557 research outputs found

    Giovanni da Udine "intelligente architetto e di bonissimo giudicio"

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    Giovanni Ricamatore da Udine (1487-1561), oltre che virtuoso della decorazione ad affresco e in stucco, esercitò anche l'architettura. Il saggio ne ripercorre l'attività attraverso le fonti e le poche opere rimaste, ubicate in Friuli e a Udine, dove nel 1552 fu nominato architetto responsabile delle opere pubbliche della città, evidenziando i debiti nei confronti soprattutto dell'ambiente raffaellesco da lui frequentato a Roma

    RAPPORTI FRA PITTORI E INTAGLIATORI NELLA PRIMA META' DEL CINQUECENTO IN FRIULI: PELLEGRINO DA SAN DANIELE, GIOVANNI MARTINI, IL PORDENONE

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    Il contributo, presentato nell’ambito di un convegno di studio sulla scultura lignea in Italia i cui atti sono stati pubblicati nel 2005, analizza i rapporti intercorsi tra pittori e intagliatori in Friuli nella prima metà del Cinquecento, con particolare riferimento alle personalità di Pellegrino da San Daniele, di Giovanni Martini e del Pordenone. Dall’indagine emerge come alcuni di loro fossero soliti alternare l’uso della sgorbia a quello del pennello, mentre il Pordenone, oltre a comparire come perito in varie stime, non di rado realizzò personalmente i disegni per le cornici lignee destinate ad accogliere i propri dipinti. Tra gli elementi di novità dello studio vi è la proposta di attribuire la manifattura della cornice lignea della Presentazione di Gesù al Tempio, realizzata da Giovanni Martini per il Duomo di Spilimbergo nei primi anni del Cinquecento, al pittore stesso, mettendone in evidenza la diversità rispetto alla cornice del Polittico di Aquileia, eseguito da Pellegrino da San Daniele per il duomo di Aquileia tra il 1501 e il 1503. Nella seconda parte del lavoro si prendono in esame i vari problemi connessi con la ricostruzione della perduta cornice lignea realizzata da Giovanni Martini per il Polittico dei Battuti di Cividale, commissionato a Pellegrino dall’omonima confraternita nel 1525, nonché le relazioni esistenti tra quest’opera e il Polittico della parrocchiale di Varmo, un’importante opera del Pordenone, inserita entro una raffinata cornice lignea di cui si ignora l’autore, che qui si propone di identificare con l’intagliatore Giacomo Querini, amico e concittadino del Pordenone

    Alla Ricerca del Tempo Perduto (In una non Politica Industriale)

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    La grande assente in Italia e nel Veneto in questo momento di sfilacciamento politico e istituzionale è una politica di sviluppo che riesca a dare un significato e una direzione ai deboli segnali di ripresa economica, rimetta assieme i pezzi di un modello, se mai modello c’è stato, che richiede di essere ricomposto e adeguato ai grandi cambiamenti dell’economia globale. Una politica industriale in un’epoca di vacche magre non può vagheggiare i grandi progetti per i quali non si trovano risorse, ma deve attivare innovazione, nuove idee e nuovi prodotti. E per ottenere questo c’è bisogno d’imprese robuste (non per forza grandi) che sappiano alimentare e tirare la crescita

    Work,work and more work

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    Riflessioni sul mondo del lavoro di progettisti nel mondo

    Due maestri del contemporaneo a confronto: sei domande a Eduardo Souto de Moura e Sou Fujimoto

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    Intervista ai grandi architetti Eduardo Souto de Moura e Sou Fujimoto in relazioni ad alcuni grandi temi dell'architettura

    La fortuna della decorazione a grottesche in Friuli e nel Sanvitese nel Cinquecento

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    Il saggio, redatto in occasione di una giornata di studio organizzata dalla Società Filologica Friulana, analizza la fortuna della decorazione a grottesche in Friuli e nel Sanvitese nel Cinquecento. I principali artisti coinvolti in questo tipo di attività risultano essere Giovanni da Udine, il Pordenone e Pomponio Amalteo, già ampiamente indagati dalla sottoscritta in precedenti occasioni, ma con lo sguardo rivolto ad altri aspetti e problemi della loro attività. Apparentemente marginale, la decorazione a grottesche, utilizzata non solo in contesti profani ma molto spesso anche in ambito religioso, è particolarmente interessante sia per le sue implicazioni di carattere simbolico, sia per quanto può rivelarci in merito alla cultura, non soltanto visiva, degli artisti considerati. Per quanto riguarda il Pordenone, oltre alle “grottesche” friulane, ci si sofferma sui frammenti emersi in tempi relativamente recenti sulla controfacciata del duomo di Cremona (1520-1521) e sul fregio del Castello di Alviano in Umbria, di datazione ancora problematica. In merito all’Amalteo, si pone in evidenza la particolarità del soffitto della chiesa di San Giovanni Battista a Gemona (1533), caratterizzato da figure e profeti con cartigli contenenti, anziché riferimenti a testi sacri, versi amorosi e scritte burlesche. Infine, per quanto riguarda Giovanni da Udine, famoso per la sua collaborazione con Raffaello nella decorazione delle Logge vaticane, si pone in dubbio la paternità degli affreschi nella cosiddetta Sala azzurra del palazzo arcivescovile di Udine, per i quali la critica ha fatto da sempre il suo nome
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