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    Essere NEET è una scelta? Giovani in attesa del proprio tempo

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    Utilizzando i dati EU-SILC, Giovanni Gallo analizza nel contributo ‘Essere NEET è una scelta? Giovani in attesa del proprio tempo’ le caratteristiche dei giovani che non studiano e non lavorano, partendo dai principali modelli sul mercato del lavoro. L’autore si chiede se l’essere NEET possa configurarsi come una scelta ‘adattiva’ dell’individuo che, riconoscendo le difficoltà correnti, decide di attendere un momento più favorevole per attivarsi. Particolarmente interessante il fatto di considerare il reddito familiare del giovane nella scelta di restare inattivo

    Supplemental Material - SOS incomes: simulated effects of COVID-19 and emergency benefits on individual and household income distribution in Italy

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    Supplemental Material for SOS incomes: simulated effects of COVID-19 and emergency benefits on individual and household income distribution in Italy by Giovanni Gallo and Michele Raitano in Journal of European Social Policy</p

    POR UMA MUSEOLOGIA DA LIBERTAÇÃO: APROXIMAÇÕES DE GIOVANNI GALLO COM A MESA REDONDA DE SANTIAGO E A TEOLOGIA DA LIBERTAÇÃO

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    Defendemos a tese segundo a qual a museologia praticada por Giovanni Gallo no Museu do Marajó dialogava com dois marcantes movimentos: a pedagogia de Paulo Freire e a Teologia da Libertação. Ambas se caracterizavam por uma opção sociopolítica cujo objetivo era conscientização acerca dos problemas sociais da América Latina, visando desencadear um processo de libertação das diversas formas de opressão existentes no continente. Nosso pressuposto não se apoia em documentos deixados por Gallo, resulta de deduções a partir da prática museal que ele elaborou e imprimiu naquele Museu. Daí a razão de, em uma perspectiva discursiva, aventarmos a existência de um diálogo triangular, que, dentre outros aspectos, procuramos analiticamente apontar. Em suma, move-nos teoricamente a convicção de que, nesse período, é possível detectar a ressonância discursiva de alguns elementos chave, seja da Teologia da Libertação, seja da pedagogia freireana, que foram assimilados por Giovanni Gallo

    L’altra faccia dello smart working

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    Come risulta da un report di Eurofound e ILO, prima dell’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di COVID-19 l’Italia era il paese europeo con la minore quota di lavoratori in smart working (o lavoro agile). A causa della sua scarsissima diffusione, il lavoro agile è rimasto senza alcuna regolamentazione sino al 2017, quando è stato introdotto il cosiddetto “Jobs Act dei lavoratori autonomi”. Questa legge definisce lo smart work come un’attività che, seppur svolta in regime subordinato, si caratterizza per l’assenza di vincoli su dove e quando lo stesso debba essere svolto. Viene quindi fatta luce su quella zona d’ombra che era la distinzione tra lavoro agile e telelavoro: quest’ultimo, infatti, prevede un maggior grado di subordinazione attraverso l’obbligo dell’indicazione del tempo e del luogo lavorativo fuori dall’ufficio

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    Come risulta da un report di Eurofound e ILO, prima dell’emergenza sanitaria dovuta all’epidemia di COVID-19 l’Italia era il paese europeo con la minore quota di lavoratori in smart working (o lavoro agile). A causa della sua scarsissima diffusione, il lavoro agile è rimasto senza alcuna regolamentazione sino al 2017, quando è stato introdotto il cosiddetto “Jobs Act dei lavoratori autonomi”. Questa legge definisce lo smart work come un’attività che, seppur svolta in regime subordinato, si caratterizza per l’assenza di vincoli su dove e quando lo stesso debba essere svolto. Viene quindi fatta luce su quella zona d’ombra che era la distinzione tra lavoro agile e telelavoro: quest’ultimo, infatti, prevede un maggior grado di subordinazione attraverso l’obbligo dell’indicazione del tempo e del luogo lavorativo fuori dall’ufficio
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