progetto, formazione e contenuto della relazione educativa, al fine di porre le premesse di una pedagogia dell'orientamento intesa come teoria, scienza e arte dell'orientamento; poi, approfondisce questo come compito educativo per l'intero ciclo di vita, considerandone le caratteristiche nei diversi stadi, poiché l'istanza perfettiva del soggetto è presente in tutto il corso della vita con modalità peculiari; infine, affronta compiti, ruoli e funzioni dei diversi soggetti dell'azione educativa a fini orientativi, movendo dal convincimento che, in prospettiva pedagogica, viene meno la distinzione fra azioni dedicate o meno, a vantaggio della cura per il progetto di vita
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