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La gestione delle migrazioni e dell’asilo in Europa. Il Patto europeo del 2024: tra sfide e opportunità.
Il focus dell’articolo è l’analisi del Patto su Migrazione e Asilo dell’UE del 2024. Attraverso un rapido excursus dell’evoluzione della politica migratoria europea, soprattutto dalla crisi del 2015 in poi, si giunge ad una riflessione sulla risposta a tale crisi ossia sul Patto del 2020. Il contributo si concentra poi sulle principali innovazioni introdotte dal nuovo quadro normativo (Patto del 2024), tra cui procedure accelerate, solidarietà flessibile e rafforzamento dei controlli alle frontiere. Attraverso un confronto critico con il sistema precedente, si valutano l’efficacia e la sostenibilità delle misure proposte, evidenziando le criticità ancora presenti e le prospettive future per una gestione equa e solidale delle migrazioni nell’UE
Modello sociale europeo e divieto del lavoro minorile
Lo scritto contiene una dettagliata analisi dei diritti, soprattutto concernenti il lavoro minorile, relativi alla dimensione sociale dell'Unione europea così come delineati dai nuovi assetti normativi determinati dal Trattato di Lisbona. L'esame ha cercato di evidenziare allo stesso tempo la dimensione giuridica della tutela e la portata delle politiche corrispondenti secondo un approccio multilivello. All'analisi del livello comunitario (rappresentato dalla Carta dei diritti fondamentali, dai Trattati e da un sempre più consistente corpus di fonti di diritto derivato), si è accompagnata quella del livello internazionale di tutela che, in Europa, si manifesta attraverso i pertinenti strumenti elaborati in seno al Consiglio d'Europa (Cedu e Carta sociale europea) e che, più in generale, trova punti di riferimento peculiari nelle convenzioni promosse dell'OIL
Nanocompositi e reologia: metodi di caratterizzazione non convenzionale
Seminario organizzato da TA Instruments e svolto presso il Consorzio Proplas
Immigrazione e problemi bioetici.
Il tema dell'immigrazione viene analizzato dal punto di vista della bioetica e del biodiritto con particolare riferimento all'attuazione del diritto alla salute
Bioetica e fonti del diritto dell’Unione europea
L’Unione europea, ormai da tempo, si occupa di vari temi di bioetica, mediante l’adozione di atti sia rilevanti sul piano politico, che giuridicamente vincolanti. Lo scritto analizza l’ordinamento giuridico dell’Unione al fine di verificare quali sono e che caratteristiche hanno gli atti che a vario titolo incidono nella materia in esame
Immigrazione, diritto d'asilo e ruolo dell'UNHCR.
Il fenomeno migratorio ha ormai assunto una configurazione permanente, trasformandosi in realtà strutturale della società contemporanea. Le analisi delle cause del fenomeno migratorio concordano nell'affermare che i fattori espulsivi dei Paesi di esodo e i fattori attrattivi dei Paesi di arrivo non cesseranno nel breve periodo, sicché si tratta di un fenomeno con il quale il mondo è destinato a confrontarsi ancor di più nei prossimi anni. Lo scritto effettua una disamina delle questioni più rilevanti concernenti la materia in esame, che è molto ampia e in continua evoluzione. Attenzione particolare è dedicata al ruolo dell'UNHCR dato il suo ruolo peculiare per la protezione dei rifugiati
Guerra (bioetica e). Parte giuridica.
La voce, suddivisa in tre parti (guerre odierne, ius ad bellum, ius in bello), analizza il principio del divieto dell'uso della forza nell'ordinamento internazionale e le sue eccezioni. Si occupa inoltre dello studio delle norme rilevanti del diritto internazionale umanitario, nonchè dei principi costituzionali in materia di conflitti armati
Eunomia. Numero monografico su "Sport e Diritti"
Il volume si occupa di: gestione del rischio negli eventi sportivi; sostenibilità dell’assetto definito dalla l. n. 280/2003; l’agente sportivo e la professione forense; giustizia sportiva comparata; fenomenologia degli Esports; trattamento fiscale dei compensi degli e-gamer; responsabilità civile nelle competizioni automobilistiche
Il ruolo delle donne nelle situazioni di conflitto: impatto della guerra sulle donne e loro contributo nei processi di pace
La fine del periodo della Guerra fredda è stata accolta in gran parte del mondo come l’inizio di un ‘nuovo ordine mondiale’ che avrebbe dovuto portare libertà e prosperità a tutti i popoli. Lo status quo, però, sembra contravvenire nettamente a quanto propugnato in riferimento a un ‘nuovo ordine mondiale’ quale portatore di prosperità, pace, libertà e diritti universali: la pace e i diritti umani sono negati ogni giorno a causa delle decine di guerre che affliggono l’umanità. Tutti i conflitti che negli ultimi anni hanno causato il maggior numero di vittime e sono stati scenario di crimini di immane portata, erano qualificabili come intra-state conflicts. Queste ‘nuove guerre’ nascono da evidenti crisi della sovranità statale e si segnalano per essere condotte non tanto da eserciti regolari quanto da bande ‘private’. Una caratteristica dominante e drammatica di queste ‘guerre senza fronte’ è il coinvolgimento, in termini di feriti e di morti, non tanto dei combattenti e dei militanti, quanto dei civili inermi e soprattutto di bambini e donne
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