1,029 research outputs found

    Il castello di Illasi. Storia e Archeologia

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    Il libro presenta i risultati di 5 anni di indagini storiche e archeologiche sul castello di Illasi (VR), situato nelle colline a est di Verona, condotte attraverso l’analisi delle fonti scritte, delle architetture in elevato e degli scavi archeologici. Si segue pertanto l’evoluzione dal castello-villaggio (X-XII secolo) al castello che svolge una funzione di fortezza e di residenza signorile (XIII-XIV secolo), attraverso momenti di incisiva trasformazione e ridefinizione degli spazi interni. Questo processo è ricostruito sullo sfondo delle trasformazioni dell’organizzazione territoriale dell’area circostante

    «IN QUESTA GEOGRAFIA PRECISA E INFREQUENTATA» Le topografie letterarie della poesia di Giorgio Caproni

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    Il volume punta a disegnare una mappa letteraria dei luoghi di Giorgio Caproni, mettendone in rilievo la funzione conoscitiva, e indaga le plurime declinazioni semantiche, i modi e le forme della poetica dello spazio caproniana. Le “città dell’anima”, Genova e Livorno, e i territori “descritti per enumerazione” diventano le tappe di un percorso condotto tra luoghi reali e luoghi immaginari che si combinano in definitiva in una vivida ed eloquente geografia interiore

    Riuso del castello di San Giorgio Monferrato

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    LAUREA MAGISTRALELa tesi si sviluppa sul Castello di San Giorgio Monferrato e sulla ricerca di ipotesi di riutilizzo dello stesso. Prima di procedere sulla stesura di possibili ipotesi, è stata sviluppata un’analisi dello stato di fatto che comprende l’edificio e l’area ad esso annessa (giardino all’italiana e parco). Analisi che ha riguardato i locali interni, (con non poche difficoltà, date le poche visite che si sono potute effettuare e la non possibilità di accedere in tutte le aree), dislocazione, caratteristiche principali, accessi, collegamenti interni, stato di conservazione, presenza o meno di degradi; e gli esterni, in particolare gli affacci su pubblica via. A questo punto sono state sviluppate due ipotesi di riutilizzo che coinvolgono il castello e le aree attigue e che tengono conto della presenza del centro abitato circostante e di un’altra proprietà, adibita ad albergo/ristorante, presente all’interno della cinta muraria del nostro castello. Entrambe le ipotesi puntano sull’inserimento di attività attrattive; con la prima, che prevede un Centro Benessere, un Centro Espositivo e delle Residenze, si cerca di rendere la struttura fruibile ad una clientela esigente attraverso una serie di interventi su tutto l’edificio, volti a migliorare lo stato di fatto e renderne più sicura la permanenza; la seconda, invece, prende in considerazione la struttura del castello in un modo del tutto differente utilizzando le criticità riscontrate per trasformarle in punti di forza, puntando, quindi, sulle potenzialità suggestive che l’edificio offre, trasformandolo in un luogo ludico attrattivo

    Il Castello

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    Nell’ambito di una pubblicazione sui beni culturali nel territorio comunale di Nazzano (Roma), lungo la valle Tiberina, l’edificio medievale rimaneggiato è descritto nel contesto delle vicende storiche dell’abitato di origine medievale e dei successivi sviluppi. Nei suoi caratteri architettonici il castello presenta un campionario dell'evoluzione delle tecniche di fortificazione, leggibili nei suoi caratteri costruttivi

    Tra terra, mare e cielo: le terrazze del raccontare di Giorgio Caproni

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    Nel saggio sono indagati i multiformi significati e le diverse declinazioni attribuite agli spazi domestici nella produzione di Giorgio Caproni. Partendo dalla disamina di "La Maliarda" e passando in rassegna altri racconti caproniani, vengono individuate alcune costanti tematiche e la funzione meta narrativa associata al topos della terrazza. Essa, territorio di confine tra terra, mare e cielo, è infatti luogo privilegiato delle “città dell’anima”, è spazio del paradosso, della memoria e, soprattutto, luogo della narrazione

    La vita silenziosa. Giorgio de Chirico, Ritorno al castello

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    Il catalogo della mostra di Giorgio de Chirico, il ritorno al castello, offre molteplici spunti di riflessione sull’opera e sullo stile pittorico, andando ad ampliare gli spunti di riflessione offerti dalla mostra attraverso saggi stimolanti e gli scritti di de Chirico stesso

    Il Castello di San Giorgio in Mantova

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    Sintetica descrizione della storia di Castel San Giorgio: dalla fondazione al cambio d'utilizzo verso una destinazione residenziale; si descrivono brevemente le decorazioni (Mantegna, Camera Picta) e le parti oggi demolite (Paleologa

    Spazio e autobiografia nella poesia di Giorgio Caproni. Le “città dell’anima” e i luoghi descritti “per denominazione”

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    Il saggio propone un attraversamento delle diverse stagioni dell’opera poetica di Giorgio Caproni, volto a costruire una ‘mappa’ della topografia dell’autore passando in rassegna non solo alcuni dei principali luoghi della sua poesia, ma anche modi e forme in cui la “funzione spazio” viene in essa declinata. la città, in particolare le cosiddette “città dell’anima”, Genova e Livorno, e altri “luoghi descritti per enumerazione” diventano le tappe di un percorso che avviene attraverso luoghi immaginari e spazi realmente esistiti. gli uni e gli altri si combinano a costituire itinerari di volta in volta diversi ma capaci di dare solidità a un unico “luogo preciso”: il mondo interiore del poeta. Il nesso tra spazio e autobiografia è indissolubile e Caproni, attraverso i suoi versi, costruisce una geografia tutta interiore e realizza una spazializzazione del suo io

    Il 1978 nel romanzo di Giorgio Vasta Il tempo materiale. Tra verità storica e invenzione letteraria

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    Il saggio indaga le modalità di narrazione e di re-invenzione letteraria messe in atto da Giorgio Vasta nel suo romanzo d’esordio "Il tempo materiale" (minimun fax, 2008). Lo scrittore dichiara espressamente di aver voluto riattraversare l’intricato nodo di fatti (storici, sociali e politici) e di esperienze che connotano gli anni Settanta adottando la prospettiva straniante di un bambino, Nimbo, e dei suoi amici undicenni. Utilizzando una modalità narrativa di tipo diaristico "Il tempo materiale" si snoda lungo i mesi del 1978, da gennaio a dicembre. La storia del protagonista, frutto dell’invenzione letteraria, viene sapientemente inserita all’interno di un contesto reale la cui ricostruzione è il frutto di un lavoro di meticolosa ricerca documentaria. Gli attentati, il sequestro Moro e soprattutto il linguaggio dei brigatisti vengono raccontati attraverso la voce dei media – la televisione, la radio, i giornali – e i commenti e le azioni dei personaggi. Analizzando le scelte e le modalità narrative perseguite dell’autore e prendendo in considerazione anche altri romanzi coevi, l'articolo riflette sul delicato dialogo tra realtà storica e finzione narrativa che in essi s’intesse e ci si sofferma su come proprio il linguaggio diventi, in quest’opera come in altre, strumento conoscitivo e di analisi di una realtà difficile da decodificare come quella degli “anni di piombo”
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